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domenica 27 settembre 2015

MICROGUIDA PER NON CADERE NELLA TENTAZIONE DELLO SNOBISMO PRECARIO (E FARE IL PRIMO PASSO VERSO LA RIVOLUZIONE)


Il mio nome è rosso (CALL ME CASSANDRA @danffi)

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Lettera alle sorelle e ai fratelli precari. Abbiamo bisogno di quello di cui ha bisogno un essere umano. Ma non abbiamo bisogno di toglierlo a chi ce l’ha, e non abbiamo più diritto ad averlo di altri nostri simili, non cognitari.

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Sorella (o fratello) precaria, tu hai ragione. Hai studiato, sei bravissima, fai un sacco di cose fighe per lavoro, sei giornalista, oppure archeologa o cineasta, hai inventato un sistema fighissimo per insegnare il tibetano ai cavalli per fare la pet therapy. Avresti, anzi, hai diritto ad un riconoscimento economico del tuo lavoro. Questa società invece rifiuta di riconoscerti questo diritto, e dire che tu saresti disposto ad accontentarti – oVVoVe- pure un misero posto da insegnante.

Allora tu ti indigni, e fai bene! Scrivi un post per qualche rivista online più o meno figa, chiami il tuo amico giornalista e scrivete un pezzo di antropologia precaria in cui si dice quanto sei brava e che è uno schifo che in Italia non sei apprezzata per le tue competenze e che se ti vengono i 5 minuti te ne vai all'estero e quanto questo impoverirà il nostro paese.

Io ti leggo e sono d’accordo con te, anzi, sono proprio come te!

domenica 21 giugno 2015

A LOR SIGNORI POCO CONVINTI DELL'UTILITA' DEL REDDITO MINIMO

Daniela Risi*


Ho quasi 58 anni, totalmente disoccupata da quattro, lavoro intermittente negli anni immediatamente precedenti. Sono sola e senza alcun reddito, tra pochi mesi sarò fuori di casa e mi aspetterebbe forse (ma non lo permetterò) una branda in una casa di accoglienza (proposta dei servizi sociali), unico e solo "sostegno" che mi è stato offerto. Sono iscritta al centro per l'impiego dal 2006 (inutilmente) e non ho mai smesso di cercare lavoro, forse con meno energia negli ultimi due anni (mi sono ammalata , il corpo ha ceduto,sono a pezzi), ma tanto non c'è differenza.

Non ho mai fatto la furba, mai rubato, mai chiesto nulla a nessuno. Ho fatto l'università, ho vissuto all'estero, mi sono reinventata mille volte, ho iniziato a lavorare a 23 anni. Sono una persona perbene, che si è presa di imbecille innumerevoli volte nella vita per non essere stata abbastanza furba, ma "essere furbi" a me è sempre parso bestemmia.

In questi ultimi anni di disoccupazione totale ho subìto le peggiori umiliazioni, e dire che ci tenevo tanto alla mia autonomia, alla mia dignità, ma ho dovuto lottare con le unghie e con i denti per i diritti che mi spettano come persona e cittadina, inutilmente: ho lottato per sopravvivere, letteralmente, ero e sono senza cibo, senza riscaldamento, senza scarpe, senza soldi per le medicine: non ho avuto nulla, e mi è stato detto (dai servizi sociali, non solo vox populi) che come disoccupata non avevo diritto a nulla, meglio sarebbe stato se fossi stata invalida, o ex tossicodipendente o ex carcerata o extracomunitaria.

sabato 9 maggio 2015

MOLTI NOMI, NESSUN REDDITO

Giuseppe Allegri

Sono tre le proposte in parlamento, e molta la confusione prodotta dalle forze politiche sul reddito minimo o il reddito di cittadinanza. Questo non aiuta l'opinione pubblica a capire di cosa si parla. Ma alla base manca la volontà politica per una legge sul reddito minimo.

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In queste ultime settimane sembra di assistere a una primavera per il reddito garantito, minimo, di cittadinanza, di dignità, che dir si voglia. Qui in Italia, l'unico Paese della «vecchia Europa», insieme con la Grecia, che non ha questa misura universalistica nel proprio sistema di Welfare. E nonostante la stessa (fantomatica?) Europa ce lo chieda dal 1992, con la Raccomandazione 92/441/CEE.

Così oggi ci saranno i 19 chilometri di marcia Perugia-Assisi per il reddito di cittadinanza, promossa dal Movimento 5 Stelle, in sostegno del loro progetto di legge, incardinato al Senato da qualche mese, insieme con la proposta sul reddito minimo garantito presentata da Sel. Mentre da giorni sul sito del leader pentastellare Beppe Grillo c'è una «marcia virtuale», sempre per il reddito di cittadinanza, che curiosamente riprende la grafica usata oramai un decennio fa per una MayDay parade. Verrebbe da scomodare Giambattista Vico e Friedrich Nietzsche, piuttosto che la tanto sbandierata innovazione creativa. O forse il Karl Marx della ripetizione della storia come farsa. Rischiando di sprofondare tutti nel ridicolo.

sabato 23 novembre 2013

BIN: PER IL REDDITO MINIMO OCCORRE UNA «LARGA INTESA»


Dinanzi all’immobilismo sulla questione sociale dimostrata dalle larghe intese attualmente al Governo diviene urgente promuovere una «larghe intesa sociale e politica» per introdurre un reddito garantito in Italia: qui e ora.

Inutile insistere sulla cruda realtà delle statistiche: un quarto della popolazione sospesa tra esclusione e marginalità sociale, un tasso di disoccupazione giovanile al 40%, circa tre milioni di disoccupati, per non considerare i milioni di «scoraggiati» che neanche si affacciano più al «mercato del lavoro», tutte e tutti senza alcuno strumento di sostegno al reddito.

sabato 9 novembre 2013

“REDDITO DI CITTADINANZA”, l’IPOTESI DEL MOVIMENTO 5 STELLE

Presentazione delle firme
per la legge di proposta popolare
sul reddito minimo
 a piazza Montecitorio a Roma
Grillo: un sussidio di 600 euro, il movimento discuterà in rete. Nel centro-sinistra si pensa a una maggioranza diversa per approvare una legge. Polemiche tra M5S e Fassina, Vendola (Sel), Casson e Civati (Pd) auspicano una sintesi tra le proposte in campo

Leggi: “Reddito di cittadinanza”, l’ipotesi dei 5 stelle

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Il dossier sul reddito a cura di furiacervelli


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sabato 7 luglio 2012

REDDITO MINIMO: GIUSTIZIA SOCIALE PER USCIRE DALLA CRISI (E DAL COMA)

Cinquantamila firme per chiedere l'introduzione del reddito minimo garantito in Italia, unico paese europeo - insieme alla Grecia - a non prevedere alcuna forma di tutela universale in caso di disoccupazione o di transizione lavorativa. È l'obiettivo della campagna per la proposta di una legge di iniziativa popolare promossa da 34 associazioni, movimenti, comitati e partiti.


Pubblicata sul sito redditogarantito.it, dove verranno raccolte le adesioni, le idee, le iniziative e i luoghi dove firmare, la proposta di legge prevede l'erogazione di un reddito pari a 7200 euro all'anno, 600 euro al mese rivalutati annualmente sul costo della vita elaborati dall'Istat, e intende garantire ai cittadini con residenza in Italia da due anni, iscritti ai centri per l'impiego, una base economica al di sopra della soglia di povertà. La proposta di legge riconosce inoltre un sussidio annuale, rinnovabile, a tutte le categorie dei lavoratori indipendente, autonomi con partita Iva, precari, flessibili, come accade nella stragrande maggioranza dei paesi europei.