sabato 6 febbraio 2016

MARIO DONDERO - BARRICATA IN RUE LUSSAC, PARIGI 1968

MARIO DONDERO - Manifestanti su una barricata in rue Gay Lussac Parigi, 1968

Non c’è altra soluzione che quella creatrice.

Sono le riconversioni creatrici che contribuiranno alla soluzione della crisi attuale e prenderanno la forma di un Maggio 68 generalizzato, di una biforcazione o di una fluttuazione amplificata. Ci saranno molte agitazioni, farneticanti gesticolazioni, parole e stupidità, e altrettante illusioni, ma non è questo che conta.

Noi cerchiamo la veggenza, come se un’intera società, in un momento stabilito da nessuno ma ardentemente ricercato nel sonno, trovasse la sua vita intollerabile e vedesse la possibilità di una cosa completamente altra.

Nella mediocrità c’è sempre un soprassalto nel desiderio di una nuova esistenza: il corpo, il tempo, la sessualità, la cultura, il linguaggio, il lavoro e il non lavoro si contraggono. E generano un respiro. Non vogliono soffocare.

La notte è certa. Prendiamo l’evento che dunque siamo.

(Roberto Ciccarelli)

*** Tratto da Giacomo Giossi, 15 foto e 15 autori, per raccontare lo sguardo curioso di Mario Dondero, Gli Stati Generali

15 FOTO E 15 AUTORI, PER RACCONTARE LO SGUARDO CURIOSO DI MARIO DONDERO

giovedì 21 gennaio 2016

LIBERA CARTA – SCRIVIAMO I NOSTRI DIRITTI DI FREELANCE



Milano, venerdì 29 gennaio alle ore 18, al coworking Spazio A in via Pollaiuolo inizia il tour della Carta dei diritti e dei principi del lavoro autonomo e indipendente, promossa dalla Coalizione 27 febbraio. L’incontro sarà introdotto da Sergio Bologna, autore de La new workforce. Il movimento dei freelance

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La carta è promossa dalla Coalizione 27 Febbraio: una rete di venti associazione del lavoro autonomo ordinistico e «atipico» (avvocati, architetti, ingegneri, geometri, farmacisti, ricercatori precari).

La carta dei diritti dei freelance e degli ordinisti (qui il testo) è un testo aperto, una bozza concepita e da costruire insieme con i freelance, gli autonomi e i lavoratori indipendenti che vorranno partecipare alla scrittura dei loro diritti e all’immaginazione di un paese diverso per noi e i nostri lavori.

La proposta della “Coalizione 27 febbraio” nasce anche per confrontarsi criticamente con l’iniziativa governativa sullo “statuto del lavoro autonomo” che sarà presentato in parlamento entro gennaio e diventerà legge nel 2016. Nel frattempo la CGIL ha presentato una “Carta dei diritti universali del lavoro” dove non si fanno differenze tra i diritti del lavoro autonomo e dipendente.

Milano è la prima tappa del tour, e altre ce ne saranno nella città del lavoro autonomo e indipendente. Vogliamo fare rete e partecipare da Nord al Sud, nelle grandi e nelle piccole città, e fino a primavera inoltrata. On-line, faccia a faccia, in incontri aperti o in laboratori di scrittura, nessuna forma di partecipazione è esclusa.

Coalizione 27 febbraio:

ADU – Associazione degli avvocati Difensori d’Ufficio, ANAI – Associazione Nazionale Archivistica Italiana, Archivisti in Movimento, Assoarching, Associazione delle guide turistiche, CLAP – Camere del Lavoro Autonomo e Precario, Comitato per l’Equità Fiscale, Comitato Professioni Tecniche – Ingegneri e Architetti F.N.P.I. – Federazione Nazionale Parafarmacie Italiane, Geomobilitati – Geometri, IVA sei Partita, Inarcassa Insostenibile, Intermittenti della Ricerca – Roma, MGA – Mobilitazione Generale degli Avvocati, Rete della Conoscenza, Sciopero Sociale – Roma, Stampa Romana.

***Si ringrazia SHOUT per la gentile concessione dell'immagine

mercoledì 20 gennaio 2016

FREELANCE #NONCIGARBA NON AVERE DIRITTI

La protesta contro la marcia indietro del governo Renzi sullo statuto del lavoro autonomo. Storify completo sulla protesta dei freelance che ha scalato i Trending Topic di Twitter Italia. La marcia indietro del governo Renzi sullo statuto del lavoro autonomo: malattia, pagamenti e formazione. Un provvedimento sempre più povero dopo l'eliminazione dell'equo compenso. Ma il testo del Ddl ancora non c'è.







venerdì 1 gennaio 2016

MGA AVVOCATI: WELFARE E DIRITTI PER IL LAVORO INDIPENDENTE


Cosimo D. Matteucci*

Il 2015 ha visto il perfezionamento della costituzione dell'associazione, il miglioramento della sua struttura interna e l'ulteriore radicamento territoriale su tutto il territorio nazionale.

Anche su queste basi M.G.A. (Mobilitazione Generale degli Avvocati) ha potuto dare nuovo impulso e nuova linfa alla propria attività di costruzione politica e sindacale, promossa sia all’interno, che all’esterno del perimetro forense.

La nascita della Coalizione 27 Febbraio ‪#‎27F‬ e la produzione della “Carta dei diritti del lavoro autonomo ed indipendente” è per noi tutti un motivo di enorme soddisfazione, perché finalmente le rivendicazioni delle fasce economicamente più deboli dell’Avvocatura si intrecciano con quelle delle altre professioni e degli altri lavoratori, coagulandosi in una massa critica che è molto più forte delle loro somma algebrica.

giovedì 31 dicembre 2015

COLONNA SONORA 2016: POP DIASPORA DAL LAVORO DI MERDA

M.I.A. nell'epico video Borders
Il Console

Musica e video. Gli eroi e le eroine delle classi precarie, disoccupate, il quinto stato renitente al lavoro di merda, in fuga dai confini e dalle guerre. Ritratto del 2015 e omaggio all'artista dell'anno: M.I.A. contro l'Europa della Troika, dei confini e delle stragi silenziose dei migranti in mare. Epic music and videos for our precarious multitudes.

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mercoledì 30 dicembre 2015

GIORNALISTI CINQUE EURO AL PEZZO, PER RENZI NON SONO SCHIAVI NE' PRECARI

Andrea Cegna

I giornalisti freelance a Renzi: "Noi non siamo schiavi né invisibili". Intervista sui diritti a Radio Onda d'Urto


Per il presidente del Consiglio Renzi nel giornalismo italiano non esiste la schiavitù. Guadagnarsi 4900 euro lordi all'anno non è un lavoro. Come uscire dall'invisibilità e dall'ignoranza di chi non conosce la realtà del lavoro oggi. 

Un'intervista di Andrea Cegna a Valeria Calicchio, giornalista precaria e componente della Consulta Lavoro Autonomo e Freelance del Lazio. Su Radio Onda d'Urto.

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martedì 29 dicembre 2015

BISOGNA VIVERE TUTTO. STORIA DI ARTAUD, LIBRAI E EDITORI IN ITALIA

Giuseppe Allegri

Un doppio evento che vogliamo festeggiare. La creazione di Giometti & Antonello editori, una nuova casa editrice indipendente a Macerata,  e una delle sue prime pubblicazioni: Jacques Prevel, In compagnia di Antonin Artaud

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Si tratta degli editori Giometti & Antonello di Macerata. Alla guida ci sono due liberi pensatori e indipendenti artefici delle proprie intraprese. Gino Giometti, filosofo, co-fondatore e co-direttore per vent'anni della seminale casa editrice Quodlibet e Danny Antonello, poeta, comparatista, e creatore in pochi anni della preziosa libreria antiquaria Scaramouche, con sede nell'accogliente piazza Mazzini di Macerata e prima tappa privilegiata nei nostri purtroppo assai rari passaggi marchigiani. Anche perché nei pressi della libreria c'è un accogliente bar, dove poter gustare con appropriata lentezza, confortati dalle sapienti chiacchiere con gli stessi librai-editori e da un qualche distillato ambrato, le meraviglie trovate in libreria (personalmente mi è capitato di scovare due introvabili “chicche” degli amatissimi Malcolm Lowry e Luciano Bianciardi). 

martedì 15 dicembre 2015

CARTA DEI DIRITTI E DEI PRINCIPI DEL LAVORO AUTONOMO E INDIPENDENTE


Dopo la carta dei giornalisti freelance, approvata dal sindacato di Stampa Romana, ecco il testo della Carta dei diritti e dei principi del lavoro autonomo e indipendente. E' il risultato del lavoro collettivo di una ventina di associazioni del lavoro autonomo ordinistico e atipico, di sindacati tradizionali e nuovi che formano la Coalizione 27 febbraio. E' un testo aperto, che darà vita in tutto il paese al "Carta canta tour" nei prossimi mesi.

Precari, disoccupati, intermittenti, dipendenti, freelance, professionisti viaggeranno insieme, da nord a sud, per presentare il lavoro fin qui svolto, per allargare le maglie della coalizione e aggregare reti di precari, autonomi freelance, movimenti e sindacati.

La Coalizione 27 febbraio formula una proposta aperta in 9 punti che intende interloquire con il governo che ha annunciato uno "Statuto del lavoro autonomo". Mentre il Governo è costretto a dare parziali risposte alle istanze di professionisti e freelance in Legge di Stabilità, i lavoratori indipendenti rispondono con lo spirito di coalizione: lavoro dipendente, professioni intellettuali, lavoro autonomo e partite iva uniti affermano i loro diritti: "A problemi comuni dobbiamo trovare soluzioni comuni". 

giovedì 10 dicembre 2015

UNA CARTA DEI DIRITTI PER I GIORNALISTI FREELANCE

Pubblichiamo il testo aperto alla discussione sullo statuto dei giornalisti freelance. Il documento è stato approvato dal sindacato giornalisti di Stampa Romana

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Il direttivo del sindacato dei giornalisti Stampa Romana ha approvato un documento rivoluzionario. E' un testo aperto alla discussione sui diritti dei colleghi freelance, un modo per interloquire con i movimenti dei freelance impegnati nella definizione di una "carta dei diritti del lavoro autonomo" e con il governo che ha annunciato uno "statuto del lavoro autonomo professionale". E con tutti i soggetti, ad esempio la Cgil, che lavorano su un documento sugli stessi temi.

Per la prima volta, una federazione di un sindacato del lavoro subordinato (FNSI) considera il lavoro freelance in quanto tale - e non figlio del dio minore del salariato. Ci sono i diritti fondamentali per tutti, al di là della prestazione; i diritti nel mercato e quelli di associazione. Ci si confronta con i nuovi scenari dell'innovazione, dell'auto-impiego. Si discute di auto-imprenditoria o di nuovo cooperativismo. E si cercano concretamente gli strumenti per tutelare gli indipendenti, chi lavora senza tutele. E' invisibile, ma vive, produce. Parla, ma nessuno lo ascolta.

Per tutti si formula l'ipotesi di un Welfare universale. Per sostenere gli istituti di categoria, certo, ma anche per creare una cittadinanza sociale a chi non l'ha avuta mai. (roberto ciccarelli)

martedì 8 dicembre 2015

UN LIBRO, L’OMEGA 3 E BRUNO VESPA. LETTERA A UN EDITORE CHE MACERA IL QUINTO STATO

LaRouge

*** Riceviamo e, volentieri, pubblichiamo ***



Caro signor editore Ponte alle Grazie,

l’anno scorso ho comprato un vostro romanzo dal titolo accattivante e riottoso, a pagina 16 avevo già trovato una decina di refusi.

Ero seccata, avevo pensato di scrivere un’email di protesta ma poi ho desistito: lavoro come grafica editoriale per alcune case editrici e ho pensato immediatamente a come ci lavoro. E’ stato naturale, quindi, pensare che l’editing e la correzione di bozze - ammesso che teniate ancora distinti questi due passaggi - probabilmente li avete affidati a qualche studio esterno o a qualche redattore freelance pagandoli due lire e chiedendo di consegnare un giorno per l’altro.

All’inizio di quest’anno grazie a una serie di fortunate coincidenze e virtuose connessioni, che niente avevano a che vedere col vostro ufficio stampa, mi sono ritrovata a cercare e finalmente acquistare, “Il quinto stato”. La ricerca è stata complicata, l’ho dovuto ordinare.

Già durante la lettura delle prime pagine pensavo: “ci sto dentro”. In questo caso non è espressione giovanilista, ma significa proprio: “io sto dentro a tutto questo che viene descritto e ne faccio parte”.

Alla fine di quest’anno scopro che il libro è andato al macero.

DAL MACERO ALLA PROPOSTA: LA CARTA DEI DIRITTI DEL QUINTO STATO


Questa storia è incredibilmente bella. La decisione dell'editore Ponte Alle Grazie di mandare al macero il Quinto stato ha dato una nuova vita a questo libro.

Salvato dal rogo, la rete Macero No ha liberato il libro. E la ha messo a disposizione dei lettori che si organizzano: a Padova, Prato, Roma. E altrove, c'è da crederci. Viene considerato un interlocutore per dare forma alla nuova condizione del lavoro indipendente.

***La storia: il quinto stato, salvato dal macero

Le partite Iva, i freelance oggi possono leggere un libro che sviluppa un racconto storico, e non solo la cronaca di una trasformazione. Loro cercano un immaginario diverso dal quadro reazionario  o vittimistico, sulla precarietà e da quello tutto start up e futura burocrazia di Stato specializzata in innovazione sociale.

Tutto questo è stato mandato al macero. Il messaggio è chiaro. In Italia sono questi i generi da usare per raccontare il lavoro e il non lavoro: la sfiga, oppure un viaggio con l'agenzia viaggi per fughe dalla realtà nella Sylicon Valley. O sei Mrs o Ms Facebook, oppure sei un nulla. Questo macero non è una pratica per liberare il magazzino e metterci altra roba. 

Questo macero e' un atto politico. E a questo atto politico stiamo reagendo raccogliendo la solidarietà in tutta Italia contro questo editore e contro l'industria editoriale italiana che funziona allo stesso modo. I libri si producono, si bruciano. Non conta cosa c'è scritto. Noi pensiamo e creiamo libri in un altro modo.

A Padova, a Prato, a Roma - e altrove, c'è da crederci - ci si organizza, indipendentemente dall'agenda dei luoghi comuni e degli stereotipi italiani. Partendo dalla vita di chi si sta inventando forme di coalizione per praticare una piena cittadinanza sociale. 

Parleremo della "Coalizione 27 febbraio", un nuovo spazio di confronto e rivendicazione formato da associazioni di freelance, liberi professionisti, lavoratori indipendenti. Parleremo della proposta nascente sulla "Carta dei diritti del lavoro indipendente". 

***Quinto stato: lettera all'editore che manda al macero il libro (Tiziana Drago)

Il governo Renzi sostiene che sta lavorando a uno "Statuto del lavoro autonomo professionale". I diretti interessati rispondono con una controproposta: bene, ma perché non pensare ai diritti, al Welfare, al fisco, alla previdenza di chi lavora in maniera indipendente: precari, part-time, autonomi o parasubordinati? 

Ecco cosa c'è di nuovo in Italia: stanchi della lagna sull'assenza di rappresentanze, o della polemica contro le vecchie rappresentanze di categoria, stanchi dei professionisti del nuovo, sono i singoli che prendono parola e cercano nuove strade. 

***L'intervista a Radio Onda d'Urto: le idee non si macerano

Ecco gli appuntamenti, per ora:

Venerdì 11 dicembre, presentazione allo Sportello del Lavoro Indipendente e Parasubordinato - SLIP-ADL di Padova, via Toti 3, fermata tram Borgomagno, alle ore 18.30.Titolo: "Il Quinto stato e la carta del lavoro autonomo"

Sabato 12 dicembre, presentazione del Quinto Stato all'Aut Bar in Via Filippino, 24, a Prato, organizza Left Lab, alle ore 18,30

Domenica 20 dicembre, "Libertà e lavoro dopo il Jobs Act" dibattito sul Quinto stato al L/ivre festival a Esc Atelier in via dei Volsci 159 alle ore 18,30.

*** No Macero: tutelare i freelance, forza-lavoro del futuro

martedì 1 dicembre 2015

SERGIO BOLOGNA: «I FREELANCE SI AUTO-ORGANIZZANO NELLA SHARING ECONOMY»

Roberto Ciccarelli

+++Lo storico del movimento operaio Sergio Bologna racconta i movimenti dei freelance e il loro lavoro nell'economia della condivisione nel pamphlet "The New Workforce. Il movimento dei freelance"(Asterios)

«È un grave errore considerare le problematiche dei self employed come separate e incompatibili con quelle di tutte le altre figure della new economy dell'era digitale. Il tema della new workforce, della workforce of the future [Forza lavoro del futuro, ndr] è centrale: sia che lo si tratti dal punto di vista sociologico, politico, giuridico, culturale o antropologico, è destinato a crescere d'importanza» scrive Sergio Bologna nel pamphlet: La New Workforce. Il movimento dei freelance (Asterios, pp.50, euro 7), un agile libro che può essere considerato come la guida alla trasformazione del lavoro indipendente negli Stati Uniti e in Europa, Italia compresa.

sabato 21 novembre 2015

LA FURIA DEI CERVELLI PER TUTTI

L'intelligenza collettiva ha messo a disposizione il libro che porta il nome di questo blog. Il nostro libro parla del furore. Contro noi stessi e come unica matrice del cambiamento e della generazione di un mondo nuovo. Buona lettura.

>>> Scarica La furia dei cervelli da Genesis Library 

martedì 17 novembre 2015

LIBERTA' E LAVORO DOPO IL JOBS ACT

Un libro di Giuseppe Allegri - Giuseppe Bronzini: Libertà e lavoro dopo il Jobs Act, DeriveApprodi


Qual è il futuro del lavoro in Italia? E cosa diventa il diritto del lavoro dopo un lungo ventennio di “riforme”, che lo hanno reso precario e flessibile, senza offrire adeguate garanzie e tutele sociali? Per rispondere è necessario partire dal celebre Pacchetto Treu del 1997 e proseguire fino ai recenti decreti del Jobs Act del Governo Renzi e del Ministro Poletti, che intendono approvare per la metà del 2016 uno “Statuto per il lavoro autonomo non imprenditoriale”.

Perché tutte queste innovazioni normative non sembrano prendere in considerazione la “grande trasformazione” imposta delle nuove tecnologie digitali dell'informazione e comunicazione, con il conseguente declino della società salariale e dell'istituto della subordinazione.

Sono sempre più diffusi i casi di soggetti individuali e collettivi che offrono le loro prestazioni direttamente sul web, ove si eseguono le transazioni, spesso sospesi tra lavoro gratuito e mancanza di garanzie. Nel mondo sono già alcune decine di milioni le persone impegnate nel cosiddetto crowd-work (lavoro online i cui i richiedenti designati postano i lavori disponibili per quella che è in pratica una forza lavoro globale a chiamata, a tutte le ore di tutti i giorni) e altre decine di milioni sono i “contratti a zero ore” (disponibilità assoluta, a semplice chiamata attraverso una app) e altri milioni sono persi nel “lavoro a rubinetto” (la produzione di servizi in forma completamente decentrata da parte di mini-imprese capaci di sfruttare app, cellulari e tecnologia).

Stiamo tutti diventando degli independent contractors, degli indipendenti nella rete?

Sembra essere questo il frutto avvelenato della sharing economy: quell'economia collaborativa che si muove tra possibile emancipazione individuale e collettiva e pericolose forme di auto-sfruttamento. Le trasformazioni del lavoro necessitano di un'adeguata politica che si confronti direttamente con possibilità di innovazione sociale, economica, istituzionale. È non è un caso che molti autori di riferimento a livello internazionale si interroghino sulla necessità di sperimentare un reddito di base universale come misura all'altezza della rivoluzione del lavoro che stiamo vivendo.

La tutela del lavoro autonomo e indipendente, infatti, non richiama solo problemi di equità e giustizia sociale, ma anche di libertà individuale e collettiva. Si tratta di definire una certa idea di società e di mettere le persone in condizione di poter dire “no” ai ricatti occupazionali e di scegliere, il più possibile, tempi, contenuti e modalità, del “proprio” contributo alla giornata lavorativa sociale. Questo è il punto sviluppato nel presente volume, riprendendo un vivace dibattito italiano, europeo ed anche mondiale sul tema del “destino del diritto del lavoro” e dei sistemi di Welfare.

In questo libro si prova a raccontare la società che viene, partendo dall'urgenza condivisa di garantire l'autonomia delle persone nelle proprie scelte individuali e relazioni collettive.

lunedì 16 novembre 2015

LA SPOON RIVER DI PARIGI

Roberto Ciccarelli

Quentin, Halima, Thomas, Elif, Alban, Ludovic, Véronique, Djamila...Volti e storie dal barbaro massacro a Parigi. Impiegati, ricercatori, artisti, operatori dei servizi, della moda, della musica. Alcune delle 89 biografie interrotte al Bataclan (sui 132 morti di Parigi).

Una storia comune: precariato, impegno, competenze, traiettorie, famiglie, figli, arte e passioni. Il ritratto degli uccisi attraverso i loro lavori freelance, autonomi, a partita iva

Molte storie sono state ricostruire su twitter con l'hashtag #rechercheparis, poi dai quotidiani (come Libération). In Italia, il giornalista Paolo Brogi ne ha riportate alcune sulla sua pagina Facebook che parlano di una storia comune: precariato, impegno, competenze, traiettorie, famiglie, figli, arte e passioni.

Il 23 aprile 2006 il Bataclan, ricorda il sito Quartiers Libres, aveva prestato gratuitamente la sua sala concerti per organizzare un concerto di sostegno alla memoria di Zyed e Bouna e per chiedere l'amnistia di tutti gli insorti delle rivolte nelle banlieue nell'ottobre-novembre 2005. Dieci anni fa era stato dichiarato lo stato di emergenza contro gli abitanti dei quartieri. "Lo staff del Bataclan allora è stato coraggioso e generoso. Non lo dimenticheremo mai. Grazie".