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martedì 16 aprile 2013

PIU' CLASSI POLLAIO E MENO 81.614 INSEGNANTI

Tra il 2008 e il 2013 in Italia sono scomparsi 81.614 insegnanti a fronte di un aumento di più di 90 mila alunni in tutte le scuole. Lo sostiene la Flc-Cgil in uno studio dove viene segnalato anche il taglio di 43 mila Ata avvenuto nel corso degli ultimi cinque anni. Tranne che nell’infanzie, sono state cancellate 28 mila cattedre nella scuola primaria, 22 mila nelle medie e 31 mila nelle superiori.

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giovedì 22 marzo 2012

Valore legale della laurea: via alla consultazione-truffa

Valore legale della laurea: via alla consultazione-truffa

Con la consultazione telematica sull’abolizione del valore legale del titolo di studio il governo dei professori ha superato la linea d’ombra dell’approssimazione per raggiungere la spiaggia della manipolazione. Il questionario a risposta multipla pubblicato ieri sul sito del ministero dell’istruzione e sottoposto al giudizio della cittadinanza è composto da 15 quesiti con due risposte certe e una tendenziosa. Circola  tra gli studenti e i ricercatori nelle ore che precedono l’assemblea a Bologna «Università bene comune» una doppia ipotesi: boicottare la consultazione, oppure promuovere un sondaggio alternativo.

domenica 20 novembre 2011

L'ASPEN INSTITUTE E NOI

Ilaria Agostini
"Ieri a firenze mentre all'ultimo piano di palazzo vecchio – blindato all'insaputa di cittadini e media – si consumava la brillante presentazione della furia dei cervelli, a pochi metri (al piano di sotto) i 'leader del mondo industriale, economico, finanziario, politico, sociale e culturale in condizioni di assoluta riservatezza e di libertà espressiva' dell'aspen institute discutevano 'a porte chiuse' sulle sorti del paese. Presenti (sempre al piano di sotto) 'il presidente dell'Istituto, Giulio Tremonti, Giuliano Amato, Susanna Camusso, Fabio Capello, Roberto Castelli, Roberto Colaninno, Guglielmo Epifani, Raffaele Fitto, Enrico Letta, Giuseppe Mussari, Luciano Violante, Piero Fassino, Lucio Stanca, Ferruccio De Bortoli' nonché (udite udite) il ministro Profumo. Peggio per loro che non sono saliti a sentire Peppe Allegri e Rob Ciccarelli..."

venerdì 18 novembre 2011

FUGA DEI CERVELLI: LA VERSIONE DEL GOVERNO INTESA-SAN PAOLO


L'anno scorso, l'istituto bancario Intesa-San Paolo ha diffuso una serie di spot sulla fuga dei cervelli. 

Rivisto nei giorni in cui Corrado Passera, eChief Executive Officer di Intesa Sanpaolo, e Francesco Profumo (rettore del Politecnico di Torino, ex presidente del Cnr, siede nel consiglio di sorveglianza della stessa banca) sono diventati, rispettivamente, ministro dello Sviluppo Economico e delle Infrastrutture e Trasporti e ministro dell'Università e ricerca del governo Monti, il senso di questo spot cambia radicalmente.

Lo spot è un disastro comunicativo. Non controlla il sotto-testo, cioè i contenuti ideologici e l'immagine dei protagonisti, la loro identità e la divisione del lavoro sessuale che ne consegue. E manda un messaggio ideologico: non dice cioè che le banche finanziano il SINGOLO, non come ricercatore bensì come titolare di garanzie (paterne?). Lascia intendere che il governo italiano ha scelto di non finanziare più TUTTA la ricerca. E quindi non dice che la banca NON finanzia Claudio, 33 anni, che viene dall'America (ma Intesa San Paolo non dice che lo stato federale finanzia anche le università private di ricerca nella quasi integralità), ma semmai il suo "barone" di riferimento.

Anche nel caso in cui Claudio, 33 anni, sia "capofila" di un progetto europeo, o di un progetto finanziato dalla Fiat o da General Motors, i soldi di Banca Intesa non sono stati gestiti da lui. 

Qui si dà per certo che il governo italiano non finanzierà mai più la ricerca e che i soldi vengono erogati dall'impresa (o meglio, da Intesa-San Paolo). Coincidenza vuole che personalità di primo piano che appartengono a Intesa-San Paolo oggi siano al governo. 

E veniamo all'elemento più interessante dello spot: la divisione del lavoro sessuale tra i protagonisti. La "compagna" americana di Claudio, 33 anni, si dimette dalla sua vita colorata e agiata negli States, lo raggiunge nel Bel Paese ma su di lei Intesa-San Paolo non si sofferma. In quanto donna, è un soggetto passivo, semplicemente innamorato del suo Claudio di 33 anni, che ha trovato un finanziamento bancario (ma NON un lavoro da ricercatore). Sarà destinata ad un futuro da casalinga, cioè al lavoro meramente riproduttivo? 

Il messaggio dello spot non è però così sessista. Tra le pieghe emerge un dubbio più concreto: andrà a lavorare in un call-center preparandosi a tempi grami, quando il progetto finanziato da Intesa-San Paolo finirà e Claudio, 33 anni, dovrà scegliere se guidare felice la sua lambretta oppure andare a ripararla in un'autofficina dove lavorerà in nero a 500 euro al mese, senza contributi. Interessanti sono i commenti su questo sito.

La "discontinuità" invocata dal governo Monti è dunque fondata su solide certezze. Non conta se i suoi ministri siano tecnici, politici, esperti o manager. L'inconscio mediatico, e la potenza della retorica sulla "fuga dei cervelli", oppure sul suo analogo rovesciato del "ritorno dei cervelli", dice molto di più rispetto a quello che viene dichiarato nelle aule parlamentari. 

In rete esiste, infine, un video che interpreta il sotto-testo dello spot governativo sulla "fuga dei cervelli". Potrebbe essere definito la versione di "sinistra", e quindi necessariamente sfigata, triste e malinconica rispetto allo standard creato da Intesa-San Paolo. Vedi qui

Bentornati nel paese della normalità.