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Renzi e Farinetti in basso a sinistra
apertura di Eataly Firenze |
Roberto Ciccarelli
Eataly Firenze, primo sciopero contro l'impresa (e la filosofia) new age di Farinetti. I protagonisti sono i giovani dipendenti che non vedranno rinnovato il loro contratto a fine agosto, così come il 50 per cento degli assunti dall’apertura del negozio nel dicembre 2013
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Primo sciopero della breve storia di Eataly a Firenze, la filiale più simbolica che c'è nell'impresa fondata dal pilastro dell'imprenditoria renziana Natale detto Oscar Farinetti, nel centro della città che ha lanciato l'avventura politica dell'attuale presidente del Consiglio.
La protesta di due giorni, sabato 30 e domenica 31 agosto, è stata decisa da alcuni giovani dipendenti, assunti con contratti a termine attraverso un'agenzia interinale, ai quali l'azienda ha comunicato che non saranno rinnovati. Con loro, sostengono i lavoratori ci sono «altri 60 ragazzi, in pratica il 50% del personale del negozio».
Il negozio di Firenze è stato inaugurato a dicembre 2013 dal patron Oscar Farinetti e dall'allora sindaco Matteo Renzi, dopo la ristrutturazione dei locali della libreria Martelli. In precedenza questi locali si chiamavano Marzocco, e prima ancora Bemporad, dal nome dello storico editore che pubblicò «Le avventure di Pinocchio» di Carlo Collodi.