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venerdì 31 gennaio 2014

GRILLO, CASALEGGIO E LA DEMOCRAZIA DEL CLIC!

Il movimento 5 Stelle è il braccio politico-elettorale di un complesso aziendale, Beppe Grillo e la Casaleggio & Associati, che ha come obiettivo il profitto. Nel pamphlet Clic! Grillo, Casaleggio e la demagogia elettronica (Cronopio, pp. 150, euro 12,50), Alessandro Dal Lago spiega che non si tratta solo di un profitto monetario, anche se i guadagni del blog di Beppe Grillo sembrano cospicui, bensì di un valore pregiatissimo nella politica contemporanea: l’influenza e dunque il consenso. 
 
Per Dal Lago la tecnica M5S per conquistare il consenso è ispirata ad un’antica formula filosofica: la complexio oppositorum. In logica questa espressione, immortalata da Carl Schmitt in un saggio sul cattolicesimo, significa “aggregazione degli opposti”. Nella pratica quotidiana dei 5 stelle essa permette di mantenere sullo stesso piano un discorso sulla No Tav o sul “reddito di cittadinanza”, temi di “sinistra”, e la xenofobia anti-immigrati, tema di “destra”. La conquista dell’influenza avviene a costo della cancellazione della contraddizione politica destra contro sinistra (“sono solo congetture”, dice l’inno dei 5 Stelle) e a favore dalla contrapposizione tra il bene (il “popolo”) contro il male (la “casta”). 

giovedì 20 settembre 2012

LA GUERRA CORSARA CONTRO IL VERBO DELL'AUSTERITA'

E' online il primo numero di Quaderni Corsari


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La guerra di corsa, quella dei corsari, è vecchia come la storia e tornerà nel Mediterraneo vessato dalle politiche dell'austerità. La descriveva Boccaccio, con un brivido, e poi Cervantes nelle novelle esemplari e in quel meraviglioso capitolo del Chisciotte dove il cavaliere e il suo scudiero Sancho incontrano gli attori viaggianti che mettono in scena la morte. E la troviamo naturalmente in Omero. I corsari non sono feroci come i pirati dell'Oceano, che infestavano quei mari immensi sotto le insegne del teschio e le mentite spoglie di un re imperialista. 

La guerra di corsa

Parliamo di corsa, e di corsari, perché nel Mediterraneo la distinzione sul piano giuridico è netta. La corsa è una guerra lecita, resa tale da una dichiarazione formale. Bisogna immaginarsi uomini e donne, giovanissimi e belli in maniera commovente, che oggi sono armati di passaporti, commissioni, istruzioni, insomma di un armamentario di detti e contraddetti in cui l'intelligenza ha grandi spazi e può esprimersi ormai solo in un attacco ad una nave, in un approdo in incognito su una costa, infiltrandosi nei commerci dei porti di Tunisi o di Alessandria, Napoli o Genova. La bellezza è un fulmine da cogliere a mani nude in un'Europa dove è disprezzata, almeno quanto lo è la vita di chi non ha certezze. Se non quella di prendere la via del mare.