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giovedì 21 aprile 2016

PENSIONI, LA BOMBA SOCIALE DEI PRECARI

A sinistra la segretaria della Cgil Susanna Camusso, a destra il presidente dell'Inps Tito Boeri
Roberto Ciccarelli

Le pensioni e il futuro. Camusso (Cgil) critica Boeri (Inps): «La previsione sulla generazione anni Ottanta costretta a lavorare fino a 75 anni rischia di far passare un messaggio pericoloso di sfiducia ai giovani». Come se non lo sapessero già. Nel 2032 il sistema contributivo andrà a regime al costo di milioni di esclusi senza tutele e una pensione dignitosa.

Per il presidente dell'Inps Tito Boeri la classe politica ha nascosto per vent'anni la situazione previdenziale agli italiani. In queste ore, finalmente, le poste invieranno l'estratto conto contributivo. La storia inizia nel 1995 con la riforma Dini. Nel 2010 Mastrapasqua, predecessore di Boeri, disse: "Se la rivelassimo, ci sarebbe un sommovimento sociale". Nel 2012 Mario Monti chiese a Elsa Fornero di sorvolare. Da oggi, forse, sarà più chiaro le diseguaglianze epocali prodotte dal sistema contributivo

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martedì 4 novembre 2014

SOLO L'OPERAIO FIOM PUO' INCROCIARE LE BRACCIA, I PRECARI NO

Roberto Ciccarelli

Affinità e divergenze politico-iconografiche della Fiom con lo sciopero sociale del 14 novembre 2014
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Questo è il manifesto che la Fiom ha creato per lanciare in rete lo sciopero generale del 14 e del 21 novembre. Il primo con manifestazione a Milano, il secondo a Napoli. In mancanza dello sciopero generale della Cgil, che si farà attendere fino a dicembre, e forse ci sarà o non ci sarà chissà, quel mondo largo che è sceso in piazza a Roma sabato 25 ottobre contro il Jobs Act di Renzi, dovrà per il momento accontentarsi delle manifestazioni della Fiom.

domenica 26 ottobre 2014

LA VERITA', VI PREGO, PER MARTA PRECARIA DI 28 ANNI E IL SUO BAMBINO

Roberto Ciccarelli

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Camusso vs Renzi, Cgil vs Pd. La battaglia mediatica sul corpo di Marta, precaria, 28 anni, incinta. 

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Il personaggio dell'autunno 2014 è Marta. Lo ha inventato il presidente del Consiglio Matteo Renzi in questo video:

Marta ha preso forma quando la Cgil ha annunciato una manifestazione contro il governo e l'abolizione dell'articolo 18. Renzi l'ha usata per scaricare sui sindacati la responsabilità della precarietà di due generazioni. A suo dire, i suoi guai (senza reddito, tutele, welfare, maternità) sono responsabilità dei sindacati, e della Cgil.

Renzi ha calcato la mano per amore di polemica: rimuove la gravissime responsabilità anche del suo partito Pds-Ds-Pd nell'avere inventato la precarietà ed essersi rifiutato di accompagnarla con tutele minime. Del resto Camusso lo aveva associato alla Thatcher. Cosa spiacevole, a cui ha replicato con una menzogna: "Dov'eri, Camusso, quando il mio partito inventata e imponeva la precarietà'". Si parla della metà degli anni Novanta, il pacchetto Treu del 1997.

mercoledì 8 gennaio 2014

CORSO ITALIA CAMBIA VERSO

La segretaria Cgil Susanna Camusso
Giuseppe Allegri

È indubbio che il gioco d’astuzia stia funzionando a Matteo Renzi. In attesa della proposta ufficiale sul Job Act che arriverà a metà gennaio, il segretario Pd ha ormai riscosso l’interesse del maggiore sindacato italiano. Quella Cgil che è in grado di bloccare, o favorire, qualsiasi riforma, o pseudo tale. E non solo del lavoro. Renzi sa benissimo che tra Cgil e Pd esiste un rapporto tanto simbiotico, quanto polemico. Al punto che il traghettatore dal fallimento di Bersani è stato Guglielmo Epifani, segretario della stessa Cgil fino al 2010.

L’iniziale diffidenza oggi sembra essere svanita a favore di un reciproco ascolto, anzi di un gioco delle parti con la Cgil. L’anno si riapre così come si era concluso: a dicembre Renzi aveva incassato il consenso sul «contratto unico a tempo indeterminato» da parte di Maurizio Landini, il segretario Fiom e leader della sinistra Cgil. Ieri, in un’intervista alla Stampa, la segretaria Cgil Susanna Camusso sembra avere preso sul serio Renzi, sebbene le indicazioni del Pd restino ancora vaghe.

Il JOB ACT CORRE SU UN BINARIO STRETTO

Roberto Ciccarelli

Il «Job Act» verrà presentato tra la fine della settimana e l’inizio della prossima dal segretario del Partito Democratico Matteo Renzi che ieri all’inaugurazione di «Pitti Uomo» a Firenze ha delimitato sei campi d’intervento. Considerata l’occasione, il primo è quasi obbligatorio: si tratta dell’immancabile rilancio del «made in Italy». Seguono quelli del settore manifatturiero, a cui tiene molto il presidente di Confindustria Giorgio Squinzi, turismo, cultura, turismo e «innovazione».

lunedì 11 febbraio 2013

IN ATTESA DI UNA RIVOLUZIONE (POLITICA), POSSIAMO RENDERE SOSTENIBILE LA PRECARIETÀ'?


Sergio Bologna

I candidati del PD, di SEL, di Rivoluzione civile, hanno letto questo libretto: In-flessibili. Guida pratica della CGIL per la contrattazione collettiva inclusiva e per la tutela individuale del lavoro? Se non lo hanno ancora fatto, lo facciano. Diranno, sul problema drammatico dell’occupazione e dei diritti di chi lavora, qualcosa di meno generico di quanto i più volonterosi tra di loro vanno dicendo in queste settimane pre-elettorali. 

Ma dovrebbero leggerlo anche i lavoratori con contratti “atipici” e i lavoratori autonomi con partita Iva, perché il testo lascia intravedere, a mio avviso, la possibilità di una svolta molto importante nella storia della CGIL o, meglio, la esplicita, perché il cambiamento in questi anni c’è stato ma era sotterraneo, non ancora legittimato dai vertici, e dunque non effettivo. Ora, che questo libretto, concepito come manuale per la “contrattazione inclusiva” ad uso dei quadri intermedi del sindacato, delle RSU e dei delegati, sia presentato da due segretari nazionali, dimostra che ci troviamo di fronte a una possibile inversione di rotta di cui la Direzione CGIL è ben consapevole. Ma di quale svolta si tratta?