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domenica 5 maggio 2013

MACAO TORNA A VOLARE. OCCUPATO IL CINEMA MANZONI A MILANO

Roberto Ciccarelli

Il 5 maggio 2013, ad un anno dalla clamorosa occupazione della Torre Galfa, abbandonata da decenni e di proprietà di Ligresti, Macao torna a occupare uno degli spazi della cultura dismessi, abbandonati alla speculazione: il cinema Manzoni, al n°40 dell'omonima strada. 


Il Cinema Manzoni fu costruito nel 1947 al n. 40 dell’omonima via milanese. Fa parte di un complesso che comprende un atrio da 800 mq che lo collega al teatro sotterraneo, una galleria di negozi, un ristorante e un edificio per uffici. È stata la sala più prestigiosa ed elegante di Milano, progettata da Mario Cavallè (1895-1982, studiò a New York, costruì in tutta Europa 136 sale). Affrescata da Baragatti, Funi, Rossi, con sculture di Francesco Messina, Oliva, Fazzini e Gasperetti, Leone Lodi (raffigurante Apollo). Il grande schermo panoramico fu valorizzato da una programmazione che privilegiò i film spettacolari, gli eventi e le première. La sala, con pianta a forma di violino, 1.200 posti di velluto rosso, fu la prima in Italia e terza nel mondo a proiettare in Cinerama.

martedì 15 maggio 2012

MACAO: L'UTOPIA CONCRETA DEL LAVORO INDIPENDENTE

Uno spazio verticale di 33 piani dove riunire le arti e le professioni indipendenti, liberali, cognitive e creative, come quelle operaie e artigiane, seguendo un modello di auto-governo che va dalla formazione alla co-progettazione, dalla creazione di una filiera dell'arte alternativa a quella pienamente finanziarizzata (a Milano, passando da Venezia e Roma e, poi, sulla scena globale) ad un laboratorio del co-working dove il principale obiettivo è la creazione e la socializzazione di un'attività operosa, non la concessione a pagamento di loculi dove la "creative class" si accomoda con il suo computer e finge la normalità di avere un ufficio, ricevere i "clienti", simulare la comodità di un atelier, quando invece paga solo il marchio acquistato in franchising dalle multinazionali del co-working.

Questa è l'idea di Macao.  L'utopia concreta dei lavoratori dell'arte che hanno occupato per dieci giorni la Torre Galfa di Milano, al centro di una delle aree della speculazione immobiliare più grande d'Europa, non muore con lo sgombero di stamattina.  Macao, infatti, rovescia il presupposto del lavoro professionale, nell'ambito del lavoro della conoscenza: non più fondato sullo status professionale del singolo professionista che ha bisogno di "distinzione" e "autorevolezza" e quindi acquista, affitta o condivide uno studio professionale, un laboratorio o un atelier, uno spazio espositivo oppure un'aula universitaria dove mostrare il proprio sapere davanti ad una platea di studenti o di apprendisti in un master a pagamento.