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domenica 9 agosto 2015

NON BASTA DIRE NO ALL'AUSTERITA' PER LIBERARSENE

Roberto Ciccarelli

Saggi. Elettra Stimilli, Debito e Colpa (Ediesse): il superamento dell'austerità non è una questione meramente economica, ma dipende dalla trasformazione etica e politica del soggetto. Senza questo cambiamento, che si viva in un regime economico neoliberista, o in uno neo-keynesiano, non esistono le condizioni per rovesciare l’austerità alimentata dalle sue stesse vittime.

L'austerità in Grecia dimostra che il debito non è una condizione emendabile, come la Troika e tutti i governi europei fingono di sostenere. L’esigenza della sua ristrutturazione, posta con forza dal governo Tsipras e rifiutata dalle cosiddette «istituzioni», risponde ad una necessità insuperabile ed è stata riconosciuta dai maggiori economisti, oltre che dalle posizioni del Fondo Monetario Internazionale.

Qualora ciò avvenisse, e non è certo detto, anche le politiche di rilancio economico di stampo neo-keynesiano, portate ad esempio di un’alternativa possibile, rischierebbero di perpetrare il dispositivo dell’economia del consumo strettamente connessa a quella del debito. Anche nel caso in cui questa strada fosse presa, il problema del debito resterebbe infatti sul tavolo. Le politiche dell’austerità non sono riducibili solo a un problema economico. Si rivolgono, invece, alla vita etica e a quella sociale dei soggetti che sono governati attraverso un crudele rito teologico-politico basato sull’amministrazione dei crediti e dei debiti di ciascuno.

lunedì 11 febbraio 2013

IN ATTESA DI UNA RIVOLUZIONE (POLITICA), POSSIAMO RENDERE SOSTENIBILE LA PRECARIETÀ'?


Sergio Bologna

I candidati del PD, di SEL, di Rivoluzione civile, hanno letto questo libretto: In-flessibili. Guida pratica della CGIL per la contrattazione collettiva inclusiva e per la tutela individuale del lavoro? Se non lo hanno ancora fatto, lo facciano. Diranno, sul problema drammatico dell’occupazione e dei diritti di chi lavora, qualcosa di meno generico di quanto i più volonterosi tra di loro vanno dicendo in queste settimane pre-elettorali. 

Ma dovrebbero leggerlo anche i lavoratori con contratti “atipici” e i lavoratori autonomi con partita Iva, perché il testo lascia intravedere, a mio avviso, la possibilità di una svolta molto importante nella storia della CGIL o, meglio, la esplicita, perché il cambiamento in questi anni c’è stato ma era sotterraneo, non ancora legittimato dai vertici, e dunque non effettivo. Ora, che questo libretto, concepito come manuale per la “contrattazione inclusiva” ad uso dei quadri intermedi del sindacato, delle RSU e dei delegati, sia presentato da due segretari nazionali, dimostra che ci troviamo di fronte a una possibile inversione di rotta di cui la Direzione CGIL è ben consapevole. Ma di quale svolta si tratta?