Dario Gentili, Massimiliano Nicoli
Intellettuali di se stessi. Lavoro intellettuale in epoca neoliberale, il nuovo numero di Aut Aut, 365/2015, edito da Il Saggiatore
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Dopo un fascicolo monografico dedicato alla problematizzazione dell’insegnamento scolastico (La scuola impossibile, 358, 2013) e un altro dedicato alla critica dei dispositivi di valutazione della ricerca (All’indice. Critica della cultura della valutazione, 360, 2013), “aut aut” mette ora a tema la condizione del lavoro intellettuale in epoca neoliberale.
In questo campo, le categorie socio-politiche che organizzano gli spazi e i tempi delle professioni saltano, rendendo estremamente complessa l’impresa di mettere ordine tra figure del lavoro che proliferano, si ibridano, e molto spesso si incorporano in una o più persone contemporaneamente. La condizione del lavoro intellettuale emerge come stretta fra il desiderio di indipendenza e di cooperazione, di un buon lavoro e di una buona vita, da una parte, e il ricatto esistenziale, la sussunzione reale della vita imposti dall’appartenenza a un eterno esercito industriale di riserva, dall’altra.
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domenica 19 aprile 2015
INTELLETTUALE SELF-BRAND: QUANDO IL LAVORO E' MARKETING DI SE STESSI
lunedì 2 aprile 2012
VUOI FARE LO SCRITTORE? PAGA!
Alla Stazione Leopolda di Firenze, dal 26 al 28 ottobre 2012, la "Acciari Consulting" una società specializzata in marketing della comunicazione e gestione degli eventi culturali e sportivi, avrebbe dovuto organizzare il Festival dell’Inedito. Si è letto nel lancio dell'iniziativa:
Ogni anno, in Italia, vengono realizzati, con passione, più di 100mila nuovi manoscritti, sceneggiature, format, da persone spesso alla prima esperienza. Un vero e proprio patrimonio di cultura letteraria italiana. Solo una minima parte di questa enorme ricchezza ha accesso al mercato editoriale.
Il pubblico di esordienti al quale si rivolgeva il festival sarebbe rappresentato da una quantità non facilmente misurabile ("100 mila" manoscritti, tra i quali sarebbero compresi anche "format" non riconducibili alla scrittura letteraria). Tale quantità viene definita come una "ricchezza" (che deriverebbe dalla "creatività personale"):
venerdì 30 marzo 2012
BIANCIARDI, IL PANE E LA PENTOLA: RIPENSARE IL LAVORO DELLA CONOSCENZA
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| Ugo Mulas, Bar Giamaica, 1953-4 |
Sergio Bologna
Mi è capitato d’incontrare Bianciardi una sola volta, per pochi minuti, ad un ritrovo a casa di amici. Lui era già noto ed io alle prime armi, ambedue a livelli diversi collaboratori delle stesse case editrici, ambedue abitanti del quartiere di Brera, lui sopra il bar “Giamaica” con artisti e fotografi che sarebbero diventati famosi, io in fondo a via Solferino, angolo Largo Treves, in quella che era chiamata “la Comune n.2”, uno dei luoghi dove a Milano si preparava la stagione operaista.
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domenica 4 marzo 2012
COME DIFENDERE IL VALORE DEL LAVORO CULTURALE E CREATIVO
Sergio Bologna
Roma, domenica 11 marzo, alle ore 20, questo intervento aprirà l'assemblea "Il lavoro culturale: la bandella della Magliana", un incontro con le reti e i movimenti della conoscenza organizzato nell'ambito del festival "Libri Come", 8-11 marzo, all'Auditorium-Parco della Musica. Venerdì 9 e sabato 10, alla stessa ora, si svolgeranno le assemblee "0,60 a cartella" e La cassa delle letterature" , un punto sul lavoro culturale oggi, in Italia
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Dovessi raffigurarmi il paradiso me lo immaginerei come una biblioteca (H. Müller)
A Roma il moto di rivolta dei lavoratori della cultura, dello spettacolo, dei media, è partito col piede giusto. I simboli contano. E’ cominciato da una biblioteca, dalla Biblioteca Nazionale. Non importa se allora la protesta è riuscita o meno, ma aver scelto una biblioteca come punto di partenza ha avuto il potere di evocare valori universali e contraddizioni importanti della nostra epoca. Cosa viene in mente a sentir dire “biblioteca”, oltre a servizio pubblico, bene comune? Provo a elencare alcune parole-chiave.
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