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venerdì 14 dicembre 2012

IL CRACK CHE VIENE DAL MARE

Sergio Bologna

Dal sito della fondazione Micheletti (Altronovecento) L' inchiesta dell'autore de "Le multinazionali del mare" (Egea), consulente del Comitato Scientifico per la stesura delle linee d’indirizzo del Piano nazionale della Logistica, membro del Comitato Scientifico della Fondazione “Luigi Micheletti” di Brescia e storico del movimento operaio. Un nuovo approfondimento sulla bolla finanziaria dello shipping dopo Costa Concordia, la "movida" galleggiante"

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HSH Nordbank ha nel suo settore di business un po’ il valore simbolico che Lehman Brothers aveva nel settore dei derivati. Ci troviamo di fronte al ripetersi di un copione già conosciuto ma la grande differenza tra il 2008 ed oggi è che allora la paralisi aveva colpito il circuito immateriale e virtuale del denaro, oggi colpisce il circuito fisico delle merci, dunque potrebbe essere più spettacolare, più”visibile” e creare ostacoli alla globalizzazione più consistenti e duraturi. Come scrive un importante operatore su “Lloyd’s List”: 


“Questa sarà la peggiore crisi della navigazione di linea da quando, 40 anni fa, è iniziata l’epoca del container” ed aggiunge “gran parte della responsabilità ricade su quei governi che hanno concesso agevolazioni fiscali a chi investe nelle navi”.

Ma per capire le dinamiche interne di questa crisi è necessario capire il rapporto tra la nave come prodotto industriale e la nave come prodotto finanziario sullo sfondo del cosiddetto “gigantismo navale”, cioè della tendenza inarrestabile a costruire unità sempre più grandi. Dopo la bolla immobiliare e dei mutui sub prime, la bolla dello shipping nel settore dei container. L’epicentro si è spostato da New York ad Amburgo