lunedì 15 dicembre 2014

BENJAMIN FLâNEUR

Roberto Ciccarelli

Il quinto stato era in fasce quando il suo antenato arrivò alla ribalta politica di Parigi, capitale del XIX secolo. Un saggio sulla genealogia del quinto stato nel flâneur del filosofo tedesco Walter Benjamin.  Pubblicato in un libro prezioso: Il culto del capitale. Walter Benjamin: capitalismo e religione, a cura di Dario Gentili, Mauro Ponzi e Elettra Stimilli (Quodlibet). Il libro sarà tradotto in tedesco e in inglese. 

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Nella città assediata dall'austerità e dalla speculazione finanziaria è nato uno strano proletariato. “La maggior parte del suo lavoro è sempre stato temporaneo, insicuro, itinerante e precario – ha scritto David Harvey – Molto spesso sfonda il confine tra la produzione e la riproduzione. Nuove forme di organizzazione sono assolutamente necessarie per questa forza-lavoro che produce e, cosa ancora più importante, riproduce la città”.

domenica 14 dicembre 2014

PUO' FARE L'AVVOCATO SOLO CHI PUO' PERMETTERSELO

Valentain Morgana Restainò

Abbiamo cercato di portare nei salotti della politica forense e della politica previdenziale i problemi quotidiani dei giovani avvocati e degli avvocati portatori di redditi bassi e medio bassi, e di sbatterli su quei tavoli, tra le loro carte di bridge; abbiamo chiesto a loro, ai nostri rappresentanti, di comprendere e di risolvere.

Non abbiamo avuto risposte se non, di fatto, risposte irridenti. Di fatto, ci è stato detto che il problema dei nostri redditi di avvocati senza successo non è affar loro; e che una Cassa equa e sostenibile, senza minimi obbligatori e proporzionale al reddito, non è fra le priorità dell’ente previdenziale. Bene.

sabato 13 dicembre 2014

E NOI CI SIAMO RIMASTI, IN TUTTI I SENSI, MAMMA ROMA

Er Console


Adesso è tutto un discettare sulla Roma fascio-mafiosa. Sulla mafia-Capitale. Sulla Roma nera, ma anche rossa, e non solo di vergogna. Sul blocco di potere che da trent'anni spadroneggia: dentro il connubio burocratico-clericale, ecco il connubio fascio-comunista, ma anche laziale-romanista, nordista-sudista che tiene in scacco la capitale. 

Dalla (Banda della) Magliana di Roma Sud a(lle bande di) Ponte Milvio di Roma Nord. Dalle spiagge di Ostia e Fregene, fino a Sacrofano: la città metropolitana fascio-romana. È questo il nuovo Partito della nazione (à la romanesca). Per il quale è meglio assicurarsi di chiudere Teatri (Valle, Eliseo) e Cinema (America) che preoccuparsi dei vertici politici e amministrativi che guidano questa città. Tanto ne ha viste talmente tanti, in un millennio e mezzo, figurarsi.  


E adesso praticamente tutti, a Roma, stanno leggendo le oltre mille pagine dell'ordinanza sul Mondo di mezzo. Splendida città Roma, dove è difficile che qualcuno abbia qualcosa da fare per più di un quarto d'ora continuativo. Al Ministero, come all'Università. In Regione, come al Municipio. Alle poste, come in banca. In trattoria, come al bar. La Roma oziosa e dissipatrice, dalla quale è impossibile fuggire. La Roma de: “e che cazzo c'avrai mai da fa'!?”

Quanto la amiamo, 'sta Roma, che mette tutti d'accordo?

martedì 9 dicembre 2014

I VOLONTARI DELLA RICERCA

La manifestazione "Basta gratis",
stop al lavoro gratis nel lavoroculturale
Roma 29 novembre 2014
Libera Pisano
Marx è il motivo per cui ho iniziato a studiare filosofia. “Marx” è anche la destinazione del 342, l’autobus che ogni mattina alle sei per tre lunghi anni, la durata del mio dottorato di ricerca senza borsa, mi ha accompagnato al lavoro. In questi anni mi sono scoperta insegnante, ghost writer, archivista, babysitter, dogsitter, commessa e segretaria. 
Le mie molteplici identità erano definite dai miei “lavoretti”, un vezzeggiativo che mi ha permesso di segnare una distanza ideale tra il mio lavoro accademico “serio” e il resto. Questa dicotomia esistenziale esplodeva ogni volta che, imbarazzata, mi trovavo a dover definire la mia professione. Il mio lavoro serio non pagato era scandito da innumerevoli attività: scrivere saggi, leggere, studiare, seguire seminari, andare in biblioteca, assistere alle lezioni, esaminare gli studenti, organizzare convegni, collaborare con le riviste, tradurre, intervistare etc. 

giovedì 4 dicembre 2014

JOBS ACT, L'ILLUSIONE DI CREARE LAVORO TRAMITE RIFORME DEL LAVORO

Roberto Ciccarelli

Il Jobs Act è stato approvato, i contenuti concreti li deciderà il governo, ma una cosa la sappiamo già: la precarietà si riproduce a mezzo precarietà. L'Italia mescola l'arcaico e il più moderno e non pensa al suo presente: partite iva, precari, disoccupati, giovani. Negli anni Novanta ci fu una generazione che avvertì: oggi va tutelata la persona, non solo il lavoro subordinato. Bisogna uscire dalla Decade Malefica.

>>> L'illusione di creare lavoro tramite riforme del lavoro - Gli Stati Generali <<<

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L'immagine: Installazione “100 sogni morti sul lavoro” di Gianfranco Angelico Benvenuto, Milano, 2012, foto di Pierangelo Zavatarelli  (CC) – «Cento anonime tute vuote, riempite solo dal vento che dà loro corpo in questo composto cammino senza i colori della speranza di Pellizza da Volpedo. Perché l’assenza di chi è morto per il lavoro o perchè lo ha perso diventi la presenza più autentica e più viva. Perché almeno il silenzio possa penetrare il muro dell’indifferenza al dolore altrui».

venerdì 28 novembre 2014

LA SOLIDARIETA' E' UN'ARMA

Jean-Pierre Dardenne, Luc Dardenne: Due giorni e una notte. Un film con Marion Cotillard e Fabrizio Rongione

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Roberto Ciccarelli

La solidarietà è un piccolo gesto all’origine di infiniti altri gesti che permettono di creare una potenza fuori dalle norme acquisite o interiorizzate. Norme imposte per proteggere la miseria morale e materiale. Un atto sconsiderato, assoluto, inconcepibile nell’epoca della paura sociale. Quello di Sandra che rifiuta di essere riassunta al posto di un collega precario a cui non verrà rinnovato il contratto.




martedì 25 novembre 2014

GIORNALISTI "4 EURO A PEZZO", LA LOTTA PER UN ALTRO SINDACATO

Roberto Ciccarelli

101 voti. Non ho mai pensato di candidarmi ad alcunché, adesso che sono stato eletto a delegato per il 22° congresso dell'associazione stampa romana sono emozionato. Qualcuno lo conosco, molti altri no. Ecco, spero che questo voto sia utile a tutti e un giorno a chi, freelance e precari, ho incontrato in questi anni. Grazie a tutt*. L'occasione fa il racconto: quello delle lotte dei giornalisti precari e freelance in Italia, contro l'"accordo truffa" sull'equo compenso e il nuovo contratto di categoria. Un contratto che è l'anticipazione del Jobs Act.

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Quello dei giornalisti è stato un sindacato forte di una categoria ricca. Oggi è un sindacato corporativo di una categoria impoverita arroccata a difesa dello status di pochi, mentre il 60% dei giornalisti italiani non lavora in redazione. Lavorano da precari, da freelance, senza diritti che non siano quelli contrattati a voce nel tran tran di un lavoro a cottimo. 

lunedì 24 novembre 2014

GIORGIO AGAMBEN, UNA VITA LIBERA FINALMENTE

Roberto Ciccarelli
Tra diritto pubblico e biopolitica, l’immanenza. Una lettura di “L’uso dei corpi” di Giorgio Agamben (Neri Pozza, 2014). Su Lavoro culturale la recensione dell'ultima tappa del ciclo ventennale che il filosofo italiano ha dedicato alla riflessione sull’Homo Sacer. 
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"L’apolide è soprattutto una figura centrale nel pensiero politico contemporaneo dove conosce infinite incarnazioni: la donna, il sans papiers, il precario, i soggetti Lgbtqi, il “precario”. Tutti oggetto del “bando” sovrano, tutti soggetti fuori dalla normalità che la norma impone senza tuttavia mai riuscire a prendere le misure del mondo. Più che una politica dei margini, Agamben invita a ripensare la politica come forma dell’apolidia di massa nella traumatica sconnessione tra la cittadinanza e il suo territorio, e dei diritti dal suo soggetto."

sabato 22 novembre 2014

PROVE TECNICHE DI INSUBORDINAZIONE AL LAVORO

Giuseppe Allegri

Esce in questi giorni in Francia il volume Précariat. Pour une critique de la société de la précarité, sous la direction de Silvia Contarini et Luca Marsi, Presses Universitaires de Paris Ouest (p. 176, € 18).  Vi proponiamo una sintesi dell'intervento di Giuseppe Allegri.


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In queste note si prova a nominare l'urgenza di condividere altre narrazioni possibili contro l'ossessiva presenza del lavoro e/o la sua cronica mancanza, precarietà, intermittenza, a-tipicità, indagando quelle che potrebbero oramai definirsi le cinquantennali prove tecniche di insubordinazione al lavoro, con possibili evocazioni di una sottile, duratura, creativa disaffezione al lavoro, ma anche con la consapevolezza che spesso il capitale ha messo letteralmente al lavoro e a profitto questa insofferenza diffusa nei confronti del lavoro. 

venerdì 14 novembre 2014

STRIKE! SCIOPERO SOCIALE PER UN'ALTRA IDEA DI LAVORO, CURA E VITA

Zerocalcare per #scioperosociale
Giuseppe Allegri

*** Strike! oggi è #scioperosociale x un'altra idea di lavoro, cura e vita, parafrasando il Jobs Act
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Come un mantra ossessivo e compulsivo, insieme con l'autunno, arriva a compimento l'ennesima riforma del mercato del lavoro, in Italia. Da vent'anni, sempre la stessa storia.


Il ventennio malefico della precarietà istituzionalizzata
E c'è sempre una coppia in ballo: oggi Poletti-Renzi. Ieri Treu-Damiano, relatori della l. 92/2012, meglio nota come Riforma del lavoro Fornero, dal titolo tristemente inadeguato: Disposizioni in materia di riforma del mercato del lavoro in una prospettiva di crescita. Visto che in oltre due anni crescerà solo la disoccupazione.

L'altro ieri c'era un'altra coppia ancora: sempre Tiziano Treu, questa volta in compagnia di Lamberto Dini Presidente del Consiglio (la primavera 1995 del Pacchetto Treu; poi la creazione della Gestione Separata INPS per Partite Iva non ordiniste e tutte le forme del lavoro intermittente, precario, flessibile; quindi la successiva l. 196/1997, Norme in materia di promozione dell'occupazione, nel senso di una sua sempre più precaria condizione).

Ne La furia dei cervelli (manifestolibri, 2011) abbiamo definito gli anni novanta di queste odiose riforme come la decade malefica.

mercoledì 12 novembre 2014

AVVOCATI, UNA PROFESSIONE ALLO SBANDO: E' TEMPO DI SCIOPERO SOCIALE

Cosimo D. Matteucci 

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Gli avvocati vivono una gravissima crisi e sono stritolati da un conflitto intergenerazionale, interreddituale. Sono un quinto stato da 4-500 euro al mese. La mobilitazione generale degli avvocati aderisce allo sciopero sociale del 14 novembre. Chiede tutele collettive, equità previdenziale e fiscale, sostegno ai redditi bassi

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Mobilitazione Generale degli Avvocati (M.G.A.) è una associazione forense di base, di natura sindacale, finalizzata alla tutela delle fasce economicamente più deboli dell’avvocatura italiana ed in generale degli avvocati portatori di redditi bassi e medio-bassi, sui quali da sempre grava il peso del conflitto intergenerazionale ed interreddituale che da tempo logora lo stesso tessuto connettivo della categoria professionale.

Abbiamo deciso di aderire allo sciopero sociale del prossimo del 14 novembre, nella speranza che questo possa essere l’inizio, l’innesco di un processo di mobilitazione sociale, sindacale e politica che coinvolga tutti i lavoratori e tutto l'enorme popolo del lavoro autonomo, delle professioni intellettuali e delle partite iva. 

martedì 11 novembre 2014

MA QUALE IDEA DELLA MATERNITA' SI E' FATTO RENZI?


Roberto Ciccarelli

Le neo-mamme rispondono a Renzi sugli 80 euro. "Freedom for Birth" Roma: la narrazione di Renzi sulla maternità è ispirata a un immaginario arretrato, discriminatorio e consumista.

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Gli 80 euro proposti dal presidente del Consiglio Matteo Renzi alle neo-mamme? Una proposta fuorviante e tossica secondo il gruppo di azione romano "Freedom for Birth". Secondo le madri, che sottolineano il loro essere anche professioniste, i genitori hanno bisogno di un Welfare: servizi funzionanti, reddito, casa, diritti, cittadinanza e dignità, investimenti pubblici per la promozione della salute e della prevenzione durante percorso nascita e nel periodo perinatale (il primo o i primi tre anni di vita). Tali investimento generano un vantaggio per le persone coinvolte in termini di salute e qualità della vita e un risparmio per le amministrazioni e per la società sostengono le neo-mamme.

lunedì 10 novembre 2014

TACHELES MON AMOUR: LA RIVOLUZIONE A BERLINO NEL 1989


Il Console

Berlino 1989-1990. Mille lingue da confondere, una sola condivisa voglia di stare dentro la rivoluzione europea che ci sembrava inevitabile nel dopo-1989; senza nostalgie, forse con troppa faciloneria tardo-punk e un'improvvisazione assai caotica. 

GAME OVER: PRESS START. Questo troviamo scritto sul sito del fu Tacheles. Due anni fa, dopo ventidue di occupazione, il più grande centro sociale artistico mai inventato è stato sgomberato definitivamente: è la fine dei giochi e l'inizio di una diaspora, che non sappiamo dove porterà quello spirito di indomabile sperimentazione e creazione quotidiana. 

In realtà, già da diversi mesi non si poteva più accedere agli oltre 20mila metri quadri di questo incredibile palazzo di inizio Novecento, dove erano rimasti solo alcuni degli oltre 80 artisti residenti. 

Erano i primi mesi del 1990, poco dopo la caduta del Muro, quando un gruppo di giovanissimi artisti, visionari, indipendenti e provocatori occupò questo immenso palazzo oramai fatiscente a OranienburgerStraße, a Mitte, nel cuore di Berlino Est. 

sabato 8 novembre 2014

PER FARE UN ALTRO JOBS ACT LEGGIAMO SILVANA SCIARRA, GIUDICE COSTITUZIONALE

Silvana Sciarra, giudice costituzionale
Giuseppe Allegri

L'elezione a giudice della Corte Costituzionale della giuslavorista Silvana Sciarra deve essere salutata come un evento rilevante, per il profilo della studiosa e per la congiuntura politico-istituzionale nella quale è avvenuta. Proprio la sensibilità sociale ed europeista della giuslavorista di Trani può essere il segnale culturale, ancora prima che politico, di un nuovo discorso pubblico sui diritti sociali e del lavoro e un'ulteriore spinta garantistica nella futura giurisprudenza costituzionale. 

martedì 4 novembre 2014

SOLO L'OPERAIO FIOM PUO' INCROCIARE LE BRACCIA, I PRECARI NO

Roberto Ciccarelli

Affinità e divergenze politico-iconografiche della Fiom con lo sciopero sociale del 14 novembre 2014
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Questo è il manifesto che la Fiom ha creato per lanciare in rete lo sciopero generale del 14 e del 21 novembre. Il primo con manifestazione a Milano, il secondo a Napoli. In mancanza dello sciopero generale della Cgil, che si farà attendere fino a dicembre, e forse ci sarà o non ci sarà chissà, quel mondo largo che è sceso in piazza a Roma sabato 25 ottobre contro il Jobs Act di Renzi, dovrà per il momento accontentarsi delle manifestazioni della Fiom.