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mercoledì 20 marzo 2013

SPENDING REVIEW: 295 MILIARDI DI NUOVI TAGLI ASPETTANO IL PROSSIMO GOVERNO

Da una «spending review» ci si aspetterebbe il taglio delle spese improduttive dello Stato. Tanto per fare un esempio: i 10 miliardi di euro destinati all’acquisto di 90 cacciabombardieri F35, oppure il rimborso per i farmaci di «marca». In Italia, come nel resto dell’Europa meridionale, invece no. La via dell’austerità passa per un nuovo taglio alla spesa pubblica da 295 miliardi di euro. 


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lunedì 7 gennaio 2013

UN ANNO A CACCIA DEI SEGNALI DEBOLI PER BATTERE LA CRISI

Aldo Bonomi*


pubblichiamo qui un intervento di Aldo Bonomi uscito sul Sole 24 ore il 6 gennaio 2013 che, a partire anche da una lettura de La furia dei cervelli, interroga le possibilità di presa di parola collettiva del Quinto Stato nell'anno che verrà: un buon auspicio per cominciare questo 2013
 
Non è facile iniziar l'anno in tempi dominati da passioni tristi e retoriche della “grande contrazione”. Producono un'antropologia che partendo dallo Stato indebitato fa apparire “l'uomo indebitato” come soggetto unico. Credo sia questa la vera questione sociale, per stare al messaggio di fine anno del presidente della Repubblica. Hai voglia a scavare nei microcosmi o a rivisitare distretti produttivi, cercando, come insegna Arnaldo Bagnasco, tracce di comunità. O alzare lo sguardo dal territorio verso la dimensione meso delle Regioni viaggiando nell'Italia della resilienza. O guardare al mutamento delle città, da quelle metropolitane alle cento città empatiche con lo sviluppo territoriale, tracciando filamenti di smart city che si rapportano con la green economy che verrà. Avverti che il racconto è difficile. Prigioniero del pendolo della denuncia, dell'aumento delle povertà, dei suicidi di quelli che non hanno retto sino alle lotte estreme degli operai sulle gru e nelle miniere, e del rendere visibili i casi di successo, dalle medie imprese che vanno bene nell'export alle start up dei giovani che ce la fanno.

domenica 5 agosto 2012

LE ILLUSIONI PERDUTE DELLA GENERAZIONE TRENTA-QUARANTA

Il manifesto dei Trenta-Quarantenni che si autodefiniscono "generazione perduta" stringe il cuore e impone rispetto. Rispetto per il "dramma" di "dieci milioni di italiani" che, giunti alla mezza età, sono "senza speranze né futuro". Rispetto per l'istinto di auto-compatimento che s'impadronisce di una vita quando si accorge di essere "il risultato di un esperimento dall'esito fallimentare, che ha avuto per laboratorio il Paese intero e noi come cavie". Rispetto per chi, in nome della "questione generazionale", avanza come Prometeo contro "chi pretende di tenerci ancora ai margini delle decisioni che riguardano il nostro presente ed il nostro futuro e quindi quello del Paese". 

giovedì 28 giugno 2012

LAPSUS, PASSI FALSI E GAFFE NELLA RIFORMA DEL LAVORO


Roberto Ciccarelli

Nella riforma del lavoro approvata ieri alla Camera, e nelle dichiarazioni del ministro Fornero che l'ha battezzata, emerge un piano impalpabile, addirittura psicoanalitico, di cose dette e poi negate, di pensieri inconfessabili eppur sospirati attraverso la produzione di "gaffe".

Psicoanalisi della Gaffe
Stiliamo una fenomenologia breve della "gaffe", abbozzando un'improvvisata psicoanalisi a partire dall'etimo della parola. Gaffe, apprendiamo, è balordaggine, sproposito, granchio, ma anche sbaglio, topica, equivoco, granchio, azione o espressione inopportuna, atto o parole che rivelino inesperienza o goffaggine. In francese significa afferare con il gancio o gaffa (lunga pertica con due rami, uno diretto e l'altro ricurvo che serve ad agganciare la barca). In italiano "gaffe" si dice anche "gaffa" e deriva dal longobardo "gairo", punta di giavellotto, o "gancio d'accosto".

Una lettura sintomale di questi atti mancati, pulsioni che girano a vuoto, che scambiano la verità per senso comune e la propria banalità per ragione incarnata, racconta meglio questo paese, e la mentalità di chi lo governa, di quanto non facciano i singoli provvedimenti contenuti nella riforma.

giovedì 21 giugno 2012

DDL FORNERO: CHIAMATELA RIFORMA "DAMIANO-TREU"




Giuseppe Allegri*

Converrà chiamare “Riforma Damiano-Treu” il Disegno di legge sul “mercato del lavoro” attualmente in discussione alla Camera dei Deputati e comunemente definito “Riforma Monti-Fornero”, soprattutto dinanzi all'inspiegabile urgenza di una sua approvazione a tappe forzate, che i due parlamentari del PD, Relatori della legge, l'uno – Tiziano Treu – al Senato, l'altro – Cesare Damiano – alla Camera, hanno sapientemente inserito nelle corsie preferenziali di lavori parlamentari altrimenti immobili e rissosi. 

«Devo arrivare al Consiglio europeo del 28 giugno con la riforma del mercato del lavoro, altrimenti l'Italia perde punti». Quella riforma del Welfare «presto verrà rivalutata anche da coloro che, pur avendola confezionata partecipando alle consultazioni, ora la criticano». Così si è espresso, lapidario e proverbiale, il Premier di unità nazionale Mario Monti lo scorso sabato 16 giugno, ospite de “La Repubblica delle idee”. 

Evidentemente dicono molte verità queste due affermazion:

Da una parte la consapevolezza che l'unica “riforma” che questo Governo agonizzante può incassare è quella sul “mercato del lavoro in una prospettiva di crescita”, come recita il DdL presentato mesi fa al Senato da Fornero e Monti. Sembra un titolo beffardo per un Paese che entra nel quarto trimestre consecutivo di recessione, in cui l'unica cosa che cresce è la disoccupazione, prossima all'11%, mentre quella giovanile è già intorno al 35%. Sicuramente è un successo assai misero per una maggioranza governativa da grande coalizione, chiamata ad approvare “riforme di struttura” e “salvare il Paese”.

Dall'altra la certezza che le parti sociali - il patto dei produttori, di sindacati confederali e Confindustria – hanno contribuito attivamente in sede di mediazione parlamentare del testo (soprattutto tramite il Relatore al Senato, l'on. Tiziano Treu e la sua sapiente mannaia taglia-emendamenti) ed ora fingono – invero in modo assai timido – un'opposizione di facciata, dinanzi al precipitare delle condizioni di vita e sopravvivenza delle persone, ancor prima di poterle pensare “forza lavoro”.

domenica 12 febbraio 2012

ITALIANI BRAVA GENTE

giovedì 2 febbraio 2012

OMORITMIA: LO HUMOR NERO SUL POSTO FISSO

mercoledì 1 febbraio 2012

MERITI DI PIU DI UN POSTO GARANTITO CHE NON AVRAI


e data l'ora
l'aspetto
la cattiva reputazione
le voglie sconfinate
la necessità di infinito
raffina i sentimenti/raffina i sentimenti
trasgredisci i rituali/trasgredisci i rituali
vali molto di più
di un aumento economico
meriti di più di un posto garantito
che non avrai che non avrai/che non avrai/che non avrai/che non avrai/che non avrai/che non avrai/che non avrai

grande è la confusione
sopra e sotto il cielo
osare l'impossibile osare
osare perdere
grande è l'impossibile
osare la confusione
il cielo sopra e sotto
ci si può solo perdere
CI SI PUÒ SOLO PERDERE

martedì 24 gennaio 2012

LA "LAUREA "CARTA STRACCIA", FANTASMA DEI LIBERALIZZATORI

Roberto Ciccarelli

La laurea “carta straccia”, fantasma dei liberalizzatori

Sul valore legale del titolo di laurea il governo non si è espresso nel dl semplificazioni, ma deciderà dopo una consultazione pubblica sul tema. In attesa, un'inchiesta sul progetto che mescola tarde suggestioni liberiste e prevedibili ricadute corporative.

giovedì 12 gennaio 2012

REDDITO DI BASE: L'ANTIDOTO CONTRO IL GENOCIDIO ITALIANO


Giuseppe Allegri

Il governo Monti proporrà nuovi ammortizzatori sociali e la ministra Fornero è una fan del reddito minimo (ma condizionato). I sindacati, un tempo fieramente contrari, oggi ne parlano, ma anche loro mettono condizioni. Tutti parlano di un reddito condizionato dall’obbligo di accettare qualunque attività lavorativa. Confindustria nega che ci siano "troppi precari" e "non è vero che ci sono troppi contratti atipici". Proponiamo la recensione all'ultimo libro di Giuseppe Bronzini, l'unico a prospettare soluzioni chiare, realistiche e giuste contro il genocidio di un terzo della forza-lavoro attiva in Italia.

***

È da segnalare con estrema attenzione e interesse il volume di Giuseppe Bronzini, Il reddito di cittadinanza. Una proposta per l’Italia e per l’Europa, perché non avrebbe potuto esserci momento più adatto per la sua pubblicazione, nel pieno di una crisi che diffonde povertà e insicurezza, con le timide proposte di un Governo, come quello Monti-Napolitano, che vorrebbe tenere insieme equità e rigore di bilancio, evocando sacrifici e «riforma del ciclo di vita», ma anche l’introduzione di «un reddito minimo garantito per chi è senza lavoro» (in tutti e due i casi è il Ministro del Lavoro Elsa Fornero a parlare).