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sabato 1 giugno 2013

LA DOPPIA TRUFFA DELLE UNIVERSITA': PRECARIE FINO ALLA PENSIONE

Questa storia parte da due denunce. Siamo nel 2011 e all'ateneo di Firenze una ricercatrice precaria scopre che le assegniste di ricerca non hanno diritto alla tutela della loro maternità. Ne scriviamo a quattro mani su il manifesto, i sindacati (Flc.-Cgil e il coordinamento dei precari) si muovono subito dopo e, tempo un anno, il senato accademico dell'ateneo comunica di avere abrogato la norma discriminatoria sulla sospensione degli assegni di ricerca in caso di maternità delle ricercatrici. Anche nell'università, che è un mondo a parte e i precari non vengono percepiti come lavoratrici e lavoratori titolari di diritti e persone che hanno desideri e bisogni, inizia a penetrare la realtà. Quella che vivono milioni di «atipici», lavoratrici autonome, collaboratori nelle pieghe dell'economia della precarietà.