Roberto Ciccarelli
Saggi. Elettra Stimilli, Debito e Colpa (Ediesse): il superamento dell'austerità non è una questione meramente economica, ma dipende dalla trasformazione etica e politica del soggetto. Senza questo cambiamento, che si viva in un regime economico neoliberista, o in uno neo-keynesiano, non esistono le condizioni per rovesciare l’austerità alimentata dalle sue stesse vittime.
L'austerità in Grecia dimostra che il debito non è una condizione emendabile, come la Troika e tutti i governi europei fingono di sostenere. L’esigenza della sua ristrutturazione, posta con forza dal governo Tsipras e rifiutata dalle cosiddette «istituzioni», risponde ad una necessità insuperabile ed è stata riconosciuta dai maggiori economisti, oltre che dalle posizioni del Fondo Monetario Internazionale.
Qualora ciò avvenisse, e non è certo detto, anche le politiche di rilancio economico di stampo neo-keynesiano, portate ad esempio di un’alternativa possibile, rischierebbero di perpetrare il dispositivo dell’economia del consumo strettamente connessa a quella del debito. Anche nel caso in cui questa strada fosse presa, il problema del debito resterebbe infatti sul tavolo. Le politiche dell’austerità non sono riducibili solo a un problema economico. Si rivolgono, invece, alla vita etica e a quella sociale dei soggetti che sono governati attraverso un crudele rito teologico-politico basato sull’amministrazione dei crediti e dei debiti di ciascuno.
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domenica 9 agosto 2015
NON BASTA DIRE NO ALL'AUSTERITA' PER LIBERARSENE
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venerdì 12 giugno 2015
IL LAVORO NON BASTA
Giuseppe Allegri
Il diritto a una esistenza libera nella fine della società salariale. Il libro di Chiara Saraceno, Il lavoro non basta. La povertà in Europa negli anni della crisi (Feltrinelli)
***
È un volume essenziale per questi tempi e provocatorio sin dal titolo quello di Chiara Saraceno: Il lavoro non basta. La povertà in Europa negli anni della crisi (Feltrinelli , pp. 137, 15 euro). Essenziale, perché indaga la recrudescenza delle condizioni di povertà nel vecchio c ontinente, con la precisione chirurgica dei dati e con la forza argomentatrice dell’analisi sociale, ben piantata nelle forme di vita contemporanee. Provocatorio, perché si oppone con determinazione a quelle politiche pubbliche predominanti che riducono il Welfare a un Workfare oppressivo e vessatorio nei confronti di una società, italiana ed europea, sempre più attraversata dall’aumentata percezione individuale e collettiva di insicurezza economica e perciò impaurita.
Il diritto a una esistenza libera nella fine della società salariale. Il libro di Chiara Saraceno, Il lavoro non basta. La povertà in Europa negli anni della crisi (Feltrinelli)
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È un volume essenziale per questi tempi e provocatorio sin dal titolo quello di Chiara Saraceno: Il lavoro non basta. La povertà in Europa negli anni della crisi (Feltrinelli , pp. 137, 15 euro). Essenziale, perché indaga la recrudescenza delle condizioni di povertà nel vecchio c ontinente, con la precisione chirurgica dei dati e con la forza argomentatrice dell’analisi sociale, ben piantata nelle forme di vita contemporanee. Provocatorio, perché si oppone con determinazione a quelle politiche pubbliche predominanti che riducono il Welfare a un Workfare oppressivo e vessatorio nei confronti di una società, italiana ed europea, sempre più attraversata dall’aumentata percezione individuale e collettiva di insicurezza economica e perciò impaurita.
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lunedì 24 novembre 2014
GIORGIO AGAMBEN, UNA VITA LIBERA FINALMENTE
Roberto Ciccarelli
Tra diritto pubblico e biopolitica, l’immanenza. Una lettura di “L’uso dei corpi” di Giorgio Agamben (Neri Pozza, 2014). Su Lavoro culturale la recensione dell'ultima tappa del ciclo ventennale che il filosofo italiano ha dedicato alla riflessione sull’Homo Sacer.
***
"L’apolide è soprattutto una figura centrale nel pensiero politico contemporaneo dove conosce infinite incarnazioni: la donna, il sans papiers, il precario, i soggetti Lgbtqi, il “precario”. Tutti oggetto del “bando” sovrano, tutti soggetti fuori dalla normalità che la norma impone senza tuttavia mai riuscire a prendere le misure del mondo. Più che una politica dei margini, Agamben invita a ripensare la politica come forma dell’apolidia di massa nella traumatica sconnessione tra la cittadinanza e il suo territorio, e dei diritti dal suo soggetto."
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lunedì 2 dicembre 2013
IL TACCO DEL DUKA: UN DISINCANTATO DESIDERIO DI RIVOLUZIONE
Bardo della contro-cultura romana. Visionario dell'arte affabulatoria, memorialista dei bassifondi. La sua scrittura è una parola cadenzata, lavorata nel discorso libero indiretto, una sintesi tra il fatto biografico, il reportage, la politica. Il Duka, si fa chiamare come David Bowie, ma è nato e vive nel quartiere di San Basilio a Roma. Detesta lavorare e ama la bella vita, si legge nella quarta di copertina del suo ultimo libro “Il tacco del Duka” (Agenzia X, pp. 209, euro 14).
Lui è un degno rappresentante di una forma di vita diffusa nelle nostre città, quella che unisce lo stile dell'aristocratico con la condizione di una nuova specie di proletariato: intermittente, informato, mobile e precario, orgoglioso della propria indipendenza.
Queste caratteristiche sociali, che sono quelle degli apolidi contemporanei, sono determinanti per comprendere lo stile orale della scrittura del Duka, per come si è data fino ad oggi nei romanzi “Roma K.O.” o “Rumble Bee” (Agenzia X) con lo scrittore milanese Marco Philopat. Nei cinquanta reportage (corrispondenze, recensioni di libri o musicali, di viaggi, storie dei movimenti americani e italiani) contenuti in questo libro, copia su carta della rubrica omonima su Radio Onda Rossa nell'ambito della trasmissione di culto “Daje pure te”, lo stile del Duka è prossemico.
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martedì 26 marzo 2013
DARKSTAR: NON HAI BISOGNO DI UN METEOROLOGO PER CAPIRE DOVE VA IL VENTO
News from Nowhere, Darkstar (WARP, 2013)
A distanza di tre anni dal gran bell'esordio North (Hyperdub, 2010) ecco il secondo lavoro del trio Darkstar, composto dai folletti del suono James Young e Aideen Whaley, accompagnati dalla voce di James Buttery.
Con questo lavoro Darkstar approdano alla storica etichetta WARP (casa Aphex Twin, Autechre e Squarepusher, per capirci), abbandonando la Hyperdub tempio londinese della scena dubstep e grime dell'ultimo decennio, spostandosi anche dalle malinconiche note electro e tardo new wave di North a un cangiante caleidoscopio di tappeti sonori, che attraversano un lavoro difficilmente classificabile, dai toni variopinti ed in acido, come la floreale copertina.
News from Nowhere è anche un risveglio, come ci indica il reiterato, filtrato Wake Me Up della sognante ouverture di Light Body Clock Starter: una specie di etereo saggio introduttivo, di prove tecniche di lallazione, che troveranno naturale conclusione nel loop finale di ripetuti archi e soffici riverberi di Hold Me Down, degna chiusura di circa quaranta minuti di grande creatività artistica e musicale.
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