sabato 27 settembre 2014

MODELLO FARINETTI, IL LAVORO MADE IN EATALY


Roberto Ciccarelli

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Il modello Farinetti raccontato da dentro, un’inchiesta vecchio stile scritta dai lavoratori. La gestione del personale al tempo del Jobs Act: non serve licenziare, basta non rinnovare
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Il talento di Oscar Farinetti, patron di Eataly, è quello di far parlare di sé. L’imprenditore considerato vicino al presidente del Consiglio Matteo Renzi, ci è riuscito un’altra volta quando ha assicurato che «l’articolo 18 va bene così com’è». Apparentemente sembra avere preso le distanze dall’osmosi con Renzi e la maggioranza del Pd, impegnati nella crociata anti-sindacale sulla norma più simbolica, e meno frequentata, del diritto del lavoro italiano.

martedì 23 settembre 2014

CLASSI POPOLARI: LA "SINISTRA" PREPARA LA VITTORIA DI MARINE LE PEN

Giuseppe Allegri

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Il grande dibattito scatenato in Francia dal libro di Christophe Guilluy, La France périphérique. Comment on a sacrifié les classes populaires, un cowboy solitario percorre le lande desolate della sinistra che porterà al potere la destra reazionaria e sovranista del Front National.

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Classes populaires. Le livre qui accuse la gaucheQuesto il titolo a tutta pagina di Libération del 17 settembre (qui il resto del dibattito).

Mentre così apostrofa il celebre settimanale Marianne della stessa settimana: Le vere fratture francesi: un'opera esplosiva che spiega l'avanzata di Marine Le Pen”. Aggiungendo che c'è un solo libro che devono leggere Hollande, ma anche Valls, Mélenchon, Bayrou, Juppé, Sarkozy. Cioè tutta la classe dirigente repubblicana francese, dai socialisti moderati e al governo (Valls e Hollande) a quelli pseudo-radicali (Mélenchon), fino alla destra gollista ancora in apnea dopo la sconfitta presidenziale (Juppé e Sarkozy).

Qui l'intero dibattito del settimanale Marianne.

domenica 14 settembre 2014

L'INSOSTENIBILE SOLITUDINE DELL’AVVOCATO, FARE COALIZIONE CON IL QUINTO STATO

Valentain Morgana Restainò

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L'autrice è un'avvocatessa impegnata nella rete MGA - mobilitazione generale degli avvocati (link al forum su Facebook). Per un'alleanza intellettuale e politica con il mondo delle partite Iva e del precariato. Per i diritti sociali di nuova generazione del quinto stato

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C'è un tempo in cui devi dimenticare il solito cammino, che sempre ci porta negli stessi luoghi.

Vale per tutti, prima o poi. Viene un momento in cui rimanere negli schemi di pensiero di sempre diventa dannoso, pericoloso, fuorviante.

E vale anche per la categoria forense. Per gli avvocati.

Dal 1 agosto, essendomi permessa di andare in ferie, non ho incassato nemmeno un euro.

martedì 9 settembre 2014

BELLUSCONE, AUTOBIOGRAFIA DI UNA NAZIONE A PALERMO

Il Console 

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Siamo postumi a Berlusconi, non finiremo di essere berlusconiani
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È da salutare con grande gioia il ritorno nelle sale cinematografiche di Franco Maresco. Lo spirito intransigente e lirico, caustico e grottesco, spietato e amorevole della coppia, con Daniele Ciprì, che diede vita a Cinico TV e a una manciata di capolavori di poesia cinematografica italiana, troppo spesso dimenticati (Lo zio di Brooklyn, Totò che visse due volte, Il ritorno di Cagliostro).

venerdì 5 settembre 2014

L'ASSALTO AL CETO MEDIO NELL'ITALIA DI RENZI

Giuseppe Allegri

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Renzi ostenta l'appartenenza alla società di mezzo. Con gli 80 euro l'ha prima sostenuta per poi annullarla con il blocco dei contratti, l'aumento delle tasse, i tagli. Il suo populismo è l'antidoto all'élite "montiana" che distrugge il ceto medio, i lavoratori, i precari? La recensione di "Dialogo sull'Italia" di Aldo Bonomi e Giuseppe De Rita

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Aldo Bonomi e Giuseppe De Rita portano avanti da tempo un prolungato confronto e lavoro di ricerca sulle trasformazioni sociali del Bel Paese. Dialogo sull'Italia. L'eclissi della società di mezzo (con premessa di Riccardo Bonacina) è stato scritto durante il Governo Monti. 

In questo libro si confrontano con il radicale disallineamento tra sociale e politico, che ha eliminato lo spazio orizzontale della «società di mezzo», artefice di relazioni sociali, economiche e istituzionali in grado di tenere insieme un intero Paese, pur attraversato da forti tensioni e differenze. È il tramonto ventennale dei corpi intermedi, associazioni, circoli, movimenti, comitati, sindacati e partiti radicati nei territori, che riarticolavano il conflitto tra capitale e lavoro, oltre l'incombenza dello Stato e non abbandonando l'individuo nelle maglie strette delle reti familiari.

giovedì 4 settembre 2014

IL SENSO DI RENZI PER LA PATENTE A PUNTI A SCUOLA

Roberto Ciccarelli

Bestiario semiserio per una vita spericolata dietro la cattedra: valutazione, merito, portfolio e patente. Gli strumenti per fare squadra e vincere la partita del cuore con il tuo preside-manager

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Il patto proposto da Matteo Renzi a docenti, famiglie e studenti è un progetto di società, e non solo scolastico, congruente con la pedagogia neoliberale che il presidente del Consiglio vuole applicare all’intero paese. Ispirato alla “meritocrazia” il governo propone uno scambio ai 150 mila docenti che ha annunciato di volere assumere da settembre 2015: un posto di lavoro, ma a condizioni salariali bloccate per nove anni, e in più chiede la disponibilità ad essere flessibili geograficamente. Stipendi ridotti e mobilità dettata dalle esigenze della scuola-azienda. In questo modo Renzi si propone di rendere efficiente lo Stato per gestirlo come un’impresa. 

lunedì 1 settembre 2014

SCHIAVI ALLA BIENNALE DEL CINEMA DI VENEZIA

Claudia Boscolo

Venezia, terra di nessuno. Vita da somministrati in un grande evento, perché il lavoro non conta e quel poco che c'è è una benedizione. Il lavoro culturale, i laureati in lettere alla mostra del cinema. Chi è addetto all’accoglienza dei divi del cinema, degli artisti e dei giornalisti di tutto il mondo è sfruttato ogni limite possibile

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Per chi vive in laguna i due appuntamenti più importanti dell’anno non sono gran cosa. Si ripete ogni anno sempre più stanco il rituale delle vernici della Biennale e del passaggio delle stelle del cinema al Lido. Per lo più diverte incappare in qualche star, ma per chi conduce una vita normale questo periodo dell’anno è né più né meno che un inferno.

sabato 30 agosto 2014

LA NATURA SOPRA DI ME, EATALY DENTRO DI ME

Renzi e Farinetti in basso a sinistra
apertura di Eataly Firenze
Roberto Ciccarelli

Eataly Firenze, primo sciopero contro l'impresa (e la filosofia) new age di Farinetti. I protagonisti sono i giovani dipendenti che non vedranno rinnovato il loro contratto a fine agosto, così come il 50 per cento degli assunti dall’apertura del negozio nel dicembre 2013

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Primo sciopero della breve storia di Eataly a Firenze, la filiale più simbolica che c'è nell'impresa fondata dal pilastro dell'imprenditoria renziana Natale detto Oscar Farinetti, nel centro della città che ha lanciato l'avventura politica dell'attuale presidente del Consiglio.

La protesta di due giorni, sabato 30 e domenica 31 agosto, è stata decisa da alcuni giovani dipendenti, assunti con contratti a termine attraverso un'agenzia interinale, ai quali l'azienda ha comunicato che non saranno rinnovati. Con loro, sostengono i lavoratori ci sono «altri 60 ragazzi, in pratica il 50% del personale del negozio».

Il negozio di Firenze è stato inaugurato a dicembre 2013 dal patron Oscar Farinetti e dall'allora sindaco Matteo Renzi, dopo la ristrutturazione dei locali della libreria Martelli. In precedenza questi locali si chiamavano Marzocco, e prima ancora Bemporad, dal nome dello storico editore che pubblicò «Le avventure di Pinocchio» di Carlo Collodi.

venerdì 29 agosto 2014

FIAT MONEY: I SOLDI DI DRAGHI NON BASTANO PER USCIRE DALLA DEPRESSIONE


Giuseppe Allegri

Renzi dice che l'alta velocità sbloccherà la crescita in Italia. Il denaro creato dal nulla della Bce scatenerà la crescita. Ma Mefistofele la pensava diversamente. La dispotica austerity dei banchieri di Elido Fazi


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Nella non certo torrida estate del 2014 l'Italia torna in deflazione, come nella tarda estate del 1959. Mentre la disoccupazione supera il 12,6%, con quella giovanile intorno al 43%: si perdono mille posti di lavoro al giorno. Queste le considerazioni allarmate di stampa e politica, dopo le comunicazioni ISTAT riguardanti i dati degli ultimi mesi di Grande Depressione italica. Ci servirebbe un mefistofelico diavolo, poeta e visionario, per “uscire dalla crisi”?

giovedì 28 agosto 2014

STING: LOTTA DI CLASSE NEL CHIANTISHIRE E IL LAVORO GRATIS ALL'EXPO

Roberto Ciccarelli

Indignati se Sting chiede 262 (208 sterline) per raccogliere olive nella sua tenuta di 350 ettari, il Palagio sulle colline toscane, e non farlo per i volontari all'Expo che lavorano gratis?

Stamattina, Sting si è fatto tradurre il "buongiorno" di Massimo Gramellini, la noticina quotidiana scritta per la Stampa. Ed è rimasto turbato. Avrebbe detto più o meno questo, ne abbiamo fatto una traduzione veloce.

La notizia è rimbalzata dal Daily Mail sui quotidiani italiani, trascurando un dato: l'offerta è rivolta a volontari, si, ma pur sempre turisti in cerca di un agriturismo nel Chiantishire. Se non ne avete visto uno andateci; se non ci avete mai dormito una notte, portafoglio permettendo, vale la pena. Quello di Sting è fantastico. E ci sono sei dependance. 

lunedì 11 agosto 2014

QUANTO COSTA LA FIDUCIA DEL TEATRO VALLE


Roberto Ciccarelli

Dopo tre anni è finita l'occupazione. Che cosa è successo davvero, e quali sono i rischi e i risultati della "fiducia" concessa alle istituzioni

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Gli unici ad avere creduto, fino in fondo e fino ad oggi, in una trattativa che non è mai esistita sono stati gli attivisti del teatro Valle. Ci hanno creduto fino al punto da completare l'«autosgombero» domenica notte, come segno di una «fiducia» nel teatro di Roma e il Campidoglio. Un atto clamoroso, di cui non c'è memoria nella storia dei movimenti sociali in Italia, che ha tormentato fino in fondo gli ex-occupanti in un'assemblea lunghe  e dolorose.


venerdì 8 agosto 2014

SPETTACOLO CRUDELE AL TEATRO VALLE

L'elenco dei rifiuti del Campidoglio e del teatro di Roma alle richieste degli attivisti della “Fondazione teatro Valle bene comune” è lungo. Nella concitazione delle ultime ore, che potrebbero essere le ultime di un'esperienza unica lunga tre anni, due sono gli elementi certi: alla fondazione non verrà riconosciuta alcuna autonomia gestionale o artistica; il Campidoglio non accetterà alcun rinvio alla scadenza del 10 agosto strappata dagli occupanti alla tagliola fatta scattare dal ministero dei beni culturali che è il vero player di una manovra avvolgente gestita insieme al centro-sinistra romano.

A che punto è la tagliola
Sono questi i principali risultati dell'incontro con l'assessore di Roma Capitale Giovanna Marinelli e il presidente del teatro di Roma Marino Sinibaldi che si è svolto ieri a piazza Campitelli. Dopo i sopralluoghi della Soprintendenza di Stato, e i lavori di messa a norma del teatro occupato il 14 giugno 2011 (ieri si parlava di un mese o poco più, ma sono voci per il momento), il teatro Valle rientrerà nella gestione esclusiva del teatro di Roma. Le attività della fondazione verranno inquadrate nel “teatro partecipativo” gestito dal direttore artistico Antonio Calbi.

giovedì 24 luglio 2014

LO SCIOPERO FISCALE DI DANIELA FREGOSI: "ANCHE I FREELANCE HANNO IL DIRITTO AD AMMALARSI"

Daniela Fregosi ha rotto il silenzio. Sostenuta da Acta, l'associazione dei freelance, questa consulente e formatrice toscana di 46 anni ha iniziato una protesta a nome delle lavoratrici e dei lavoratori autonomi colpiti da una grave malattia. Un tumore al seno, ad esempio, quello che l'ha colpita l'anno scorso facendo esplodere la vita insieme al suo lavoro. Dopo una lunga ricerca, raccontata sul blog Afrodite K (tumoreseno.blogspot.it), Daniela ha scoperto di avere diritto ad un'indennità di malattia pari a 13 euro netti al giorno, per 61 giorni, 794,46 euro in totale. Poi più nulla, perchè per lo stato non può durare più di 61 giorni.

Un lavoratore dipendente mantiene il suo stipendio e le spese della sua malattia vengono coperte dallo stato. Per un autonomo, invece, il risarcimento è irrisorio, non è prevista alcuna copertura pensionistica. In più dovrebbe versare l'anticipo sui contributi Inps, quelli previsti dalla gestione separata alla quale sono iscritti i freelance.

martedì 22 luglio 2014

COSA HO IMPARATO ANDANDO ALLE ASSEMBLEE DELLA "SINISTRA"

Roberto Ciccarelli

Giochino in 13 punti, da leggere dall'alto verso il basso, o viceversa, per tornare alla casella di partenza

0) La politica si fa convocando riunioni e assemblee dove si parla di ciò che si deve fare, non di come fare le cose

1) Organizzare assemblee  in cui si parla TANTO e le parole non corrispondono mai ad un'azione, ma alludono a un futuro, svuotato, remoto, depresso, intangibile e senza slanci

2) Nessuno deve parlare veramente e quello che si dice bisogna che nessuno se lo ricordi, anche perché ripete sempre le stesse cose nel linguaggio della mancanza e della rimozione.

3) Chi parla di solito ribadisce la legge del dovere: SI DEVE ma non si può fare; Noi FAREMMO SE, ma non lo possiamo fare. Si allude alla possibilità di esistere, anche se non si esiste. E' la legge sulla quale è costruito il nostro paese: ci sono dei diritti, ma non si possono avere; c'è molta ricchezza, ma non la puoi avere; si può lavorare, ma non ora. Si può sognare, ma meglio farlo dopo. E così via. Un paese conservatore che conserva il suo stesso ricordo.

venerdì 11 luglio 2014

TEATRO VALLE: L’ESPERIMENTO ITALIANO DEI BENI COMUNI DEVE CONTINUARE!

Ugo MatteiSalvatore Settis, David HarveySlavoj Zizek, Étienne BalibarMichael HardtCostas DouzinasPeter WeibelFreddy GrunertSasa DobricicLynn HershmanClemens V. WedermeyerDavid BollierTom KernsSandro MezzadraTomaso MontanariPenelope SimonsAnna GrearBurns H WestonAled DilwynDonald K. Anton. 

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Dal 14 giugno 2011, una comunità di artisti e militanti ha trasformato il Teatro Valle, il più antico e prestigioso teatro di Roma che rischiava di essere privatizzato, in uno dei più avanzati esperimenti di fusione tra la lotta politica e le arti performative nel mondo attuale. Nell’interesse delle generazioni future è stata creata un’entità giuridica denominata “Fondazione teatro Valle Bene Comune” che ha raccolto l’adesione di quasi 6 mila persone. È stato il frutto di un nuovo e genuino processo di cooperazione tra alcuni giuristi molto noti e l’assemblea degli occupanti. Un notaio ha riconosciuto l’esistenza della Fondazione, mentre il Prefetto di Roma ne ha negato la personalità giuridica sostenendo che il possesso della struttura non è un titolo sufficiente per avviare la Fondazione.