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giovedì 23 ottobre 2014

SE IL LAVORO LO REGALO FAREI IL VOLONTARIO, NON IL FREELANCE

Giuseppe Allegri

Il lavoro emergente nell'epoca della dis-retribuzione di massa. Se il lavoro che regalo, lo regalo spontaneamente, di mia volontà, per me sì, è, oltre che etico, anche un gesto quasi nobile. Se invece il lavoro “devo” regalarlo per tutti i motivi del mondo, no, non è etico, è svilente e umiliante. Anche se poi, in definitiva, siamo tutti con debolezze e difficoltà più o meno grandi...

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Questa confessione in forma anonima la troviamo in apertura dell'assai interessante fascicolo della rivista di Sociologia del lavoro (il numero 133/2014), titolato Confini e misure del lavoro emergente, curato da Emiliana Armano, Federico Chicchi, Eran Fischer, Elisabetta Risi nella loro ricerca collettiva su «gratuità, precarietà e processi di soggettivazione nell'era della produzione digitale». La rivista viene presentata il 24 ottobre a Bologna, la Sala Poeti, Strada Maggiore 45 e varrà la pena spulciarla in lungo e in largo. Per ora ci si limita a segnalare la pluralità di interventi e punti di vista presenti nei 13 saggi lì raccolti.

lunedì 23 settembre 2013

DENTRO LA LOGISTICA IL LAVORO NON E' MAI STANDARD

Intervista a SERGIO BOLOGNA - di COMMONWARE

Iniziamo dallo stato dell’arte del settore della logistica in Italia. Tu hai messo varie volte in evidenza come gli operatori italiani investano ben poco sull’innovazione, su sistemi informatici, magazzini automatici e rete, e si basino invece soprattutto sull’ipersfruttamento di forza lavoro low skill oppure pagata come tale anche quando è a media o alta scolarizzazione (pensiamo a molti migranti). Una fotografia che ha tratti paradigmatici rispetto al quadro imprenditoriale italiano. Come stanno ora le cose nel settore della logistica in Italia? Cosa sta cambiando dal punto di vista dell’innovazione del settore? 
Non mi sembra che qualcosa stia cambiando malgrado una certa espansione, in alcune aree del paese, di piattaforme logistiche e magazzini. Espansione che spesso è apparente perché si tratta di frequente di trasferimenti da localizzazioni precedenti. Per esempio negli Interporti di Bologna e di Padova si sono trasferite negli ultimi tre anni aziende di logistica che avevano i loro magazzini fuori da un’area interportuale o che stavano prima nell’Interporto ma se ne erano andate perché costava meno altrove. Oggi i prezzi di magazzini di ottima qualità, in vendita o in affitto, sono talvolta pari o addirittura inferiori ai prezzi di magazzini meno moderni di qualche anno fa.

mercoledì 22 maggio 2013

LA BATTAGLIA DI BOLOGNA SULLE SCUOLE PARITARIE. WU MING: "AL REFERENDUM VOTIAMO PER LA SCUOLA PUBBLICA"


Tra Palazzo d'Accursio a Bologna e San Pietro a Roma il governo delle larghe intese Pd-Pdl è schierato al completo. C’è la Conferenza Episcopale Italiana, Comunione e Liberazione, il Vaticano. Poi ci sono i poteri economici di Legacoop e Confcooperative. Tutti insieme contro il comitato promotore del referendum consultivo sui fondi alle scuole materne paritarie previsto domenica 26 maggio a Bologna. Il collettivo degli scrittori bolognesi Wu Ming descrive lo scontro in corso sotto le Due Torri come la battaglia delle Termopili. Ci sono i volontari del «comitato 33» che sono come i trecento spartani di Leonida. E poi c’è Serse con il più grande esercito del mondo che però teme una vittoria del «fronte A». Se così fosse, dopo anni di tagli, la scuola pubblica riconquisterebbe la propria dignità. In più, le scuole pubbliche comunali bolognesi potrebbero usufruire di 1,2 milioni di euro che oggi sono destinati alle private paritarie, 26 su 27 sono cattoliche.

sabato 2 giugno 2012

IL NOME DI BARTLEBY

giovedì 1 dicembre 2011

LA FURIA DEI CERVELLI A BOLOGNA

MERCOLEDI' 14 dicembre |  I MERCOLEDI' DI BARTLEBY
Via San Petronio Vecchio 30/a, BOLOGNA

Ore 18.00: presentazione La furia dei cervelli (Manifestolibri) di Roberto Ciccarelli e Giuseppe Allegri. 

Ore 21.00: live concert
JUNK FOOD (jazz elettronico, Trovarobato Parade)


"Il mio nome è Bartleby, e l’inizio di questa mia nuova storia è nelle ultime pagine di un libro. Quasi due secoli fa lavoravo nello studio di un giudice: copiavo e ricopiavo testi dietro un paravento. Quando cominciai a sottrarmi al lavoro mi dissero di andarmene. Eppure pensavo che quello studio, quelle quattro mura potessero essere la mia casa. Ben presto mi accorsi di essere ospite indesiderato. Non capivo perché e rimasi a pensarci: solo le porte della prigione mi furono aperte. Oggi sono evaso: per fuggire sono entrato nelle pieghe dell’Onda. 

mercoledì 16 novembre 2011

RINVIATA LA PRESENTAZIONE A BOLOGNA

La presentazione de La furia dei cervelli prevista oggi al Bartleby di Bologna alle ore 19 è stata rinviata. Alle 18 è prevista un'assemblea in Sala Borsa.

OCCUPY EVERYWHERE


La furia dei cervelli in solidarietà del Community Center – ex-Cinema Arcobaleno di Bologna – sgomberato all'alba. 

Il Community Center dell’ex-Cinema Arcobaleno di Bologna, con il Teatro Valle occupato e il Cinema Palazzo a Roma, sono le più avanzate conquiste del Quinto Stato che si ribella allo stato di eccezione dichiarato dagli Stati europei per affrontare la crisi dei debiti sovrani.

Il Quinto Stato – la condizione degli italiani, degli europei e dei migranti che non hanno cittadinanza, diritti, garanzie, giustizia – esercita il potere tribunizio riappropriandosi degli spazi, delle ricchezze dell’intelligenza diffusa, della vita saccheggiata dai bancarottieri, dai moralizzatori e dagli uomini della provvidenza o del rigore.

Moltiplichiamo gli spazi, la condivisione, la diffusione di una degna, felice e attiva vita in comune. Torniamo a vivere nelle nostre mille città, mobilitiamoci con i senza patria del Quinto Stato. Creiamo le nostre istituzioni che incarnano l'indipendenza, l'autonomia, la cooperazione. Strappiamo il nostro diritto al presente!


Siamo con voi e con tutte le occupazioni del Quinto Stato.

Chiuso uno spazio se ne apre un altro 
Occupare tutto per liberare tutto
Omnia Sunt Communia
Roma-Bologna, 16 novembre 2011.