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martedì 17 novembre 2015

LIBERTA' E LAVORO DOPO IL JOBS ACT

Un libro di Giuseppe Allegri - Giuseppe Bronzini: Libertà e lavoro dopo il Jobs Act, DeriveApprodi


Qual è il futuro del lavoro in Italia? E cosa diventa il diritto del lavoro dopo un lungo ventennio di “riforme”, che lo hanno reso precario e flessibile, senza offrire adeguate garanzie e tutele sociali? Per rispondere è necessario partire dal celebre Pacchetto Treu del 1997 e proseguire fino ai recenti decreti del Jobs Act del Governo Renzi e del Ministro Poletti, che intendono approvare per la metà del 2016 uno “Statuto per il lavoro autonomo non imprenditoriale”.

Perché tutte queste innovazioni normative non sembrano prendere in considerazione la “grande trasformazione” imposta delle nuove tecnologie digitali dell'informazione e comunicazione, con il conseguente declino della società salariale e dell'istituto della subordinazione.

Sono sempre più diffusi i casi di soggetti individuali e collettivi che offrono le loro prestazioni direttamente sul web, ove si eseguono le transazioni, spesso sospesi tra lavoro gratuito e mancanza di garanzie. Nel mondo sono già alcune decine di milioni le persone impegnate nel cosiddetto crowd-work (lavoro online i cui i richiedenti designati postano i lavori disponibili per quella che è in pratica una forza lavoro globale a chiamata, a tutte le ore di tutti i giorni) e altre decine di milioni sono i “contratti a zero ore” (disponibilità assoluta, a semplice chiamata attraverso una app) e altri milioni sono persi nel “lavoro a rubinetto” (la produzione di servizi in forma completamente decentrata da parte di mini-imprese capaci di sfruttare app, cellulari e tecnologia).

Stiamo tutti diventando degli independent contractors, degli indipendenti nella rete?

Sembra essere questo il frutto avvelenato della sharing economy: quell'economia collaborativa che si muove tra possibile emancipazione individuale e collettiva e pericolose forme di auto-sfruttamento. Le trasformazioni del lavoro necessitano di un'adeguata politica che si confronti direttamente con possibilità di innovazione sociale, economica, istituzionale. È non è un caso che molti autori di riferimento a livello internazionale si interroghino sulla necessità di sperimentare un reddito di base universale come misura all'altezza della rivoluzione del lavoro che stiamo vivendo.

La tutela del lavoro autonomo e indipendente, infatti, non richiama solo problemi di equità e giustizia sociale, ma anche di libertà individuale e collettiva. Si tratta di definire una certa idea di società e di mettere le persone in condizione di poter dire “no” ai ricatti occupazionali e di scegliere, il più possibile, tempi, contenuti e modalità, del “proprio” contributo alla giornata lavorativa sociale. Questo è il punto sviluppato nel presente volume, riprendendo un vivace dibattito italiano, europeo ed anche mondiale sul tema del “destino del diritto del lavoro” e dei sistemi di Welfare.

In questo libro si prova a raccontare la società che viene, partendo dall'urgenza condivisa di garantire l'autonomia delle persone nelle proprie scelte individuali e relazioni collettive.

giovedì 30 aprile 2015

SERGIO BOLOGNA: PRIMO MAGGIO, ANCHE I FREELANCE SONO IN FESTA

Sergio Bologna
 Il 1 maggio è la festa della dignità del lavoro, di donne e uomini che lavorano, da freelance, da dipendente, da intermittente, in condizione precaria. Tutti, senza distinzioni di contratto. Buon Primo Maggio - Pubblicato su Acta
***
Per più di un secolo il 1 maggio è stato la festa del lavoro. Oggi non è più chiaro se sia ancora una festività o una giornata come le altre. La scelta di inaugurare l’EXPO a Milano il 1 maggio e di fare appello al lavoro gratuito sembra quasi voler intenzionalmente distruggere uno dei simboli della civiltà occidentale.
Il 1 maggio è stata la festa della dignità del lavoro. Era nata da un grande movimento per le otto ore, con scioperi di massa, soprattutto negli Stati Uniti, brutali repressioni poliziesche, impiccagioni d’innocenti accusati di aver fomentato violenze. Alla fine il movimento operaio l’aveva spuntata e certi diritti, certi principi, sono diventati patrimonio comune. Nel secondo dopoguerra era diventata una festa di pace, con manifestazioni gioiose, una festa che accomunava tutti coloro che vivevano di un salario. Poi, dagli Anni 80, il clima è cambiato e il 1 maggio ha rischiato di diventare un rito nostalgico, perché la forma di lavoro subordinato si stava sgretolando, perché le forme di resistenza sindacale del vecchio movimento operaio erano armi spuntate.

giovedì 29 gennaio 2015

QUANDO L'ARBITRO RENZI FA AUTOGOL I FREELANCE SI RIVOLTANO

Roberto Ciccarelli - Oltre 3500 mes­saggi di pro­te­sta hanno inve­stito l’account twit­ter del pre­si­dente del Con­si­glio per chie­dere una solu­zione al cla­mo­roso auto­gol del governo sulle par­tite Iva. La sto­ria per tweet, imma­gini, post. La con­di­zione dei nuovi poveri a par­tita Iva rac­con­tata in uno storify (da Quinto Stato)


sabato 27 dicembre 2014

LEGGE DI STABILITA': AI FREELANCE NON RESTA CHE LA COALIZIONE

Sergio Bologna

Cari amici di Acta, cari colleghi,

il governo Renzi e la maggioranza parlamentare che lo sostiene – malgrado i non pochi amici che abbiamo là dentro, anche tra l’opposizione – ci ha bastonati più di quanto avessero fatto Prodi, Berlusconi e Monti. Ormai è chiaro che siamo un bancomat al quale è difficile rinunciare per chi cerca di cavar soldi dai cittadini dovunque può (e si vanta di diminuire le tasse).

Qualcuno di noi potrebbe pensare di rifarsi con una resa dei conti elettorale ma questo governo, a mio avviso, non ha nessuna intenzione di andare alle elezioni prima del 2017. Avrà tutto il tempo quindi di bastonarci ancora di più e noi dovremo subire, anche se le posizioni di Acta sono state condivise dal più ampio fronte di freelance mai costituito.

Dovremo subire noi ma dovranno subire anche tanti altri corpi intermedi, primi tra tutti i tre sindacati. Molte rappresentanze d’interessi verranno semplicemente cancellate, vedi Camere di Commercio. Questo governo ha avuto il mandato di bypassare l’apparato corporativo e consociativo su cui si è retta la nostra confusa e clientelare democrazia.  

giovedì 24 luglio 2014

LO SCIOPERO FISCALE DI DANIELA FREGOSI: "ANCHE I FREELANCE HANNO IL DIRITTO AD AMMALARSI"

Daniela Fregosi ha rotto il silenzio. Sostenuta da Acta, l'associazione dei freelance, questa consulente e formatrice toscana di 46 anni ha iniziato una protesta a nome delle lavoratrici e dei lavoratori autonomi colpiti da una grave malattia. Un tumore al seno, ad esempio, quello che l'ha colpita l'anno scorso facendo esplodere la vita insieme al suo lavoro. Dopo una lunga ricerca, raccontata sul blog Afrodite K (tumoreseno.blogspot.it), Daniela ha scoperto di avere diritto ad un'indennità di malattia pari a 13 euro netti al giorno, per 61 giorni, 794,46 euro in totale. Poi più nulla, perchè per lo stato non può durare più di 61 giorni.

Un lavoratore dipendente mantiene il suo stipendio e le spese della sua malattia vengono coperte dallo stato. Per un autonomo, invece, il risarcimento è irrisorio, non è prevista alcuna copertura pensionistica. In più dovrebbe versare l'anticipo sui contributi Inps, quelli previsti dalla gestione separata alla quale sono iscritti i freelance.

venerdì 9 maggio 2014

IL RITORNO DEL MUTUALISMO IN ITALIA: IL FUTURO E' PARTECIPAZIONE

La società di mutuo soccorso "Insieme Salute" compie vent'anni. Negli anni della crisi ha aumentato i suoi soci. Il progetto della mutua "Elisabetta Sandri" rivolto ai lavoratori indipendenti esclusi dal Welfare statale

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Gli iscritti alle società di mutuo soccorso sono aumentati in quattro anni del 70%. Nel 2010 erano poco meno di 600 mila. Secondo la Federazione Italiana Mutualità Integrativa Volontaria (FIMIV), oggi sono arrivati a quasi un milione. Un record impressionante prodotto dagli oltre 15 miliardi di tagli alla sanità pubblica dal 2010 ad oggi imposti dalle politiche di austerità e dal drastico peggioramento della condizione economica delle famiglie.

Nell’ultimo quinquennio sono nate oltre cento società di mutuo soccorso. Un accordo tra FIMIV e Confcooperative ha disposto che la mutualità sia finanziata dalle banche di credito cooperativo operanti in tutto il territorio nazionale, dalla Lombardia alla Puglia. Un altro fronte di sviluppo è quella dei contratti nazionali. Sono almeno cinquanta i rinnovi che prevedono forme di mutualità. Ci sono fondi che interessano gli operatori del commercio, i chimici o i metalmeccanici.

Ad avere influito sul rinnovato sviluppo del mutualismo sono state due decisioni. Dal 2008 due decreti varati dal governo prodi e poi da quello Berlusconi hanno autorizzato l'istituzione dei Fondi sanitari integrativi, in attuazione della riforma sanitaria del 1999. Una legge del 2012 ha poi aggiornato la normativa sul mutuo soccorso che risaliva al 1886 disponendo alcune norme fiscali per favorire la deducibilità delle spese per l'assistenza sanitaria integrativa per le aziende che la prevedono per i propri dipendenti (3600 euro circa a persona). Secondo la Fimiv le persone coinvolte nel welfare aziendale superano oggi i 14 milioni. Dieci anni fa erano non più di 3 milioni.

martedì 18 febbraio 2014

Il tumore non è uguale per tutti, la lotta per i diritti di Daniela Fregosi

Con l’Inps Daniela Fregosi, lavoratrice autonoma di 45 anni e formatrice da 20, ha dovuto creare una relazione necessariamente complicata. Quando nell’estate del 2013 le è stato diagnosticato un tumore al seno, Daniela ha iniziato la sua lotta personale contro la burocrazia e le ingiustizie del welfare italiano che, a differenza dei lavoratori dipendenti, non riconosce agli autonomi il diritto di curarsi per malattie così gravi.

«La mia vita è esplosa in poche settimane – racconta sul suo blog Afrodite K (tumoreseno.blogspot.it) Un carcinoma infiltrante alla mammella. Il mio corpo che si trasforma, un compagno che sparisce. Il lavoro e il mio conto in banca vanno in tilt». Da qui il titolo del blog, nato nel novembre 2013, che ricorda il robot della serie giapponese Mazinga Z, ben conosciuta da chi ha vissuto l’adolescenza tra gli anni Settanta e Ottanta: «Ecco come sono diventata Afrodite l'eroina dalle tette bioniche – scrive Daniela – che combatte per i diritti delle donne con il tumore al seno. Afrodite, ma non con la «A», con la K, come carcinoma».


I liberi professionisti con la partita Iva non dispongono di «ammortizzatori sociali» in caso di malattie gravi come quella di Daniela. Quando si ammalano, e succede spesso, come per tutti gli esseri umani, «devono essere sempre splendidi, sanissimi, smaglianti, superperformanti, pieni di lavoro e richiestissimi». Se nelle loro parole appare un disagio, o la confessione dell’indicibile, un cancro, devono tenerseli per sè. Per timore di «rovinarsi il mercato», di non ricevere più incarichi o commesse.

Daniela ha invece rovesciato il tavolo, e non ha accettato di restare nell’invisibilità dove gli autonomi a partita Iva, e iscritti alla gestione separata dell’Inps, sono abituati a restare nascosti - per abitudine o per status. Ha iniziato a raccontare il suo «viaggio terrificante» sul blog, descrivendo le giornate nelle file interminabili ai patronati con utenti disorientati in cerca di informazioni. Racconta le attese ai call center dell’Inps dove, come spesso accade ai lavoratori autonomi - documentatissimi e consapevoli dei diritti che mancano - di spiegare ai funzionari dietro il vetro l’ultima circolare del maggio 2013 sui lavoratori autonomi.

Alla fine di questo pellegrinaggio, questo è stato il risultato: «Finalmente ricevo il saldo complessivo delle due indennità di malattia il 20 gennaio 2014 - scrive Daniela - totale giorni indennizzati 61 (è la regola più di 61 in un anno non te ne danno, meno male che il 2013 è finito sennò m’attaccavo). La cifra totale è di 794,46 euro per una media di circa 13 euro al giorno».

Se sei una lavoratrice autonoma in Italia, hai il diritto di essere curata per un cancro solo per 61 giorni e non per tutta la durata della malattia. In più gli autonomi sono costretti a continuare a pagare gli anticipi Inps e quelli Irpef anche se non possono più lavorare. Ma questo non basta perché, viste le file interminabili negli ospedali pubblici, anche l’autonomo sarebbe tentato di rivolgersi ai privati. Oltre al fisco implacabile, allora deve pagare anche queste cure.

Daniela ha reagito e promuove la disobbedienza fiscale per gli autonomi ammalati in cambio del riconoscimento dei diritti. Ha anche lanciato una petizione su change.org che ha raccolto ad oggi 4.055 sostenitori (ne servono altri 10.945 mila). Chiede la revisione delle norme attuali per tutelare almeno le situazioni di malattie adeguatamente documentate e la possibilità di sospendere tutti i pagamenti inps e irpef durante la malattia.

Altro punto della sua battaglia è la richiesta di un indennizzo relativo alla malattia uguale a quello stabilito per la degenza ospedaliera quando ci si deve sottoporre a terapie invasive (chemio, radio). Daniela è una socia dell’associazione dei consulenti del terziario avanzato (Acta) che dal 2004 è impegnata nella battaglia a favore della crescita della coscienza del Quinto Stato tra i lavoratori autonomi.

A partire dai diritti sociali non riconosciuti a chi non ha un contratto da dipendente. Questi lavoratori indipendenti vivono come «cittadini di serie B», cioè come apolidi fuori dalla costituzione che nell’articolo 32 e nel 38 stabilisce il diritto alla cura e all’assistenza universali per tutti, sia per le partite Iva, che per i dipendenti e tutti i precari. Daniela sa che la sua battaglia ha un valore europeo e infatti cita la risoluzione del parlamento europeo del 14 gennaio 2014 che chiede a tutti gli Stati membri di garantire la sicurezza sociale a tutti i lavoratori, dunque anche agli autonomi - oltre il 15% dell’occupazione totale nell’Ue - che per la prima volta vengono riconosciuti come lavoratori in quanto tali.

Roberto Ciccarelli

mercoledì 5 febbraio 2014

ALZA IL VOLUME, NASCE IL MANIFESTO DEI FREELANCERS EUROPEI

E' partita la campagna di crowdfunding organizzata dall’EFIP, UN movimento europeo dei freelancer, promosso da associazioni in Italia, Germania, Inghilterra, Olanda, Belgio e Francia.


"Stiamo costruendo un movimento dei freelancers europei. Perché abbiamo bisogno di una voce comune affinché i politici europei inizino ad ascoltare i nostri problemi. Da soli, siamo ignorabili. Insieme, siamo più forti. Per fare partire il movimento, abbiamo bisogno di un sito che ci aiuti a realizzare la nostra campagna. Un sito dopo i/le lavorator* indipendenti possano unirsi firmando un freelancers manifesto"




mercoledì 8 gennaio 2014

CORSO ITALIA CAMBIA VERSO

La segretaria Cgil Susanna Camusso
Giuseppe Allegri

È indubbio che il gioco d’astuzia stia funzionando a Matteo Renzi. In attesa della proposta ufficiale sul Job Act che arriverà a metà gennaio, il segretario Pd ha ormai riscosso l’interesse del maggiore sindacato italiano. Quella Cgil che è in grado di bloccare, o favorire, qualsiasi riforma, o pseudo tale. E non solo del lavoro. Renzi sa benissimo che tra Cgil e Pd esiste un rapporto tanto simbiotico, quanto polemico. Al punto che il traghettatore dal fallimento di Bersani è stato Guglielmo Epifani, segretario della stessa Cgil fino al 2010.

L’iniziale diffidenza oggi sembra essere svanita a favore di un reciproco ascolto, anzi di un gioco delle parti con la Cgil. L’anno si riapre così come si era concluso: a dicembre Renzi aveva incassato il consenso sul «contratto unico a tempo indeterminato» da parte di Maurizio Landini, il segretario Fiom e leader della sinistra Cgil. Ieri, in un’intervista alla Stampa, la segretaria Cgil Susanna Camusso sembra avere preso sul serio Renzi, sebbene le indicazioni del Pd restino ancora vaghe.

giovedì 31 ottobre 2013

LA RIVOLTA DELLE PARTITE IVA


Il mondo del lavoro indipendente si mobilita contro una delle peggiori norme contenute nella riforma Fornero delle pensioni: l'aumento di un punto dell'aliquota previdenziale per le partite Iva iscritte alla gestione separata dell'Inps a partire dal 1 gennaio e di cinque punti entro il 2018, dall'attuale 27,72% al 33%. Per la prima volta nella storia repubblicana, oltre trecento associazioni e gruppi organizzati del lavoro autonomo e professionale diventano protagoniste di un'azione politica congiunta e vengono supportate, elemento ulteriore di novità, dalla Cgil e dalla Uil. 

giovedì 3 ottobre 2013

CGIL: E' IN CORSO UN RISVEGLIO SUL LAVORO DELLA CONOSCENZA?

Sergio Bologna

Oggi e domani si svolgeranno a Roma i lavori della Consulta delle professioni della CGIL. Il maggior sindacato italiano, dopo decenni di letargo, ha ritenuto che la rappresentanza dei professionisti autonomi, con o senza Ordine, e del complesso mondo degli “atipici” e delle Partite Iva, rientrasse nei suoi compiti istituzionali. Preoccupato forse che questo mondo trovasse forme di rappresentanza libere da tutors politici in grado di porsi come interlocutori del governo e delle imprese. 

Quale prezzo abbiano pagato milioni di lavoratori, soprattutto giovani, per questo prolungato ritardo, è ben conosciuto. Non è certo solo responsabilità della CGIL ma di tutti e tre i sindacati confederali se l’immagine del mondo del lavoro è stata falsata e ridotta solo all’universo del lavoro dipendente, a causa di questo letargo, non è solo responsabilità dei sindacati confederali ma dei governi degli ultimi venti anni se l’Italia si è riempita di forme di lavoro “atipiche” e “flessibili” che invece di garantire una piena occupazione ci hanno portato alla situazione catastrofica di oggi.

domenica 30 giugno 2013

LA LINEA D'OMBRA DELLA GENERAZIONE TQ



Salvo Barrano vive a Roma ed è il presidente dell'Associazione Nazionale Archeologi. Mattia Sullini, coworker, è il coordinatore di un FabLab e lavora a Firenze. Anna Soru è una ricercatrice freelance e coordina le attività dell'Associazione dei Consulenti del Terziario Avanzato di Milano. Sono lavoratori e lavoratrici autonome, formati e specializzati, pienamente inseriti nell'economia dei servizi immateriali, della condivisione, della formazione e della ricerca. 

Hanno tra i trenta e i quarantanni e rappresentano un segmento del quinto stato, cioè della società operosa composta da lavoratori indipendenti, anche di tipo professionale, che dovrebbero trainare un'economia basata sull'innovazione sociale. Il decreto sul lavoro del governo Letta ha tracciato una linea di confine molto precisa: gli under 29, nati dopo il 1983, che non sono diplomati, oppure sono disoccupati da almeno sei mesi o hanno una famiglia a carico, potranno godere di 650 euro al mese per due anni. Chi invece, come loro, è diplomato, laureato o specializzato è del tutto escluso, praticamente cancellato. 

domenica 3 febbraio 2013

IL SENSO DEL MUTUALISMO OLTRE IL SELF HELP E LA FINANZA


Il Decreto Sviluppo ha aggiornato la legge istitutiva delle Società di Mutuo Soccorso (Sms). Non accadeva dal 1886 e il nuovo provvedimento ha concentrato le loro attività al settore assistenziale e sanitario. Le Sms sono almeno 1.500 e dalla riforma sanitaria del 1999 conoscono una rinascita. È il caso di «Insieme Salute» che nel 2012 ha aumentato gli associati del 12%, passando da 10.500 a 12 mila soci in un anno. «E questo nonostante il gran numero di disdette delle convenzioni a causa della crisi – afferma Valerio Ceffa, direttore di Insieme Salute – Per noi è stata una sorpresa perché il Cda della mutua aveva deciso di congelare le tariffe per rispondere alle difficoltà economiche degli associati».

martedì 15 gennaio 2013

LO STATO DEL QUINTO STATO

Freelance e partite Iva, consulenti e liberi professionisti, non sono stati risparmiati dalla crisi. A un autonomo su due viene chiesto di lavorare senza alcuna retribuzione. I settori più colpiti: editoria, archeologia, architettura nel pubblico come nel privato. Una ricerca di Acta fa il punto

Cresce la richiesta di consulenze e prestazioni gratuite ai professionisti che lavorano a partita Iva con le imprese private e con il settore pubblico. È uno degli aspetti più significativi dell'analisi condotta dall'Associazione dei Consulenti del Terziario Avanzato (Acta) condotta su un campione di 744 persone (il 52,7% sono donne), residenti al Nord (62,9%), nate tra gli anni Sessanta e Settanta (rispettivamente il 29,8% e il 35,6%). Un lavoratore autonomo su due ha ricevuto nell'ultimo anno una richiesta di lavoro extra e gratuito. Nel 15,9% dei casi emerge una realtà sconcertante, ma sotto gli occhi di tutti: per i committenti, soprattutto enti di ricerca, università, enti pubblici e locali questa richiesta rientra nella normalità. Tra le partite Iva che lavorano nel campo dell'editoria, dell'archeologia e dell'architettura chi non accetta di lavorare gratis, soprattutto per un committente privato, è costretto a fare i conti con la concorrenza del lavoro gratuito. 

domenica 10 giugno 2012

CENERENTOLA SENZA LIETO FINE



Sergio Bologna

Sul sito tv.fanpage.it si leggeva un po’ di tempo fa:

"L’opera lirica "Cenerentola" di Rossini arriva sulla Rai grazie ad Andrea Andermann, lo stesso che ha portato il Rigoletto di Verdi in tv nel 2010: il progetto era già previsto per il 2011, ma arriva oggi a definizione con la scelta di musica, orchestra, ambientazione e regista. Quest’ultimo, ruolo importantissimo per la difficoltà nel mescolare cinema, lirica e televisione in opere di tale sorta, sarà ricoperto dall’orgoglio italiano Carlo Verdone, sin ora direttore dei suoi film e per la prima volta insignito di un sì prestigioso impegno.

Restano ancora sconosciuti i nomi degli attori che saranno coordinati dal romano e trapela solo la presenza, non confermata, di Ruggero Raimondi. "Dopo aver superato questo, girare un film sarà facilissimo" ammette Verdone, scelto come regista dell’opera anche per la stima che nutre verso il compositore Rossini. “Se ci fosse stato un altro compositore avrei detto no” dice il regista, senza peli sulla lingua, consapevole della grandiosità del progetto che andrà in onda in mondovisione. Le macchine da presa del romano si muoveranno tra Palazzo Reale a Torino, il parco regionale La Mandria, Villa dei laghi e la palazzina di caccia di Stupinigi, per il montaggio dei due momenti televisivi entro i quali si dislocherà l’opera: la diretta è prevista per il 3 giugno alle 20.30 e alle 23.30 e lunedì 4 alle 20.30. La coreografia della Cenerentola rossiniana sarà curata da Ennio Guarnieri, mentre le composizioni del celeberrimo musicista italiano verranno eseguite dai 64 elementi dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai con Gianluigi Gelmetti maestro d’orchestra".

Ed in effetti i telespettatori hanno potuto godere di questa nuova impresa della rete nazionale. Senonché, il giorno dopo la seconda emissione, "l’orgoglio italiano" Carlo Verdone riceveva questa lettera indirizzatagli dai lavoratori che avevano contribuito alla riuscita dello spettacolo:

"Ci chiediamo e chiediamo a Carlo Verdone, dopo la messa in scena della sua opera:

"Ma Lei è a conoscenza di tutto questo? Lei sa che il livello di barbarie contrattuale toccato in questa produzione non si era mai raggiunto, né a Torino né altrove in Italia, in nessun progetto Audiovisivo? I lavoratori, di ogni categoria,  che sono coinvolti lamentano arroganza, maleducazione, soprusi e ricatti.  Hanno subito vessazioni dall’inizio del loro rapporto con Rada Film sotto tutte le forme, la prima delle quali ovviamente è stata la minaccia di  "espulsione" in caso di lamentele. Usiamo  il temine "espulsione"  invece che "licenziamento"  non a caso, essendo per la maggior parte rimasti a lungo al lavoro prima di essere  assunti. Quindi privi di Collocamento e obblighi contributivi da parte della Rada Film.

I contratti non si sono visti per molti lavoratori, nonostante i quotidiani solleciti, e quando sono comparsi non erano  a regola. Non citano la paga, né la data di riscossione delle spettanze, né i termini dell’assicurazione obbligatoria, né l'orario di lavoro. Lei sa Sig. Verdone che nessuno ha ancora preso un Euro e alle richieste sul pagamento del dovuto viene loro risposto in modo vago ed approssimativo? Nel nostro Contratto Collettivo c'è l’obbligo di pagamento settimanale ai lavoratori. Ci sono persone che lavorano al Suo progetto da metà marzo e non hanno avuto un Euro di acconto. 

Molti importanti collaboratori della prima ora se ne sono andati scandalizzati dalle condizioni di lavoro  a cui erano chiamati a sottostare (tra questi Renato Berta, che avrebbe dovuto dirigere la fotografia, uno dei nomi illustri della recente storia del cinema, vincitore tra l’altro del ‘Donatello d’Oro’ del 2011 per il film di Martone ‘Noi ci credevamo’ N.d.A.). Lei sa che la Rada Film ha negato ai suoi collaboratori decine e decine di obblighi  giornalieri contributivi obbligatori?

Abbiamo letto tutti l’articolo di qualche giorno fa su "Repubblica – Torino" in cui si faceva cenno alla visita negli uffici di produzione dell’Ispettorato di Lavoro di Torino e da cui si deduceva (parole del direttore di produzione, Sig. Paolo Antonucci)  che gli Ispettori avevano trovato "tutto in regola".  Ecco, questo è il punto. Non si sa se l’Ispettorato del Lavoro sia stato convocato da qualche lavoratore scontento o da chissà chi, sta di fatto che tutto è successo in quell’Ispezione, tranne che trovare "tutto in regola". Lei lo sa, Sig. Verdone, che al momento dell’arrivo degli Ispettori di Lavoro negli uffici di Produzione sono state fatte "allontanare" in attesa della fine dei controlli  delle figure professionali che erano lì al lavoro,  perché non in regola e quindi c’era il timore che potessero essere testimoni scomodi? Molti  lavoratori chiamati "a giornata" non hanno mai dovuto presentare documenti di assunzione perché previsti completamente "in nero". In questa situazione Lei, Sig. Verdone, si è apprestato a condurre in porto la Sua Opera. Non sappiamo quanto frutterà alla Sua persona o alla Società di Produzione, e nemmeno vogliamo saperlo. Né sappiamo quanto reddito produrranno gli introiti pubblicitari derivanti da un progetto così grande, da andare in diretta mondiale. Ma sappiamo che tutto questo è stato fatto sulla pelle di tanti lavoratori onesti, professionali  e precari che meritavano un trattamento migliore, quantomeno in termini di dignità e di legalità".

A scrivere questa lettera è stato il S.A.L.A. Sindacato Autonomo Lavoratori Audiovisivo.

Nella nostra Associazione ci sono parecchi soci a partita Iva che lavorano nel settore audiovisivo e le "regole" che vigono in questo mercato le conoscono bene. Come quella di coinvolgere dei tecnici, degli specialisti, in un progetto interessante, fare leva sulla loro passione per il lavoro, cominciare a definire il progetto in tutti i dettagli... e poi un giorno arriva la notizia "scusate, ma il finanziatore ha cambiato idea, ha problemi, però forse ne riparliamo tra qualche mese... il vostro lavoro non andrà perduto... siete bravissimi". Mesi di lavoro gratis con il miraggio di un contratto che verrà. E se chiedete a uno di questi soci: "Ma perché continui a cascarci, perché non ti sei fatto fare subito un contratto?", allargano le braccia e rispondono "O metti in conto tre bidoni prima che un progetto vada in porto o non lavori..."

Per i nostri soci che lavorano a Partita Iva la situazione è ancora più difficile. Il rapporto è quasi sempre con Agenzie, farsi "collocare" sta diventando un miraggio, la botta degli aumenti alla Gestione Separata li costringerà a gettare la spugna. E qualcuno ormai ha deciso di emigrare...

Godetevi la conferenza stampa di Andermann:


giovedì 22 marzo 2012

domenica 1 gennaio 2012

NOI SIAMO IL QUINTO STATO

Nasce l'idea dell'UNIONE DEGLI INDIPENDENTI in Italia. Sul modello del sindacato fondato nel 1995 a New York da Sara Horowitz, una rete composta da associazioni e movimenti lancia un progetto che prenderà corpo nel 2012, che si preannuncia l'anno più duro della crisi. La rete composta dal nodo romano dell'Associazione dei  consulenti del terziario avanzato (Acta), dai progettisti della comunicazione visiva (i grafici di Aiap), insieme al teatro Valle Occupato, i lavoratori dell'arte di Milano, oltre ad un folto numero di sigle che gravitano nell'universo del lavoro indipendente, o nella zona grigia dove la subordinazione si confonde constantemente con l'autonomia sul lavoro, (i traduttori, i giornalisti o gli informatici, ad esempio) intende promuovere un nuovo metodo per rispondere alla domanda di tutela e di garanzia di oltre 300 mila persone che a Roma svolgono questo tipo di attività. (Le immagini sono di Felipe Goycoolea. Il film completo è sul canale Furiacervelli

LA SFIDA DEI LAVORATORI INDIPENDENTI

Inchiesta furiosa. Lunedì 19 dicembre a Porta Futuro a Roma, le associazioni, le reti e i movimenti del lavoro indipendenti si incontrano per valutare insieme la possibilità di creare una "Freelancers Union". Gli indipendenti spiegano le loro ragioni e parlano di un paese invisibile e inascoltato, schiacciato dalla crisi e privo di ogni forma di tutela e anche di coscienza.

Nel 2011, Roma è stata il crocevia dei movimenti dei lavoratori della conoscenza. L’occupazione del teatro Valle il 14 giugno scorso è una delle punte più avanzate di un sommovimento sociale in un mondo, per lo più invisibile e non rappresentato nel lavoro come nella società, dove vivono almeno 240 mila persone (ma i dati risalgono al 2008, quindi prima della crisi).

mercoledì 21 dicembre 2011

Contro la metafisica della precarietà

Contro la metafisica della precarietà: "Questa strada porterebbe molto lontani dalle opposte ortodossie che oggi si sfidano nell’arena del precariato. Ma per quello che siamo in grado di capire, non c’è dubbio che queste parole restituiscano il “precariato” al suo essere una rappresentazione sociale e giuridica, un “frame” per uniformare una pluralità di condizioni (anche lavorative) ad uno standard usato a sproposito, come se si trattasse del vecchio Dio nelle dispute teologiche della Seconda Scolastica".