Nel rapporto Ocse Education at a glance presentato a Parigi l'Italia si piazza al 24° posto (su 27 paesi) per gli insegnanti della primaria, al 23° per le superiori. La percentuale dei suoi laureati resta tra le più basse dell'area che riunisce i paesi più industrializzati: tra i 25 e i 64 anni sono il 15 per cento, contro una media Ocse del 31 per cento.
Tutto questo mentre la disoccupazione aumenta significativamente tra i laureati (5,6 per cento), ma non tra i diplomati. Nel paese del precariato di massa, e dei redditi sotto della soglia di povertà, l'Ocse conferma che nessuna istituzione, tanto meno il mercato del lavoro, garantiscono ai laureati una retribuzione dignitosa o un lavoro adeguato alla loro preparazione. È il ritratto più sincero che raramente è capitato di leggere nelle dichiarazioni dei governi in questa legislatura, per non parlare di quelle precendenti. Quella dell'esplosione della bolla formativa è una storia recente, che si può tradurre in una sola parola: fallimento.
