giovedì 12 maggio 2016

CARTA (3.0) DEI DIRITTI E DEI PRINCIPI DEL LAVORO AUTONOMO E INDIPENDENTE


Il Jobs Act, che doveva essere l'angelo redentore dell'occupazione, ha fatto spendere al contribuente 6 miliardi di euro nel 2015 per produrre 100 mila nuovi posti di lavoro, più o meno gli stessi occupati del 2014. Annunciato come la svolta epocale per il lavoro autonomo, a distanza di mesi, il "Jobs act delle partite Iva" annunciato da Renzi sembra essere passato nel dimenticatoio Gli unici che continuano a creare, studiare e mobilitare in Italia sul lavoro sono i lavorat* autonomi della Coalizione 27 febbraio: la loro carta dei diritti è quanto di più avanzato è stato prodotto nella concezione del lavoro contemporaneo e per i suoi diritti. Diritti sociali universali, fisco, previdenza, studi professionali, sharing economy: sono alcuni dei capitoli di una carta dei diritti che restituisce ila complessità della condizione del quinto stato oggi: un patchwork di identità, status e potenzialità. La loro consultazione permanente sulla carta dei diritti è arrivata alla versione 3.0. Ecco il nuovo testo. I risultati verranno esposti sabato 21 maggio in un'assemblea a Esc alle 18, via dei Volsci a Roma.


mercoledì 11 maggio 2016

CHE FINE HA FATTO IL JOBS ACT DEL LAVORO AUTONOMO?


Lettera aperta della “Coalizione 27 febbraio”: proposta di assemblea


Siamo le lavoratrici e i lavoratori autonomi e precari della “Coalizione 27 Febbraio”.

Ci identifichiamo nel Quinto Stato: «… una condizione incarnata in una popolazione fluttuante, composta da lavoratrici e lavoratori indipendenti, precari, poveri al lavoro, lavoratori qualificati e mobili, sottoposti a una flessibilità permanente».

Ci siamo incontrati, poco più di un anno fa, per la prima volta a Roma, convinti che solo l’azione e le lotte congiunte di figure del lavoro eterogenee – connesse dalla intermittenza, dalla precarietà e dall’assenza di welfare – avrebbe potuto accendere i riflettori sulla nostra condizione, che è comune a milioni di donne e di uomini. Liberi professionisti, precari, lavoratori autonomi iscritti alla gestione separata INPS, studenti, ricercatori a tempo, parasubordinati, accomunati dall’essere sostanzialmente privi di diritti sociali e previdenziali, o dal possederne in misura assai ridotta, abbiamo dato vita insieme a un movimento di idee e di lotte culminato nella produzione della Carta dei diritti e dei principi del lavoro autonomo e indipendente.

Questo movimento – fatto anche di manifestazioni pubbliche presso le istituzioni del welfare, dalla sede centrale INPS al Ministero del lavoro – ha generato una rinnovata attenzione dei media, nello scorso autunno, verso le rivendicazioni del lavoro autonomo e professionale. Nello stesso periodo, in coincidenza con la nascita della Carta della C27F, il Governo annunciava trionfalmente l’approvazione del cosiddetto Jobs Act del lavoro autonomo, un breve Disegno di Legge contente alcune norme interessanti in tema di certezza dei pagamenti, accesso ai Fondi europei, tutela della malattia, deducibilità fiscale delle spese di formazione, e molte norme sbagliate (vedi il Titolo II sul lavoro agile).

venerdì 6 maggio 2016

EMERGENZA CULTURA: BASTA OLIGARCHIE, BARONIE E IMPRENDITORI DI SE STESSI

Giuseppe Allegri

Emergenza cultura: si crede che bastino i fondi pubblici. Il bisogno di una rivoluzione contro il corporativismo e il mito del creativo in carriera. L'alternativa allo Stato non è il mercato, o viceversa. Oggi più che mai serve riscoprire  invenzione sociale, economica e istituzionale.

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In questi giorni è emergenza cultura, per la manifestazione del 7 maggio, ma è praticamente un'emergenza permanente.

Era di oltre dieci anni fa, inverno 2004, la lotta francese alla “guerra contro le intelligenze e la cultura”, che ebbe una vasta eco in tutta Europa e attraversò anche i precari movimenti dell'Onda studentesca e delle università italiane, le mobilitazione di precari-e delle grandi catene di distribuzione, come dei servizi alle persone (call center e non solo), per arrivare alle intermittenti dello spettacolo e del lavoro culturale che nei primi anni Dieci si ripresero teatri, spazi pubblici, sale cinematografiche in dismissione. Era la stagione delle mobilitazioni europee per affermare una nuova idea di società e di attività operose, che permettesse di sfuggire ai ricatti del lavoro povero, a partire dalla valorizzazione di conoscenze e saperi messi in condivisione.

sabato 30 aprile 2016

ANCHE I ROBOT VOGLIONO IL REDDITO DI BASE

Roberto Ciccarelli

A Zurigo succede qualcosa di incredibile: 100 robot sono scesi in piazza e tra le strade per ballare insieme a centinaia di sostenitori, e la protesta si svolgerà per richiedere l’introduzione di un reddito di base incondizionato. Il 5 giugno 2016, la Svizzera sarà il primo paese al mondo a tenere un referendum per l’introduzione di un reddito di base incondizionato. Perché il reddito di base è uno strumento utile per drenare risorse dalla bolla finanziaria in cui vive la nuova economia. Per applicarlo serve una cultura politica capace di ripensare la democrazia, lo Stato e, nel nostro caso, l’Unione Europea. Sempre che ce ne sia una alla fine della crisi. (Da Doppiozero)

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Al Forum di Davos 2016 i robot hanno fatto una proposta seria: il reddito di base per gli umani, a loro le incombenze del lavoro.

“Mentre noi faremo i lavori più faticosi, noiosi e ripetitivi, gli umani saranno liberi di creare, socializzare, inventare nuove attività utili per la società – hanno scritto in una dichiarazione - Molte persone hanno bisogno di un reddito. La nostra missione è fornire alle persone beni e servizi. Il compito della politica è fornire alle persone un reddito di base incondizionato”.

“Abbiamo una cattiva coscienza. La gente ha paura di noi e ha paura del futuro - hanno aggiunto – E’ preoccupata perché perderà il posto di lavoro e quindi lo scopo della sua esistenza. In Europa vediamo che soprattutto i giovani non trovano lavoro, in Italia è il 40%. Prospettiva: Nessun futuro!”.

venerdì 22 aprile 2016

DON CHISCIOTTE E SANCHO PANZA: 400 ANNI CONTRO IL LAVORO GRATUITO

Giuseppe Allegri e Roberto Ciccarelli

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Nel giorno in cui ricorre il quattrocentesimo anniversario della morte di Miguel de Cervantes, e a quattrocentouno anni dalla pubblicazione del secondo volume del Don Chisciotte, una breve anticipazione di un saggio che uscirà nel volume a cura di E. Armano e A. Murgia, Le reti del lavoro gratuito. Spazi urbani e nuove soggettività, ombre corte, 2016, che proprio al Cavaliere dalla trista figura e al suo scudiero è dedicato.
GA e RC
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Nell'epoca in cui si assiste a quella che potrebbe essere una trasformazione durevole della mentalità intorno al lavoro e al suo costante impoverimento retributivo, potrebbe risultare provocatorio andare a recuperare quella splendente lettura che è El ingenioso hidalgo don Quijote de la Mancha, a quattrocento anni dalla pubblicazione . E potrebbe anche sembrare del tutto azzardato, vista la mole di critica letteraria che si è confrontata con questo capolavoro della cultura occidentale. Per tacere dei secoli passati nelle trasformazioni delle forme del vivere in comune, delle relazioni sociali, dei rapporti di lavoro e produzione. Del resto don Chisciotte voleva essere fino in fondo inattuale già nella sua esistenza terrena-letteraria, all'assurda ricerca del sublime stile di vita dell'errante cavalleria, mentre l'Europa entrava nell'algido astrattismo razionalista.




Nelle pieghe delle mille umane, troppo umane, avventure narrate da Miguel de Cervantes troviamo, certo non a caso, l'universale condizione dell'essere umano nel suo perenne oscillare tra solitaria affermazione individuale di uno spirito libero, indomita perseveranza, muta condiscendenza alla subordinazione, urgenza di riparare tutti i torti, visionaria vocazione all'intrapresa individuale e collettiva, speranza in una qualche sicurezza, subìta propensione al lavoro salariato, aspirazione, sempre sofferta, all'indipendenza individuale e alla ricchezza comune.

La vita tra operoso sogno ad occhi aperti, volonterosa individualità, condivisa passione esistenziale, imprevedibile progettualità temporale, ieratica e sfaccendata erranza. Per giunta una vita condotta in due, cambiando continuamente i ruoli di maestro e discepolo, servo e padrone, sapiente e ignorante, cavaliere e scudiero, folle e saggio, stolto e intelligente, subordinato e freelance, ma per sempre da fratelli, ingegnosi e temibili, che condividono il proprio destino, nella sventura e nella gioia. Fino a che “l'opposizione dei due modelli è coronata dall'identificazione: insomma nella donchisciottizzazione di Sancho e, per paradosso, nella sancizzazione di don Chisciotte” . E una risata continua, che attraversa ogni pagina e corrode tutte le certezze.

Allora qui ci si limita a nominare una condizione, che proprio dal rapporto tra il Cavaliere dalla Trista Figura e il suo fido scudiero – don Chisciotte e Sancho Panza – arriva a noi. In un cortocircuito temporale che lega le forme di vita e di lavoro tra la rude, eppure paternalistica, materialità dei servigi nell'antico regime feudale e il pervasivo, astrattamente creativo, lavoro cognitivo al tempo del capitalismo finanziario.

Economia politica della promessa
Per la sua attività di scudiero il contadino Sancho Panza ricevette la solenne promessa del suo cavaliere errante:

Gli diceva, fra l'altro, don Chisciotte che si disponesse di buon animo a accompagnarlo, perché, chissà, poteva capitargli qualche avventura mercé la quale, in quattro e quattr'otto, poteva conquistare un'isola e lasciarci lui come governatore. Con queste e altre promesse del genere, Sancho Panza, poiché così si chiamava il contadino, lasciò sua moglie e i suoi figli e entrò scudiero del suo compaesano .

Ecco l'“economia politica della promessa” . E in prima battuta si promette “qualche avventura”, in virtù delle quali, in prospettiva, ottenere un'isola e, soprattutto, il suo governo. E a fare questa promessa è il visionario, cavaliere solitario, freelance per antonomasia, don Chisciotte, che così riesce ad arruolare Sancho Panza come suo scudiero.

È qui che si inaugura la più sottile, invasiva, eppure vitale e duratura relazione lavorativa: un rapporto di lavoro tra il datore-committente che in questo caso è l'esempio più fulgido dell'indipendente “lancia libera”, free-lance e il suo collaboratore, assistente, a tratti verboso, sempliciotto e impacciato consulente, altre goffo, testardo e pragmatico servitore.

Il nobile imprenditore di se stesso coinvolge il suo fidato assistente nell'impresa personale, eppure condivisa, di accedere all'errante cavalleria: l'uno come cavaliere armato di mal congegnata celata, scudo e lancia, l'altro come suo buon scudiero. La vera spinta propulsiva a mettersi insieme nell’intrapresa è riscattare le proprie, stanziali, misere esistenze, aprendosi al mondo, mettendosi in movimento per ripararne i torti e far parte dei cavalieri erranti e del loro seguito. L'obiettivo – la missione – di elevarsi a condizioni esistenziali altrimenti irraggiungibili è la molla che spinge all'azione e tiene uniti questi due ieratici fratelli, nella buona e nella cattiva sorte.





giovedì 21 aprile 2016

PENSIONI, LA BOMBA SOCIALE DEI PRECARI

A sinistra la segretaria della Cgil Susanna Camusso, a destra il presidente dell'Inps Tito Boeri
Roberto Ciccarelli

Le pensioni e il futuro. Camusso (Cgil) critica Boeri (Inps): «La previsione sulla generazione anni Ottanta costretta a lavorare fino a 75 anni rischia di far passare un messaggio pericoloso di sfiducia ai giovani». Come se non lo sapessero già. Nel 2032 il sistema contributivo andrà a regime al costo di milioni di esclusi senza tutele e una pensione dignitosa.

Per il presidente dell'Inps Tito Boeri la classe politica ha nascosto per vent'anni la situazione previdenziale agli italiani. In queste ore, finalmente, le poste invieranno l'estratto conto contributivo. La storia inizia nel 1995 con la riforma Dini. Nel 2010 Mastrapasqua, predecessore di Boeri, disse: "Se la rivelassimo, ci sarebbe un sommovimento sociale". Nel 2012 Mario Monti chiese a Elsa Fornero di sorvolare. Da oggi, forse, sarà più chiaro le diseguaglianze epocali prodotte dal sistema contributivo

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mercoledì 20 aprile 2016

LO SPECIALISMO NON BASTA: FARE COALIZIONE COME MINIMO DAL REDDITO

Roberto Ciccarelli

Bilancio politico 2012-2016 a partire dalla battaglia per il reddito minimo in Italia. Critica dello specialismo sindacale, associativo e da lobby. Non basta più il pragmatismo né la consultazione con la politica istituzionale per affermare l’efficienza e la ragionevolezza di questa misura. La politica intenderà il reddito sempre come un sinonimo di assistenzialismo o sostegno ai poverissimi. Come fare una politica delle coalizioni, senza nascondersi difficoltà nella passivizzazione generale della società dello spettacolo e il discorso conservatore del renzismo. 

E' online Basic Income Network, Quaderno per il Reddito, numero 3: Un reddito garantito ci vuole. Ma quale? (scaricabile qui)
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La politica è costante rielaborazione di un principio di soggettivazione alternativo, creazione di nuove occasioni di dissidio e pratica rivoluzionaria dell’incommensurabile alla luce di concrete misure e pratici strumenti di riforma. Per condurre questa attività molto complessa bisogna essere mobili, mai riconciliati e sempre un passo in avanti rispetto al dispositivo che riduce la realtà alla finzione e alla sua valorizzazione nel meccanismo del controllo e del governo.

In questa cornice abbiamo riscontrato un limite nelle lotte per il reddito in Italia: collocarsi sul terreno dell’expertise, della consulenza, della risoluzione pragmatica non è bastato per chiarire la ragionevolezza di questa misura in un momento di grave emergenza sociale. Questo è anche lo stile scelto dalle associazioni del lavoro autonomo, ad esempio, fuori dai sindacati o dalla politica. Loro pongono problemi diffusi in un gruppo socio-professionale e interloquiscono direttamente con il parlamento e la politica. Il “pragmatismo” o l’appello al realismo o al dialogo non bastano per neutralizzare la potenza del falso che anima la politica istituzionale. Se, come scriveva Debord, il falso è un momento del vero in una società dello spettacolo, allora lo stile puntuale dell’emendamento o l’arte del dettaglio sono inefficaci. Stilare tabelle, tracciare linee sui grafici, pretendere l’oggettività o provvedere alla scrittura di disegni di legge alternativi da depositare nelle commissioni parlamentari serve a fornire elementi a un dispositivo che soddisfa altre necessità. È un lavoro utile per i custodi della finzione politica, ma non porta nessun avanzamento reale nella costruzione di una soggettivazione alternativa.

Questo è il problema del potere e, oggi, non è disponibile alcuna soluzione per affrontarlo. Lo si può, in compenso, decostruire. Non è abbastanza, per la diffusa esigenza di azione, ma è un punto di partenza, com’è l’attitudine pragmatica che anima l’attuale stagione di nuovo sindacalismo e auto-organizzazione. La dimensione pulviscolare di questa consultazione permanente tra piccole avanguardie consapevoli sarà limitata finché le singole istanze resteranno separate, innestando talvolta una concorrenza sulla priorità di una misura rispetto ad un’altra. Ad esempio, il reddito è una misura decisiva perché indica la necessità di una generale trasformazione. Fino ad oggi ci si è limitati a spiegare la misura in sé, ora si tratta di esplicitare il contesto in cui sarebbe inserito.

sabato 2 aprile 2016

PREAMLETO: LA VITA DENTRO E OLTRE SHAKESPEARE

Il Console

Una serata che riconcilia con quel Teatro capace di sfidare i classici. Michele Santerano e Veronica Cruciani si misurano nella (ri-)scrittura e nella regia di tutto quello che accade prima dell'Amleto scespiriano, a quattrocento anni dalla morte dell'inarrivabile Bardo. È un testo formidabile e una messa in scena coinvolgente e commovente. Che dà la parola allo Spettro, prima che diventi tale.

Divenire saggiamente folli
Siamo dentro una sorta di cuneo nel palcoscenico, bunker grigio di cemento armato, con rumori in lontananza, attraversato da feritoie, porte aperte e chiuse, fasci di luci ed ombre che incorniciano i protagonisti, evocando atmosfere espressionistiche, simbolismi senza tempo, e l'eterna attualità del potere, delle sue follie e dei suoi fallimenti: relazionali, familiari, parentali, politici, istituzionali. Al centro il Re Amleto, colpito da una stupidità e dimenticanza che può avere il nome di Alzheimer, ma che a noi fa pensare a quel motto da burla permanente del nostro amato Thomas Bernhard in Estinzione, nel dichiarare che dopo i quarant'anni si dovrebbe essere proclamati vecchi pazzi, buffoni, liberi e indipendenti.

venerdì 18 marzo 2016

CARTA (2.0) DEI DIRITTI E DEI PRINCIPI DEL LAVORO AUTONOMO E INDIPENDENTE



La Carta (2.0) dei diritti e dei principi del lavoro autonomo e indipendente della coalizione 27 febbraioUna proposta aperta, in 9 punti: il nuovo testo.

Dopo due mesi di tour in tutta Italia, la Coalizione 27 febbraio torna a Milano: Bellissima Fiera. Con una nuova versione della carta, dopo avere raccolto spunti, bisogni, ragionamenti, difficoltà con i freelance.  sabato 19 marzo, dalle 11,30 nella Balconata del palazzo del ghiaccio a Milano un confronto con CGIL Confederazione Generale Italiana del Lavoro che promuove la carta dei diritti universali del lavoro, con i ricercatori del Coordinamento Ricercatori Non Strutturati Universitari, lavoratori autonomi e indipendenti.

sabato 12 marzo 2016

FREELANCE E NUOVI BIANCIARDI A MILANO


Milano. Vita da freelance tra smart city e inclusione sociale. A quarant'anni dall'ingegner Gadda e dalla vita agra di Bianciardi. Con Aldo Bonomi, Giuseppe Allegri, Roberto Ciccarelli ne parliamo venerdì 18 marzo, ore 18, al palazzo del ghiaccio in via Piranesi, Bellissima Fiera Milano. Presentazione dei libri Il quinto stato. Perché il lavoro indipendente è il nostro futuro (MaceroNO) e Libertà e lavoro dopo il Jobs Act (DeriveApprodi)

Su questi temi si discuterà anche domenica 20 marzo alle 10,30, al palazzo del ghiaccio alla tavola rotonda Quelli che lavorano comunicando. I protagonisti diffusi della nuova economia leggera. Con Aldo Bonomi, Cristina Tajani, Luca De Biase, Matteo Bolocan, Annibale D'Elia, Salvatore Cominu

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In programma: Molto Smart, pochi diritti, futuro da scrivere: vita da freelance a Bellissima Fiera, Milano

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Aldo Bonomi
 
Sono i passati i tempi del gran lombardo l’ingegner Gadda, che scriveva dei salotti milanesi ove risuonavano sussurri e grida esaltanti il fare rubinetterie, plastica e frigoriferi per tutti. Erano i tempi dei “cummenda” e della vita agra di Bianciardi, con il suo lavoro intellettuale marginale e precario.

Oggi i sussurri e le grida hanno come grammatica della movida e della convegnistica, la forma moderna del salotto, designer, makers, co-working, fab-lab, sharing economy, eventologi, creativi, neo-fabbriche… E il tutto si fa fantasma e allegoria della smart city. Un bel salto retorico.

giovedì 10 marzo 2016

MOLTO SMART, POCHI DIRITTI, FUTURO DA SCRIVERE: VITA DA FREELANCE A BELLISSIMA FIERA, MILANO


BELLISSIMA FIERA A MILANO: PALAZZO DEL GHIACCIO. DA VENERDI 18 MARZO A DOMENICA 20 MARZO: TRE GIORNI DEDICATI ALLA VITA DA FREELANCE. LIBRI, DIRITTI, SHARING ECONOMY, MUTUALISMO 2.0

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Che succede al lavoro autonomo? Oggi c'è un fatto nuovo: la politica, i sindacati, i giornali sembrano averlo scoperto. Per la prima volta si parla di diritti. Le partite Iva sono considerati lavoratori. E' una novità: fino ad oggi sono stati trattati come imprese con la fattura incorporata.

In parlamento si discute di un "Jobs Act delle partite Iva", la politica interloquisce con le associazioni dei freelance, la Cgil presenta una carta dei diritti sul lavoro. Freelance, liberi professionisti e sindacati nuovi e tradizionali prendono parola, si associano in nuove coalizioni e scrivono i loro diritti.

Alla tre giorni di Bellissima Fiera un mondo che è cambiato e cambiera ancora.

* VENERDI' 18 MARZO ORE 18: IL QUINTO STATO: PERCHE' IL LAVORO INDIPENDENTE E' IL NOSTRO FUTURO
SALA PIRANESI, PALAZZO DEL GHIACCIO


La bella storia de Il Quinto Stato: un libro attualissimo, mandato al macero da Ponte alle Grazie viene ripresentato da mesi dai lettori in tutta Italia, sostenuto dalla campagna MaceroNo, reinterpretato alla luce della decisione del governo Renzi di varare un "Jobs Act per le partite Iva" o dei progetti di legge sulla sharing economy. Il racconto di un caso-simbolo nell'editoria italiana oggi continua in altre forme. L'incontro a Belissima sarà l'occasione di  presentare l'evoluzione delle ricerche sul quinto stato nel libro di Giuseppe Allegri e Giuseppe Bronzini "Libertà e lavoro dopo il Jobs Act" (DeriveApprodi) a cui il sociologo Aldo Bonomi ha partecipato.

*** Storia di un libro: Il quinto stato salvato dal macero

***Dal macero alla proposta: la carta dei diritti del quinto stato


* SABATO 19 MARZO: SCOPRIAMO LE CARTE: 
 ORE 11, BALCONATA, PALAZZO DEL GHIACCIO, MILANO

 

Aria nuova per noi freelance e partite Iva. È nata la carta dei diritti della coalizione 27 febbraio, la prima rete in Italia composta da freelance, sindacati e associazioni. In parlamento si parla di noi, il governo ha varato una proposta, la Cgil promuove la carta dei diritti universali del lavoro e molti altri si preparano a prendere parola. Una nuova stagione di rivendicazioni parte dal confronto. Lo faremo a Milano, scoprendo le carte.

*** Le associazioni riunite nella coalizione 27 febbraio

***La carta dei diritti della coalizione 27 febbraio (il testo)

*** Scriviamo insieme i diritti del lavoro autonomo. Cosa succede in Italia

* DOMENICA 20 MARZO: MUTUALISMO 2.0: 
LE ALTERNATIVE NELLA SHARING ECONOMY, ORE 11,30, PALAZZO DEL GHIACCIO 



L’economia collaborativa e della condivisione (sharing economy) non è riducibile allo scontro tra liberalizzazione e corporativismo come nel caso Uber-tassisti in Francia o in Italia, nè alle piattaforme dei servizi on demand o dell'e-commerce (Amazon, Airbnb ecc) come sembra emergere nella proposta di legge presentata in parlamento. Tiziana Terranova e Roberto Ciccarelli parleranno con Trebor Scholz, autore di un libro che apre gli orizzonti e parla delle alternative del futuro: "platform cooperativism". Che cos'è la cooperazione di piattaforma?

*** Cooperazione 2.0. Le alternative nella sharing economy

Grafica e immagini: Francesca Rossi

Bellissima – libri e cultura indipendente
18-20 marzo 2016
Palazzo del Ghiaccio ‪#‎Milano‬
www.bellissimafiera.it
ingresso 2€
Orari: Venerdì 14-22
Sabato e domenica 10-22

giovedì 25 febbraio 2016

MDLSX SILVIA CALDERONI/MOTUS: COSA PUO' UN CORPO

Il Console

«Secondo me, le emozioni non possono essere descritte da singole parole».
Così Calliope/Cal protagonista di Middlesex, di Jeffrey Eugenides.

E si rimane letteralmente emozionati e senza parole dinanzi alla splendente visione di MDLSX, fino al 27 febbraio al prezioso Angelo Mai di Roma (Via Terme di Caracalla 55), con Silvia Calderoni, regia Enrico Casagrande e Daniela Nicolò, drammaturgia Daniela Nicolò e la stessa Silvia Calderoni: una produzione dell'instancabile collettivo teatrale Motus che da oltre vent'anni esalta gli appassionati di teatro di tutte le età. Senza sbagliare mai un colpo.

Divenire permanente
E allora solo poche battute, per non perdere l'occasione di andare all'Angelo Mai nelle prossime serate. Ed immergerci completamente in emozioni, passioni, illuminazioni. Difficili anche da raccontare. Perché bisogna essere lì, vedere e rivedere MDLSX. C'è chi, oltre un secolo fa, assistette a venti repliche della Carmen di Bizet, nella sua personale, folle e irriducibile ricerca dell'oltre-uomo. E a noi piacerebbe assistere altrettante volte, magari con i nostri figli, genitori, sorelle e scolaresche, alla performance al contempo dolce, poetica, furiosa, lirica, ironica e intimista di Silvia Calderoni, anima, corpo, testa, cuore pulsante di questo diario intimo in pubblico che è MDLSX.

giovedì 11 febbraio 2016

UN FREELANCE MODELLO OLIVETTI



Roberto Ciccarelli

«Il vento di Adriano» di Revelli, Bonomi e Magnaghi, per DeriveApprodi. I co-workers e l’imprenditore visionario: secondo gli autori del libro, sono loro oggi gli attori della costituzione civile fondata sull’auto-governo. Un'altra idea di "società di mezzo" nel nome dell'industriale visionario

***

Adriano Olivetti ha creato la via per il fordismo dolce, scrive Marco Revelli in un libro curioso e sperimentale con Aldo Bonomi e Alberto Magnaghi Il vento di Adriano (DeriveApprodi) dedicato all’«attualità inattuale» dell’industriale visionario.

Imprenditore di successo, lontano dal capitalismo della Fiat che incarnava il modello hard del fordismo: militaresco, onnivoro, imperialistico, Olivetti ha promosso l’idea di un’impresa che vive in osmosi con il territorio grazie a un patto politico e civile. Queste caratteristiche lo rendono oggi il testimone di una sensibilità che gli autori del libro proiettano sulle figure del lavoro autonomo (i freelance); dell’«economia della condivisione» (i makers o i coworkers); sui costruttori di comunità sociali e ecosistemi civili; sulle lotte per i beni comuni o per la rigenerazione urbana e territoriale; sui giovani precari che ritornano nelle aree interne abbandonate dove avviano esperienze di «welfare di comunità».

sabato 6 febbraio 2016

MARIO DONDERO - BARRICATA IN RUE LUSSAC, PARIGI 1968

MARIO DONDERO - Manifestanti su una barricata in rue Gay Lussac Parigi, 1968

Non c’è altra soluzione che quella creatrice.

Sono le riconversioni creatrici che contribuiranno alla soluzione della crisi attuale e prenderanno la forma di un Maggio 68 generalizzato, di una biforcazione o di una fluttuazione amplificata. Ci saranno molte agitazioni, farneticanti gesticolazioni, parole e stupidità, e altrettante illusioni, ma non è questo che conta.

Noi cerchiamo la veggenza, come se un’intera società, in un momento stabilito da nessuno ma ardentemente ricercato nel sonno, trovasse la sua vita intollerabile e vedesse la possibilità di una cosa completamente altra.

Nella mediocrità c’è sempre un soprassalto nel desiderio di una nuova esistenza: il corpo, il tempo, la sessualità, la cultura, il linguaggio, il lavoro e il non lavoro si contraggono. E generano un respiro. Non vogliono soffocare.

La notte è certa. Prendiamo l’evento che dunque siamo.

(Roberto Ciccarelli)

*** Tratto da Giacomo Giossi, 15 foto e 15 autori, per raccontare lo sguardo curioso di Mario Dondero, Gli Stati Generali

15 FOTO E 15 AUTORI, PER RACCONTARE LO SGUARDO CURIOSO DI MARIO DONDERO

giovedì 21 gennaio 2016

LIBERA CARTA – SCRIVIAMO I NOSTRI DIRITTI DI FREELANCE



Milano, venerdì 29 gennaio alle ore 18, al coworking Spazio A in via Pollaiuolo inizia il tour della Carta dei diritti e dei principi del lavoro autonomo e indipendente, promossa dalla Coalizione 27 febbraio. L’incontro sarà introdotto da Sergio Bologna, autore de La new workforce. Il movimento dei freelance

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La carta è promossa dalla Coalizione 27 Febbraio: una rete di venti associazione del lavoro autonomo ordinistico e «atipico» (avvocati, architetti, ingegneri, geometri, farmacisti, ricercatori precari).

La carta dei diritti dei freelance e degli ordinisti (qui il testo) è un testo aperto, una bozza concepita e da costruire insieme con i freelance, gli autonomi e i lavoratori indipendenti che vorranno partecipare alla scrittura dei loro diritti e all’immaginazione di un paese diverso per noi e i nostri lavori.

La proposta della “Coalizione 27 febbraio” nasce anche per confrontarsi criticamente con l’iniziativa governativa sullo “statuto del lavoro autonomo” che sarà presentato in parlamento entro gennaio e diventerà legge nel 2016. Nel frattempo la CGIL ha presentato una “Carta dei diritti universali del lavoro” dove non si fanno differenze tra i diritti del lavoro autonomo e dipendente.

Milano è la prima tappa del tour, e altre ce ne saranno nella città del lavoro autonomo e indipendente. Vogliamo fare rete e partecipare da Nord al Sud, nelle grandi e nelle piccole città, e fino a primavera inoltrata. On-line, faccia a faccia, in incontri aperti o in laboratori di scrittura, nessuna forma di partecipazione è esclusa.

Coalizione 27 febbraio:

ADU – Associazione degli avvocati Difensori d’Ufficio, ANAI – Associazione Nazionale Archivistica Italiana, Archivisti in Movimento, Assoarching, Associazione delle guide turistiche, CLAP – Camere del Lavoro Autonomo e Precario, Comitato per l’Equità Fiscale, Comitato Professioni Tecniche – Ingegneri e Architetti F.N.P.I. – Federazione Nazionale Parafarmacie Italiane, Geomobilitati – Geometri, IVA sei Partita, Inarcassa Insostenibile, Intermittenti della Ricerca – Roma, MGA – Mobilitazione Generale degli Avvocati, Rete della Conoscenza, Sciopero Sociale – Roma, Stampa Romana.

***Si ringrazia SHOUT per la gentile concessione dell'immagine