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domenica 10 dicembre 2017

LA RAGAZZA CON IL PUGNO



Splendi, sotto una specie di eternità, di quella forza che si chiama felicità, e che noi chiamiamo politica. Quando in un individuo si incarna una potenza collettiva ha il tuo volto. Questa è la storia di una foto dove, 43 anni dopo lo scatto, il soggetto rappresentato e il fotografo si incontrano. Lei è Giovanna Crescenzi, lui Toni Thorimbert, uno dei fotografi di Lotta Continua, poi fotografo di moda a Milano dagli anni Ottanta. Lei ha mostrato per anni a sua figlia questa foto, perché rivela la felicità di ragazza. "Splendi di questa stessa felicità, figlia mia" immagino le abbia detto. Per lui questa foto vale una vita, che non rinnega e che è prossima e possibile, in una foto, oltre il tempo, nel nostro tempo. Siamo alla Palazzina Liberty di Milano nel 1974,il giorno della vittoria dei NO al referendum sull'abrogazione della legge sul divorzio. Questa foto è stata prima pubblicata da Lotta Continua e poi nel tempo in tanti altri giornali e esposta in varie mostre e occasioni.





venerdì 18 marzo 2016

CARTA (2.0) DEI DIRITTI E DEI PRINCIPI DEL LAVORO AUTONOMO E INDIPENDENTE



La Carta (2.0) dei diritti e dei principi del lavoro autonomo e indipendente della coalizione 27 febbraioUna proposta aperta, in 9 punti: il nuovo testo.

Dopo due mesi di tour in tutta Italia, la Coalizione 27 febbraio torna a Milano: Bellissima Fiera. Con una nuova versione della carta, dopo avere raccolto spunti, bisogni, ragionamenti, difficoltà con i freelance.  sabato 19 marzo, dalle 11,30 nella Balconata del palazzo del ghiaccio a Milano un confronto con CGIL Confederazione Generale Italiana del Lavoro che promuove la carta dei diritti universali del lavoro, con i ricercatori del Coordinamento Ricercatori Non Strutturati Universitari, lavoratori autonomi e indipendenti.

sabato 12 marzo 2016

FREELANCE E NUOVI BIANCIARDI A MILANO


Milano. Vita da freelance tra smart city e inclusione sociale. A quarant'anni dall'ingegner Gadda e dalla vita agra di Bianciardi. Con Aldo Bonomi, Giuseppe Allegri, Roberto Ciccarelli ne parliamo venerdì 18 marzo, ore 18, al palazzo del ghiaccio in via Piranesi, Bellissima Fiera Milano. Presentazione dei libri Il quinto stato. Perché il lavoro indipendente è il nostro futuro (MaceroNO) e Libertà e lavoro dopo il Jobs Act (DeriveApprodi)

Su questi temi si discuterà anche domenica 20 marzo alle 10,30, al palazzo del ghiaccio alla tavola rotonda Quelli che lavorano comunicando. I protagonisti diffusi della nuova economia leggera. Con Aldo Bonomi, Cristina Tajani, Luca De Biase, Matteo Bolocan, Annibale D'Elia, Salvatore Cominu

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In programma: Molto Smart, pochi diritti, futuro da scrivere: vita da freelance a Bellissima Fiera, Milano

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Aldo Bonomi
 
Sono i passati i tempi del gran lombardo l’ingegner Gadda, che scriveva dei salotti milanesi ove risuonavano sussurri e grida esaltanti il fare rubinetterie, plastica e frigoriferi per tutti. Erano i tempi dei “cummenda” e della vita agra di Bianciardi, con il suo lavoro intellettuale marginale e precario.

Oggi i sussurri e le grida hanno come grammatica della movida e della convegnistica, la forma moderna del salotto, designer, makers, co-working, fab-lab, sharing economy, eventologi, creativi, neo-fabbriche… E il tutto si fa fantasma e allegoria della smart city. Un bel salto retorico.

giovedì 10 marzo 2016

MOLTO SMART, POCHI DIRITTI, FUTURO DA SCRIVERE: VITA DA FREELANCE A BELLISSIMA FIERA, MILANO


BELLISSIMA FIERA A MILANO: PALAZZO DEL GHIACCIO. DA VENERDI 18 MARZO A DOMENICA 20 MARZO: TRE GIORNI DEDICATI ALLA VITA DA FREELANCE. LIBRI, DIRITTI, SHARING ECONOMY, MUTUALISMO 2.0

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Che succede al lavoro autonomo? Oggi c'è un fatto nuovo: la politica, i sindacati, i giornali sembrano averlo scoperto. Per la prima volta si parla di diritti. Le partite Iva sono considerati lavoratori. E' una novità: fino ad oggi sono stati trattati come imprese con la fattura incorporata.

In parlamento si discute di un "Jobs Act delle partite Iva", la politica interloquisce con le associazioni dei freelance, la Cgil presenta una carta dei diritti sul lavoro. Freelance, liberi professionisti e sindacati nuovi e tradizionali prendono parola, si associano in nuove coalizioni e scrivono i loro diritti.

Alla tre giorni di Bellissima Fiera un mondo che è cambiato e cambiera ancora.

* VENERDI' 18 MARZO ORE 18: IL QUINTO STATO: PERCHE' IL LAVORO INDIPENDENTE E' IL NOSTRO FUTURO
SALA PIRANESI, PALAZZO DEL GHIACCIO


La bella storia de Il Quinto Stato: un libro attualissimo, mandato al macero da Ponte alle Grazie viene ripresentato da mesi dai lettori in tutta Italia, sostenuto dalla campagna MaceroNo, reinterpretato alla luce della decisione del governo Renzi di varare un "Jobs Act per le partite Iva" o dei progetti di legge sulla sharing economy. Il racconto di un caso-simbolo nell'editoria italiana oggi continua in altre forme. L'incontro a Belissima sarà l'occasione di  presentare l'evoluzione delle ricerche sul quinto stato nel libro di Giuseppe Allegri e Giuseppe Bronzini "Libertà e lavoro dopo il Jobs Act" (DeriveApprodi) a cui il sociologo Aldo Bonomi ha partecipato.

*** Storia di un libro: Il quinto stato salvato dal macero

***Dal macero alla proposta: la carta dei diritti del quinto stato


* SABATO 19 MARZO: SCOPRIAMO LE CARTE: 
 ORE 11, BALCONATA, PALAZZO DEL GHIACCIO, MILANO

 

Aria nuova per noi freelance e partite Iva. È nata la carta dei diritti della coalizione 27 febbraio, la prima rete in Italia composta da freelance, sindacati e associazioni. In parlamento si parla di noi, il governo ha varato una proposta, la Cgil promuove la carta dei diritti universali del lavoro e molti altri si preparano a prendere parola. Una nuova stagione di rivendicazioni parte dal confronto. Lo faremo a Milano, scoprendo le carte.

*** Le associazioni riunite nella coalizione 27 febbraio

***La carta dei diritti della coalizione 27 febbraio (il testo)

*** Scriviamo insieme i diritti del lavoro autonomo. Cosa succede in Italia

* DOMENICA 20 MARZO: MUTUALISMO 2.0: 
LE ALTERNATIVE NELLA SHARING ECONOMY, ORE 11,30, PALAZZO DEL GHIACCIO 



L’economia collaborativa e della condivisione (sharing economy) non è riducibile allo scontro tra liberalizzazione e corporativismo come nel caso Uber-tassisti in Francia o in Italia, nè alle piattaforme dei servizi on demand o dell'e-commerce (Amazon, Airbnb ecc) come sembra emergere nella proposta di legge presentata in parlamento. Tiziana Terranova e Roberto Ciccarelli parleranno con Trebor Scholz, autore di un libro che apre gli orizzonti e parla delle alternative del futuro: "platform cooperativism". Che cos'è la cooperazione di piattaforma?

*** Cooperazione 2.0. Le alternative nella sharing economy

Grafica e immagini: Francesca Rossi

Bellissima – libri e cultura indipendente
18-20 marzo 2016
Palazzo del Ghiaccio ‪#‎Milano‬
www.bellissimafiera.it
ingresso 2€
Orari: Venerdì 14-22
Sabato e domenica 10-22

giovedì 21 gennaio 2016

LIBERA CARTA – SCRIVIAMO I NOSTRI DIRITTI DI FREELANCE



Milano, venerdì 29 gennaio alle ore 18, al coworking Spazio A in via Pollaiuolo inizia il tour della Carta dei diritti e dei principi del lavoro autonomo e indipendente, promossa dalla Coalizione 27 febbraio. L’incontro sarà introdotto da Sergio Bologna, autore de La new workforce. Il movimento dei freelance

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La carta è promossa dalla Coalizione 27 Febbraio: una rete di venti associazione del lavoro autonomo ordinistico e «atipico» (avvocati, architetti, ingegneri, geometri, farmacisti, ricercatori precari).

La carta dei diritti dei freelance e degli ordinisti (qui il testo) è un testo aperto, una bozza concepita e da costruire insieme con i freelance, gli autonomi e i lavoratori indipendenti che vorranno partecipare alla scrittura dei loro diritti e all’immaginazione di un paese diverso per noi e i nostri lavori.

La proposta della “Coalizione 27 febbraio” nasce anche per confrontarsi criticamente con l’iniziativa governativa sullo “statuto del lavoro autonomo” che sarà presentato in parlamento entro gennaio e diventerà legge nel 2016. Nel frattempo la CGIL ha presentato una “Carta dei diritti universali del lavoro” dove non si fanno differenze tra i diritti del lavoro autonomo e dipendente.

Milano è la prima tappa del tour, e altre ce ne saranno nella città del lavoro autonomo e indipendente. Vogliamo fare rete e partecipare da Nord al Sud, nelle grandi e nelle piccole città, e fino a primavera inoltrata. On-line, faccia a faccia, in incontri aperti o in laboratori di scrittura, nessuna forma di partecipazione è esclusa.

Coalizione 27 febbraio:

ADU – Associazione degli avvocati Difensori d’Ufficio, ANAI – Associazione Nazionale Archivistica Italiana, Archivisti in Movimento, Assoarching, Associazione delle guide turistiche, CLAP – Camere del Lavoro Autonomo e Precario, Comitato per l’Equità Fiscale, Comitato Professioni Tecniche – Ingegneri e Architetti F.N.P.I. – Federazione Nazionale Parafarmacie Italiane, Geomobilitati – Geometri, IVA sei Partita, Inarcassa Insostenibile, Intermittenti della Ricerca – Roma, MGA – Mobilitazione Generale degli Avvocati, Rete della Conoscenza, Sciopero Sociale – Roma, Stampa Romana.

***Si ringrazia SHOUT per la gentile concessione dell'immagine

giovedì 23 ottobre 2014

SE IL LAVORO LO REGALO FAREI IL VOLONTARIO, NON IL FREELANCE

Giuseppe Allegri

Il lavoro emergente nell'epoca della dis-retribuzione di massa. Se il lavoro che regalo, lo regalo spontaneamente, di mia volontà, per me sì, è, oltre che etico, anche un gesto quasi nobile. Se invece il lavoro “devo” regalarlo per tutti i motivi del mondo, no, non è etico, è svilente e umiliante. Anche se poi, in definitiva, siamo tutti con debolezze e difficoltà più o meno grandi...

*** 

Questa confessione in forma anonima la troviamo in apertura dell'assai interessante fascicolo della rivista di Sociologia del lavoro (il numero 133/2014), titolato Confini e misure del lavoro emergente, curato da Emiliana Armano, Federico Chicchi, Eran Fischer, Elisabetta Risi nella loro ricerca collettiva su «gratuità, precarietà e processi di soggettivazione nell'era della produzione digitale». La rivista viene presentata il 24 ottobre a Bologna, la Sala Poeti, Strada Maggiore 45 e varrà la pena spulciarla in lungo e in largo. Per ora ci si limita a segnalare la pluralità di interventi e punti di vista presenti nei 13 saggi lì raccolti.

mercoledì 15 ottobre 2014

IO NON LAVORO GRATIS X EXPO

Roberto Ciccarelli

Loro non sentono sindacati, ministri delle coop rosse, primi ministri che gli dicono: ma va' a lavura' che l'e' mej. Loro non lavorano gratis per Expo. Loro non sono per un jobs Act qualsiasi. la meglio gioventù. A Milano, Italia.

giovedì 1 maggio 2014

OGGI E' IL PRIMO MAGGIO PRECARIO, FESTA DEL REDDITO E DEL NON LAVORO CONTRO IL LAVORO GRATIS


Sono stati chiamati «sentinelle». Da maggio a dicembre 2015 spunteranno dappertutto a Milano durante l’Expo. Stazioni, aeroporti, strade e gli stand del mega evento espositivo, ovunque spunti il brand che oggi circola negli spot sulla Rai o sulle tazzine del caffè. Sono i «volontari» targati Expo. Ne servono 475 al giorno, per sei ore a rotazione, per i sei mesi della durata del «grande evento». Il modello è quello offerto dalle olimpiadi a Londra nel 2012, anch’esse sorrette da un esercito di volontari. Oggi a Milano si parla di 9 mila persone. Per reclutarle è in arrivo un bando.

BUONA FESTA DEL NON LAVORO, BUKOWSKI!


Il Console


È vent'anni che ci manca Charles Bukowski, Henry Hank Chinaski, morto il 9 marzo 1994.

E oggi è la 32a festa del non lavoro, al Forte Prenestino, a Milano c'è l'Euromayday per il reddito, il non lavoro e contro il lavoro gratis all'Expo 2015.

Di “quel lavoro che ci fate mendicare” e “ci ruba il tempo e ci saccheggia la vita”.

Quel lavoro che è sempre meno pagato e più insicuro. Fatto di eterni ricatti e giochi al ribasso. Diventato tanto scarso, ci fanno credere, da costringerci al lavoro neo-servile, gratuito: prestazioni senza retribuzioni. Stage fantasmi e contratti di un giorno. Con l'ipocrita ed eterna retorica di governi e sindacati, sempre alla fantomatica ricerca di nuove “riforme del lavoro”: per combattere la disoccupazione e creare nuovi posti di lavoro. 

Mai che si provasse a garantire un reddito per “un'esistenza libera e dignitosa”, al di là dell'impiego e dentro le mille forme di attività, lavoro, produzione, che già riempiono le nostre vite. Disoccupazione attiva, la chiamava qualcuno, già anni fa, seppure in un senso più libertario della gabbia che è diventata oggi.

E allora viene da dire: quanto ci manca, Chinaski!

sabato 3 agosto 2013

EXPO 2015: GRANDI EVENTI, PICCOLI DIRITTI, LAVORO GRATIS

Lavoro gratuito o iperprecario per la Fiera Universale di Milano del 2015? No grazie, un modello da non replicare. Un appello
 
L'accordo firmato il 23 luglio 2013 tra Expo 2015 Spa e i sindacati confederali e di categoria è stato salutato dalla voce dei firmatari e dalla stampa come esperimento pilota a promozione del lavoro giovanile, un prototipo garante dei diritti dei neoassunti. Tolte le paillettes e i lustrini, questa lettura cade e si svela l'anima profonda dell'accordo: violazioni delle norme vigenti, arretramento dei diritti e svuotamento di tipologie contrattuali sono la componente principale dell'accordo, mosso dalla convinzione che la deregolamentazione del lavoro sia la strada maestra per favorire la ripresa economica e la formazione di nuovi posti di lavoro. Prendiamo il ricorso massiccio all'apprendistato: questa tipologia contrattuale viene scelta non tanto per favorire la formazione e la creazione di nuove professionalità, ma per regolarizzare chi lavora con un inquadramento inferiore, quindi con una retribuzione minore e con uno sgravio contributivo pressoché totale per l'azienda. Di solito l'apprendistato avviene in luoghi di lavoro stabili, per cui è probabile la trasformazione a tempo indeterminato. I profili professionali qui previsti per questa tipologia contrattuale (Operatore Grande Evento, Specialista Grande Evento, Tecnico Sistemi di gestione Grande Evento) sono legati alla realizzazione di ulteriori grandi eventi per cui le possibilità di un'assunzione stabile sono altamente improbabili. In sostanza siamo di fronte ad uno svilimento dell'istituto dell'apprendistato stesso, malgrado l'elogio di quest'ultimo che in tempi recenti si è ripetuto nel dibattito politico.

Un altro punto enfatizzato nei giorni scorsi riguarda la novità della casuale che giustificherebbe il ricorso al contratto di lavoro e tempo determinato e alla somministrazione del lavoro a termine, che dovrebbe riguardare l'80% dell'organico complessivo. Si tratta di una operazione strumentale, fatta per promuovere questa modifica in chiave generale e in altri contesti, priva di utilità concreta visto che il D.P.R. 7 ottobre 1963, n.1525, attuativo della legge 230/62 sui contratti a termine, già prevedeva al punto 45 la possibilità di ricorrere a contratti a termine per Fiere ed Esposizioni, categoria nella quale Expo 2015 ricade.
Anche lo stage, che prevalentemente viene dedicato all'apprendimento, appare qui come una delle tante forme di lavoro mascherato, con un profilo formativo del tutto imprecisato, di fatto retribuito con 516 euro mensili, naturalmente presentati come rimborso spese, più un buono pasto giornaliero di 5,29 euro.
Infine è previsto un utilizzo massiccio del volontariato (18.500 unità) del tutto gratuito (salvo eventuali rimborsi spese) quale «espressione di partecipazione, solidarietà e pluralismo». 
 
Il compito dei volontari, però, non è quello di assistere persone in difficoltà, ma di fornire un normale servizio di accoglienza per i visitatori della mostra. Il nome esatto in questo caso è lavoro gratuito: esempio plateale di un «agire comunicativo-relazionale» indispensabile al funzionamento dei grandi eventi ma del tutto svalutato. Riteniamo che un simile accordo rappresenti un pericoloso precedente che contrappone il lavoro ai diritti. Come le grandi opere depauperano il territorio, così il lavoro gratuito e l'iper precarizzazione dei contratti frantumano il futuro delle nuove generazioni e demoliscono conquiste ottenute con anni di lotta.
Non a caso, il ministro del Lavoro ha sfruttato l'occasione per auspicare l'abolizione della causalità dei contratti a termine, per chiedere la rapida conversione del decreto Letta-Giovannini e per premere verso un secondo decreto nel mese di settembre. 
 
Chiediamo che venga respinta l'idea - già avanzata da governo e parti sociali - di una generalizzazione, tramite contrattazione o addirittura per via legislativa, del modello Expo ad altri contesti che sarebbe un ulteriore colpo al diritto del lavoro nel nostro Paese. La moltiplicazione di nuovi plotoni di precari specializzati e di vittime del lavoro gratuito è esattamente ciò di cui il nostro Paese non ha bisogno.

Piergiovanni Alleva, Giuliana Beltrame, Roberto Ciccarelli, Giuseppe De Marzo, Andrea Fumagalli, Alfonso Gianni, Giovanni Giovannelli, Marcello Guerra, Roberto Maggioni, Enzo Martino, Sandro Medici, Luciano Muhlbauer, Roberto Musacchio, Monica Pasquino, Emanuele Patti, Livio Pepino, Marco Revelli, Umberto Romagnoli, Luca Trada, Guido Viale

mercoledì 24 luglio 2013

EXPO 2015: IN 18.500 LAVORERANNO GRATIS A MILANO

L'accordo sulla flessibilità del lavoro a termine e sugli stage per l'Expo 2015 - firmato ieri dai rappresentanti sindacali di Cgil, Cisl, Uil, Filcams Cgil, Fisacat Cisl e UilTucs con l'amministrazione delegato di Expo 2015 Giuseppe Sala - prevede l'assunzione di 835 persone mediante contratto di apprendistato da 7 o 12 mesi. 340 giovani under 29 anni parteciperanno ad un percorso formativo rispettivamente di 70 e 120 ore per il conseguimento delle qualifiche di «operatore Grande Evento», «specialista grande Evento» o di «tecnico sistemi di gestione Grande Evento».

A partire dal 2014 verranno assunti altri 300 lavoratori per i ruoli di supporto e segreteria e 195 stagisti con un rimborso da 516 euro mensili. Una parte di queste assunzioni a termine, il 10%, verranno effettuate tra i lavoratori che si trovano in cassa integrazione straordinaria o in deroga, sono in mobilità o in disoccupazione. Con ogni probabilità, al termine dell'esposizione, torneranno ad essere tali. Il protocollo siglato dalle parti sociali prevede inoltre 18.500 volontari che dovranno alternarsi in «attività ausiliare» al ritmo di 475 per cinque ore al giorno nei sei mesi di durata dell'Expo.

martedì 16 luglio 2013

EXPO 2015: PRECARIETA' SI, MA CON GIUDIZIO


Immagine tratta da Milano Città Aperta
Quella dell’Expo 2015 è la trappola perfetta. Il grande evento che dovrebbe rilanciare l’immagine del «made in Italy» nel mondo, secondo le massime cariche dello Stato, potrebbe essere un gigantesco volano della precarietà. Almeno questo sperano le associazioni imprenditoriali come Confindustria, Abi, Rete Imprese Italia e l’alleanza delle cooperative, sostenute da Pdl e Scelta Civica, che hanno presentato un emendamento al «pacchetto lavoro» Letta-Giovannini in attesa di conversione al Senato. I sindacati si oppongono e hanno costretto il ministro del Lavoro Giovannini a rinviare a tutto affidandosi ad un "avviso comune" tra le parti sociali.

Continua a leggere: Expo 2015: precarietà si, ma con giudizio

domenica 5 maggio 2013

MACAO TORNA A VOLARE. OCCUPATO IL CINEMA MANZONI A MILANO

Roberto Ciccarelli

Il 5 maggio 2013, ad un anno dalla clamorosa occupazione della Torre Galfa, abbandonata da decenni e di proprietà di Ligresti, Macao torna a occupare uno degli spazi della cultura dismessi, abbandonati alla speculazione: il cinema Manzoni, al n°40 dell'omonima strada. 


Il Cinema Manzoni fu costruito nel 1947 al n. 40 dell’omonima via milanese. Fa parte di un complesso che comprende un atrio da 800 mq che lo collega al teatro sotterraneo, una galleria di negozi, un ristorante e un edificio per uffici. È stata la sala più prestigiosa ed elegante di Milano, progettata da Mario Cavallè (1895-1982, studiò a New York, costruì in tutta Europa 136 sale). Affrescata da Baragatti, Funi, Rossi, con sculture di Francesco Messina, Oliva, Fazzini e Gasperetti, Leone Lodi (raffigurante Apollo). Il grande schermo panoramico fu valorizzato da una programmazione che privilegiò i film spettacolari, gli eventi e le première. La sala, con pianta a forma di violino, 1.200 posti di velluto rosso, fu la prima in Italia e terza nel mondo a proiettare in Cinerama.

giovedì 17 gennaio 2013

MACAO, MILANO: IL MUTUALISMO AL TEMPO DELL'EXPO 2015

Concerti, fiere, esposizioni, saloni, festival. E l'Expo 2015. Milano è un grande cantiere che produce «grandi eventi» 24 ore su 24. Di questa macchina possente, dove solo il 10% dei contratti di lavoro sono a tempo indeterminato, mentre raddoppiano i contratti di collaborazione (da 6.660 ad agosto-settembre 2011 a 12.133 nel 2012) e cresce la disoccupazione dei neo-laureati (+4,1), l'autoinchiesta dei lavoratori dell'arte e dello spettacolo di Macao restituisce il clima della «rivoluzione antropologica»» che ha investito i lavoratori del terziario avanzato, e non solo sui settori dei media e della comunicazione, dell'arte o della cultura. E prospetta un'alternativa al pensiero manageriale basata sulla cooperazione, sul mutualismo e la riscoperta della solidarietà tra i soggetti forgiati dal modello di vita neoliberista: individualistico, corporativo e concorrenziale. 

martedì 15 maggio 2012

MACAO: L'UTOPIA CONCRETA DEL LAVORO INDIPENDENTE

Uno spazio verticale di 33 piani dove riunire le arti e le professioni indipendenti, liberali, cognitive e creative, come quelle operaie e artigiane, seguendo un modello di auto-governo che va dalla formazione alla co-progettazione, dalla creazione di una filiera dell'arte alternativa a quella pienamente finanziarizzata (a Milano, passando da Venezia e Roma e, poi, sulla scena globale) ad un laboratorio del co-working dove il principale obiettivo è la creazione e la socializzazione di un'attività operosa, non la concessione a pagamento di loculi dove la "creative class" si accomoda con il suo computer e finge la normalità di avere un ufficio, ricevere i "clienti", simulare la comodità di un atelier, quando invece paga solo il marchio acquistato in franchising dalle multinazionali del co-working.

Questa è l'idea di Macao.  L'utopia concreta dei lavoratori dell'arte che hanno occupato per dieci giorni la Torre Galfa di Milano, al centro di una delle aree della speculazione immobiliare più grande d'Europa, non muore con lo sgombero di stamattina.  Macao, infatti, rovescia il presupposto del lavoro professionale, nell'ambito del lavoro della conoscenza: non più fondato sullo status professionale del singolo professionista che ha bisogno di "distinzione" e "autorevolezza" e quindi acquista, affitta o condivide uno studio professionale, un laboratorio o un atelier, uno spazio espositivo oppure un'aula universitaria dove mostrare il proprio sapere davanti ad una platea di studenti o di apprendisti in un master a pagamento. 

venerdì 30 marzo 2012

BIANCIARDI, IL PANE E LA PENTOLA: RIPENSARE IL LAVORO DELLA CONOSCENZA


Ugo Mulas, Bar Giamaica, 1953-4

Sergio Bologna

Mi è capitato d’incontrare Bianciardi una sola volta, per pochi minuti, ad un ritrovo a casa di amici. Lui era già noto ed io alle prime armi, ambedue a livelli diversi collaboratori delle stesse case editrici, ambedue abitanti del quartiere di Brera, lui sopra il bar “Giamaica” con artisti e fotografi che sarebbero diventati famosi, io in fondo a via Solferino, angolo Largo Treves, in quella che era chiamata “la Comune n.2”, uno dei luoghi dove a Milano si preparava la stagione operaista.