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venerdì 8 febbraio 2013

LA TELEFONATA (DI ICHINO): FANTASTICHERIA DEL FREELANCE SOLITARIO:


Pubblichiamo l'introduzione alla Furia dei cervelli, scritta nel settembre 2011, come atto di solidarietà, complicità e cospirazione con Chiara Di Domenico, amica, sorella e compagna. Nel suo appassionato intervento sul precariato, ad una convention elettorale del Pd, ha detto:


"La verità è scandalosa, ma lo status quo è osceno. Io mi sono stufata di vedere mogli di, figli di, fratelli di nei posti migliori. Io faccio nomi e cognomi: Giulia Ichino, a 23 annì, è stata assunta come editor della mondadori. Della più grande casa editrice italiana, a soli 23 anni, mentre un mio amico, giornalista precario per un quotidiano di sinistra, resterà precario chissà fino a quando".
La risposta dell'editor che quest'anno ha vinto il premio Strega con il libro "Inseparabili" di Alessandro Piperno non si è fatta attendere. Oggi è stata intervistata da molti giornali dove ha potuto esporre il suo punto di vista. Una reazione apparentemente spropositata, un'inusitata dimostrazione di potenza, per giustificarsi alla luce delle parole di Chiara. Al di là delle sue ragioni, raccontiamo un incontro con l'illustre genitore. Perché oggi il lavoro (culturale) - o il "mestiere" - non è forse solo una questione di parentela.

mercoledì 25 gennaio 2012

MARTONE: RITRATTO DEL VICEMINISTRO CHE SMENTI' PIETRO ICHINO

Giuseppe Allegri e Roberto Ciccarelli


Apologo sull'enfant prodige del governo dei Professori. Già protagonista del fallimentare serial tv il "contratto", il sacro graal dei precari, la nomina a viceministro al Welfare di Michel Martone, figlio di Antonio Martone presidente della Civit, segna una sconfitta della linea culturale e politica di Pietro Ichino, più volte considerato ministro in pectore del Lavoro del governo Monti. Scopriamo il perché.

giovedì 12 gennaio 2012

REDDITO DI BASE: L'ANTIDOTO CONTRO IL GENOCIDIO ITALIANO


Giuseppe Allegri

Il governo Monti proporrà nuovi ammortizzatori sociali e la ministra Fornero è una fan del reddito minimo (ma condizionato). I sindacati, un tempo fieramente contrari, oggi ne parlano, ma anche loro mettono condizioni. Tutti parlano di un reddito condizionato dall’obbligo di accettare qualunque attività lavorativa. Confindustria nega che ci siano "troppi precari" e "non è vero che ci sono troppi contratti atipici". Proponiamo la recensione all'ultimo libro di Giuseppe Bronzini, l'unico a prospettare soluzioni chiare, realistiche e giuste contro il genocidio di un terzo della forza-lavoro attiva in Italia.

***

È da segnalare con estrema attenzione e interesse il volume di Giuseppe Bronzini, Il reddito di cittadinanza. Una proposta per l’Italia e per l’Europa, perché non avrebbe potuto esserci momento più adatto per la sua pubblicazione, nel pieno di una crisi che diffonde povertà e insicurezza, con le timide proposte di un Governo, come quello Monti-Napolitano, che vorrebbe tenere insieme equità e rigore di bilancio, evocando sacrifici e «riforma del ciclo di vita», ma anche l’introduzione di «un reddito minimo garantito per chi è senza lavoro» (in tutti e due i casi è il Ministro del Lavoro Elsa Fornero a parlare).