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sabato 16 maggio 2015

SERGIO BOLOGNA: DI COSA PARLIAMO QUANDO PARLIAMO DI FREELANCE

Roberto Ciccarelli

Knowledge Workers. Dall’operaio massa al freelance (Asterios editore), Sergio Bologna ripercorre la traiettoria che dall’operaio massa ha portato ai freelance, al “lavoratore autonomo di seconda generazione” e al self-employed (auto-impiegato). Un pamphlet da leggere per capire di cosa parliamo quando parliamo di "coalizione sociale" - Da Alfabeta 

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Un saggio breve dove Sergio Bologna, poliedrica figura dell’operaismo italiano, storico del movimento operaio, freelance, attivista e fondatore di riviste d’avanguardia come Primo Maggio, riflette sul “post-operaismo”. Il “post” viene adottato perché il fondatore dell’operaismo Mario Tronti sostiene che l’operaismo si è concluso con la rivista “Classe operaia” già negli anni Sessanta. Bologna si attiene a questa distinzione.

Ciò che gli interessa è delineare una caratteristica specifica della storia degli intellettuali emersa nel Dopoguerra: la lotta contro il crocianesimo nell’accademia e il conformismo regnante sul mercato editoriale. Un’eccezione riconosciuta che continua a riscuotere l’interesse nelle nuove generazioni, non solo italiane.

lunedì 22 dicembre 2014

DAVIDE IMOLA, COMPAGNO DI STRADA, SINDACALISTA DEL FUTURO

Davide Imola
Giuseppe Allegri

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E' scomparso un riformista visionario, un sindacalista che ha trasformato la cultura della Cgil sul lavoro autonomo e la precarietà, un uomo dalla parte di chi si autorganizza per strappare la dignità individuale e la felicità collettiva in questa vita. Il ritratto appassionato delle intuizioni, della storia, dell lavoro di Davide Imola

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È con grande tristezza che scrivo queste righe. Per ricordare Davide Imola, morto prematuramente sabato 20 dicembre, portato via da un male odioso. E il nostro pensiero e affetto va ai familiari, a partire da Marilisa, insieme con un grande e forte abbraccio.
 
Per noi scapestrati quintari delle forme di vita e di lavoro indipendente, autonomo, intermittente, precario Davide è stato, soprattutto, il compagno con il quale confrontarsi, discutere, immaginare, progettare, inventare spazi condivisi di azione: per la tutela delle persone e di tutte le forme dei lavori. Al di là di qualsiasi steccato e semplificazione.

Davide, responsabile nazionale di quella Consulta delle professioni della CGIL che proprio grazie a lui è diventato uno dei pochi spazi, all'interno di quel sindacato, dove era possibile parlarsi e non giocare ai soliti, stantii pregiudizi.

giovedì 17 gennaio 2013

MACAO, MILANO: IL MUTUALISMO AL TEMPO DELL'EXPO 2015

Concerti, fiere, esposizioni, saloni, festival. E l'Expo 2015. Milano è un grande cantiere che produce «grandi eventi» 24 ore su 24. Di questa macchina possente, dove solo il 10% dei contratti di lavoro sono a tempo indeterminato, mentre raddoppiano i contratti di collaborazione (da 6.660 ad agosto-settembre 2011 a 12.133 nel 2012) e cresce la disoccupazione dei neo-laureati (+4,1), l'autoinchiesta dei lavoratori dell'arte e dello spettacolo di Macao restituisce il clima della «rivoluzione antropologica»» che ha investito i lavoratori del terziario avanzato, e non solo sui settori dei media e della comunicazione, dell'arte o della cultura. E prospetta un'alternativa al pensiero manageriale basata sulla cooperazione, sul mutualismo e la riscoperta della solidarietà tra i soggetti forgiati dal modello di vita neoliberista: individualistico, corporativo e concorrenziale. 

martedì 15 maggio 2012

MACAO: L'UTOPIA CONCRETA DEL LAVORO INDIPENDENTE

Uno spazio verticale di 33 piani dove riunire le arti e le professioni indipendenti, liberali, cognitive e creative, come quelle operaie e artigiane, seguendo un modello di auto-governo che va dalla formazione alla co-progettazione, dalla creazione di una filiera dell'arte alternativa a quella pienamente finanziarizzata (a Milano, passando da Venezia e Roma e, poi, sulla scena globale) ad un laboratorio del co-working dove il principale obiettivo è la creazione e la socializzazione di un'attività operosa, non la concessione a pagamento di loculi dove la "creative class" si accomoda con il suo computer e finge la normalità di avere un ufficio, ricevere i "clienti", simulare la comodità di un atelier, quando invece paga solo il marchio acquistato in franchising dalle multinazionali del co-working.

Questa è l'idea di Macao.  L'utopia concreta dei lavoratori dell'arte che hanno occupato per dieci giorni la Torre Galfa di Milano, al centro di una delle aree della speculazione immobiliare più grande d'Europa, non muore con lo sgombero di stamattina.  Macao, infatti, rovescia il presupposto del lavoro professionale, nell'ambito del lavoro della conoscenza: non più fondato sullo status professionale del singolo professionista che ha bisogno di "distinzione" e "autorevolezza" e quindi acquista, affitta o condivide uno studio professionale, un laboratorio o un atelier, uno spazio espositivo oppure un'aula universitaria dove mostrare il proprio sapere davanti ad una platea di studenti o di apprendisti in un master a pagamento. 

giovedì 12 aprile 2012

CHE COS'E' IL QUINTO STATO?






1. Il Quinto Stato è l’universale condizione di apolidia in patria in cui vivono almeno 7 milioni italiani a cui non sono riconosciuti i diritti sociali fondamentali. Nella stessa condizione vivono almeno 5 milioni di cittadini stranieri che non possiedono tali diritti, e subiscono l’esclusione dai diritti di cittadinanza a causa della loro extra-territorialità in uno Stato.

domenica 1 aprile 2012

DIETRO I PALCHI: LA VITA DEGLI ACROBATI DEL LIVE SHOW

Non solo concerti. Fiere, convegni e anche manifestazioni sindacali e di partito. Inchiesta sull'economia dell'evento dal vivo, le catene di appalti e subappalti. Chi e come lavora all'allestimento dei palchi e dello spettacolo. Freelance in via d'organizzazione.


All'origine dello spettacolo itinerante dal vivo c'è stato il Cantagiro. David Zard si accordò con il patron Ezio Radaelli per portare in Italia Aretha Franklin e i Led Zeppelin al Vigorelli di Milano. Nasceva l'idea che il tour di una star della musica fosse una parte dell'entertainment di massa che oggi si è organizzato in un'impresa a rete su scala globale. 

In pochi anni, una generazione che ballava in platea capì che quello poteva essere il lavoro più duro e più bello del mondo, prima improvvisando, poi organizzandosi in cooperative o società, che si muovono quando c'è un concerto, una convention, una fiera o una festa popolare, le manifestazioni di sindacati o partiti, i tour di Madonna, Notre Dame de Paris di Cocciante, Vasco e Ligabue che riempiono palazzetti, stadi e ex aeroporti. 


Un'economia dell'evento che non sta mai ferma, in estate come in inverno, all'aperto o al chiuso, con un giro d'affari da 5 miliardi di euro all'anno. Una macchina che è stata messa seriamente in discussione dopo gli incidenti dove hanno perso la vita Francesco Pinna a Trieste allestendo il palco di Jovanotti e Matteo Armellini a Reggio Calabria, sul palco di Laura Pausini.

domenica 1 gennaio 2012

FRANCESCO PINNA, RAGAZZO


Francesco Pinna, ragazzo di Trieste, lavorava nell'economia dell'evento. Dicono che era "operaio per caso". Invece, nulla è più normale, oggi in Italia, che lavorare e studiare. Come il 40% degli studenti italiani, anche Francesco alternava studio e lavoro e rientrava nel 23,2% degli studenti che firmano un contratto a brevissimo termine, quello necessario per costruire l'impalcatura del concerto di Jovanotti al Palatrieste e morire per 5 euro all'ora. 

martedì 15 novembre 2011

Un romantico a Milano 1

Inchiesta su Luciano Bianciardi, quarant'anni dopo: "Bianciardi parlava del lavoro in cui vige un nesso tra attività-senza-opera (virtuosistica) e attitudini politiche come di una stravaganza marginale. Oggi è questa la regola. L'intreccio tra virtuosismo, politica e lavoro è dilagato per ogni dove. Resta da chiedersi, semmai, quale ruolo specifico assolva oggi l'industria della comunicazione, allorché tutti i settori industriali si ispirano al suo modello. Ciò che un tempo anticipò la svolta postfordista, che funzione adempie allorché il postfordismo si è pienamente dispiegato?" (Paolo Virno, Grammatica della moltitudine, 2003)