Largo Settimio Passamonti è un fazzoletto d'asfalto sotto una rampa della tangenziale che separa San Lorenzo dagli ex depositi ferroviari dove l'università della Sapienza ha inaugurato enormi aule deprimenti per gli studenti. È difficile vederlo per chi arriva in moto o con l'auto, anche se è da tutti considerato come la porta di uno dei quartieri più antifascisti della Capitale. Da sempre su un muro si legge una scritta cubitale: «Lode e gloria. Viva i partigiani». Nella notte tra il 24 e il 25 aprile questo murale è stato imbrattato da una mano di vernice bianca.
L'atto vandalico è stato rivendicato dal gruppo di estrema destra «Milizia» con una telefonata all'Ansa alle 3,27. Non è la prima volta. Regolarmente, ogni anno, a poche ore dal tradizionale corteo del 25 aprile organizzato dall'Anpi, su questo murale si gioca una disfida simbolica tra la mano fascista che lo ricopre di insulti e fasci littori e la mano «partigiana» che ripristina il saluto vibrante. Scritte simili esistono anche a Garbatella, altra casamatta dell'antifascismo romano, ma a San Lorenzo questa lotta assume un sapore particolare.
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venerdì 26 aprile 2013
DA SAN LORENZO A CINECITTA': GEOGRAFIA AFFETTIVA DELLA RESISTENZA A ROMA
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