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lunedì 26 settembre 2016
LE PAROLE-TOFU DELLA NOSTRA VITA: INNOVAZIONE SOCIALE
Roberto Ciccarelli
L’innovazione sociale è come il tofu: insapore, sta bene con tutto: il dolce e il salato. Una definizione certa non esiste: è come la ricerca del Sacro Graal. Coloro che pensano di averlo trovato ne danno, immancabilmente, definizioni diverse. Ciò che oggi conta nell’innovazione sociale è il suo non detto: è necessario trovare nuovi strumenti per cambiare se stessi e la società. Pubblicato su Che Fare
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Il problema della definizione di questo concetto diventato un classico passepartout – o parola-baule – è molto interessante. Maurizio Busacca ne ha fornito una completa mappatura. L’approccio sociale all’innovazione non riguarda solo il settore nonprofit, è diventato mainstream e viene applicato, indifferentemente, sia per le politiche sull’innovazione tecnologica sia per quelle dell’organizzazione culturale. Si parla di “innovazione sociale” nel campo delle politiche giovanili e in quello dell’economia degli eventi. Senza contare che “socialmente innovativo” viene considerata anche la governance pubblica che favorisce la formazione di un pulviscolo territoriale di start up e imprese private. In generale “innovazione sociale” indica una branca delle teorie del management, della gestione di iniziative pubbliche e di promozione dell’imprenditorialità intesa sia nel senso proprio di azienda, sia in quello lato ed esistenziale di intrapresa individuale, collettiva o territoriale.
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