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martedì 17 aprile 2012

SIAMO NOI IL QUINTO STATO: SENZA SINDACATI O PATTI SOCIALI DA DIFENDERE


Un terzo della forza lavoro attiva – condannato alla povertà e al rischio di esclusione sociale, forse alla sparizione vera e propria, dentro una crisi infinita – che si affianca ai tre milioni già materialmente fuori dal contratto di lavoro, perché disoccupati e/o inoccupati. Eppure gli autonomi, le indipendenti, gli intermittenti e le precarie sono dentro al “mercato del lavoro” – seppure in modo atipico.


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Qualche giorno fa tutti a strapparsi i capelli. Il bollettino mensile della Banca Centrale Europea tornava a ricordarci che già nell'ultimo trimestre del 2011 l'occupazione nei Paesi dell'Euro-zona era diminuita. "Le condizioni nei mercati del lavoro dell'area-euro continuano a deteriorarsi. La crescita dell'occupazione è rimasta negativa mentre è proseguito l'aumento del tasso di disoccupazione". Quindi: "le indagini congiunturali anticipano un ulteriore peggioramento nel breve termine" dei tassi di disoccupazione. Siamo a oltre il 10,8% di disoccupazione nei Paesi dell'area-euro, con quella giovanile (under-25) che si spinge fino quasi al 22%. E andrà sempre peggio.  

mercoledì 14 marzo 2012

VITA DA FREELANCE

Il dibattito sul lavoro e sulla previdenza non dà risposte ai bisogni dei dei professionisti, i knowledge workers, e dei lavoratori indipendenti. Cresce la richiesta di nuovo patto sociale... (Roberto Ciccarelli. perodista. Felipe Goycoolea, riprese e montaggio).

sabato 18 febbraio 2012

IL NUOVO MUTUALISMO




In Italia, un terzo della forza lavoro attiva (7 milioni di persone) è senza tutele previdenziali ed assicurative. Una situazione drammatica che ricorda quella di fine Ottocento quando donne e bambini, giovani e anziani costruirono un movimento basato sulla solidarietà. Fu l'inizio del movimento operaio basato sul mutuo soccorso, le leghe di resistenza, la cooperazione, le case del popolo, il partito di massa. Oggi sono i lavoratori indipendenti a volersi organizzare. Estranei alla deriva burocratica, politicista e statalista della sinistra e del movimento operaio novecentesco, gli indipendenti riscoprono le aspirazioni auto-gestionarie, il radicalismo democratico, l'autonomia della società.