Anna abita con la madre a Ragusa, ha 52 anni, una figlia di 24 che
studia lettere a Catania. Nella sua vita è stata una «lavoratrice
socialmente utile». Quando lo Stato ha deciso di eliminare questa figura
ha iniziato a lavorare per il comune e poi per le scuole della sua
città come addetta alle pulizie. È arrivata a Roma dopo 19 ore di
viaggio in pulmann insieme a Giuseppe. Lui di anni ne ha 53, ha un
diploma da geometra. Con uno stipendio medio da 850 euro mantiene la
moglie e una figlia. «Mi sono adattato per portare avanti la vita»,
dice.
Cristina ha 58 anni, vive a Agrigento, ha una casa di proprietà e un marito che lavora, «per fortuna» dice. Ha due figli, il primo a 27 anni e studia da infermiere. La seconda ne ha 22 e studia lettere. Vivono entrambi a Ferrara. «Si danno da fare, lavorano anche - dice - ma ci costa molto mantenerli. Sono tanto cari». Anna, Giuseppe e Cristina lavorano per una ditta subappaltatrice della romana
Miles, uno dei quattro consorzi nazionali che gestiscono le pulizie
delle scuole e in altri enti o ministeri.
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giovedì 11 luglio 2013
SCUOLA: QUANDO UN TAGLIO AGLI ADDETTI DELLE PULIZIE VALE 3 MILA RICERCATORI
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