L’Angelo Mai, il centro di cultura indipendente sequestrato dalla magistratura romana il 19 marzo scorso nell'ambito dell'inchiesta sul Comitato popolare di lotta per la casa per il reato di associazione a delinquere, è stato riaperto ieri mattina verso le 11. L’«Osteria di Pina» che, secondo l’accusa, sarebbe stato uno dei luoghi dov’è avvenuta la presunta estorsione ai danni degli occupanti delle ex scuole Hertz e in via delle Acacie entrambe sgomberate, resta ancora sotto sequestro.
Sono stati due i provvedimenti con i quali il tribunale del Riesame ha smontato la tesi accusatoria dell'associazione a delinquere intesa a sfruttare le esigenze abitative di centinaia di persone formulata dal pubblico ministero Luca Tescaroli. Oltre a quella che ha parzialmente dissequestrato l'Angelo Mai, c'è anche la sentenza del 28 aprile scorso con la quale sono state respinte le richieste di custodia cautelare per Pina Vitale e altre 4 attiste del Comitato popolare di lotta per la casa e il divieto di residenza a Roma per altre persone.
"Si discuterà a questo punto quali sono i comportamenti illegali - ha detto l'avvocato Arturo Salerni - l'ipotesi accusatoria è stata smontata dal Riesame che ha dimostrato una grande considerazione per la mobilitazione dei cittadini e degli artisti a sostegno dell'Angelo Mai. I giudici hanno apprezzato il documentario sull'esperienza del comitato popolare di lotta per la casa "Casa nostra" Livia Parisi. E' stato compreso che queste occupazioni sono una risposta alla drammatica emergenza abitativa. Il processo sarà ancora lungo, andremo per gradi".
Visualizzazione post con etichetta Ignazio Marino. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Ignazio Marino. Mostra tutti i post
giovedì 5 giugno 2014
CHI COMANDA A ROMA: IL CASO ANGELO MAI E LE LOTTE PER LA CASA
Etichette:
angelo mai,
casa,
comitato popolare per la lotta della casa,
Ignazio Marino,
la furia dei cervelli,
luigi nieri,
movimenti,
pachamama,
Quinto Stato,
Roberto Ciccarelli,
roma
giovedì 19 settembre 2013
TEATRO VALLE: LA VITA AL TEMPO DEL FUTURO ANTERIORE
Quattordici giugno 2011. Piazza di Torre Argentina a Roma, caldo feroce.
Alle 10 siamo pronti. Ci dividiamo in tre gruppi, zaino in spalla, lenti
scure, passo apparentemente svagato, aria da turisti con gli anfibi. Al telefono si
parla per monosillabi. Ora accelera, non fermarti, convergiamo in un solo punto. Mancano duecento metri dall’ingresso per gli artisti del teatro
Valle. Alle spalle del Senato, sei mesi prima ho visto la sassaiola contro i
blindati, prima che una carica irrompesse da questa strada.
Un’imboscata. Ho rischiato l’arresto, poi ho preso le manganellate in piazza del Popolo.
Sanguinavo dalla testa. Ma sono riuscito a scrivere, nonostante tutto.
Nella fuga ho strappato il cappotto al gancio di una porta.
L’occupazione del Valle – oggi ha assunto la stessa importanza del movimento costituente – non è iniziata con un’attrice che faceva da esca con il portiere del Valle, leggenda chic creata da un bravo inviato di Repubblica. Risale a due mesi prima, all’assemblea del Piccolo Eliseo dove nacque l’alleanza tra i lavoratori del Valle e gli intermittenti dello spettacolo romani di Zeropuntotre. La video-intervista realizzata cinque anni fa da Roberto Faenza riprende le analisi, la postura, la felicità di un atteggiamento critico, la capacità di costruire coalizioni, che oggi rendono il Valle, e i suoi occupanti, un esperimento del futuro anteriore. Il mondo come sarà è quello che state vivendo qui.
Segnali, frammenti, sintomi di un presente che ricostruiremo tra qualche anno.
L’occupazione del Valle – oggi ha assunto la stessa importanza del movimento costituente – non è iniziata con un’attrice che faceva da esca con il portiere del Valle, leggenda chic creata da un bravo inviato di Repubblica. Risale a due mesi prima, all’assemblea del Piccolo Eliseo dove nacque l’alleanza tra i lavoratori del Valle e gli intermittenti dello spettacolo romani di Zeropuntotre. La video-intervista realizzata cinque anni fa da Roberto Faenza riprende le analisi, la postura, la felicità di un atteggiamento critico, la capacità di costruire coalizioni, che oggi rendono il Valle, e i suoi occupanti, un esperimento del futuro anteriore. Il mondo come sarà è quello che state vivendo qui.
Segnali, frammenti, sintomi di un presente che ricostruiremo tra qualche anno.
Iscriviti a:
Post (Atom)

