Visualizzazione post con etichetta giovannini. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta giovannini. Mostra tutti i post

mercoledì 27 novembre 2013

NON E' IL REDDITO MINIMO: E' UN SUSSIDIO CONTRO LA MISERIA

E' il trionfo del lapsus. O della truffa linguistica. Il reddito minimo garantito sarebbe stato istituito in Italia dal governo delle larghe intese! La notizia è di quelle epocali. Leggiamo, ad esempio, il fatto quotidiano: "Arriva il fondo per il contrasto alla povertà che andrà a finanziare il reddito minimo garantito". Urca. Incredulo, sfoglio Il Sole 24 ore e in un boxino generoso si parla di "reddito minimo". Ma poi la spiegazione diventa più chiara, al contrario mettiamo di "Repubblica" o del "Corriere della Sera": si tratta di 400 euro a famiglia (FAMIGLIA, NON INDIVIDUO). Se fosse il reddito minimo garantito quello istituito, ma non lo è, allora questo importo sarebbe inferiore a quanto richiesto dall'Unione Europea che ne chiede l'istituzione, ma a 600 euro (reddito mediano). Ma allora di cosa stanno parlando i giornali e il Pd?

martedì 16 luglio 2013

EXPO 2015: PRECARIETA' SI, MA CON GIUDIZIO


Immagine tratta da Milano Città Aperta
Quella dell’Expo 2015 è la trappola perfetta. Il grande evento che dovrebbe rilanciare l’immagine del «made in Italy» nel mondo, secondo le massime cariche dello Stato, potrebbe essere un gigantesco volano della precarietà. Almeno questo sperano le associazioni imprenditoriali come Confindustria, Abi, Rete Imprese Italia e l’alleanza delle cooperative, sostenute da Pdl e Scelta Civica, che hanno presentato un emendamento al «pacchetto lavoro» Letta-Giovannini in attesa di conversione al Senato. I sindacati si oppongono e hanno costretto il ministro del Lavoro Giovannini a rinviare a tutto affidandosi ad un "avviso comune" tra le parti sociali.

Continua a leggere: Expo 2015: precarietà si, ma con giudizio

lunedì 1 luglio 2013

PIERGIOVANNI ALLEVA: "PERCHE' IL PACCHETTO LAVORO DI LETTA MOLTIPLICHERA' LA PRECARIETA'"

Piergiovanni Alleva, giurista del lavoro, già responsabile della consulta della Cgil, è carico come una pila. Il decreto Letta sul lavoro che riforma i contratti a termine, sui quali era intervenuta appena un anno fa l’ex ministro Elsa Fornero, proprio non riesce a digerirlo. Per lui «è un monumento equestre all’ipocrisia nazionale». La sua indignazione l’ha esposta per filo e per segno in una lettera aperta indirizzata al segretario pro tempore del Pd Guglielmo Epifani, che conosce bene dopo anni di collaborazione in Cgil, quando Epifani faceva il segretario generale. Per Alleva, appoggiando il governo Letta, il Pd avrebbe «mascherato il più micidiale attacco mai portato ai diritti dei lavoratori come semplice misura di supporto all’occupazione giovanile».

Professor Alleva, come mai trova così «ipocrita» questo decreto?
Nell’articolo 2 si parla del contratto a termine come una misura temporanea valida fino al 2016. Si prevede che solo il 5% di questi contratti possa essere «acausale», cioé che il termine automatico di scadenza potrebbe essere apposto al contratto anche senza una ragione specifica o causa. Inoltre si prevede che il primo contratto duri non più 12 ma 18 mesi. Viene considerata una misura temporanea che aumentare l’occupazione. L’articolo 6 è il piatto forte perché cancella il divieto di proroga a questo contratto. Quindi, in sostanza, il primo contratto può essere prorogato fino a 24 mesi e dopo l’azienda può prendere un altro lavoratore e fargli fare la stessa trafila. Poi arriva la misura davvero ipocrita: l’acausalità generale viene ammessa purchè sia stabilita in contratti collettivi, firmati dai sindacati rappresentativi, a qualsiasi livello compreso quello aziendale.