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venerdì 27 febbraio 2015

DI COSA PARLIAMO QUANDO PARLIAMO DI COALIZIONE SOCIALE

Roberto Ciccarelli

Da parola chiave del centro-sinistra, quello delle alleanze arcobaleno o dei rissosi governi Prodi, la sinistra politico-sindacale italiana ha riscoperto la parola “coalizione”. Un termine che si pone in antitesi alla sommatoria dall’alto e alla fusione degli attuali ceti politici. Ma, ad analizzare bene, le idee di coalizione di Maurizio Landini, Stefano Rodotà e Sergio Bologna assumono sembianze diverse. Un' analisi pubblicata su MicroMega

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Nel linguaggio del segretario della Fiom Landini, quando non spende il  tempo a smentire di voler entrare in politica, “coalizione” significa questo: “Il sindacato – ha detto - si deve porre il problema di una coalizione sociale più larga che superi i confini della tradizionale rappresentanza sindacale e aprirsi a una rappresentanza anche politica. La sfida democratica a Renzi passa anche da qui”.

La versione Ladini

Strumentalizzazioni di Renzi, e titoli di giornali fuorvianti a parte, la coalizione di Landini privilegia l'idea di una primazia del “sindacale” sul “politico”. Per questo auspica un ruolo forte del sindacato (Cgil più Fiom) che supera se stesso e diventa un soggetto politico che ingloba, e uniforma, le infinite e divergenti sigle della sinistra “sociale”, movimentista o associativa. E immagina di aspirare nel suo vortice ciò che resta dei frammenti della sinistra politica che seguono progetti politici inconciliabili:  l'alleanza con la “sinistra Pd” - qualsiasi cosa significhi – o l'incarnazione di una Syriza all'italiana.

lunedì 22 dicembre 2014

DAVIDE IMOLA, COMPAGNO DI STRADA, SINDACALISTA DEL FUTURO

Davide Imola
Giuseppe Allegri

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E' scomparso un riformista visionario, un sindacalista che ha trasformato la cultura della Cgil sul lavoro autonomo e la precarietà, un uomo dalla parte di chi si autorganizza per strappare la dignità individuale e la felicità collettiva in questa vita. Il ritratto appassionato delle intuizioni, della storia, dell lavoro di Davide Imola

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È con grande tristezza che scrivo queste righe. Per ricordare Davide Imola, morto prematuramente sabato 20 dicembre, portato via da un male odioso. E il nostro pensiero e affetto va ai familiari, a partire da Marilisa, insieme con un grande e forte abbraccio.
 
Per noi scapestrati quintari delle forme di vita e di lavoro indipendente, autonomo, intermittente, precario Davide è stato, soprattutto, il compagno con il quale confrontarsi, discutere, immaginare, progettare, inventare spazi condivisi di azione: per la tutela delle persone e di tutte le forme dei lavori. Al di là di qualsiasi steccato e semplificazione.

Davide, responsabile nazionale di quella Consulta delle professioni della CGIL che proprio grazie a lui è diventato uno dei pochi spazi, all'interno di quel sindacato, dove era possibile parlarsi e non giocare ai soliti, stantii pregiudizi.

martedì 4 novembre 2014

SOLO L'OPERAIO FIOM PUO' INCROCIARE LE BRACCIA, I PRECARI NO

Roberto Ciccarelli

Affinità e divergenze politico-iconografiche della Fiom con lo sciopero sociale del 14 novembre 2014
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Questo è il manifesto che la Fiom ha creato per lanciare in rete lo sciopero generale del 14 e del 21 novembre. Il primo con manifestazione a Milano, il secondo a Napoli. In mancanza dello sciopero generale della Cgil, che si farà attendere fino a dicembre, e forse ci sarà o non ci sarà chissà, quel mondo largo che è sceso in piazza a Roma sabato 25 ottobre contro il Jobs Act di Renzi, dovrà per il momento accontentarsi delle manifestazioni della Fiom.

domenica 26 ottobre 2014

LA VERITA', VI PREGO, PER MARTA PRECARIA DI 28 ANNI E IL SUO BAMBINO

Roberto Ciccarelli

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Camusso vs Renzi, Cgil vs Pd. La battaglia mediatica sul corpo di Marta, precaria, 28 anni, incinta. 

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Il personaggio dell'autunno 2014 è Marta. Lo ha inventato il presidente del Consiglio Matteo Renzi in questo video:

Marta ha preso forma quando la Cgil ha annunciato una manifestazione contro il governo e l'abolizione dell'articolo 18. Renzi l'ha usata per scaricare sui sindacati la responsabilità della precarietà di due generazioni. A suo dire, i suoi guai (senza reddito, tutele, welfare, maternità) sono responsabilità dei sindacati, e della Cgil.

Renzi ha calcato la mano per amore di polemica: rimuove la gravissime responsabilità anche del suo partito Pds-Ds-Pd nell'avere inventato la precarietà ed essersi rifiutato di accompagnarla con tutele minime. Del resto Camusso lo aveva associato alla Thatcher. Cosa spiacevole, a cui ha replicato con una menzogna: "Dov'eri, Camusso, quando il mio partito inventata e imponeva la precarietà'". Si parla della metà degli anni Novanta, il pacchetto Treu del 1997.

sabato 25 ottobre 2014

IL COMPLICATO RAPPORTO TRA CGIL, FREELANCE E PRECARI

Roberto Ciccarelli

I rapporti storicamente difficili tra la Cgil e il lavoro autonomo o precario. Il problema è innanzitutto culturale: il lavoro indipendente non è (solo) quello parasubordinato e non è composto da evasori fiscali. Come includere chi non rientra in un contratto nazionale né in un ordine professionale? Milioni di persone restano senza voce. Ma qualcosa si muove a corso Italia

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In un'analisi della Cgil i lavoratori che svolgono attività autonome senza dipendenti, esclusi i parasubordinati e le imprese, sono 3.369.000. A queste partite Iva individuali vanno aggiunti 962.428 parasubordinati esclusivi (coloro cioè che non hanno altre attività e non sono in pensione) e 21.101 lavoratori con redditi esclusivi da cessione di diritti d'autore. Parliamo di oltre 4 milioni di  persone. Per loro il bilancio dei primi mesi del governo Renzi è magro: niente bonus 80 euro, come i pensionati e i precari; niente ammortizzatori sociali che l'esecutivo dice di volere estendere nel Jobs Act, mentre i contributi per 1 milione e 800 mila freelance e parasubordinati iscritti alla gestione separata Inps rischiano di crescere dal 27,72% al 29,72% nel 2015, fino al 33,72% nel 2019.

giovedì 9 ottobre 2014

SE NON HAI IL TORNIO, LA TUTA BLU, LA CAMICIA BIANCA NON SO CHI SEI



Roberto Ciccarelli


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Debunking Renzi&Cgil. Precario, non so chi sei. La scenetta di Crozza, la camicia bianca e la truffa del JobsAct. La "precarietà" non serve a descrivere cos'è il lavoro e nemmeno perché esistono i precari. Che non hanno voce. Se non quella degli altri.


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Crozza interpreta Camusso e Landini per dimostrare che la Cgil non ha MAI fatto nulla per i precari. Se non hai il tornio o la tua blu, NON SEI COME UN OPERAIO. Se sei un call center operator, un account per una start up, un web developer, allora sei nulla. Non sei un "lavoratore", o meglio un SALARIATO. Ed è inutile che ti rivolgi al sindacato, non sei degno della sua tessera. Non sei un cittadino. La Cgil (e tutti i sindacati) considerano il lavoro salariato come l'unica forma di attività riconoscibile e quindi remunerabile.

sabato 27 settembre 2014

MODELLO FARINETTI, IL LAVORO MADE IN EATALY


Roberto Ciccarelli

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Il modello Farinetti raccontato da dentro, un’inchiesta vecchio stile scritta dai lavoratori. La gestione del personale al tempo del Jobs Act: non serve licenziare, basta non rinnovare
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Il talento di Oscar Farinetti, patron di Eataly, è quello di far parlare di sé. L’imprenditore considerato vicino al presidente del Consiglio Matteo Renzi, ci è riuscito un’altra volta quando ha assicurato che «l’articolo 18 va bene così com’è». Apparentemente sembra avere preso le distanze dall’osmosi con Renzi e la maggioranza del Pd, impegnati nella crociata anti-sindacale sulla norma più simbolica, e meno frequentata, del diritto del lavoro italiano.

sabato 30 agosto 2014

LA NATURA SOPRA DI ME, EATALY DENTRO DI ME

Renzi e Farinetti in basso a sinistra
apertura di Eataly Firenze
Roberto Ciccarelli

Eataly Firenze, primo sciopero contro l'impresa (e la filosofia) new age di Farinetti. I protagonisti sono i giovani dipendenti che non vedranno rinnovato il loro contratto a fine agosto, così come il 50 per cento degli assunti dall’apertura del negozio nel dicembre 2013

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Primo sciopero della breve storia di Eataly a Firenze, la filiale più simbolica che c'è nell'impresa fondata dal pilastro dell'imprenditoria renziana Natale detto Oscar Farinetti, nel centro della città che ha lanciato l'avventura politica dell'attuale presidente del Consiglio.

La protesta di due giorni, sabato 30 e domenica 31 agosto, è stata decisa da alcuni giovani dipendenti, assunti con contratti a termine attraverso un'agenzia interinale, ai quali l'azienda ha comunicato che non saranno rinnovati. Con loro, sostengono i lavoratori ci sono «altri 60 ragazzi, in pratica il 50% del personale del negozio».

Il negozio di Firenze è stato inaugurato a dicembre 2013 dal patron Oscar Farinetti e dall'allora sindaco Matteo Renzi, dopo la ristrutturazione dei locali della libreria Martelli. In precedenza questi locali si chiamavano Marzocco, e prima ancora Bemporad, dal nome dello storico editore che pubblicò «Le avventure di Pinocchio» di Carlo Collodi.

giovedì 16 gennaio 2014

UNA LARGA INTESA SUL REDDITO MINIMO GARANTITO


Nella Cgil è in atto una battaglia decisiva in vista del congresso che si terrà a maggio. Nei congressi territoriali iniziati da pochi giorni si discuteranno sette emendamenti al documento unico proposto dalle componenti della confederazione. Quella che viene indicata come la sinistra interna del sindacato di Corso Italia, la Fiom di Maurizio Landini, la Flc (scuola, università e ricerca) di Domenico Pantaleo e l'area “lLavoro e società” ne hanno proposti due insieme.

Il primo è sulla riforma Fornero: si chiede di ripristinare i 40 anni di contributi per andare in pensione a 60 anni e riduzione dell'età pensionabile per i lavori usuranti. Nel testo viene denunciata “l'irrilevanza della protesta” contro la riforma approvata nel 2012. Il secondo è ancora più importante: si chiede alla confederazione di battersi a favore dell'istituzione di un reddito minimo garantito in Italia, unico paese europeo insieme alla Grecia a non prevederlo “per chi si trova in uno stato di disoccupazione, inoccupazione”, utile anche a “integrare il reddito di chi ha un lavoro povero e una pensione molto bassa”.

mercoledì 8 gennaio 2014

CORSO ITALIA CAMBIA VERSO

La segretaria Cgil Susanna Camusso
Giuseppe Allegri

È indubbio che il gioco d’astuzia stia funzionando a Matteo Renzi. In attesa della proposta ufficiale sul Job Act che arriverà a metà gennaio, il segretario Pd ha ormai riscosso l’interesse del maggiore sindacato italiano. Quella Cgil che è in grado di bloccare, o favorire, qualsiasi riforma, o pseudo tale. E non solo del lavoro. Renzi sa benissimo che tra Cgil e Pd esiste un rapporto tanto simbiotico, quanto polemico. Al punto che il traghettatore dal fallimento di Bersani è stato Guglielmo Epifani, segretario della stessa Cgil fino al 2010.

L’iniziale diffidenza oggi sembra essere svanita a favore di un reciproco ascolto, anzi di un gioco delle parti con la Cgil. L’anno si riapre così come si era concluso: a dicembre Renzi aveva incassato il consenso sul «contratto unico a tempo indeterminato» da parte di Maurizio Landini, il segretario Fiom e leader della sinistra Cgil. Ieri, in un’intervista alla Stampa, la segretaria Cgil Susanna Camusso sembra avere preso sul serio Renzi, sebbene le indicazioni del Pd restino ancora vaghe.

Il JOB ACT CORRE SU UN BINARIO STRETTO

Roberto Ciccarelli

Il «Job Act» verrà presentato tra la fine della settimana e l’inizio della prossima dal segretario del Partito Democratico Matteo Renzi che ieri all’inaugurazione di «Pitti Uomo» a Firenze ha delimitato sei campi d’intervento. Considerata l’occasione, il primo è quasi obbligatorio: si tratta dell’immancabile rilancio del «made in Italy». Seguono quelli del settore manifatturiero, a cui tiene molto il presidente di Confindustria Giorgio Squinzi, turismo, cultura, turismo e «innovazione».

domenica 29 dicembre 2013

FIOM-PD, LA STRANA COPPIA

Giuseppe Allegri

Ad una prima lettura appare strano il rapporto tra Matteo Renzi e Maurizio Landini: un continuo rincorrersi tra dichiarazioni a mezzo stampa, sul vuoto di slogan poco concreti. «Contratto unico a tempo indeterminato per tutti» proclama il neo-segretario del Pd.

«Penso che Renzi voglia aprire una fase nuova», ribatte il segretario della Fiom-Cgil. Nella realtà abbiamo milioni di disoccupati e un terzo della popolazione a rischio povertà ed esclusione sociale. Con il lavoro che diviene incubo e ossessione: per chi ce l’ha, in cambio di una miseria di stipendio, spesso pagato dopo mesi. Per chi non ce l’ha e non vede prospettive di possibile miglioramento per sé e per la propria famiglia.

giovedì 31 ottobre 2013

LA RIVOLTA DELLE PARTITE IVA


Il mondo del lavoro indipendente si mobilita contro una delle peggiori norme contenute nella riforma Fornero delle pensioni: l'aumento di un punto dell'aliquota previdenziale per le partite Iva iscritte alla gestione separata dell'Inps a partire dal 1 gennaio e di cinque punti entro il 2018, dall'attuale 27,72% al 33%. Per la prima volta nella storia repubblicana, oltre trecento associazioni e gruppi organizzati del lavoro autonomo e professionale diventano protagoniste di un'azione politica congiunta e vengono supportate, elemento ulteriore di novità, dalla Cgil e dalla Uil. 

giovedì 3 ottobre 2013

CGIL: E' IN CORSO UN RISVEGLIO SUL LAVORO DELLA CONOSCENZA?

Sergio Bologna

Oggi e domani si svolgeranno a Roma i lavori della Consulta delle professioni della CGIL. Il maggior sindacato italiano, dopo decenni di letargo, ha ritenuto che la rappresentanza dei professionisti autonomi, con o senza Ordine, e del complesso mondo degli “atipici” e delle Partite Iva, rientrasse nei suoi compiti istituzionali. Preoccupato forse che questo mondo trovasse forme di rappresentanza libere da tutors politici in grado di porsi come interlocutori del governo e delle imprese. 

Quale prezzo abbiano pagato milioni di lavoratori, soprattutto giovani, per questo prolungato ritardo, è ben conosciuto. Non è certo solo responsabilità della CGIL ma di tutti e tre i sindacati confederali se l’immagine del mondo del lavoro è stata falsata e ridotta solo all’universo del lavoro dipendente, a causa di questo letargo, non è solo responsabilità dei sindacati confederali ma dei governi degli ultimi venti anni se l’Italia si è riempita di forme di lavoro “atipiche” e “flessibili” che invece di garantire una piena occupazione ci hanno portato alla situazione catastrofica di oggi.

domenica 9 giugno 2013

GESTIONE SEPARATA INPS: LA CGIL VUOLE L'AUMENTO DEI CONTRIBUTI PER IL LAVORO AUTONOMO?

Andrea Dili*

La scorsa settimana, come Associazione XX Maggio, abbiamo presentato una ricerca sul mondo del lavoro atipico, concentrandoci in particolare sugli iscritti alla famigerata gestione separata dell'Inps. Per i dati rimando a questo articolo di Roberto Ciccarelli e al prospetto dei dati pubblicati sul nostro sito. Qui vorrei soffermarmi sulla inaccettabile situazione vissuta dai lavoratori in partita iva. 

Come noto, sono persone che svolgono il proprio lavoro in forma autonoma, che mettono in gioco sul mercato le proprie competenze professionali, che generalmente forniscono servizi e prestazioni ad alto valore aggiunto per la collettività. Si tratta - e questo forse è meno noto - di soggetti penalizzati rispetto ai lavoratori dipendenti sia da un punto di vista fiscale che previdenziale. 

sabato 1 giugno 2013

LA DOPPIA TRUFFA DELLE UNIVERSITA': PRECARIE FINO ALLA PENSIONE

Questa storia parte da due denunce. Siamo nel 2011 e all'ateneo di Firenze una ricercatrice precaria scopre che le assegniste di ricerca non hanno diritto alla tutela della loro maternità. Ne scriviamo a quattro mani su il manifesto, i sindacati (Flc.-Cgil e il coordinamento dei precari) si muovono subito dopo e, tempo un anno, il senato accademico dell'ateneo comunica di avere abrogato la norma discriminatoria sulla sospensione degli assegni di ricerca in caso di maternità delle ricercatrici. Anche nell'università, che è un mondo a parte e i precari non vengono percepiti come lavoratrici e lavoratori titolari di diritti e persone che hanno desideri e bisogni, inizia a penetrare la realtà. Quella che vivono milioni di «atipici», lavoratrici autonome, collaboratori nelle pieghe dell'economia della precarietà.

giovedì 16 maggio 2013

ORGANIZZARE I NON ORGANIZZATI E L'INSUBORDINAZIONE CONTRO LA PRECARIETA'

Organizzare i non organizzati merita una discussione  perché rappresenta una presa di parola di una nuova generazione di sindacaliste e sindacalisti della CGIL, al punto che il sottotitolo avrebbe potuto essere “idee ed esperienze per la dirigenza sindacale che verrà”.

L'attuale dirigenza CGIL appare disinteressata a ripensare le forme di un sindacato all'altezza dei tempi: questa è la sensazione condivisa, in modo sommesso tra alcuni degli autori e autrici di questo libretto, più schiettamente tra i lettori e le lettrici appartenenti a quel variegato mondo del lavoro, e (ora sempre più) del non lavoro, atipico, non standard, precarizzato, intermittente, flessibile, reso sempre meno autonomo e indipendente.

lunedì 18 marzo 2013

GRILLO E A CAPO


Lo stordimento che regna a sinistra – tra gli astenuti, i movimenti e nella “società civile”, tra gli elettori Pd-Sel, insomma milioni di persone – deriva da un'illusione: il successo elettorale contro la “Casta” di Grillo avrebbe realizzato tutto quello che non ha fatto la “sinistra” da Genova a oggi: per non risalire agli anni '80 del Novecento. Per chi ha urlato nelle piazze “non ci rappresenta nessuno”, così come per chi per ben altre ragioni ha sbavato per anni per ritornare in parlamento, questo è uno choc.

Grillo ha dimostrato che non occorre la magniloquenza per fare qualcosa di modesto: amministrare un sistema fallito. Il suo anti-parlamentarismo opera in parlamento e nelle istituzioni affinché il sistema non imploda su se stesso, corregga le sue aberrazioni, ristabilisca una razionalità e l'equità. In attesa che guadagni il 100% dei consensi – c'è dunque tempo – si può al momento dire che il grillismo è il sintomo di una vacanza politica che dura già da anni. E la sua opposizione al sistema non permetterà la formazione di un governo capace di amministrare la crisi per salvare un sistema marcio.

Il Movimento 5 stelle (M5S) è anche l'espressione della condizione del quinto stato contemporaneo, e della sua richiesta si sicurezza sociale. I suoi voti provengono anche da sette milioni di esseri umani in carne ed ossa, lavoratrici e lavoratori flessibili, intermittenti, autonomi, confinati nel lavoro servile e impoverito, e dei milioni over-40 e 50, disoccupati, inoccupati, sottoccupati, precariamente occupati e Neet. Sono persone vessate, impoverite, ricattate, subiscono insopportabili costi individuali, previdenziali e assistenziali, in assenza di concrete prestazioni sociali. E senza governo.

La consapevolezza di questa situazione è avvertita anche nel sindacato. Ne abbiamo discusso nella presentazione alla Fondazione Brodolini di Roma del libro In-flessibili. Guida pratica della CGIL per la contrattazione collettiva inclusiva e per la tutela individuale del lavoro di cui ha già parlato Sergio Bologna. Diamo per un momento credito all'idea che sia in atto un ripensamento dentro una parte della CGIL. Ammesso che sia vero, pensiamo che ci siano persone nel sindacato con le quali concordare almeno sull'individuazione di un nemico comune: non la casta dei politici, dei sindacati, dei banchieri, ma le loro politiche.

giovedì 7 marzo 2013

L'AMO PD LANCIATO A GRILLO E' ARCHEOLOGIA PRODIANA: IL REDDITO MINIMO DI INSERIMENTO

Qualunque sia l’esito dell’offerta del Pd al Movimento 5 stelle, che ha già escluso qualsiasi accordo tra mille «finte» aperture, una cosa è certa: il reddito di cittadinanza, nemmeno nella sua versione light di «reddito minimo», non sarà mai oggetto di discussione in un «governo di minoranza» targato Pd-M5s. 

CONTINUA A LEGGERE: L’amo Pd lanciato a Grillo è archeologia prodiana: il reddito minimo di inserimento

sabato 2 marzo 2013

IL REDDITO DI CITTADINANZA CHE PD, SEL E GRILLO NON VEDONO

Avere costretto il Pd a inserire al punto otto del miniprogramma «per un governo di emergenza» gli «interventi urgenti per l’occupazione» è un altro segno delle possibilità che la crisi, economica e istituzionale, stanno regalando al nostro paese. La dizione è vaga, ma quello della chiarezza programmatica non è mai stato un dono degli ultimi eredi del Pci. Basta leggere l’intervista rilasciata ieri a Repubblica da Pierluigi Bersani che farfuglia qualcosa a proposito di «sistemi universalistici negli ammortizzatori sociali». Tanto per essere chiari: il reddito di cittadinanza non è un ammortizzatore sociale. È una misura di tutela universalistica delle persone, e non solo dei lavoratori con contratto da dipendente o da precario. Una differenza sconosciuta al segretario Pd, e ai suoi solidi convincimenti lavoristici, ma forse non agli alleati sellini di Nichi Vendola. Continua a leggere Il reddito di cittadinanza che Pd, Sel e Grillo non vedono