Trentaquattro anni è un’età rispettabile. Jim Morrison era già morto, come Jimi Hendrix, per non parlare di persone più importanti di loro. Alla stessa età, Moravia aveva già scritto “Gli Indifferenti” e Van Gogh iniziava a dipingere le sue tele più famose. In campi meno esemplari, o “maledetti”, della religione, del rock, della letteratura o dell’arte, i trentaquattro anni possono segnare la nascita del primo o del secondo figlio, qualcuno potrebbe pensare persino ai nipoti. In Italia no. E non perché tutto questo non sia possibile, ma perché un’intera società è convinta che a 34 anni le donne e gli uomini siano ancora «giovani» e che non abbiano le stesse esigenze – e i diritti – degli «adulti», destinati a vivere come eterni adolescenti.
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domenica 15 dicembre 2013
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