Sergio Bologna
I
candidati del PD, di SEL, di Rivoluzione civile, hanno letto questo
libretto: In-flessibili. Guida pratica della CGIL per la contrattazione collettiva inclusiva e per la tutela individuale del lavoro? Se non lo hanno ancora fatto, lo facciano. Diranno, sul
problema drammatico dell’occupazione e dei diritti di chi lavora,
qualcosa di meno generico di quanto i più volonterosi tra di loro
vanno dicendo in queste settimane pre-elettorali.
Ma dovrebbero
leggerlo anche i lavoratori con contratti “atipici” e i
lavoratori autonomi con partita Iva, perché il testo lascia
intravedere, a mio avviso, la possibilità di una svolta molto
importante nella storia della CGIL o, meglio, la esplicita, perché
il cambiamento in questi anni c’è stato ma era sotterraneo, non
ancora legittimato dai vertici, e dunque non effettivo. Ora, che
questo libretto, concepito come manuale per la “contrattazione
inclusiva” ad uso dei quadri intermedi del sindacato, delle RSU e
dei delegati, sia presentato da due segretari nazionali, dimostra che
ci troviamo di fronte a una possibile inversione di rotta di cui la
Direzione CGIL è ben consapevole. Ma di quale svolta si tratta?
