domenica 26 ottobre 2014

LA VERITA', VI PREGO, PER MARTA PRECARIA DI 28 ANNI E IL SUO BAMBINO

Roberto Ciccarelli

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Camusso vs Renzi, Cgil vs Pd. La battaglia mediatica sul corpo di Marta, precaria, 28 anni, incinta. 

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Il personaggio dell'autunno 2014 è Marta. Lo ha inventato il presidente del Consiglio Matteo Renzi in questo video:

Marta ha preso forma quando la Cgil ha annunciato una manifestazione contro il governo e l'abolizione dell'articolo 18. Renzi l'ha usata per scaricare sui sindacati la responsabilità della precarietà di due generazioni. A suo dire, i suoi guai (senza reddito, tutele, welfare, maternità) sono responsabilità dei sindacati, e della Cgil.

Renzi ha calcato la mano per amore di polemica: rimuove la gravissime responsabilità anche del suo partito Pds-Ds-Pd nell'avere inventato la precarietà ed essersi rifiutato di accompagnarla con tutele minime. Del resto Camusso lo aveva associato alla Thatcher. Cosa spiacevole, a cui ha replicato con una menzogna: "Dov'eri, Camusso, quando il mio partito inventata e imponeva la precarietà'". Si parla della metà degli anni Novanta, il pacchetto Treu del 1997.

sabato 25 ottobre 2014

IL COMPLICATO RAPPORTO TRA CGIL, FREELANCE E PRECARI

Roberto Ciccarelli

I rapporti storicamente difficili tra la Cgil e il lavoro autonomo o precario. Il problema è innanzitutto culturale: il lavoro indipendente non è (solo) quello parasubordinato e non è composto da evasori fiscali. Come includere chi non rientra in un contratto nazionale né in un ordine professionale? Milioni di persone restano senza voce. Ma qualcosa si muove a corso Italia

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In un'analisi della Cgil i lavoratori che svolgono attività autonome senza dipendenti, esclusi i parasubordinati e le imprese, sono 3.369.000. A queste partite Iva individuali vanno aggiunti 962.428 parasubordinati esclusivi (coloro cioè che non hanno altre attività e non sono in pensione) e 21.101 lavoratori con redditi esclusivi da cessione di diritti d'autore. Parliamo di oltre 4 milioni di  persone. Per loro il bilancio dei primi mesi del governo Renzi è magro: niente bonus 80 euro, come i pensionati e i precari; niente ammortizzatori sociali che l'esecutivo dice di volere estendere nel Jobs Act, mentre i contributi per 1 milione e 800 mila freelance e parasubordinati iscritti alla gestione separata Inps rischiano di crescere dal 27,72% al 29,72% nel 2015, fino al 33,72% nel 2019.

giovedì 23 ottobre 2014

SE IL LAVORO LO REGALO FAREI IL VOLONTARIO, NON IL FREELANCE

Giuseppe Allegri

Il lavoro emergente nell'epoca della dis-retribuzione di massa. Se il lavoro che regalo, lo regalo spontaneamente, di mia volontà, per me sì, è, oltre che etico, anche un gesto quasi nobile. Se invece il lavoro “devo” regalarlo per tutti i motivi del mondo, no, non è etico, è svilente e umiliante. Anche se poi, in definitiva, siamo tutti con debolezze e difficoltà più o meno grandi...

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Questa confessione in forma anonima la troviamo in apertura dell'assai interessante fascicolo della rivista di Sociologia del lavoro (il numero 133/2014), titolato Confini e misure del lavoro emergente, curato da Emiliana Armano, Federico Chicchi, Eran Fischer, Elisabetta Risi nella loro ricerca collettiva su «gratuità, precarietà e processi di soggettivazione nell'era della produzione digitale». La rivista viene presentata il 24 ottobre a Bologna, la Sala Poeti, Strada Maggiore 45 e varrà la pena spulciarla in lungo e in largo. Per ora ci si limita a segnalare la pluralità di interventi e punti di vista presenti nei 13 saggi lì raccolti.

mercoledì 15 ottobre 2014

IO NON LAVORO GRATIS X EXPO

Roberto Ciccarelli

Loro non sentono sindacati, ministri delle coop rosse, primi ministri che gli dicono: ma va' a lavura' che l'e' mej. Loro non lavorano gratis per Expo. Loro non sono per un jobs Act qualsiasi. la meglio gioventù. A Milano, Italia.

lunedì 13 ottobre 2014

UN TUNNEL CHIAMATO JOBSACT

Giuseppe Allegri

Una riforma nel segno del compromesso storico tra Lega Coop e Compagnia delle opere. Per eliminare l' "apartheid" tra garantiti e non garantiti si cancellano i diritti di tutti. Non si tratta di dare lavoro, purché sia, ma di interrogarsi sul suo senso per le persone e per l'intera società

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domenica 12 ottobre 2014

QUANDO L'FMI SCOPRE IL QUINTO STATO (DEI DISOCCUPATI)

Roberto Ciccarelli

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Christine Lagarde del Fondo monetario Internazionale al vertice di Washington : "I disoccupati sono il quinto stato al mondo". Ma la stima è approssimata per difetto. Ci sono anche i precari, i neet o i working poors, chi lavora in autonomia. E' in corso una trasformazione del rapporto con l'occupazione. La cultura delle istituzioni internazionali, come quelle dei sindacati, non permettono di comprenderla. E il quinto stato potrebbe avere anche un altro significato

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Il Fondo Monetario Internazionale scopre il quinto stato. Con questa espressione la direttrice Christine Lagarde intende in realtà i disoccupati: “Duecento milioni di persone nel mondo cercano un lavoro. Se i disoccupati formassero un paese, il loro sarebbe il quinto stato più grande al mondo”. Il quinto stato viene dunque inteso come una popolazione il cui numero è inferiore solo alla Cina, all’India e agli altri paesi maggiormente popolati del pianeta. Lagarde cita Dostoïevskij: “Privati di un lavoro significativo, donne e uomini perdono la ragione della loro esistenza”.

(Qui il discorso, in inglese. Qui il video, in inglese, tra il nono e il dodicesimo minuto)

giovedì 9 ottobre 2014

SE NON HAI IL TORNIO, LA TUTA BLU, LA CAMICIA BIANCA NON SO CHI SEI



Roberto Ciccarelli
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Debunking Renzi&Cgil. Precario, non so chi sei. La scenetta di Crozza, la camicia bianca e la truffa del JobsAct. La "precarietà" non serve a descrivere cos'è il lavoro e nemmeno perché esistono i precari. Che non hanno voce. Se non quella degli altri.


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Crozza interpreta Camusso e Landini per dimostrare che la Cgil non ha MAI fatto nulla per i precari. Se non hai il tornio o la tua blu, NON SEI COME UN OPERAIO. Se sei un call center operator, un account per una start up, un web developer, allora sei nulla. Non sei un "lavoratore", o meglio un SALARIATO. Ed è inutile che ti rivolgi al sindacato, non sei degno della sua tessera. Non sei un cittadino. La Cgil (e tutti i sindacati) considerano il lavoro salariato come l'unica forma di attività riconoscibile e quindi remunerabile.

martedì 7 ottobre 2014

STUDENTI CHE DICONO NO ALLA FINANZA E ALLA PRECARIETA' TRA I BANCHI

I C del Liceo Classico Tasso di Roma per la campagna #entrainscena


Venerdì 10 ottobre in decine di migliaia in corteo contro il "patto educativo" del governo Renzi. Al centro delle polemiche: il sistema dalla valutazione e della punizione, la tentazione a mettere tutti in concorrenza, l'ingresso della finanza e dei privati nelle aule.




 

Venerdì 10 ottobre decine di migliaia di studenti medi manifesteranno nelle strade di almeno 80 città italiane contro la riforma della scuola e la legge delega sul Jobs Act proposti dal governo Renzi. Insieme a loro ci saranno i Cobas, che hanno dichiarato lo sciopero generale, i docenti precari, la Flc-Cgil. In rete la controffensiva degli studenti contro la scuola modello «Valutare e punire» proposta nele 136 pagine de «La buona scuola» dal presidente del Consiglio Renzi e dal ministro dell’Istruzione Giannini è iniziata da un paio di settimane. Prosegue a colpi di hashtag su twitter: #entrainscena e #10O sono quelli lanciati dall’Unione degli Studenti. «La grande bellezza siamo noi» rilancia la Rete degli Studenti. Mentre la rete «StudAut» ha iniziato a manifestare già il 3 ottobre scorso, sarà in piazza venerdì e tornerà a manifestare il 16 ottobre, prima giornata di sciopero sociale promossa da studenti medi e universitari, occupanti di case, facchini, precari, giovani.

In attesa delle prevedibili occupazioni, l’agenda prevede un altro appuntamento: venerdì 14 novembre, una giornata di «sciopero sociale» promossa da studenti, movimenti sociali e precari insieme ai sindacati di base. Quel giorno l’Usb ha annunciato 4 ore di sciopero, mentre farà uno sciopero generale venerdì 24 ottobre.

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Leggi: Per un'analisi della "Buona scuola" di Renzi-Giannini leggi: Il senso di Renzi per la patente a punti a scuola

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venerdì 3 ottobre 2014

COSA FANNO I SINDACATI CON I PRECARI E I POVERI IN INDIA E NEGLI STATI UNITI (MA NON IN ITALIA)


Roberto Ciccarelli

La rissa tra Renzi e la Cgil sulla vita dei precari e l'articolo 18: "Cosa avete fatto sui precari?" chiede il primo che dirige il partito che ha inventato il precariato in Italia. Cgil è invece in grande difficoltà e non ha argomenti contro chi l'accusa di essere il sindacato del lavoro dipendente e dei pensionati.

Questo dibattito strumentale, polarizzato dalla crociata surreale e interessata contro l'articolo 18, ignora la realtà più grande dell'auto-organizzazione di chi si è posto veramente il problema nell'ultima generazione negli Usa o in India, ad esempio.


Sindacati, auto-organizzazione, mutualismo e consorzi politici: cartografia del quinto stato al tempo dell’assalto al ceto medio e della povertà generalizzata

Cartografia del quinto stato: sindacati,mutualismo e consorzi politici


sabato 27 settembre 2014

MODELLO FARINETTI, IL LAVORO MADE IN EATALY


Roberto Ciccarelli

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Il modello Farinetti raccontato da dentro, un’inchiesta vecchio stile scritta dai lavoratori. La gestione del personale al tempo del Jobs Act: non serve licenziare, basta non rinnovare
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Il talento di Oscar Farinetti, patron di Eataly, è quello di far parlare di sé. L’imprenditore considerato vicino al presidente del Consiglio Matteo Renzi, ci è riuscito un’altra volta quando ha assicurato che «l’articolo 18 va bene così com’è». Apparentemente sembra avere preso le distanze dall’osmosi con Renzi e la maggioranza del Pd, impegnati nella crociata anti-sindacale sulla norma più simbolica, e meno frequentata, del diritto del lavoro italiano.

martedì 23 settembre 2014

CLASSI POPOLARI: LA "SINISTRA" PREPARA LA VITTORIA DI MARINE LE PEN

Giuseppe Allegri

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Il grande dibattito scatenato in Francia dal libro di Christophe Guilluy, La France périphérique. Comment on a sacrifié les classes populaires, un cowboy solitario percorre le lande desolate della sinistra che porterà al potere la destra reazionaria e sovranista del Front National.

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Classes populaires. Le livre qui accuse la gaucheQuesto il titolo a tutta pagina di Libération del 17 settembre (qui il resto del dibattito).

Mentre così apostrofa il celebre settimanale Marianne della stessa settimana: Le vere fratture francesi: un'opera esplosiva che spiega l'avanzata di Marine Le Pen”. Aggiungendo che c'è un solo libro che devono leggere Hollande, ma anche Valls, Mélenchon, Bayrou, Juppé, Sarkozy. Cioè tutta la classe dirigente repubblicana francese, dai socialisti moderati e al governo (Valls e Hollande) a quelli pseudo-radicali (Mélenchon), fino alla destra gollista ancora in apnea dopo la sconfitta presidenziale (Juppé e Sarkozy).

Qui l'intero dibattito del settimanale Marianne.

domenica 14 settembre 2014

L'INSOSTENIBILE SOLITUDINE DELL’AVVOCATO, FARE COALIZIONE CON IL QUINTO STATO

Valentain Morgana Restainò

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L'autrice è un'avvocatessa impegnata nella rete MGA - mobilitazione generale degli avvocati (link al forum su Facebook). Per un'alleanza intellettuale e politica con il mondo delle partite Iva e del precariato. Per i diritti sociali di nuova generazione del quinto stato

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C'è un tempo in cui devi dimenticare il solito cammino, che sempre ci porta negli stessi luoghi.

Vale per tutti, prima o poi. Viene un momento in cui rimanere negli schemi di pensiero di sempre diventa dannoso, pericoloso, fuorviante.

E vale anche per la categoria forense. Per gli avvocati.

Dal 1 agosto, essendomi permessa di andare in ferie, non ho incassato nemmeno un euro.

martedì 9 settembre 2014

BELLUSCONE, AUTOBIOGRAFIA DI UNA NAZIONE A PALERMO

Il Console 

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Siamo postumi a Berlusconi, non finiremo di essere berlusconiani
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È da salutare con grande gioia il ritorno nelle sale cinematografiche di Franco Maresco. Lo spirito intransigente e lirico, caustico e grottesco, spietato e amorevole della coppia, con Daniele Ciprì, che diede vita a Cinico TV e a una manciata di capolavori di poesia cinematografica italiana, troppo spesso dimenticati (Lo zio di Brooklyn, Totò che visse due volte, Il ritorno di Cagliostro).

venerdì 5 settembre 2014

L'ASSALTO AL CETO MEDIO NELL'ITALIA DI RENZI

Giuseppe Allegri

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Renzi ostenta l'appartenenza alla società di mezzo. Con gli 80 euro l'ha prima sostenuta per poi annullarla con il blocco dei contratti, l'aumento delle tasse, i tagli. Il suo populismo è l'antidoto all'élite "montiana" che distrugge il ceto medio, i lavoratori, i precari? La recensione di "Dialogo sull'Italia" di Aldo Bonomi e Giuseppe De Rita

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Aldo Bonomi e Giuseppe De Rita portano avanti da tempo un prolungato confronto e lavoro di ricerca sulle trasformazioni sociali del Bel Paese. Dialogo sull'Italia. L'eclissi della società di mezzo (con premessa di Riccardo Bonacina) è stato scritto durante il Governo Monti. 

In questo libro si confrontano con il radicale disallineamento tra sociale e politico, che ha eliminato lo spazio orizzontale della «società di mezzo», artefice di relazioni sociali, economiche e istituzionali in grado di tenere insieme un intero Paese, pur attraversato da forti tensioni e differenze. È il tramonto ventennale dei corpi intermedi, associazioni, circoli, movimenti, comitati, sindacati e partiti radicati nei territori, che riarticolavano il conflitto tra capitale e lavoro, oltre l'incombenza dello Stato e non abbandonando l'individuo nelle maglie strette delle reti familiari.

giovedì 4 settembre 2014

IL SENSO DI RENZI PER LA PATENTE A PUNTI A SCUOLA

Roberto Ciccarelli

Bestiario semiserio per una vita spericolata dietro la cattedra: valutazione, merito, portfolio e patente. Gli strumenti per fare squadra e vincere la partita del cuore con il tuo preside-manager

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Il patto proposto da Matteo Renzi a docenti, famiglie e studenti è un progetto di società, e non solo scolastico, congruente con la pedagogia neoliberale che il presidente del Consiglio vuole applicare all’intero paese. Ispirato alla “meritocrazia” il governo propone uno scambio ai 150 mila docenti che ha annunciato di volere assumere da settembre 2015: un posto di lavoro, ma a condizioni salariali bloccate per nove anni, e in più chiede la disponibilità ad essere flessibili geograficamente. Stipendi ridotti e mobilità dettata dalle esigenze della scuola-azienda. In questo modo Renzi si propone di rendere efficiente lo Stato per gestirlo come un’impresa.