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mercoledì 25 luglio 2012

PROFESSIONE RIGGER: UNA VITA AL LAVORO PUO' VALERE 2 MILA EURO?

"Due morti sul lavoro, quella di Matteo Armellini e di Francesco Pinna, è un prezzo troppo alto per questi eventi [i concerti dal vivo]. Quando entrate in una piazza e tutto quello che vedete in attesa che la musica inizi sappiate che è costata una dura fatica a questi ragazzi che hanno partecipato a questi lavori, un lavoro molto rischioso come dimostrano i fatti. vorrei ricordare che il lavoro è dignità. vorrei una riflessione da parte degli amanti della musica, di tutti quelli che accorrono ai concerti e di tutti i fans di tutti gli artisti. agli artisti un appello particolare che si interessano alle modalità di lavoro di questi ragazzi. matteo non potrà tornare indietro ma che la sua morte abbia un senso per iniziare un discorso affinché questa categoria venga riconosciuta come tutte le altre categorie".
Mancavano pochi giorni al primo maggio, il giorno della festa del lavoro che i sindacati festeggiano in piazza San Giovanni a Roma, quando Paola Armellini, la madre di Matteo, il rigger deceduto allestendo il palco del concerto di Laura Pausini il 5 marzo scorso a Reggio Calabria, rivolgeva questo invito alla riflessione.
Una riflessione che in realtà non è mai iniziata, nonostante il moltiplicarsi di tavoli e incontri, le dichiarazioni di solidarietà e attenzione, salvo la constatazione dell'impotenza dell'ispettorato del lavoro, qualche disponibilità da parte delle organizzazioni datoriali a rivedere qualcosa in un sistema dove tutto continua come prima. E la categoria degli operai dello spettacolo continua a non essere riconosciuta come titolare di diritti e dignità professionale. The show must go on. Ma fino a quando?

domenica 1 aprile 2012

DIETRO I PALCHI: LA VITA DEGLI ACROBATI DEL LIVE SHOW

Non solo concerti. Fiere, convegni e anche manifestazioni sindacali e di partito. Inchiesta sull'economia dell'evento dal vivo, le catene di appalti e subappalti. Chi e come lavora all'allestimento dei palchi e dello spettacolo. Freelance in via d'organizzazione.


All'origine dello spettacolo itinerante dal vivo c'è stato il Cantagiro. David Zard si accordò con il patron Ezio Radaelli per portare in Italia Aretha Franklin e i Led Zeppelin al Vigorelli di Milano. Nasceva l'idea che il tour di una star della musica fosse una parte dell'entertainment di massa che oggi si è organizzato in un'impresa a rete su scala globale. 

In pochi anni, una generazione che ballava in platea capì che quello poteva essere il lavoro più duro e più bello del mondo, prima improvvisando, poi organizzandosi in cooperative o società, che si muovono quando c'è un concerto, una convention, una fiera o una festa popolare, le manifestazioni di sindacati o partiti, i tour di Madonna, Notre Dame de Paris di Cocciante, Vasco e Ligabue che riempiono palazzetti, stadi e ex aeroporti. 


Un'economia dell'evento che non sta mai ferma, in estate come in inverno, all'aperto o al chiuso, con un giro d'affari da 5 miliardi di euro all'anno. Una macchina che è stata messa seriamente in discussione dopo gli incidenti dove hanno perso la vita Francesco Pinna a Trieste allestendo il palco di Jovanotti e Matteo Armellini a Reggio Calabria, sul palco di Laura Pausini.

martedì 6 marzo 2012

MATTEO, VITA DA OPERAIO E FUNAMBOLO

Roma 8 marzo 2012:
presidio dei lavoratori dello spettacolo
Inchiesta sul lavoro operaio nell'industria più immateriale che c'è: la musica pop. 

***
Matteo Armellini era un rigger. Un tecnico appenditore specializzato nei carichi sospesi, luci, amplificazioni, cavi. Allestiva i giganteschi palchi dei concerti di Laura Pausini, di Zucchero o Eros Ramazzotti. A 30 anni (31 a maggio), era laureato in Storia alla Sapienza, e molti lo hanno conosciuto al liceo classico Mamiani. Amava la politica, così come la filosofia. E ha scelto un mestiere che potrebbe essere l'espressione di un libro famoso, il trattato di funambolismo di Philippe Petit.