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venerdì 12 giugno 2015

IL LAVORO NON BASTA

Giuseppe Allegri

Il diritto a una esistenza libera nella fine della società salariale. Il libro di Chiara Saraceno, Il lavoro non basta. La povertà in Europa negli anni della crisi (Feltrinelli)

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È un volume essenziale per questi tempi e provocatorio sin dal titolo quello di Chiara Saraceno: Il lavoro non basta. La povertà in Europa negli anni della crisi (Feltrinelli , pp. 137, 15 euro). Essenziale, perché indaga la recrudescenza delle condizioni di povertà nel vecchio c ontinente, con la precisione chirurgica dei dati e con la forza argomentatrice dell’analisi sociale, ben piantata nelle forme di vita contemporanee. Provocatorio, perché si oppone con determinazione a quelle politiche pubbliche predominanti che riducono il Welfare a un Workfare oppressivo e vessatorio nei confronti di una società, italiana ed europea, sempre più attraversata dall’aumentata percezione individuale e collettiva di insicurezza economica e perciò impaurita.

giovedì 27 marzo 2014

ALZARE IL TIRO E FARE COALIZIONE: LA POLITICA PER I LAVORATORI AUTONOMI

Sergio Bologna

Carissime/i

la discussione che si è aperta in questi giorni sulle politiche del lavoro del governo Renzi ci ha dimostrato una volta di più l’ottusa resistenza che gli ambienti politici, accademici e sindacali – tranne alcune eccezioni – continuano ad opporre ad una visione moderna del lavoro. Mentre il Parlamento Europeo, che non è l’istituzione più vicina ai cittadini, dichiara a larga maggioranza che i freelance hanno gli stessi diritti sociali dei lavoratori dipendenti, le nostre classi dirigenti ripropongono uno schema che riconosce come “lavoro” solo il lavoro dipendente oppure le varie forme in cui il lavoro dipendente può essere reso “flessibile”. Deplorevole di questo atteggiamento non è tanto – o non solo – il disconoscere l’esistenza di altre forme di attività lavorativa quanto il persistere di una politica di flessibilizzazione del lavoro dipendente che ha portato al declino del nostro paese ed a una disoccupazione giovanile del 42%. Non è vero che il nostro paese è fatto di garantiti e non garantiti, di tutelati e non tutelati, magari fosse così!

giovedì 7 marzo 2013

L'AMO PD LANCIATO A GRILLO E' ARCHEOLOGIA PRODIANA: IL REDDITO MINIMO DI INSERIMENTO

Qualunque sia l’esito dell’offerta del Pd al Movimento 5 stelle, che ha già escluso qualsiasi accordo tra mille «finte» aperture, una cosa è certa: il reddito di cittadinanza, nemmeno nella sua versione light di «reddito minimo», non sarà mai oggetto di discussione in un «governo di minoranza» targato Pd-M5s. 

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sabato 2 marzo 2013

IL REDDITO DI CITTADINANZA CHE PD, SEL E GRILLO NON VEDONO

Avere costretto il Pd a inserire al punto otto del miniprogramma «per un governo di emergenza» gli «interventi urgenti per l’occupazione» è un altro segno delle possibilità che la crisi, economica e istituzionale, stanno regalando al nostro paese. La dizione è vaga, ma quello della chiarezza programmatica non è mai stato un dono degli ultimi eredi del Pci. Basta leggere l’intervista rilasciata ieri a Repubblica da Pierluigi Bersani che farfuglia qualcosa a proposito di «sistemi universalistici negli ammortizzatori sociali». Tanto per essere chiari: il reddito di cittadinanza non è un ammortizzatore sociale. È una misura di tutela universalistica delle persone, e non solo dei lavoratori con contratto da dipendente o da precario. Una differenza sconosciuta al segretario Pd, e ai suoi solidi convincimenti lavoristici, ma forse non agli alleati sellini di Nichi Vendola. Continua a leggere Il reddito di cittadinanza che Pd, Sel e Grillo non vedono