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giovedì 21 novembre 2013

WILDCAT STRIKE! CHE IL LAVORO COMINCI A RIBELLARSI


Sergio Bologna
“Rotterdam, 20 ottobre 2013, ore 23,00. Buonasera, ci pregiamo informare i nostri clienti che un’azione di sciopero selvaggio (wildcat strike) ci sta creando dei problemi e non sappiamo quanto potrà ancora durare”. Così si poteva leggere qualche settimana fa sul sito del maggior terminal container europeo, il Maasvlakte 2 di Rotterdam, gestito dal braccio operativo portuale della prima compagnia mondiale, la Maersk.
Gatto selvaggio, un termine che ricorda qualcosa a chi ha vissuto la stagione di lotte operaie in Italia nel ventennio 1960-80.
Ma quello di Rotterdam non è un episodio isolato. Se noi osserviamo la scena su una dimensione globale (l’unica dimensione accettabile quando si parla di shipping e di porti, che sono per loro natura, come la finanza e l’informatica, dei mercati globali), possiamo facilmente notare che questo settore ormai è investito da una conflittualità sempre più aspra. Non si tratta più di episodi di breve durata, di alcune ore di sciopero rapidamente risolte da una trattativa o semplicemente finite per stanchezza o paura da parte degli scioperanti. A Rotterdam la situazione si è normalizzata dopo alcune settimane. 

lunedì 23 settembre 2013

DENTRO LA LOGISTICA IL LAVORO NON E' MAI STANDARD

Intervista a SERGIO BOLOGNA - di COMMONWARE

Iniziamo dallo stato dell’arte del settore della logistica in Italia. Tu hai messo varie volte in evidenza come gli operatori italiani investano ben poco sull’innovazione, su sistemi informatici, magazzini automatici e rete, e si basino invece soprattutto sull’ipersfruttamento di forza lavoro low skill oppure pagata come tale anche quando è a media o alta scolarizzazione (pensiamo a molti migranti). Una fotografia che ha tratti paradigmatici rispetto al quadro imprenditoriale italiano. Come stanno ora le cose nel settore della logistica in Italia? Cosa sta cambiando dal punto di vista dell’innovazione del settore? 
Non mi sembra che qualcosa stia cambiando malgrado una certa espansione, in alcune aree del paese, di piattaforme logistiche e magazzini. Espansione che spesso è apparente perché si tratta di frequente di trasferimenti da localizzazioni precedenti. Per esempio negli Interporti di Bologna e di Padova si sono trasferite negli ultimi tre anni aziende di logistica che avevano i loro magazzini fuori da un’area interportuale o che stavano prima nell’Interporto ma se ne erano andate perché costava meno altrove. Oggi i prezzi di magazzini di ottima qualità, in vendita o in affitto, sono talvolta pari o addirittura inferiori ai prezzi di magazzini meno moderni di qualche anno fa.