Mancavano pochi giorni al primo maggio, il giorno della festa del lavoro che i sindacati festeggiano in piazza San Giovanni a Roma, quando Paola Armellini, la madre di Matteo, il rigger deceduto allestendo il palco del concerto di Laura Pausini il 5 marzo scorso a Reggio Calabria, rivolgeva questo invito alla riflessione.
Una riflessione che in realtà non è mai iniziata, nonostante il moltiplicarsi di tavoli e incontri, le dichiarazioni di solidarietà e attenzione, salvo la constatazione dell'impotenza dell'ispettorato del lavoro, qualche disponibilità da parte delle organizzazioni datoriali a rivedere qualcosa in un sistema dove tutto continua come prima. E la categoria degli operai dello spettacolo continua a non essere riconosciuta come titolare di diritti e dignità professionale. The show must go on. Ma fino a quando?

