sabato 31 gennaio 2015

SIAMO IN SALDO, MA CON TANTA FURIA

Giuseppe Allegri



***

Prezzi che rasentano la follia, in una giornata di straordinaria vendita democratica, dice Remo Remotti-Freud. La Furia dei cervelli in saldo al 35%. Ne abbiamo bisogno nel giorno di Mattarella presidente. O è Saragat?! Viviamo in un paese in bianco e nero. Benvenuti nel 1964. Meglio Pink che in Bianco&Nero.

***




Non buttata via a metà prezzo, ma sospesa al 35% di sconto, su ibs.it, in questi giorni.

Mentre ero alla solita ricerca online dell'occasione libraria perduta, per rintracciare l'ennesimo libretto “scontato” (nel doppio senso) sulla storia d'Europa, ecco che trovo la furia in saldi, con tanto di memento celestino in evidenza: disponibilità immediata.

Insomma sembra una svendita. Un po' come il fomentato Remo Remotti-Freud  dei Sogni d'oro di un Nanni Moretti d'antan, in una piazza di Frascati. Ma Remo Remotti/Freud ci ricorca che è “una vendita democratica”.

giovedì 29 gennaio 2015

QUANDO L'ARBITRO RENZI FA AUTOGOL I FREELANCE SI RIVOLTANO

Roberto Ciccarelli - Oltre 3500 mes­saggi di pro­te­sta hanno inve­stito l’account twit­ter del pre­si­dente del Con­si­glio per chie­dere una solu­zione al cla­mo­roso auto­gol del governo sulle par­tite Iva. La sto­ria per tweet, imma­gini, post. La con­di­zione dei nuovi poveri a par­tita Iva rac­con­tata in uno storify (da Quinto Stato)


martedì 27 gennaio 2015

LA GUERRA DI TSIPRAS

Alexis Tsipras, Teatro Valle, allora occupato, Febbraio 2014
Roberto Ciccarelli

"La vittoria di Syriza si spiega con la proposta di un nuovo spazio politico in Europa. Né liberale, né socialdemocratico, tale spazio non è mai esistito dalla creazione dell’Europa unita a oggi. L’affermazione di Podemos in Spagna alle elezioni di novembre potrebbe rafforzarlo. 

Il voto a Syriza è trasversale. Ci sono i poveri e i disoccupati, il ceto medio, e poi la generazione precaria ispirata alla “fiducia in se stessi, alla creatività, alla propensione a trattare la vita come un esperimento”. Sulle sue spalle gli oligarchi hanno scaricato il peso dell'austerità che non intendono pagare. Syriza incarna oggi la possibilità di una rappresaglia contro la loro corruzione. 

L'appello ai ricercatori e alla “Grecia della creatività”, rivolto da Tsipras nel discorso di domenica 25 gennaio, è rivelatore. Perché questa è la base dell' "economia sociale" e del mutualismo che si sono affermati in Grecia negli ultimi terribili cinque anni.

lunedì 26 gennaio 2015

ARBASINO 85, POETICHE DA CINEBRIVIDO E SALE SULLA FERITA

Il Console

Arriviamo col solito ritardo, ma ci pare nel completo silenzio, a festeggiare gli splendenti 85 anni di Alberto Arbasino, Maestro di furiosa letteratura e poesia.

Noialtri che nei Titoli di coda di Altri libertini dell'indimenticabile Pier Vittorio Tondelli, oramai rintracciabili solo nel primo volume delle Opere curato da Fulvio Panzeri (Bompiani, 2000), trovammo:

“L'Art Director ha suggerito, assistito, apostrofato e supervisionato; Alberto Arbasino ha tracciato poetiche da cinebrivido ne L'Anonimo Lombardo, Gianni Celati incantevoli trame in Lunario del Paradiso, Michail Bachtin ottimi, davvero ottimi trip sul Romanzo Polifonico”.

Ecco squadernato, con parole visionarie e magiche, il nostro laico paradiso di letterati e i loro affetti ed effetti, su di noi. Potenti trip che ci parleranno per sempre. Con al centro il comune Maestro Alberto Arbasino. Questa evocazione da parte di Tondelli non ha nulla della pedante prescrizione normativa, da letterati in naftalina.

giovedì 22 gennaio 2015

PERCHE' IL GOVERNO 2.0 DI RENZI VUOLE ELIMINARE I FREELANCE

Roberto Ciccarelli


Dal primo gennaio in vigore la riforma del regime fiscale agevolato per le partite Iva e l’aumento di tre punti della gestione separata Inps. Gli autonomi annunciano iniziative «non convenzionali» di protesta: «Metteremo il MalusRenzi in fattura». Breve storia della vera contraddizione del governo 2.0 di Renzi: quello che parla di giovani e innovazione e opprime il lavoro autonomo aumentando  tasse e la previdenza.


***
Dal primo gennaio in Italia uccidere un freelance con il fisco e la previdenza non è problema. Il governo Renzi non ha voluto evitare l'introduzione della riforma del regime dei minimi e l'aumento dei contributi alla gestione separata dal 27,72% al 29,72% che penalizzeranno gravemente i lavoratori autonomi con la partita Iva. All'indomani dell'approvazione della legge di stabilità, un intervento «ad hoc» è stato promesso dal presidente del Consiglio «nei prossimi mesi», ma la doppia tagliola predisposta dal suo governo è scattata subito nella legge di stabilità ed è stata recepita dall'agenzia delle entrate.
Questo segmento del quinto stato, a cui afferiscono gli under 35 che dal 1 gennaio apriranno una partita Iva e gli iscritti alla gestione separata dell'Inps, è stato escluso da ogni incentivo garantito al lavoro dipendente dall'esecutivo targato Pd-Nuovo Centro-Destra, ad esempio il bonus degli 80 euro. Senza contare la sua discriminazione rispetto alle categorie del lavoro autonomo che contano di più. Ai commercianti e agli artigiani è stata infatti garantita l'abolizione del minimale Inps e la riduzione del carico fiscale fino a 40 mila euro e 25 mila euro di fatturato (per oltre 500 milioni di euro). 
A chi svolge un ruolo nelle professioni del lavoro della conoscenza Renzi ha invece triplicato le tasse. Rispetto al vecchio regime fiscale agevolato, questa platea che il ministero dell'Economia calcola tra 570 mila e 772 mila persone, la riforma prevede 15 mila euro di fatturato lordo fissato come tetto massimo, quindi un reddito netto vicino alla soglia di povertà, insufficiente per il riconoscimento di un anno intero di anzianità contributiva.

mercoledì 21 gennaio 2015

L'ALBERO DEGLI ARCHIVISTI

Sara Vian 

Favoletta sull'albero dell'archivistica che cresce nel giardino delle professioni accanto a quelli dell'Archeologia, della Biblioteconomia, del Restauro, della Storia dell'arte. Con i saluti all'austera sequoia dell'Avvocatura e la splendida siepe di mirto che corre qui e là, il Giornalismo

*** 

Tra le professioni dei Beni Culturali, l'Archivistica è quella più eccentrica. E' l'unica incentrata su di un principio (la relazione tra i documenti) e non su un oggetto (l'antico vaso, per dirne uno): per questo, è applicabile trasversalmente a prescindere dalla natura o dall'epoca del supporto documentale. 

L'evoluzione sociale dell'ultimo ventennio l'ha coinvolta profondamente, affiancandosi alla tradizionale figura dell'archivista strutturato (dipendente negli archivi statali) quella del libero professionista a committenza mista (archivi pubblici, d'impresa, di studi professionali, di enti, ecc.); l'evoluzione digitale ed i confini più labili tra i concetti di 'riordino' e 'gestione' hanno imposto la ridefinizione dell'assodata cesura tra 'antichisti' e 'contemporanei', e di conseguenza tutto l'impianto formativo tradizionale. 

Uno sforzo caricato quasi completamente sulle spalle dei freelance, per i quali ai sempre più alti standard di preparazione non corrisponde una pari qualità di vita; per questo alcuni di essi, come gli Archim-Archivisti in Movimento si sono uniti in una rete di relazioni trasversali fuori categoria sui temi di lavoro, fisco e previdenza, per ribadire l'assoluta necessità di una battaglia comune per la sostenibilità delle professioni

giovedì 15 gennaio 2015

ANDREA MARCOLONGO, LAVORARE (QUASI) GRATIS PER RENZI E LASCIARLO SENZAPAROLE

Andrea Marcolongo, profilo su Gli Stati Generali
Roberto Ciccarelli

***

Vivere nell'economia della promessa e del lavoro gratuito. Storia di Andrea Marcolongo, scrittrice e ghost writer, autrice del discorso sulla "generazione Telemaco" pronunciato dal presidente del Consiglio Matteo Renzi all'apertura del semestre italiano alla guida dell'Unione Europea. Dopo più di un anno di lavoro, ha lasciato l'incarico: "Non sono mai stata pagata, a parte una mensilità" 

***


Sembra che sia stata Andrea Marcolongo a scrivere il discorso che Renzi ha pronunciato all'inaugurazione del semestre italiano a guida dell'Unione Europea. E’ il discorso della generazione Telemaco. Scrittrice, laureata in greco, allieva della scuola Holden di Alessandro Baricco a Torino, ha lavorato da “ghost writer” per l’attuale presidente del Consiglio a partire dal novembre 2013, quando inaugurò l'anno accademico fiorentino.


mercoledì 14 gennaio 2015

WHAT IS THE FIFTH ESTATE?


For the first time since 1848, a renewed Europe from the bottom up is possible: with the new social coalitions of the Fifth Estate.
‘A spectre is haunting Europe’: the spectre of the Fifth Estate, which follows Sieyès’s Third Estate and the Fourth Estate of peasant workers and the proletariat. The Fifth Estate can become ‘a new kind of proletariat’, but without any consciousness of class. It is made of stateless people, the outcast ‘precariat’ of Europe, to whom a new social figure is connected, ‘the included outcast’. This is the one who pays taxes, votes, expresses his/her opinion in real or virtual squares, but never comes out from the grey area between work and non-work. 

This stateless person is the puzzle of contemporary citizenship. It is the product of the current European governance: a system formed by national governments and global economic institutions deferring to a technocratic elite and to a form of statism without a State. The outcast is left outside parliamentary representation, trade union or existing business. It floats in the empty space created by the disappeared balance between secular citizenship and the state, state sovereignty and the authorities that govern their lives at a super-national level (the European Central Bank, the International Monetary Fund, the World Bank: the ‘troika’ which monitors the crisis of European states and their populations).

martedì 13 gennaio 2015

CERCO UNA NUOVA GALASSIA ELECTRO-POLITICA E ASCOLTO PROPAGANDA

Il Console 


***

Dalle stanzette ai Basements, dai club alle Warehouse, dalle etichette musicali arriviamo a nuove galassie elettroniche. Il nostro critico musicale preferito insegue la sua (nostra) ossessione: creare il progetto di una nuova stagione politica, artistica e culturale. La immagina in questa recensione del nuovo disco dell'ensemble romano YOUAREHERE: Propaganda


***

sabato 10 gennaio 2015

LA SOLUZIONE FINALE PER I FREELANCE

Mattia Sullini
***
Siamo un Paese vecchio e corporativo che si sta mangiando i suoi stessi figli. Si sta profilando come una vera e propria ecatombe sociale per milioni di giovani e meno giovani. Che sia un bene o un male, il futuro è questo e dobbiamo farci i conti. La scelta di proteggersi da questo futuro accanendosi contro chi lo sta costruendo è ottusa, inutile e crudele

***


Chi si ricorda del “forfettone”, il regime semplificato con un’aliquota forfettaria del 20% cui poteva ricorrere chiunque avesse un reddito imponibile inferiore a 30.000€? Non aveva fatto nulla di male, anzi. Eppure durò veramente poco. La tragedia si consumò nell’estate del 2011, più o meno simultaneamente alla decisione di innalzare i contributi per la gestione Separata (allora al 26%) fino al 33%. Quest’ultima decisione venne sospesa ma in compenso venne emessa sentenza di morte immediata per il forfettone che fu mandato rapidamente in pensione e sostituito con i “superminimi”, il regime iper-agevolato con un’aliquota forfettaria ridotta al 5% che conosce chi ha aperto Partita Iva negli ultimi 3 anni. 

La notevolissima riduzione dell’imposizione rese però probabilmente meno visibile una significativa differenza: la durata con il passaggio cessò di essere illimitata: al massimo 5 anni, prorogabili per chiunque non avesse compiuto i 35 anni. Già allora le perplessità furono molte, perchè il nuovo regime dei minimi acquisiva l’identità di politica specifica per i giovani e perdeva ogni caratteristica di sostegno al lavoro autonomo per le fasce di reddito più basse, già prive della possibilità di godere della maggior parte delle forme di welfare. Si concretizzava invece la prospettiva di vedere ulteriormente intaccato il loro reddito disponibile dall’incombente (ed ora operativo) aumento progressivo dell’aliquota INPS per la Gestione Separata fino al 33%.

venerdì 9 gennaio 2015

SONO UN BIBLIOTECARIO E VOGLIO FARE IL COWORKER

Tommaso Paiano*

***
Ad ogni coworker il suo bibliotecario, ad ogni coworker l’universo informativo che gli compete. I bibliotecari con il loro bagaglio di competenze sono indispensabili negli spazi pubblici e in quelli privati, al di fuori degli edifici nei quali hanno storicamente operato. Per un approccio non hipster ma cooperativo al cowork, il nuovo stile lavorativo che coinvolge a livello mondiale i lavoratori della conoscenza.

***

Scenario
Recenti studi ipotizzano che si stiano aprendo nuovi ambiti di intervento per i bibliotecari e le biblioteche italiane generati da un’ampia trasformazione nello scenario del mondo del lavoro e delle professioni, nel quale piccoli imprenditori e lavoratori della conoscenza non subiscono passivamente la crisi e si riorganizzano in nuove forme di associazionismo mutualistico, nel cohousing, nel commercio equo-solidale, nei gruppi di acquisto solidale, nella cooperazione in spazi condivisi come i coworking, nella riscoperta del lavoro artigiano dei makers e i fablab, dando sostanza a quel programma coalizionale evocato da più parti e che richiede un deciso e rinnovato accompagnamento istituzionale, nel quale, a parere di chi scrive, anche i bibliotecari e le biblioteche possono giocare un ruolo determinante.

sabato 3 gennaio 2015

MERITOCRAZIA: IL PRIVILEGIO E' SOLO DI CLASSE

Roberto Ciccarelli

Ripub­bli­cato in ita­liano l’”Avvento della meri­to­cra­zia” di Michael Young (Edi­zioni di Comunità).

>>>Meritocrazia: il privilegio è solo di classe su Il Manifesto-Quinto Stato<<<

Più che un sistema efficiente, la meritocrazia indica l’attitudine di una classe dominante che rende i suoi esponenti impermeabili ad ogni critica o a slanci verso una redistribuzione sociale che non sia quella imposta dall’interesse di classe. Una tesi sostenuta da Young in un articolo pubblicato sul Guardian nel 2001, intitolato «Abbasso la meritocrazia». Facendo i conti con Tony Blair e la sua "Terza Via" neoliberista, Young sostenne che la meritocrazia non serve a migliorare le prestazioni di un sistema, ma semmai a peggiorarle in una burocrazia kafkiana. Essa afferma il senso di superiorità basato sul privilegio della proprietà, sulle rendite di posizione e sulla centralità acritica e indiscutibile dell’impresa.

>>>Meritocrazia: il privilegio è solo di classe su Il Manifesto-Quinto Stato<<<

martedì 30 dicembre 2014

2015: MEGLIO ANDARE DOVE SUONANO L'ELECTRO


Il Console

Come ogni fine anno, anche nel 2014 il nostro critico musicale di riferimento ci regala la top-ten 2014. E, come sempre, disegna l'anno che viene con tonalità profetiche, tra cupa elettronica e scintillanti eroine elettriche

sabato 27 dicembre 2014

LEGGE DI STABILITA': AI FREELANCE NON RESTA CHE LA COALIZIONE

Sergio Bologna

Cari amici di Acta, cari colleghi,

il governo Renzi e la maggioranza parlamentare che lo sostiene – malgrado i non pochi amici che abbiamo là dentro, anche tra l’opposizione – ci ha bastonati più di quanto avessero fatto Prodi, Berlusconi e Monti. Ormai è chiaro che siamo un bancomat al quale è difficile rinunciare per chi cerca di cavar soldi dai cittadini dovunque può (e si vanta di diminuire le tasse).

Qualcuno di noi potrebbe pensare di rifarsi con una resa dei conti elettorale ma questo governo, a mio avviso, non ha nessuna intenzione di andare alle elezioni prima del 2017. Avrà tutto il tempo quindi di bastonarci ancora di più e noi dovremo subire, anche se le posizioni di Acta sono state condivise dal più ampio fronte di freelance mai costituito.

Dovremo subire noi ma dovranno subire anche tanti altri corpi intermedi, primi tra tutti i tre sindacati. Molte rappresentanze d’interessi verranno semplicemente cancellate, vedi Camere di Commercio. Questo governo ha avuto il mandato di bypassare l’apparato corporativo e consociativo su cui si è retta la nostra confusa e clientelare democrazia.  

lunedì 22 dicembre 2014

DAVIDE IMOLA, COMPAGNO DI STRADA, SINDACALISTA DEL FUTURO

Davide Imola
Giuseppe Allegri

***
E' scomparso un riformista visionario, un sindacalista che ha trasformato la cultura della Cgil sul lavoro autonomo e la precarietà, un uomo dalla parte di chi si autorganizza per strappare la dignità individuale e la felicità collettiva in questa vita. Il ritratto appassionato delle intuizioni, della storia, dell lavoro di Davide Imola

***

È con grande tristezza che scrivo queste righe. Per ricordare Davide Imola, morto prematuramente sabato 20 dicembre, portato via da un male odioso. E il nostro pensiero e affetto va ai familiari, a partire da Marilisa, insieme con un grande e forte abbraccio.
 
Per noi scapestrati quintari delle forme di vita e di lavoro indipendente, autonomo, intermittente, precario Davide è stato, soprattutto, il compagno con il quale confrontarsi, discutere, immaginare, progettare, inventare spazi condivisi di azione: per la tutela delle persone e di tutte le forme dei lavori. Al di là di qualsiasi steccato e semplificazione.

Davide, responsabile nazionale di quella Consulta delle professioni della CGIL che proprio grazie a lui è diventato uno dei pochi spazi, all'interno di quel sindacato, dove era possibile parlarsi e non giocare ai soliti, stantii pregiudizi.