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giovedì 7 marzo 2013

L'AMO PD LANCIATO A GRILLO E' ARCHEOLOGIA PRODIANA: IL REDDITO MINIMO DI INSERIMENTO

Qualunque sia l’esito dell’offerta del Pd al Movimento 5 stelle, che ha già escluso qualsiasi accordo tra mille «finte» aperture, una cosa è certa: il reddito di cittadinanza, nemmeno nella sua versione light di «reddito minimo», non sarà mai oggetto di discussione in un «governo di minoranza» targato Pd-M5s. 

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sabato 2 marzo 2013

IL REDDITO DI CITTADINANZA CHE PD, SEL E GRILLO NON VEDONO

Avere costretto il Pd a inserire al punto otto del miniprogramma «per un governo di emergenza» gli «interventi urgenti per l’occupazione» è un altro segno delle possibilità che la crisi, economica e istituzionale, stanno regalando al nostro paese. La dizione è vaga, ma quello della chiarezza programmatica non è mai stato un dono degli ultimi eredi del Pci. Basta leggere l’intervista rilasciata ieri a Repubblica da Pierluigi Bersani che farfuglia qualcosa a proposito di «sistemi universalistici negli ammortizzatori sociali». Tanto per essere chiari: il reddito di cittadinanza non è un ammortizzatore sociale. È una misura di tutela universalistica delle persone, e non solo dei lavoratori con contratto da dipendente o da precario. Una differenza sconosciuta al segretario Pd, e ai suoi solidi convincimenti lavoristici, ma forse non agli alleati sellini di Nichi Vendola. Continua a leggere Il reddito di cittadinanza che Pd, Sel e Grillo non vedono

mercoledì 28 marzo 2012

La nostra ASPIrazione: diritti, reddito, libertà contro la subordinazione

Giuseppe Allegri e Roberto Ciccarelli
L’Italia è oggi un laboratorio per le nuove tecniche di dominazione sociale che combinano l’arcaico e il più moderno. L'ultima riforma della legislazione del lavoro, che porterà il nome di un ministro «tecnico» che ha già riformato il sistema previdenziale, Elsa Fornero, consoliderà i rapporti di lavoro neo-schiavisti, a fronte di ristrutturazioni capitalistiche che univano frammenti di post-fordismo, con la permanenza di legami familistici e corporativi pre-moderni:
La ratio dell’intervento è chiara: maggiore stabilità per i giovani in ingresso barattata con una maggiore facilità (leggasi libertà) di licenziamento da parte delle imprese; incoraggiamento del lavoro dipendente; disincentivazione dei contratti a termine e a progetto mediante aumento dei relativi contributi; contrasto alle finte partite IVA mediante, forse, l'introduzione dell'obbligo di stabilizzazione; sostegno al reddito limitato nel tempo e accompagnamento al reinserimento lavorativo per il dipendente che perde l’impiego” (Rete redattori precari).

giovedì 12 gennaio 2012

REDDITO DI BASE: L'ANTIDOTO CONTRO IL GENOCIDIO ITALIANO


Giuseppe Allegri

Il governo Monti proporrà nuovi ammortizzatori sociali e la ministra Fornero è una fan del reddito minimo (ma condizionato). I sindacati, un tempo fieramente contrari, oggi ne parlano, ma anche loro mettono condizioni. Tutti parlano di un reddito condizionato dall’obbligo di accettare qualunque attività lavorativa. Confindustria nega che ci siano "troppi precari" e "non è vero che ci sono troppi contratti atipici". Proponiamo la recensione all'ultimo libro di Giuseppe Bronzini, l'unico a prospettare soluzioni chiare, realistiche e giuste contro il genocidio di un terzo della forza-lavoro attiva in Italia.

***

È da segnalare con estrema attenzione e interesse il volume di Giuseppe Bronzini, Il reddito di cittadinanza. Una proposta per l’Italia e per l’Europa, perché non avrebbe potuto esserci momento più adatto per la sua pubblicazione, nel pieno di una crisi che diffonde povertà e insicurezza, con le timide proposte di un Governo, come quello Monti-Napolitano, che vorrebbe tenere insieme equità e rigore di bilancio, evocando sacrifici e «riforma del ciclo di vita», ma anche l’introduzione di «un reddito minimo garantito per chi è senza lavoro» (in tutti e due i casi è il Ministro del Lavoro Elsa Fornero a parlare).