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domenica 30 giugno 2013

LA LINEA D'OMBRA DELLA GENERAZIONE TQ



Salvo Barrano vive a Roma ed è il presidente dell'Associazione Nazionale Archeologi. Mattia Sullini, coworker, è il coordinatore di un FabLab e lavora a Firenze. Anna Soru è una ricercatrice freelance e coordina le attività dell'Associazione dei Consulenti del Terziario Avanzato di Milano. Sono lavoratori e lavoratrici autonome, formati e specializzati, pienamente inseriti nell'economia dei servizi immateriali, della condivisione, della formazione e della ricerca. 

Hanno tra i trenta e i quarantanni e rappresentano un segmento del quinto stato, cioè della società operosa composta da lavoratori indipendenti, anche di tipo professionale, che dovrebbero trainare un'economia basata sull'innovazione sociale. Il decreto sul lavoro del governo Letta ha tracciato una linea di confine molto precisa: gli under 29, nati dopo il 1983, che non sono diplomati, oppure sono disoccupati da almeno sei mesi o hanno una famiglia a carico, potranno godere di 650 euro al mese per due anni. Chi invece, come loro, è diplomato, laureato o specializzato è del tutto escluso, praticamente cancellato. 

mercoledì 26 giugno 2013

#OCCUPYGEZI: EPIFANIE DELLA RIVOLTA

Mentre in Turchia si manifesta un nuovo modo di creare linguaggi, i sindacati in Italia chiedono "lavoro" al governo Letta con un flash mob sul quarto stato di Pelizza da Volpedo. Il paese delle "larghe intese" impone anche la miseria dell'immaginario, oltre alle grottesche iniziative "contro la disoccupazione giovanile". La nuova vita si manifesta in tutto il mondo con epifanie desiderate

mercoledì 9 gennaio 2013

UNA REPUBBLICA FONDATA SUL RICATTO DEI MCJOB



641mila giovani senza un posto, è il record assoluto tra i 15 e i 24enni Per l'Istat uno su tre non lavora, ma nessuno parla di reddito minimo. Questa è la cronaca di un'ordinaria disinformazione a partire dai dati mensili dell'Istat sulla disoccupazione giovanile. Un piccolo, grande, classico nell'Italia sepolta dal gelo dell'austerità, e del precariato che sconfina nell'inoccupazione. 

Alle dieci di ieri mattina gli uffici dell'Istituto nazionale di statistica comunicano i dati sull'occupazione a novembre 2012. Il numero dei disoccupati, pari a 2 milioni 870 mila, registra un lieve calo (-2 mila) rispetto a ottobre. La diminuzione della disoccupazione riguarda la sola componente femminile. Bene, finalmente una notizia positiva, anche perchè l'occupazione femminile tra i 15 e i 29 anni è sceso al minimo astorico tra aprile e giugno dell'anno scorso: meno di una donna su due (il 16,9%) lavora in Italia. Segno negativo sul tasso d'occupazione maschile che a novembre è sceso al 66,3%, il livello più basso dal quarto trimestre del 1992. Tra il 2007 e il 2012 gli uomini al lavoro sono diminuiti di 746.000 unità. 

mercoledì 19 dicembre 2012

L'ESPERIENZA DELLA POVERTA' SECONDO L'ISTAT

Povertà sociale, economica e formativa. Sono alcune delle possibili declinazioni della privazione di esperienza, di benessere, e di futuro che sta vivendo l’Italia giunta ormai al quarto anno di crisi. Nell’annuario statistico dell’Istat emerge il ritratto (fotografato tra il 2010 e il 2011) del paese più vecchio al mondo, dove la mobilità sociale è un’utopia, la disoccupazione colpisce 1 milione di under 35, e il declino del lavoro dipendente si è fatto irreversibile, senza che nessuno abbia preso in seria considerazione la necessità di tutelare il lavoro intermittente, precario o autonomo. Al centro della crisi, l'esplosione della bolla formativa. Comprenderla, OGGI, significa scoprire che in questa povertà c'è un pieno di potenzialità. (CONTINUA A LEGGERE).