Roberto Ciccarelli
Bilancio politico 2012-2016 a partire dalla battaglia per il reddito minimo in Italia. Critica dello specialismo sindacale, associativo e da lobby. Non basta più il pragmatismo né la consultazione con la politica istituzionale per affermare l’efficienza e la ragionevolezza di questa misura. La politica intenderà il reddito sempre come un sinonimo di assistenzialismo o sostegno ai poverissimi. Come fare una politica delle coalizioni, senza nascondersi difficoltà nella passivizzazione generale della società dello spettacolo e il discorso conservatore del renzismo.
E' online Basic Income Network, Quaderno per il Reddito, numero 3: Un reddito garantito ci vuole. Ma quale? (scaricabile qui)
***
La politica è costante rielaborazione di un principio di soggettivazione alternativo, creazione di nuove occasioni di dissidio e pratica rivoluzionaria dell’incommensurabile alla luce di concrete misure e pratici strumenti di riforma. Per condurre questa attività molto complessa bisogna essere mobili, mai riconciliati e sempre un passo in avanti rispetto al dispositivo che riduce la realtà alla finzione e alla sua valorizzazione nel meccanismo del controllo e del governo.
In questa cornice abbiamo riscontrato un limite nelle lotte per il reddito in Italia: collocarsi sul terreno dell’expertise, della consulenza, della risoluzione pragmatica non è bastato per chiarire la ragionevolezza di questa misura in un momento di grave emergenza sociale. Questo è anche lo stile scelto dalle associazioni del lavoro autonomo, ad esempio, fuori dai sindacati o dalla politica. Loro pongono problemi diffusi in un gruppo socio-professionale e interloquiscono direttamente con il parlamento e la politica. Il “pragmatismo” o l’appello al realismo o al dialogo non bastano per neutralizzare la potenza del falso che anima la politica istituzionale. Se, come scriveva Debord, il falso è un momento del vero in una società dello spettacolo, allora lo stile puntuale dell’emendamento o l’arte del dettaglio sono inefficaci. Stilare tabelle, tracciare linee sui grafici, pretendere l’oggettività o provvedere alla scrittura di disegni di legge alternativi da depositare nelle commissioni parlamentari serve a fornire elementi a un dispositivo che soddisfa altre necessità. È un lavoro utile per i custodi della finzione politica, ma non porta nessun avanzamento reale nella costruzione di una soggettivazione alternativa.
Questo è il problema del potere e, oggi, non è disponibile alcuna soluzione per affrontarlo. Lo si può, in compenso, decostruire. Non è abbastanza, per la diffusa esigenza di azione, ma è un punto di partenza, com’è l’attitudine pragmatica che anima l’attuale stagione di nuovo sindacalismo e auto-organizzazione. La dimensione pulviscolare di questa consultazione permanente tra piccole avanguardie consapevoli sarà limitata finché le singole istanze resteranno separate, innestando talvolta una concorrenza sulla priorità di una misura rispetto ad un’altra. Ad esempio, il reddito è una misura decisiva perché indica la necessità di una generale trasformazione. Fino ad oggi ci si è limitati a spiegare la misura in sé, ora si tratta di esplicitare il contesto in cui sarebbe inserito.
Visualizzazione post con etichetta reddito garantito. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta reddito garantito. Mostra tutti i post
mercoledì 20 aprile 2016
LO SPECIALISMO NON BASTA: FARE COALIZIONE COME MINIMO DAL REDDITO
Iscriviti a:
Post (Atom)
