giovedì 26 febbraio 2015

VIZIO DI FORMA, SOTTO IL PAVET DEL CAPITALISMO CASINO' C'E' LA SPIAGGIA

Giuseppe Allegri

Abbiamo visto un capolavoro politico-lisergico. Vizio di Forma, il film di Paul T. Anderson, dal libro monumentale di Thomas Pynchon. Il Maggio 68 è una piccola parentesi di luce, un altro mondo che si mostra ora e qui. Provalo, lo vedrai fiorire sotto i tuoi piedi.

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Sotto il selciato, la spiaggia! Questa l'epigrafe di Inherent Vice il “vizio intrinseco”, Vizio di forma, nella traduzione italiana (di M. Bocchiola, Einaudi, 2011) dell'ennesimo, terzultimo, capolavoro di Thomas Pynchon, ora portato al cinema da Paul Thomas Anderson. È un evento atteso da sempre: la trasposizione cinematografica delle avvolgenti narrazioni pynchoniane, con la poesia cinematografica di P.T. Anderson. Un successo. E chissà come potrebbe andare se ci pensasse anche l’altro, geniale, Anderson: Wes!


domenica 22 febbraio 2015

LA VITA AGRA(TIS)

Giuseppe Allegri, Roberto Ciccarelli

Precario, a tempo indeterminato, free lance, autogestito, autoprodotto. Ricattabile, flessibile, sfruttato. A volte semplicemente gratuito. Imprigionato nel caporalato, mascherato, interinale. Confuso con i tempi di vita, isolato e sempre meno sindacalizzato. Il lavoro è cambiato per tutti. E cerca un nuovo futuro dov’è protagonista il quinto stato. Questo è il progetto dei racconti del lavoro invisibile

Pubblicato su Lavoro Culturale

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Il lavoro non è finito. È diventato infinitamente più povero. Si sopravvive con l'odiosa sensazione di essere al lavoro per altri, raramente per sé, mentre il reddito è inconsistente e aleatorio. La vita è messa al lavoro: gratuitamente. C’è tuttavia un aspetto che passa inosservato: anche quando si è inoccupati o disoccupati, oggi si produce ricchezza.

E’ la condizione del quinto stato al centro del progetto di racconti del lavoro invisibile. Per invisibile qui s'intende “impercepibile per la legge” e “indecifrabile ai codici del mercato”. Questo lavoro che ha distrutto i vecchi perimetri, colonizzando la vita, è “invisibile” perché mette in discussione con una radicalità mai vista l'antica partizione tra diritto pubblico (sul quale è concepito il lavoro subordinato) e il diritto privato (sul quale è concepito il lavoro autonomo).

Risultato: cresce una “zona grigia” dove vengono meno i confini tra la subordinazione salariale e l'impresa, come quelli tra Stato e mercato. Anche l'immagine di un soggetto generale del lavoro – ad esempio la classe operaia – sfuma. Fu a questa teoria che un tempo vennero consegnate alcune chiavi del progetto di emancipazione della società alienata. La rivoluzione femminista, si legge in questo progetto, smascherò quanto poco universale, e molto escludente, ci fosse in queste convinzioni.

domenica 15 febbraio 2015

LA RIVOLUZIONE DEL LAVORO



Come i freelance ricreano il mutualismo in Francia, Olanda, Stati Uniti. E in Italia.

Roberto Ciccarelli

Il 9 dicembre 2014 quattro società cooperative e partecipative (SmartFr, Coopaname, Oxalis, Grands Ensemble) e una società cooperativa di interesse collettivo (Vecteur Activités) si sono associate e hanno creato Bigre!, una società mutualistica di lavoro in Francia. È il primo esperimento transnazionale (tra Francia e Belgio), autogestito su base cooperativa da lavoratori autonomi, composto da una rete che intende garantire uno scambio mutualistico sulla gestione fiscale, protezione sociale, auto-finanziamento e tutela dei diritti dei lavoratori intermittenti o indipendenti.

Nate dai movimenti della cooperazione per l'attività e per l'impiego (Cae), una realtà politico-economica ispirata al socialismo auto-gestionario e critica rispetto alle politiche neoliberiste del lavoro ispirate all' “imprenditore di se stesso” negli anni Novanta del XX secolo, Coopaname, Oxalis, Grands Ensemble, Vecteur Activités si sono unite alla filiale francese di Smart, un gruppo mutualistico fondato in Belgio nel 1998 per tutelare gli interessi degli artisti, dei tecnici e dei lavoratori intermittenti dello spettacolo che oggi conta su 60 mila associati in tutta Europa (una sede esiste anche in Italia, a Milano).

L'obiettivo di Bigre! è realizzare un progetto politico per rifondare la solidarietà interprofessionale e la cooperazione produttiva, respingendo la mercificazione delle aspirazioni a lavorare e a organizzarsi in maniera diversa. Le categorie coinvolte in questa nuova forma della cooperazione e dell'auto-organizzazione del quinto stato sono: giardinieri, informatici, interpreti, giornalisti, prestatori d'opera, freelance, pastori, consulenti, carpentieri, artigiani, tecnici dello spettacolo, specialisti del commercio online, autori, stagionali. In altre parole: lavoratori non salariati, ma indipendenti, intermittenti, con o senza partita Iva (o forme di lavoro analoghe in Francia o in Belgio).

venerdì 6 febbraio 2015

IVA SEI PARTITA: QUANDO GLI ARCHITETTI FANNO COALIZIONE

Paola Ricciardi

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Una storia degli esperimenti politici di coalizione sociale e professionale dalla manifestazione contro la precarietà dal 9 aprile 2011 a oggi. Il nodo è quello della previdenza per freelance e professionisti. Questa è la storia di una generazione e del nuovo attivismo in Italia.

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Il 9 aprile 2011 a Roma c’è stata una manifestazione dei precari dopo quelle della Mayday a Milano.


Precario è, secondo l’etimologia, colui che non può decidere del proprio destino, che dipende da altri, cui rivolge la sua “preghiera”.


C’eravamo anche noi, con un piccolo movimento nato tra architetti e ingegneri che lavorano negli studi professionali e nelle imprese con una finta partita iva. E infatti, con un certo senso dell’ironia, ci eravamo chiamati “Iva sei Partita”.


Cosa è successo da allora?

domenica 1 febbraio 2015

MARIO DONDERO FREELANCE

Roberto Ciccarelli

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Per Mario Dondero il freelance è un giocatore di biliardo, un franco tiratore capace di carambolare tra angoli e traiettorie centrando il bersaglio. Questa è la vita del freelance, l’apolide senza nazione, né passaporto. Nella città assediata del lavoro salariato, e della precarietà, il fotografo parla di un futuro che riguarda tutti noi.

Vita, foto, pensieri del grande fotogiornalista italiano nel video-ritratto di Marco Cruciani Calma e gesso - in viaggio con Mario Dondero, autofinanziato grazie ai contributi raccolti sulla piattaforma di crowdfunding Produzioni dal basso, e in parte proiettato nella mostra alle Grandi Aule delle Terme di Diocleziano a Roma fino al 22 marzo. La sua idea di freelance come franco tiratore, e come giocatore di biliardo, tzigano e vagabondo, senza nazione  passaporto, Dondero l’ha disseminata qui e lì. Nelle interviste, in brevi e luminosi scritti, poi nelle monografie a lui dedicate, infine nel libro con Emanuele Giordana Lo scatto umano.

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Nella fotografia, dice Dondero, c’è una venatura tzigana, uno spirito vagabondo, zingaresco, nomade. Tutto il contrario di come il fotogiornalista è stato inteso in Italia: vieni qua a fotografare l’onorevole, l’impresario, l’attore. Questa idea servile della fotografia deriva, probabilmente, dall’idea che un bravo fotografo in fondo non ha nemmeno una nazione, o non si sente legato a un passaporto. Questo induce i nativi, o i dominanti, al disprezzo. Perché non ha un lavoro, i suoi prodotti sono un contorno della pietanza principale. Per il fotografo l’articolo che illustra. Per i precari il lavoro salariato, o dipendente, che servono. Ma cosa succede quando sono milioni di persone a trovarsi nella posizione del freelance, fino ad oggi considerato come un’isola in un mare di normalità?

sabato 31 gennaio 2015

SIAMO IN SALDO, MA CON TANTA FURIA

Giuseppe Allegri



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Prezzi che rasentano la follia, in una giornata di straordinaria vendita democratica, dice Remo Remotti-Freud. La Furia dei cervelli in saldo al 35%. Ne abbiamo bisogno nel giorno di Mattarella presidente. O è Saragat?! Viviamo in un paese in bianco e nero. Benvenuti nel 1964. Meglio Pink che in Bianco&Nero.

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Non buttata via a metà prezzo, ma sospesa al 35% di sconto, su ibs.it, in questi giorni.

Mentre ero alla solita ricerca online dell'occasione libraria perduta, per rintracciare l'ennesimo libretto “scontato” (nel doppio senso) sulla storia d'Europa, ecco che trovo la furia in saldi, con tanto di memento celestino in evidenza: disponibilità immediata.

Insomma sembra una svendita. Un po' come il fomentato Remo Remotti-Freud  dei Sogni d'oro di un Nanni Moretti d'antan, in una piazza di Frascati. Ma Remo Remotti/Freud ci ricorca che è “una vendita democratica”.

giovedì 29 gennaio 2015

QUANDO L'ARBITRO RENZI FA AUTOGOL I FREELANCE SI RIVOLTANO

Roberto Ciccarelli - Oltre 3500 mes­saggi di pro­te­sta hanno inve­stito l’account twit­ter del pre­si­dente del Con­si­glio per chie­dere una solu­zione al cla­mo­roso auto­gol del governo sulle par­tite Iva. La sto­ria per tweet, imma­gini, post. La con­di­zione dei nuovi poveri a par­tita Iva rac­con­tata in uno storify (da Quinto Stato)


martedì 27 gennaio 2015

LA GUERRA DI TSIPRAS

Alexis Tsipras, Teatro Valle, allora occupato, Febbraio 2014
Roberto Ciccarelli

"La vittoria di Syriza si spiega con la proposta di un nuovo spazio politico in Europa. Né liberale, né socialdemocratico, tale spazio non è mai esistito dalla creazione dell’Europa unita a oggi. L’affermazione di Podemos in Spagna alle elezioni di novembre potrebbe rafforzarlo. 

Il voto a Syriza è trasversale. Ci sono i poveri e i disoccupati, il ceto medio, e poi la generazione precaria ispirata alla “fiducia in se stessi, alla creatività, alla propensione a trattare la vita come un esperimento”. Sulle sue spalle gli oligarchi hanno scaricato il peso dell'austerità che non intendono pagare. Syriza incarna oggi la possibilità di una rappresaglia contro la loro corruzione. 

L'appello ai ricercatori e alla “Grecia della creatività”, rivolto da Tsipras nel discorso di domenica 25 gennaio, è rivelatore. Perché questa è la base dell' "economia sociale" e del mutualismo che si sono affermati in Grecia negli ultimi terribili cinque anni.

lunedì 26 gennaio 2015

ARBASINO 85, POETICHE DA CINEBRIVIDO E SALE SULLA FERITA

Il Console

Arriviamo col solito ritardo, ma ci pare nel completo silenzio, a festeggiare gli splendenti 85 anni di Alberto Arbasino, Maestro di furiosa letteratura e poesia.

Noialtri che nei Titoli di coda di Altri libertini dell'indimenticabile Pier Vittorio Tondelli, oramai rintracciabili solo nel primo volume delle Opere curato da Fulvio Panzeri (Bompiani, 2000), trovammo:

“L'Art Director ha suggerito, assistito, apostrofato e supervisionato; Alberto Arbasino ha tracciato poetiche da cinebrivido ne L'Anonimo Lombardo, Gianni Celati incantevoli trame in Lunario del Paradiso, Michail Bachtin ottimi, davvero ottimi trip sul Romanzo Polifonico”.

Ecco squadernato, con parole visionarie e magiche, il nostro laico paradiso di letterati e i loro affetti ed effetti, su di noi. Potenti trip che ci parleranno per sempre. Con al centro il comune Maestro Alberto Arbasino. Questa evocazione da parte di Tondelli non ha nulla della pedante prescrizione normativa, da letterati in naftalina.

giovedì 22 gennaio 2015

PERCHE' IL GOVERNO 2.0 DI RENZI VUOLE ELIMINARE I FREELANCE

Roberto Ciccarelli


Dal primo gennaio in vigore la riforma del regime fiscale agevolato per le partite Iva e l’aumento di tre punti della gestione separata Inps. Gli autonomi annunciano iniziative «non convenzionali» di protesta: «Metteremo il MalusRenzi in fattura». Breve storia della vera contraddizione del governo 2.0 di Renzi: quello che parla di giovani e innovazione e opprime il lavoro autonomo aumentando  tasse e la previdenza.


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Dal primo gennaio in Italia uccidere un freelance con il fisco e la previdenza non è problema. Il governo Renzi non ha voluto evitare l'introduzione della riforma del regime dei minimi e l'aumento dei contributi alla gestione separata dal 27,72% al 29,72% che penalizzeranno gravemente i lavoratori autonomi con la partita Iva. All'indomani dell'approvazione della legge di stabilità, un intervento «ad hoc» è stato promesso dal presidente del Consiglio «nei prossimi mesi», ma la doppia tagliola predisposta dal suo governo è scattata subito nella legge di stabilità ed è stata recepita dall'agenzia delle entrate.
Questo segmento del quinto stato, a cui afferiscono gli under 35 che dal 1 gennaio apriranno una partita Iva e gli iscritti alla gestione separata dell'Inps, è stato escluso da ogni incentivo garantito al lavoro dipendente dall'esecutivo targato Pd-Nuovo Centro-Destra, ad esempio il bonus degli 80 euro. Senza contare la sua discriminazione rispetto alle categorie del lavoro autonomo che contano di più. Ai commercianti e agli artigiani è stata infatti garantita l'abolizione del minimale Inps e la riduzione del carico fiscale fino a 40 mila euro e 25 mila euro di fatturato (per oltre 500 milioni di euro). 
A chi svolge un ruolo nelle professioni del lavoro della conoscenza Renzi ha invece triplicato le tasse. Rispetto al vecchio regime fiscale agevolato, questa platea che il ministero dell'Economia calcola tra 570 mila e 772 mila persone, la riforma prevede 15 mila euro di fatturato lordo fissato come tetto massimo, quindi un reddito netto vicino alla soglia di povertà, insufficiente per il riconoscimento di un anno intero di anzianità contributiva.

mercoledì 21 gennaio 2015

L'ALBERO DEGLI ARCHIVISTI

Sara Vian 

Favoletta sull'albero dell'archivistica che cresce nel giardino delle professioni accanto a quelli dell'Archeologia, della Biblioteconomia, del Restauro, della Storia dell'arte. Con i saluti all'austera sequoia dell'Avvocatura e la splendida siepe di mirto che corre qui e là, il Giornalismo

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Tra le professioni dei Beni Culturali, l'Archivistica è quella più eccentrica. E' l'unica incentrata su di un principio (la relazione tra i documenti) e non su un oggetto (l'antico vaso, per dirne uno): per questo, è applicabile trasversalmente a prescindere dalla natura o dall'epoca del supporto documentale. 

L'evoluzione sociale dell'ultimo ventennio l'ha coinvolta profondamente, affiancandosi alla tradizionale figura dell'archivista strutturato (dipendente negli archivi statali) quella del libero professionista a committenza mista (archivi pubblici, d'impresa, di studi professionali, di enti, ecc.); l'evoluzione digitale ed i confini più labili tra i concetti di 'riordino' e 'gestione' hanno imposto la ridefinizione dell'assodata cesura tra 'antichisti' e 'contemporanei', e di conseguenza tutto l'impianto formativo tradizionale. 

Uno sforzo caricato quasi completamente sulle spalle dei freelance, per i quali ai sempre più alti standard di preparazione non corrisponde una pari qualità di vita; per questo alcuni di essi, come gli Archim-Archivisti in Movimento si sono uniti in una rete di relazioni trasversali fuori categoria sui temi di lavoro, fisco e previdenza, per ribadire l'assoluta necessità di una battaglia comune per la sostenibilità delle professioni

giovedì 15 gennaio 2015

ANDREA MARCOLONGO, LAVORARE (QUASI) GRATIS PER RENZI E LASCIARLO SENZAPAROLE

Andrea Marcolongo, profilo su Gli Stati Generali
Roberto Ciccarelli

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Vivere nell'economia della promessa e del lavoro gratuito. Storia di Andrea Marcolongo, scrittrice e ghost writer, autrice del discorso sulla "generazione Telemaco" pronunciato dal presidente del Consiglio Matteo Renzi all'apertura del semestre italiano alla guida dell'Unione Europea. Dopo più di un anno di lavoro, ha lasciato l'incarico: "Non sono mai stata pagata, a parte una mensilità" 

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Sembra che sia stata Andrea Marcolongo a scrivere il discorso che Renzi ha pronunciato all'inaugurazione del semestre italiano a guida dell'Unione Europea. E’ il discorso della generazione Telemaco. Scrittrice, laureata in greco, allieva della scuola Holden di Alessandro Baricco a Torino, ha lavorato da “ghost writer” per l’attuale presidente del Consiglio a partire dal novembre 2013, quando inaugurò l'anno accademico fiorentino.


mercoledì 14 gennaio 2015

WHAT IS THE FIFTH ESTATE?


For the first time since 1848, a renewed Europe from the bottom up is possible: with the new social coalitions of the Fifth Estate.
‘A spectre is haunting Europe’: the spectre of the Fifth Estate, which follows Sieyès’s Third Estate and the Fourth Estate of peasant workers and the proletariat. The Fifth Estate can become ‘a new kind of proletariat’, but without any consciousness of class. It is made of stateless people, the outcast ‘precariat’ of Europe, to whom a new social figure is connected, ‘the included outcast’. This is the one who pays taxes, votes, expresses his/her opinion in real or virtual squares, but never comes out from the grey area between work and non-work. 

This stateless person is the puzzle of contemporary citizenship. It is the product of the current European governance: a system formed by national governments and global economic institutions deferring to a technocratic elite and to a form of statism without a State. The outcast is left outside parliamentary representation, trade union or existing business. It floats in the empty space created by the disappeared balance between secular citizenship and the state, state sovereignty and the authorities that govern their lives at a super-national level (the European Central Bank, the International Monetary Fund, the World Bank: the ‘troika’ which monitors the crisis of European states and their populations).

martedì 13 gennaio 2015

CERCO UNA NUOVA GALASSIA ELECTRO-POLITICA E ASCOLTO PROPAGANDA

Il Console 


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Dalle stanzette ai Basements, dai club alle Warehouse, dalle etichette musicali arriviamo a nuove galassie elettroniche. Il nostro critico musicale preferito insegue la sua (nostra) ossessione: creare il progetto di una nuova stagione politica, artistica e culturale. La immagina in questa recensione del nuovo disco dell'ensemble romano YOUAREHERE: Propaganda


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sabato 10 gennaio 2015

LA SOLUZIONE FINALE PER I FREELANCE

Mattia Sullini
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Siamo un Paese vecchio e corporativo che si sta mangiando i suoi stessi figli. Si sta profilando come una vera e propria ecatombe sociale per milioni di giovani e meno giovani. Che sia un bene o un male, il futuro è questo e dobbiamo farci i conti. La scelta di proteggersi da questo futuro accanendosi contro chi lo sta costruendo è ottusa, inutile e crudele

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Chi si ricorda del “forfettone”, il regime semplificato con un’aliquota forfettaria del 20% cui poteva ricorrere chiunque avesse un reddito imponibile inferiore a 30.000€? Non aveva fatto nulla di male, anzi. Eppure durò veramente poco. La tragedia si consumò nell’estate del 2011, più o meno simultaneamente alla decisione di innalzare i contributi per la gestione Separata (allora al 26%) fino al 33%. Quest’ultima decisione venne sospesa ma in compenso venne emessa sentenza di morte immediata per il forfettone che fu mandato rapidamente in pensione e sostituito con i “superminimi”, il regime iper-agevolato con un’aliquota forfettaria ridotta al 5% che conosce chi ha aperto Partita Iva negli ultimi 3 anni. 

La notevolissima riduzione dell’imposizione rese però probabilmente meno visibile una significativa differenza: la durata con il passaggio cessò di essere illimitata: al massimo 5 anni, prorogabili per chiunque non avesse compiuto i 35 anni. Già allora le perplessità furono molte, perchè il nuovo regime dei minimi acquisiva l’identità di politica specifica per i giovani e perdeva ogni caratteristica di sostegno al lavoro autonomo per le fasce di reddito più basse, già prive della possibilità di godere della maggior parte delle forme di welfare. Si concretizzava invece la prospettiva di vedere ulteriormente intaccato il loro reddito disponibile dall’incombente (ed ora operativo) aumento progressivo dell’aliquota INPS per la Gestione Separata fino al 33%.