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sabato 27 settembre 2014

MODELLO FARINETTI, IL LAVORO MADE IN EATALY


Roberto Ciccarelli

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Il modello Farinetti raccontato da dentro, un’inchiesta vecchio stile scritta dai lavoratori. La gestione del personale al tempo del Jobs Act: non serve licenziare, basta non rinnovare
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Il talento di Oscar Farinetti, patron di Eataly, è quello di far parlare di sé. L’imprenditore considerato vicino al presidente del Consiglio Matteo Renzi, ci è riuscito un’altra volta quando ha assicurato che «l’articolo 18 va bene così com’è». Apparentemente sembra avere preso le distanze dall’osmosi con Renzi e la maggioranza del Pd, impegnati nella crociata anti-sindacale sulla norma più simbolica, e meno frequentata, del diritto del lavoro italiano.

sabato 30 agosto 2014

LA NATURA SOPRA DI ME, EATALY DENTRO DI ME

Renzi e Farinetti in basso a sinistra
apertura di Eataly Firenze
Roberto Ciccarelli

Eataly Firenze, primo sciopero contro l'impresa (e la filosofia) new age di Farinetti. I protagonisti sono i giovani dipendenti che non vedranno rinnovato il loro contratto a fine agosto, così come il 50 per cento degli assunti dall’apertura del negozio nel dicembre 2013

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Primo sciopero della breve storia di Eataly a Firenze, la filiale più simbolica che c'è nell'impresa fondata dal pilastro dell'imprenditoria renziana Natale detto Oscar Farinetti, nel centro della città che ha lanciato l'avventura politica dell'attuale presidente del Consiglio.

La protesta di due giorni, sabato 30 e domenica 31 agosto, è stata decisa da alcuni giovani dipendenti, assunti con contratti a termine attraverso un'agenzia interinale, ai quali l'azienda ha comunicato che non saranno rinnovati. Con loro, sostengono i lavoratori ci sono «altri 60 ragazzi, in pratica il 50% del personale del negozio».

Il negozio di Firenze è stato inaugurato a dicembre 2013 dal patron Oscar Farinetti e dall'allora sindaco Matteo Renzi, dopo la ristrutturazione dei locali della libreria Martelli. In precedenza questi locali si chiamavano Marzocco, e prima ancora Bemporad, dal nome dello storico editore che pubblicò «Le avventure di Pinocchio» di Carlo Collodi.

giovedì 21 novembre 2013

WILDCAT STRIKE! CHE IL LAVORO COMINCI A RIBELLARSI


Sergio Bologna
“Rotterdam, 20 ottobre 2013, ore 23,00. Buonasera, ci pregiamo informare i nostri clienti che un’azione di sciopero selvaggio (wildcat strike) ci sta creando dei problemi e non sappiamo quanto potrà ancora durare”. Così si poteva leggere qualche settimana fa sul sito del maggior terminal container europeo, il Maasvlakte 2 di Rotterdam, gestito dal braccio operativo portuale della prima compagnia mondiale, la Maersk.
Gatto selvaggio, un termine che ricorda qualcosa a chi ha vissuto la stagione di lotte operaie in Italia nel ventennio 1960-80.
Ma quello di Rotterdam non è un episodio isolato. Se noi osserviamo la scena su una dimensione globale (l’unica dimensione accettabile quando si parla di shipping e di porti, che sono per loro natura, come la finanza e l’informatica, dei mercati globali), possiamo facilmente notare che questo settore ormai è investito da una conflittualità sempre più aspra. Non si tratta più di episodi di breve durata, di alcune ore di sciopero rapidamente risolte da una trattativa o semplicemente finite per stanchezza o paura da parte degli scioperanti. A Rotterdam la situazione si è normalizzata dopo alcune settimane.