Aerolito, libro evento, delirio intelligente ma gratuito, pantografia. Si sono sprecate le iperboli sull'Antiedipo, il libro pubblicato dal filosofo Gilles Deleuze e dallo psichiatra Félix Guattari nel 1972, di cui quest''anno festeggiamo il quarantennale. L'AntiEdipo è in realtà una cassetta degli attrezzi che fornisce la più ampia, e densa, analisi del capitalismo contemporaneo, qui fotografato agli esordi della sua finanziarizzazione definitiva. Rileggere oggi l'AntiEdipo significa recuperare la più attendibile delle possibili genealogie della nostra vita quotidiana articolata sullo scambio tra crediti e debiti, ossessionata dall'imperativo dell'austerità e del rigore, cioè sui sinonimi della colpa, del debito, della pena da espiare – il dispositivo del controllo delle vite individuali e degli Stati messi in campo in Europa per contenere gli effetti della crisi. L'AntiEdipo rappresenta oggi uno dei pochissimi libri che aiutano a decrittare l'alluvione moralistica che ha investito le popolazioni dell'Europa del Sud (i cosiddetti Piigs) ed è utilissimo per capire che quella in atto non è una lotta tra i paesi virtuosi del Nord e quelli lassisti del Sud, ma è la dinamica normale del capitalismo finanziario.
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mercoledì 24 ottobre 2012
40 ANNI DI DESIDERIO: L'ANTIEDIPO (1972-2012)
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Roberto Ciccarelli
lunedì 15 ottobre 2012
PISA NON E' MACONDO: E' L'AGORA' DEL LAVORO INDIPENDENTE
Pisa non è una smemorata Macondo, ma una città dove può convivere il Quinto Stato degli studenti, operatori dello spettacolo, ricercatori e precari della conoscenza con ciò che resta della classe operaia, il ceto medio impoverito e le classi subalterne.
Ci sono tracce rivelatrici di questa utopia concreta che abbiamo già vissuto, solo cinque mesi fa, a Milano con Macao e poche settimane prima a Napoli con l'ex Asilo Filangieri o il Teatro Garibaldi e i Cantieri della Zisa a Palermo, il teatro Coppola a Catania, l'Ex-Q di Sassari, il Cinema Palazzo di Roma e il S.A.L.E. di Venezia. Ad esempio l'occupazione del teatro Rossi il 27 settembre che offre un'apertura a quel blocco sociale che si è formato in una città universitaria, popolata in maggioranza da studenti fuorisede (come Padova, ad esempio), dove esistono anche centri di ricerca di un certo rilievo. Parliamo di una città dove
Ci sono tracce rivelatrici di questa utopia concreta che abbiamo già vissuto, solo cinque mesi fa, a Milano con Macao e poche settimane prima a Napoli con l'ex Asilo Filangieri o il Teatro Garibaldi e i Cantieri della Zisa a Palermo, il teatro Coppola a Catania, l'Ex-Q di Sassari, il Cinema Palazzo di Roma e il S.A.L.E. di Venezia. Ad esempio l'occupazione del teatro Rossi il 27 settembre che offre un'apertura a quel blocco sociale che si è formato in una città universitaria, popolata in maggioranza da studenti fuorisede (come Padova, ad esempio), dove esistono anche centri di ricerca di un certo rilievo. Parliamo di una città dove
la produzione cognitiva e culturale è centrale eppure è una città dove in maniera artificiosa tutti questi saperi differenti di chi studia all'università, di chi fa musica o teatro restano separati. Qui invece si possono sperimentare nuove forme di sapere, di produzione culturale ma soprattutto forme nuove sdi società e del vivere insieme, di fare rete
venerdì 2 marzo 2012
NAPOLI: LA BALENA OCCUPA IL FORUM DELLE CULTURE CONTRO L'ECONOMIA DEGLI EVENTI
L'occupazione dell'ex asilo Filangeri a Napoli, sede del forum delle culture, da parte degli intermittenti dello spettacolo e dell'immateriale "La Balena", il Teatro Valle e il cinema palazzo di Roma, i lavoratori dell'arte di Milano, il Sale Docks di Venezia, l'Arsenale di Palermo, il teatro Coppola di Catania, è una presa di posizione contro l'economia degli eventi culturali, la politica dell'emergenza che gestisce i fondi pubblici e le "grandi opere".
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