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lunedì 20 aprile 2020
GIUSEPPE GUARINO: RIFORMATORE RADICALE E DISINCANTATO
Giuseppe Allegri
Mancherà quello sguardo ironico, sorridente, schietto e al contempo sornione, che caratterizzava il modo di fare del grande maestro del diritto pubblico Giuseppe Guarino, classe 1922, nato a Napoli e una vita che ha attraversato il Novecento ed oltre e che se n’è andata proprio l’altra notte. Per noi studenti, e quindi dottorandi e ricercatori in formazione, tra Scienze Politiche e Giurisprudenza, nel passaggio della crisi repubblicana degli anni Novanta della Sapienza di Roma, era una presenza costante, anche nella pausa parlamentare governativa, tra lezioni, convegni, seminari, letture, scritture, commenti. Un altro grande, antico maestro di indipendenza che se ne va, come è stato per Mario Galizia qualche anno fa.
sabato 22 giugno 2019
IL "REDDITO DI CITTADINANZA" DEI CINQUE STELLE E' "DI SINISTRA"? UNA DISASTROSA AMBIGUITA'
Mentre ero alla Fiera di Roma, per raccontare il concorsone per i "navigator", è rimbalzata sui media ancora una volta l'idea che il "reddito di cittadinanza" voluto dai cinque stelle, e adottato dal governo con la Lega, sia una "cosa di sinistra". Avrete sentito in Tv affermazioni del tipo: "Questo governo ha fatto cose buone, come il reddito, e cose cattive", probabilmente tutte le altre. Affermazioni che pretendono di identificare le cose "buone" nella "sinistra". Purtroppo non è così semplice, sia perché la sinistra non è necessariamente "buona", sia perché la stessa definizione di "sinistra" produce oggi disastrose ambiguità, proprio come lo sono i Cinque Stelle. Mi sono allora chiesto da dove nasca la convinzione per cui un workfare - che non è un "reddito di cittadinanza" - sia "di sinistra" e il motivo per cui, nonostante il fuoco di sbarramento dei dominanti, questa idea sia stata accreditata. E' una storia interessante, spiega molte cose nel discorso politico oggi. Ed è scandalosa.
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giovedì 21 aprile 2016
PENSIONI, LA BOMBA SOCIALE DEI PRECARI
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| A sinistra la segretaria della Cgil Susanna Camusso, a destra il presidente dell'Inps Tito Boeri |
Le pensioni e il futuro. Camusso (Cgil) critica Boeri (Inps): «La previsione sulla generazione anni Ottanta costretta a lavorare fino a 75 anni rischia di far passare un messaggio pericoloso di sfiducia ai giovani». Come se non lo sapessero già. Nel 2032 il sistema contributivo andrà a regime al costo di milioni di esclusi senza tutele e una pensione dignitosa.
Per il presidente dell'Inps Tito Boeri la classe politica ha nascosto per vent'anni la situazione previdenziale agli italiani. In queste ore, finalmente, le poste invieranno l'estratto conto contributivo. La storia inizia nel 1995 con la riforma Dini. Nel 2010 Mastrapasqua, predecessore di Boeri, disse: "Se la rivelassimo, ci sarebbe un sommovimento sociale". Nel 2012 Mario Monti chiese a Elsa Fornero di sorvolare. Da oggi, forse, sarà più chiaro le diseguaglianze epocali prodotte dal sistema contributivo
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giovedì 29 ottobre 2015
AFROITALIANI: LA LOTTA PER IL DIRITTO ALLA CITTADINANZA
Bellamy e Loretta sono milanesi, italiane, africane. Sono nate in Italia, sono afroitaliane. "Gli italiani fanno di tutto per ritardare il mio riconoscimento di italiana".
Bellamy e Loretta raccontano la storia dell'emigrazione dei loro genitori, i sacrifici immensi fatti, il senso di debito e riconoscenza per le loro madri. Emerge anche il senso di una differenza: "Voglio realizzarmi prima come donna, avere una carriera stabile. Non posso seguire il modello dei miei genitori, dei miei cugini che hanno figli da 17 anni e passeranno tutta la vita a curare la famiglia. Voglio prima diventare indipendente, così non subirò quello che ha subito mia madre che è stata lasciata sola da mio padre". L'intervista è di Cecile Emeke.
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domenica 4 ottobre 2015
AVVOCATO E PROLETARIO: STORIE DI ORDINARIA INIQUITA' PREVIDENZIALE
#Storiedicassa: storie di ordinaria iniquità previdenziale. Gli avvocati della Mobilitazione Generale degli Avvocati (M.G.A.) indossano i panni dei menestrelli e raccontano le storie alla Cassa Nazionale Forense, l'istituto di previdenza e assistenza della categoria. Su medium hanno creato una narrazione collettiva sulle ingiustizie comuni a tutti i lavoratori autonomi: la crescita incontrollata di tasse e contributi non corrisponde ad alcun welfare, né alla tutela dei diritti, della maternità o della malattia.
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giovedì 1 ottobre 2015
L’ULTIMA CORVEE SI CHIAMA «BARATTO AMMINISTRATIVO»
Marco Bascetta
Lavoro gratuito. Se si ammette lo scambio diretto tra il lavoro e un debito che non può essere pagato, si attenta alla libertà della persona. Come nella Francia. Prima della rivoluzione. Capita oggi con lo «Sblocca Italia»
La macchina infernale del lavoro gratuito, saldamente piantata nel cuore del sistema-paese, si va arricchendo di un settore molto promettente nella sostituzione di quello retribuito, a vantaggio delle amministrazioni comunali.
Si tratta del cosiddetto «baratto amministrativo», fondato sull’articolo 24 del decreto Sblocca-Italia. Si prevede che singoli e associazioni possano proporre interventi, «pulizia, manutenzione, abbellimento di aree verdi, piazze, strade ovvero interventi di decoro urbano, di recupero e riuso con finalità di interesse generale», in cambio di sconti fiscali.
Con una interpretazione alquanto estensiva, per non dire capziosa di questa generica norma, diverse amministrazioni comunali vi hanno scovato lo strumento per recuperare crediti fiscali altrimenti inesigibili. Tra i primi a sperimentare questa strada fu un comune della provincia di Novara che aveva offerto a un cittadino in arretrato con la Tasi e il canone di affitto di un appartamento comunale di sdebitarsi svolgendo gratuitamente lavori di manutenzione. L’episodio fu prontamente celebrato su diversi organi di stampa come edificante esempio di collaborazione tra cittadini e istituzioni pubbliche, come nuova forma di partecipazione, sia pure non proprio volontaria, ai bisogni della collettività.
Lavoro gratuito. Se si ammette lo scambio diretto tra il lavoro e un debito che non può essere pagato, si attenta alla libertà della persona. Come nella Francia. Prima della rivoluzione. Capita oggi con lo «Sblocca Italia»
La macchina infernale del lavoro gratuito, saldamente piantata nel cuore del sistema-paese, si va arricchendo di un settore molto promettente nella sostituzione di quello retribuito, a vantaggio delle amministrazioni comunali.
Si tratta del cosiddetto «baratto amministrativo», fondato sull’articolo 24 del decreto Sblocca-Italia. Si prevede che singoli e associazioni possano proporre interventi, «pulizia, manutenzione, abbellimento di aree verdi, piazze, strade ovvero interventi di decoro urbano, di recupero e riuso con finalità di interesse generale», in cambio di sconti fiscali.
Con una interpretazione alquanto estensiva, per non dire capziosa di questa generica norma, diverse amministrazioni comunali vi hanno scovato lo strumento per recuperare crediti fiscali altrimenti inesigibili. Tra i primi a sperimentare questa strada fu un comune della provincia di Novara che aveva offerto a un cittadino in arretrato con la Tasi e il canone di affitto di un appartamento comunale di sdebitarsi svolgendo gratuitamente lavori di manutenzione. L’episodio fu prontamente celebrato su diversi organi di stampa come edificante esempio di collaborazione tra cittadini e istituzioni pubbliche, come nuova forma di partecipazione, sia pure non proprio volontaria, ai bisogni della collettività.
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martedì 2 giugno 2015
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martedì 14 aprile 2015
PER ESSERE DEGNI CI VUOLE COME MINIMO UN REDDITO
Roberto Ciccarelli
La campagna "reddito di dignità" promossa da Libera di Don Ciotti, il Bin - Basic income network-italia e il Cilap alla quale ha aderito Landini (Fiom). Le differenze con la campagna per il "Reddito di inclusione sociale" (Reis) alla quale ha aderito anche la Cgil di Camusso. Sul reddito le sinistre, e il sindacato, sono spaccati come una mela. Ecco perché - Pubblicato su Il Quinto Stato
***
Mancano circa 8 mila firme per raggiungerne 75 mila su change.org per chiedere al Parlamento una rapida discussione e approvazione di una legge sul «reddito minimo o di cittadinanza». «Una misura necessaria, contro povertà e mafie» sostengono le associazioni promotrici: Libera di Don Ciotti, il basic income network-italia e il Cilap. A questa campagna ha aderito anche la Fiom di Landini. Per tutta la giornata di oggi è previsto un «tweet-bombing» ai capigruppo di Camera e Senato, oltre che sul pluribersagliato account twitter del presidente del Consiglio Matteo Renzi. I materiali della campagna possono essere scaricati da questo sito web. Ad oggi le firme raccolte sono 57 mila. L'obiettivo è raggiungerne 100 mila in 100 giorni.
Malgrado le risoluzioni dell'Unione Europea abbiano incoraggiato dal 1992 a definire una soglia di reddito minimo garantito, l'Italia (insieme alla Grecia) non ha una legge che garantisca una protezione economica per chi è disoccupato, precario o in povertà. La campagna «reddito per la dignità» sollecita uno dei Welfare più arretrati d'Europa a recuperare 23 anni di ritardo e promuove una misura ispirata ad un principio consolidato: il reddito minimo è stabilito almeno al 60% del reddito mediano dello Stato membro.
La campagna "reddito di dignità" promossa da Libera di Don Ciotti, il Bin - Basic income network-italia e il Cilap alla quale ha aderito Landini (Fiom). Le differenze con la campagna per il "Reddito di inclusione sociale" (Reis) alla quale ha aderito anche la Cgil di Camusso. Sul reddito le sinistre, e il sindacato, sono spaccati come una mela. Ecco perché - Pubblicato su Il Quinto Stato
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Mancano circa 8 mila firme per raggiungerne 75 mila su change.org per chiedere al Parlamento una rapida discussione e approvazione di una legge sul «reddito minimo o di cittadinanza». «Una misura necessaria, contro povertà e mafie» sostengono le associazioni promotrici: Libera di Don Ciotti, il basic income network-italia e il Cilap. A questa campagna ha aderito anche la Fiom di Landini. Per tutta la giornata di oggi è previsto un «tweet-bombing» ai capigruppo di Camera e Senato, oltre che sul pluribersagliato account twitter del presidente del Consiglio Matteo Renzi. I materiali della campagna possono essere scaricati da questo sito web. Ad oggi le firme raccolte sono 57 mila. L'obiettivo è raggiungerne 100 mila in 100 giorni.
Malgrado le risoluzioni dell'Unione Europea abbiano incoraggiato dal 1992 a definire una soglia di reddito minimo garantito, l'Italia (insieme alla Grecia) non ha una legge che garantisca una protezione economica per chi è disoccupato, precario o in povertà. La campagna «reddito per la dignità» sollecita uno dei Welfare più arretrati d'Europa a recuperare 23 anni di ritardo e promuove una misura ispirata ad un principio consolidato: il reddito minimo è stabilito almeno al 60% del reddito mediano dello Stato membro.
giovedì 4 dicembre 2014
JOBS ACT, L'ILLUSIONE DI CREARE LAVORO TRAMITE RIFORME DEL LAVORO
Roberto Ciccarelli
Il Jobs Act è stato approvato, i contenuti concreti li deciderà il governo, ma una cosa la sappiamo già: la precarietà si riproduce a mezzo precarietà. L'Italia mescola l'arcaico e il più moderno e non pensa al suo presente: partite iva, precari, disoccupati, giovani. Negli anni Novanta ci fu una generazione che avvertì: oggi va tutelata la persona, non solo il lavoro subordinato. Bisogna uscire dalla Decade Malefica.
>>> L'illusione di creare lavoro tramite riforme del lavoro - Gli Stati Generali <<<
***
L'immagine: Installazione “100 sogni morti sul lavoro” di Gianfranco Angelico Benvenuto, Milano, 2012, foto di Pierangelo Zavatarelli (CC) – «Cento anonime tute vuote, riempite solo dal vento che dà loro corpo in questo composto cammino senza i colori della speranza di Pellizza da Volpedo. Perché l’assenza di chi è morto per il lavoro o perchè lo ha perso diventi la presenza più autentica e più viva. Perché almeno il silenzio possa penetrare il muro dell’indifferenza al dolore altrui».
Il Jobs Act è stato approvato, i contenuti concreti li deciderà il governo, ma una cosa la sappiamo già: la precarietà si riproduce a mezzo precarietà. L'Italia mescola l'arcaico e il più moderno e non pensa al suo presente: partite iva, precari, disoccupati, giovani. Negli anni Novanta ci fu una generazione che avvertì: oggi va tutelata la persona, non solo il lavoro subordinato. Bisogna uscire dalla Decade Malefica.
>>> L'illusione di creare lavoro tramite riforme del lavoro - Gli Stati Generali <<<
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L'immagine: Installazione “100 sogni morti sul lavoro” di Gianfranco Angelico Benvenuto, Milano, 2012, foto di Pierangelo Zavatarelli (CC) – «Cento anonime tute vuote, riempite solo dal vento che dà loro corpo in questo composto cammino senza i colori della speranza di Pellizza da Volpedo. Perché l’assenza di chi è morto per il lavoro o perchè lo ha perso diventi la presenza più autentica e più viva. Perché almeno il silenzio possa penetrare il muro dell’indifferenza al dolore altrui».
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venerdì 14 novembre 2014
STRIKE! SCIOPERO SOCIALE PER UN'ALTRA IDEA DI LAVORO, CURA E VITA
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| Zerocalcare per #scioperosociale |
*** Strike! oggi è #scioperosociale x un'altra idea di lavoro, cura e vita, parafrasando il Jobs Act
***
Come un mantra ossessivo e compulsivo, insieme con l'autunno, arriva a compimento l'ennesima riforma del mercato del lavoro, in Italia. Da vent'anni, sempre la stessa storia.
Il ventennio malefico della precarietà istituzionalizzata
E c'è sempre una coppia in ballo: oggi Poletti-Renzi. Ieri Treu-Damiano, relatori della l. 92/2012, meglio nota come Riforma del lavoro Fornero, dal titolo tristemente inadeguato: Disposizioni in materia di riforma del mercato del lavoro in una prospettiva di crescita. Visto che in oltre due anni crescerà solo la disoccupazione.
L'altro ieri c'era un'altra coppia ancora: sempre Tiziano Treu, questa volta in compagnia di Lamberto Dini Presidente del Consiglio (la primavera 1995 del Pacchetto Treu; poi la creazione della Gestione Separata INPS per Partite Iva non ordiniste e tutte le forme del lavoro intermittente, precario, flessibile; quindi la successiva l. 196/1997, Norme in materia di promozione dell'occupazione, nel senso di una sua sempre più precaria condizione).
Ne La furia dei cervelli (manifestolibri, 2011) abbiamo definito gli anni novanta di queste odiose riforme come la decade malefica.
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sabato 9 novembre 2013
“REDDITO DI CITTADINANZA”, l’IPOTESI DEL MOVIMENTO 5 STELLE
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| Presentazione delle firme per la legge di proposta popolare sul reddito minimo a piazza Montecitorio a Roma |
Leggi: “Reddito di cittadinanza”, l’ipotesi dei 5 stelle
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Il dossier sul reddito a cura di furiacervelli
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lunedì 10 giugno 2013
L'ETERNO RITORNELLO DELLE RIFORME
Un Paese eternamente fermo a trent'anni
fa, anche se il tasso di disoccupazione ci dice che siamo tornati ai
livelli del 1977, addirittura. Ma forse non solo per quello. Perché
proprio trent'anni fa veniva inaugurata l'interminabile stagione
delle riforme istituzionali.
Nell'aprile del 1983 è istituita
la prima Commissione bicamerale per le riforme istituzionali. La Commissione Bozzi, dal nome del Presidente della Commissione, il
deputato liberale Aldo Bozzi. Per un'ulteriore ciclicità
storica, il di lui nipote ed omonimo, il cittadino, avvocato Aldo
Bozzi è il primo firmatario ricorrente alla Corte di
Cassazione per l'ulteriore rinvio del “Porcellum” alla Corte
costituzionale, come stabilito dall'ordinanza depositata lo scorso 17
maggio.
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