Trentaquattro anni è un’età rispettabile. Jim Morrison era già morto, come Jimi Hendrix, per non parlare di persone più importanti di loro. Alla stessa età, Moravia aveva già scritto “Gli Indifferenti” e Van Gogh iniziava a dipingere le sue tele più famose. In campi meno esemplari, o “maledetti”, della religione, del rock, della letteratura o dell’arte, i trentaquattro anni possono segnare la nascita del primo o del secondo figlio, qualcuno potrebbe pensare persino ai nipoti. In Italia no. E non perché tutto questo non sia possibile, ma perché un’intera società è convinta che a 34 anni le donne e gli uomini siano ancora «giovani» e che non abbiano le stesse esigenze – e i diritti – degli «adulti», destinati a vivere come eterni adolescenti.
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domenica 15 dicembre 2013
mercoledì 3 aprile 2013
FORNERO: CRONACHE DA UNA CONTRO-RIFORMA DEL LAVORO MAI NATA
"Nonostante abbia accettato di essere sottopagata, che i miei contratti non siano stati rispettati, abbia messo da parte la mia integrità morale, in Italia non ho comunque trovato lavoro, quindi sono andata a vivere decisamente lontano da casa e dall'Italia".Una giovane donna, laureata, in fuga dall'Italia, con la sua lucida fermezza racconta meglio il paese nello stallo di un post sul blog di Grillo, o di un troll partorito da "Siamo la gente, il potere ci temono", il profilo facebook dove si legge la più divertente parodia della "gente" al potere, o meglio al parlamento dove massima è l'illusione di radere al suolo la "casta".
E' stata raccolta dal Centro di ricerche sociale su lavoro e nuove forme di occupazione "Walk on job" dove emerge che il 12% degli 800 intervistati sarebbe disposto ad accettare l'abuso di un contratto atipico e il 2% sarebbe disposto a mettere da parte anche la sua integrità morale pur di accettare un lavoro. Una percentuale più alta è disponibile ad adottare l'estrema forma di protesta: l'auto-allontamento, che non ha nulla di eroico, e non è una "fuga dei cervelli", sebbene gli intervistati siano laureati. L'allontanamento è la serena consapevolezza di non potere intervenire su un sistema dove l'accesso al lavoro, ad una professione, e a un reddito dignitoso è difficilissimo. Si ricomincia altrove, sempre ammesso che questo sia possibile. Più importante è il gesto: mi dissocio dalla corruzione, dal vostro mondo, dove non è possibile cercare un'attività retribuita.
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martedì 26 marzo 2013
IL GRANDE BALZO ALL'INDIETRO: PERCHE' L'ISTRUZIONE E' STATA LIQUIDATA IN ITALIA
La Commissione Europea ha pubblicato uno studio ha pubblicato uno studio denuncia i tagli a scuola e università dal 2008. L’Italia è tra i paesi europei che hanno tagliato di più nel corso della crisi, ponendo le basi per la liquidazione del sistema.
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lunedì 11 marzo 2013
FIGLI DELLA BOLLA FORMATIVA: LAUREATI, PRECARI E AL NERO
Bisogna rifinanziare scuola e università, premiare il “capitale umano”, accrescere il “valore aggiunto” della formazione delle persone. Troppe cose per una legislatura troppo breve. E per un governo che, se mai vedrà la luce, dovrà pensare a tagliare i rimborsi ai partiti e cambiare la legge elettorale. La storia di un paese vista dal XV rapporto Almalaurea
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martedì 23 ottobre 2012
GENERAZIONE DI PIANISTI
Quando al governo c'è una generazione di pianisti per i giovani:i professori stay hungry, stay choosy. Storielle disincantate sul governo Monti contro i bamboccioni, i neet, i ragazzi che non "possono permettersi di rifiutare un lavoro qualsiasi.
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mercoledì 12 settembre 2012
LA BOLLA FORMATIVA E' ESPLOSA
Nel rapporto Ocse Education at a glance presentato a Parigi l'Italia si piazza al 24° posto (su 27 paesi) per gli insegnanti della primaria, al 23° per le superiori. La percentuale dei suoi laureati resta tra le più basse dell'area che riunisce i paesi più industrializzati: tra i 25 e i 64 anni sono il 15 per cento, contro una media Ocse del 31 per cento.
Tutto questo mentre la disoccupazione aumenta significativamente tra i laureati (5,6 per cento), ma non tra i diplomati. Nel paese del precariato di massa, e dei redditi sotto della soglia di povertà, l'Ocse conferma che nessuna istituzione, tanto meno il mercato del lavoro, garantiscono ai laureati una retribuzione dignitosa o un lavoro adeguato alla loro preparazione. È il ritratto più sincero che raramente è capitato di leggere nelle dichiarazioni dei governi in questa legislatura, per non parlare di quelle precendenti. Quella dell'esplosione della bolla formativa è una storia recente, che si può tradurre in una sola parola: fallimento.
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mercoledì 1 febbraio 2012
MONDO NEET
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mercoledì 25 gennaio 2012
MARTONE: RITRATTO DEL VICEMINISTRO CHE SMENTI' PIETRO ICHINO
Apologo sull'enfant prodige del governo dei Professori. Già protagonista del fallimentare serial tv il "contratto", il sacro graal dei precari, la nomina a viceministro al Welfare di Michel Martone, figlio di Antonio Martone presidente della Civit, segna una sconfitta della linea culturale e politica di Pietro Ichino, più volte considerato ministro in pectore del Lavoro del governo Monti. Scopriamo il perché.
martedì 20 dicembre 2011
FREELANCERS UNION, ITALIA
Giuseppe Allegri e Roberto Ciccarelli
Cronaca dell'assemblea romana «La furia dei cervelli» organizzata il 19 dicembre 2011 da Acta e Aiap alla quale hanno partecipato una ventina tra reti e associazioni del lavoro autonomo, culturale e cognitivo, tra le quali il Teatro Valle Occupato e i lavoratori dell'arte di Milano. Nuovo appuntamento l'11 gennaio 2012, al teatro Valle occupato. Gli indipendenti hanno iniziato il loro processo costituente***.
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