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domenica 11 novembre 2012

ORARIO DEI PROF: TROPPI EROI NEL POLLAIO ELETTORALE

Claudia Boscolo

La commissione bilancio approva l'emendamento della norma inserita nella legge stabilità, riguardante l'aumento dell'orario lavorativo dei docenti da 18 a 24 ore settimanali. Improvvisamente i soldi sono stati trovati, quindi non c'è più bisogno di vessare gli insegnanti. Ci si chiede se il  governo davvero non fosse a conoscenza del fatto che esistevano altri fondi a cui attingere. Per quale motivo creare un tale scompiglio, inserendo una norma umiliante per il corpo docente e destabilizzante per il sistema scuola, se c’erano altre vie praticabili? Davvero il governo davvero pensava che gli insegnanti sarebbero rimasti in silenzio a guardare il proprio lavoro avvilito a una questione di computo di ore, come se si trattasse di una mansione amministrativa della Pubblica Amministrazione e non di un ruolo sociale della massima rilevanza con ripercussioni vitali sulla società civile, non quantificabili in ore lavorate?

giovedì 11 ottobre 2012

QUANDO LA BOLLA FORMATIVA E' ESPLOSA NELLA SCUOLA

Claudia Boscolo


Sono molti i dubbi circa l’opportunità di incoraggiare i giovani a specializzarsi nell’insegnamento attraverso un tirocinio del costo di un master universitario, per poi immetterli in una professione ormai satura. Tenendo conto che il 50% del personale docente neoimmesso in ruolo sarà chiamato dalle graduatorie ad esaurimento costituite dai vincitori di concorsi precedenti e abilitati SSIS, le quali non sono per nulla esaurite, e quindi che solo il rimanente 50% dei futuri insegnanti verrà selezionato dalla graduatoria dei neoabilitati del Tirocinio Formativo Attivo (TFA), e inoltre che gli aspiranti all’abilitazione al TFA sono per lo più insegnanti che hanno già anni di servizio grazie alle graduatorie di terza fascia, c’è già all’attivo un esercito di aventi diritto in attesa di passaggio a tempo indeterminato nella scuola pubblica. Perché allora formarne altro, con costi insostenibili per giovani appena usciti dalla laurea triennale? 

giovedì 30 agosto 2012

VITE DA CONCORSO

Marco, giovane filosofo siciliano, ha superato il test per il «Tirocinio formativo attivo» e si sente un «mostro eterogeneo». Virginia è appena tornata da Barcellona e ha insegnato spagnolo a Livorno, la sua città. Paola, barese, insegna da cinque anni, si sente una nomade e confessa la sua rabbia. Sono tutti in attesa del concorsone scuola.

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Laureato in filosofia a Siena con una tesi sul non senso ini Wittgenstein, Marco Ambra, nato a Caltanisetta 26 anni fa, sta preparando la prova scritta del «tirocinio formativo attivo» (Tfa)  per la classe di insegnamento in storia e filosofia (la «A37») e confessa di sentirsi un «mostro eterogeneo». È stata questa la sensazione che ha provato dopo avere appreso che, dopo 13 anni, ci sarà un nuovo concorsone per la scuola. Oggi sono iscritto in terza fascia nelle graduatorie provinciali per i non abilitati, ho passato il test di ammissione al Tfa e farò anche il concorso quando verrà bandito il prossimo 24 settembre».

Per qualche settimana sembrava che il Tfa dovesse rappresentare la svolta definitiva del sistema di reclutamento dei docenti. Il ministro Profumo assicurava che avrebbe assicurato la valutazione meritocratica e permesso l'ingresso ai giovani nel mondo della scuola, mentre ha solo creato un gigantesco pasticcio sulle domande del test di accesso, molte delle quali errate o fuorvianti. Il Miur ha abbuonato le risposte sbagliate, fino a 25 domande su un totale di 60.