martedì 22 luglio 2014

COSA HO IMPARATO ANDANDO ALLE ASSEMBLEE DELLA "SINISTRA"

Roberto Ciccarelli

Giochino in 13 punti, da leggere dall'alto verso il basso, o viceversa, per tornare alla casella di partenza

0) La politica si fa convocando riunioni e assemblee dove si parla di ciò che si deve fare, non di come fare le cose

1) Organizzare assemblee  in cui si parla TANTO e le parole non corrispondono mai ad un'azione, ma alludono a un futuro, svuotato, remoto, depresso, intangibile e senza slanci

2) Nessuno deve parlare veramente e quello che si dice bisogna che nessuno se lo ricordi, anche perché ripete sempre le stesse cose nel linguaggio della mancanza e della rimozione.

3) Chi parla di solito ribadisce la legge del dovere: SI DEVE ma non si può fare; Noi FAREMMO SE, ma non lo possiamo fare. Si allude alla possibilità di esistere, anche se non si esiste. E' la legge sulla quale è costruito il nostro paese: ci sono dei diritti, ma non si possono avere; c'è molta ricchezza, ma non la puoi avere; si può lavorare, ma non ora. Si può sognare, ma meglio farlo dopo. E così via. Un paese conservatore che conserva il suo stesso ricordo.

venerdì 11 luglio 2014

TEATRO VALLE: L’ESPERIMENTO ITALIANO DEI BENI COMUNI DEVE CONTINUARE!

Ugo MatteiSalvatore Settis, David HarveySlavoj Zizek, Étienne BalibarMichael HardtCostas DouzinasPeter WeibelFreddy GrunertSasa DobricicLynn HershmanClemens V. WedermeyerDavid BollierTom KernsSandro MezzadraTomaso MontanariPenelope SimonsAnna GrearBurns H WestonAled DilwynDonald K. Anton. 

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Dal 14 giugno 2011, una comunità di artisti e militanti ha trasformato il Teatro Valle, il più antico e prestigioso teatro di Roma che rischiava di essere privatizzato, in uno dei più avanzati esperimenti di fusione tra la lotta politica e le arti performative nel mondo attuale. Nell’interesse delle generazioni future è stata creata un’entità giuridica denominata “Fondazione teatro Valle Bene Comune” che ha raccolto l’adesione di quasi 6 mila persone. È stato il frutto di un nuovo e genuino processo di cooperazione tra alcuni giuristi molto noti e l’assemblea degli occupanti. Un notaio ha riconosciuto l’esistenza della Fondazione, mentre il Prefetto di Roma ne ha negato la personalità giuridica sostenendo che il possesso della struttura non è un titolo sufficiente per avviare la Fondazione.

venerdì 4 luglio 2014

MIEI CARI NEET, DISTRUGGIAMO IL CIELO E RIPARTIAMO DA ZERO?

Giuseppe Allegri

Fratture, ultimo romanzo di Massimiliano Nuzzolo (Italic/PeQuod edizioni, pp. 184, 16 euro), è un frammentario conoscersi di due popolate solitudini, che vogliono reinventare lo spazio-tempo nel quale abitare. Uscito un paio di anni fa e letto purtroppo in colpevole ritardo, visto che le vie di un “mercato” editoriale saturo sono ostruite dai monopolisti della produzione e distribuzione editoriale. E qui siamo nel cangiante terreno dell'editoria indipendente, quella più autorevole e non riconciliata con l'ordine esistente delle cose, perché Italic/PeQuod riprende il percorso interrotto dalla precedente, talentuosa, casa editrice Pequod. E quindi arriva ad emergere per strade tortuose e spesso occasionali, quando ci riesce.

domenica 29 giugno 2014

AL PIGNETO DI ROMA, TUTTE LE FESTE DI DOMANI

Cos'è il Pigneto, di preciso? Un immaginario. E' stato importato e poi "lavorato" seguendo linee autoctone. Ma di chi è questo immaginario? Vediamo. Il campo di elaborazione del nuovo discorso sul Pigneto è stato il Bobò,  cioè il «Bourgeois-bohemienne», poi declinato in «radical chic», infine «hipster», concetti diversi usati a sproposito, che cercano di delineare un campo sociale

Mi fermo a quella che può esserne considerata la radice. Tra la fine degli anni Novanta e l'inizio dei Duemila se n'è parlato così tanto da fargli prendere corpo e da convincere studenti, precari, professionisti a identificarsi con esso. Al tempo i Bobos sono stati presentati come un'élite illuminata dell'età dell'informazione. Precari, sempre impegnati a cercarsi una commessa. E per un certo periodo la formula è sembrata funzionare. C'è stata un'epoca in cui la diffusione a pioggia delle commesse da parte del pubblico e uno sgocciolamento di risorse nel privato sembrarono realizzare una sintesi tra uno stile di vita e la coscienza di uno status, il successo nel lavoro e una certa ribellione creativa. 

lunedì 16 giugno 2014

IL VENTICELLO DELLA CALUNNIA NON CHIUDE IL SIPARIO DEL TEATRO VALLE

Roberto Ciccarelli

2011-2014: terzo anniversario dell'occupazione del Teatro Valle di Roma. Inchiesta sulle motivazioni che spingono le destre, il Corriere della Sera o Il Messaggero ad invocarne lo sgombero, mentre una parte del mondo dello spettacolo chiede "il ritorno all'ordine" con i manganelli per difendere il principio della "concorrenza". Cosa c'è dietro questa ansia di conformismo, legalitarismo, opportunismo, oltre al desiderio di tornare a essere cooptati per spartirsi incarichi e i fondi elargiti  dalla politica?

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sabato 14 giugno 2014

CASERMA ROSSANI LIBERATA, BARI RECLAMA IL DIRITTO ALLA CITTA'

L'occupazione della caserma Rossani a Bari del 1 febbraio 2014 è stata un atto di liberazione scrive il giornalista Nicola Signorile in Diario Rossani (Caratteri Mobili). In una serie coinvolgente di articoli pubblicati nella rubrica “Piazza Grande” su La Gazzetta del Mezzogiono, Signorile spiega come il “passaggio all'atto” di un movimento urbano - composto dal collettivo e dalle famiglie senza casa sgomberate dall'occupazione di Villa Roth e dal comitato civico Rossani che si batte per la costruzione di un parco urbano nella ex-caserma - abbia trasformato la realtà.

giovedì 12 giugno 2014

TORINO: IL QUINTO STATO AL FESTIVAL ARCHITETTURA IN CITTA'

Giuseppe Allegri

Un confronto sui luoghi del lavoro, sui nuovi impieghi e sulle forme non convenzionali di precariato venerdì 13 giugno alle ore 20.00,
Fondazione OAT, BasicVillage – Tettoia Gregoretti, corso Regio Parco 39

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Dietro l'evocazione del quinto stato si cela una condizione esistenziale e lavorativa vissuta da milioni di persone in tutta Europa e soprattutto in Italia. È una condizione sociale in bilico tra lavoro indipendente e autonomo, nuove e vecchie forme di precarietà e flessibilità verso il basso, quindi tra autonoma intrapresa sociale e nuova subordinazione economica.

Ilquinto stato è una condizione sociale che si è affermata nelle vecchie e nelle nuove professioni (dai più o meno giovani avvocati ed architetti, ricercatrici e consulenti, grafici, esperti di marketing, etc.) e in tutte le attività sospese tra precarietà delle committenze e dei contratti di lavoro, pericolo di dipendenza e subordinazione economica, quindi intermittenza di retribuzione. Riguarda vari settori delle economie della conoscenza, cultura, relazioni e cura alle persone. È una condizione vissuta da milioni di persone che, soprattutto in Italia, rimangono esclusi dai diritti sociali fondamentali, ancora calibrati sulla figura del lavoro subordinato standard, anche se oramai anch'essa sempre più impoverita di diritti.

giovedì 5 giugno 2014

CHI COMANDA A ROMA: IL CASO ANGELO MAI E LE LOTTE PER LA CASA

L’Angelo Mai, il centro di cultura indipendente sequestrato dalla magistratura romana il 19 marzo scorso nell'ambito dell'inchiesta sul Comitato popolare di lotta per la casa per il reato di associazione a delinquere, è stato riaperto ieri mattina verso le 11. L’«Osteria di Pina» che, secondo l’accusa, sarebbe stato uno dei luoghi dov’è avvenuta la presunta estorsione ai danni degli occupanti delle ex scuole Hertz e in via delle Acacie entrambe sgomberate, resta ancora sotto sequestro.

Sono stati due i provvedimenti con i quali il tribunale del Riesame ha smontato la tesi accusatoria dell'associazione a delinquere intesa a sfruttare le esigenze abitative di centinaia di persone formulata dal pubblico ministero Luca Tescaroli. Oltre a quella che ha parzialmente dissequestrato l'Angelo Mai, c'è anche la sentenza del 28 aprile scorso con la quale sono state respinte le richieste di custodia cautelare per Pina Vitale e altre 4 attiste del Comitato popolare di lotta per la casa e il divieto di residenza a Roma per altre persone.

"Si discuterà a questo punto quali sono i comportamenti illegali - ha detto l'avvocato Arturo Salerni - l'ipotesi accusatoria è stata smontata dal Riesame che ha dimostrato una grande considerazione per la mobilitazione dei cittadini e degli artisti a sostegno dell'Angelo Mai. I giudici hanno apprezzato il documentario sull'esperienza del comitato popolare di lotta per la casa "Casa nostra" Livia Parisi. E' stato compreso che queste occupazioni sono una risposta alla drammatica emergenza abitativa. Il processo sarà ancora lungo, andremo per gradi".

venerdì 23 maggio 2014

AVERE TRENT'ANNI NELL'ITALIA2014: UNA VITA ALL'INSEGNA DEL LAVORO CULTURALE IN UN PAESE DI MERDA

Silvia Jop

Impegno, desiderio, determinazione e le fatiche insormontabili di una condizione di precarietà pervasiva che rosicchia ogni angolo dentro e fuori, materiale e immateriale.

Si mangia la tua cura di te, la tua capacità di amare e di essere amata, la qualità del lavoro perché le condizioni strutturali sono invalidanti. al 20 di ogni mese (se ti va bene) non sai bene come inventarti i 10 giorni che ti servono ad arrivare al mese successivo: sia chiaro nel frattempo devi continuare a lavorare.

Europee alle porte. non voterei, basta, non voterei proprio.

Vabe e dai, voto.

Dai, torno a casa e voto:

Tessera elettorale alla mano - mi dicono che ho diritto al 70% di sconto a/r - penso che venezia-roma costa 80 euro.

L'agevolazione fa la differenza: oltre a rendere possibile questa trasferta restituisce valore all'atto del voto e al mio essere cittadina.

giovedì 22 maggio 2014

UN'ALTRA DEMOCRAZIA, MA PER QUALE EUROPA?

Marco Bascetta



Quando nel 2009 entrò in vigore il trattato di Lisbona, che rendeva operativa anche la Carta di Nizza messa a punto quasi dieci anni prima, il ciclo che aveva condotto all’approvazione dell’uno e dell’altra era giunto al suo esaurimento. Il processo che tra azzardi e prudenze, resistenze e concessioni, comprendeva comunque nel suo orizzonte (e in diversi risultati conseguiti) la costruzione di un’Europa sociale e di un diritto comunitario che garantisse nel loro insieme i cittadini del vecchio continente volgeva al termine. Se era riuscito, sia pur malconcio, a sopravvivere alla bocciatura della Costituzione europea, affondata dall’esito dei referendum in Francia e Olanda nel 2005, non sarebbe sopravvissuto ai quattro fattori che negli ultimi anni hanno in larga misura ridisegnato il campo europeo.

In primo luogo, ovviamente, la catastrofica crisi economica globale che in Europa si è manifestata come crisi dei debiti sovrani. In secondo luogo, il definitivo superamento tedesco dei costi e dei problemi connessi alla riunificazione, accompagnato da un incremento di competitività ottenuto a spese dei diritti e dei salari. In terzo luogo, l’inasprirsi di quel sovranismo conservatore britannico che ha sempre messo un freno all’integrazione europea e che ora aspirerebbe perfino a ridurre ulteriormente le prerogative comunitarie. Infine la sconfitta, più o meno completa, delle resistenze antiliberiste in gran parte dei paesi dell’Unione. Per vittoria politica della destra o per assimilazione dei suoi principi fondamentali da parte delle sinistre governative o aspiranti tali.

venerdì 9 maggio 2014

IL RITORNO DEL MUTUALISMO IN ITALIA: IL FUTURO E' PARTECIPAZIONE

La società di mutuo soccorso "Insieme Salute" compie vent'anni. Negli anni della crisi ha aumentato i suoi soci. Il progetto della mutua "Elisabetta Sandri" rivolto ai lavoratori indipendenti esclusi dal Welfare statale

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Gli iscritti alle società di mutuo soccorso sono aumentati in quattro anni del 70%. Nel 2010 erano poco meno di 600 mila. Secondo la Federazione Italiana Mutualità Integrativa Volontaria (FIMIV), oggi sono arrivati a quasi un milione. Un record impressionante prodotto dagli oltre 15 miliardi di tagli alla sanità pubblica dal 2010 ad oggi imposti dalle politiche di austerità e dal drastico peggioramento della condizione economica delle famiglie.

Nell’ultimo quinquennio sono nate oltre cento società di mutuo soccorso. Un accordo tra FIMIV e Confcooperative ha disposto che la mutualità sia finanziata dalle banche di credito cooperativo operanti in tutto il territorio nazionale, dalla Lombardia alla Puglia. Un altro fronte di sviluppo è quella dei contratti nazionali. Sono almeno cinquanta i rinnovi che prevedono forme di mutualità. Ci sono fondi che interessano gli operatori del commercio, i chimici o i metalmeccanici.

Ad avere influito sul rinnovato sviluppo del mutualismo sono state due decisioni. Dal 2008 due decreti varati dal governo prodi e poi da quello Berlusconi hanno autorizzato l'istituzione dei Fondi sanitari integrativi, in attuazione della riforma sanitaria del 1999. Una legge del 2012 ha poi aggiornato la normativa sul mutuo soccorso che risaliva al 1886 disponendo alcune norme fiscali per favorire la deducibilità delle spese per l'assistenza sanitaria integrativa per le aziende che la prevedono per i propri dipendenti (3600 euro circa a persona). Secondo la Fimiv le persone coinvolte nel welfare aziendale superano oggi i 14 milioni. Dieci anni fa erano non più di 3 milioni.

mercoledì 7 maggio 2014

SOGNO EUROPEO O INCUBO?



 Giuseppe Allegri e Giuseppe Bronzini 

hanno pubblicato un nuovo libro: Sogno europeo o incubo?(Fazi editore,  pp. 175, 10 €) e si chiedono come l'Europa potrà tornare a essere democratica, solidale e capace di difendersi dai mercati finanziari . Qui anche un'anticipazione "cartacea"

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We believe in Europe because we are all Europeans
Moritz Hartmann, Floris de Witte

Dieci anni fa l’Europa appariva già profondamente divisa. In un celebre intervento pubblicato contemporaneamente su alcuni grandi quotidiani europei, a partire da «Libération» e «Frankfurter Allgemeine Zeitung» (quindi «La Repubblica» del 4 giugno 2003), Jürgen Habermas e Jacques Derrida ricordavano i due momenti cruciali della frattura di allora. L’adesione di tanti governi europei alla “coalizione dei volonterosi” a sostegno dell’aggressione USA all’Iraq, ma anche le oceaniche manifestazioni di protesta contro la guerra, tenutesi il 15 Febbraio 2003 in tutte le capitali del vecchio continente, segnale della nascita di “un’opinione pubblica europea” e – per il «New York Times» – di una seconda superpotenza planetaria.

domenica 4 maggio 2014

LI' DOVE C'ERA UNO SMERALDO OGGI C'E' EATALY

Una grande abbaiata per imitare il coro di unanime plauso che accoglie ogni iniziativa di Oscar Farinetti, il patron di Eataly, il prestigiatore dell'autentico made in italy.  Il flash mob #lagrandeabbaiata è stato organizzato sabato 3 maggio  dalla rete milanese Attitudine NoExpo: Euromaydays and The Ned, Macao, Offtopic,La terra trema, San precario, Zam, Lambretta, Boccaccio, Rimake, Rimaflow, all'ex teatro Smeraldo, oggi Eataly Milano, in Piazza XXV Aprile a un passo da Corso Como.

Smeraldo, il teatro chiuso da un parcheggio
Proprio quello inaugurato il 18 marzo scorso, per il momento conosciuto per le polemiche sollevate dalla ristrutturazione. Eataly si è affidata all'impresa “Costruzioni europee” di Perugia che ha subappaltato una parte dei lavori di ristrutturazione dello Smeraldo a una ditta romena, la Cobetra: 25 operai, di cui uno specializzato in restauri e un solo capomastro. Secondo la Filca Cisl, gli operai romeni avrebbero percepii stipendi da fame: 500-800 euro per 40 ore settimanali. Eataly ha sostenuto di essere all'oscuro di questo subappalto. Sul suo Libro Unico del lavoro lo stipendio mensile dei muratori era di 2100 euro mensili, contributi inclusi. L'importazione del personale a basso costo dalla romania sarebbe avvenuto a sua insaputa.

giovedì 1 maggio 2014

OGGI E' IL PRIMO MAGGIO PRECARIO, FESTA DEL REDDITO E DEL NON LAVORO CONTRO IL LAVORO GRATIS


Sono stati chiamati «sentinelle». Da maggio a dicembre 2015 spunteranno dappertutto a Milano durante l’Expo. Stazioni, aeroporti, strade e gli stand del mega evento espositivo, ovunque spunti il brand che oggi circola negli spot sulla Rai o sulle tazzine del caffè. Sono i «volontari» targati Expo. Ne servono 475 al giorno, per sei ore a rotazione, per i sei mesi della durata del «grande evento». Il modello è quello offerto dalle olimpiadi a Londra nel 2012, anch’esse sorrette da un esercito di volontari. Oggi a Milano si parla di 9 mila persone. Per reclutarle è in arrivo un bando.

BUONA FESTA DEL NON LAVORO, BUKOWSKI!


Il Console


È vent'anni che ci manca Charles Bukowski, Henry Hank Chinaski, morto il 9 marzo 1994.

E oggi è la 32a festa del non lavoro, al Forte Prenestino, a Milano c'è l'Euromayday per il reddito, il non lavoro e contro il lavoro gratis all'Expo 2015.

Di “quel lavoro che ci fate mendicare” e “ci ruba il tempo e ci saccheggia la vita”.

Quel lavoro che è sempre meno pagato e più insicuro. Fatto di eterni ricatti e giochi al ribasso. Diventato tanto scarso, ci fanno credere, da costringerci al lavoro neo-servile, gratuito: prestazioni senza retribuzioni. Stage fantasmi e contratti di un giorno. Con l'ipocrita ed eterna retorica di governi e sindacati, sempre alla fantomatica ricerca di nuove “riforme del lavoro”: per combattere la disoccupazione e creare nuovi posti di lavoro. 

Mai che si provasse a garantire un reddito per “un'esistenza libera e dignitosa”, al di là dell'impiego e dentro le mille forme di attività, lavoro, produzione, che già riempiono le nostre vite. Disoccupazione attiva, la chiamava qualcuno, già anni fa, seppure in un senso più libertario della gabbia che è diventata oggi.

E allora viene da dire: quanto ci manca, Chinaski!