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sabato 9 maggio 2015

MOLTI NOMI, NESSUN REDDITO

Giuseppe Allegri

Sono tre le proposte in parlamento, e molta la confusione prodotta dalle forze politiche sul reddito minimo o il reddito di cittadinanza. Questo non aiuta l'opinione pubblica a capire di cosa si parla. Ma alla base manca la volontà politica per una legge sul reddito minimo.

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In queste ultime settimane sembra di assistere a una primavera per il reddito garantito, minimo, di cittadinanza, di dignità, che dir si voglia. Qui in Italia, l'unico Paese della «vecchia Europa», insieme con la Grecia, che non ha questa misura universalistica nel proprio sistema di Welfare. E nonostante la stessa (fantomatica?) Europa ce lo chieda dal 1992, con la Raccomandazione 92/441/CEE.

Così oggi ci saranno i 19 chilometri di marcia Perugia-Assisi per il reddito di cittadinanza, promossa dal Movimento 5 Stelle, in sostegno del loro progetto di legge, incardinato al Senato da qualche mese, insieme con la proposta sul reddito minimo garantito presentata da Sel. Mentre da giorni sul sito del leader pentastellare Beppe Grillo c'è una «marcia virtuale», sempre per il reddito di cittadinanza, che curiosamente riprende la grafica usata oramai un decennio fa per una MayDay parade. Verrebbe da scomodare Giambattista Vico e Friedrich Nietzsche, piuttosto che la tanto sbandierata innovazione creativa. O forse il Karl Marx della ripetizione della storia come farsa. Rischiando di sprofondare tutti nel ridicolo.

martedì 14 aprile 2015

PER ESSERE DEGNI CI VUOLE COME MINIMO UN REDDITO

Roberto Ciccarelli

La campagna "reddito di dignità" promossa da Libera di Don Ciotti, il Bin - Basic income network-italia e il Cilap alla quale ha aderito Landini (Fiom). Le differenze con la campagna per il "Reddito di inclusione sociale" (Reis) alla quale ha aderito anche la Cgil di Camusso. Sul reddito le sinistre, e il sindacato, sono spaccati come una mela. Ecco perché - Pubblicato su Il Quinto Stato

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Mancano circa 8 mila firme per raggiungerne 75 mila su change.org per chiedere al Parlamento una rapida discussione e approvazione di una legge sul «reddito minimo o di cittadinanza». «Una misura necessaria, contro povertà e mafie» sostengono le associazioni promotrici: Libera di Don Ciotti, il basic income network-italia e il Cilap. A questa campagna ha aderito anche la Fiom di Landini. Per tutta la giornata di oggi è previsto un «tweet-bombing» ai capigruppo di Camera e Senato, oltre che sul pluribersagliato account twitter del presidente del Consiglio Matteo Renzi. I materiali della campagna possono essere scaricati da questo sito web. Ad oggi le firme raccolte sono 57 mila. L'obiettivo è raggiungerne 100 mila in 100 giorni.

Malgrado le risoluzioni dell'Unione Europea abbiano incoraggiato dal 1992 a definire una soglia di reddito minimo garantito, l'Italia (insieme alla Grecia) non ha una legge che garantisca una protezione economica per chi è disoccupato, precario o in povertà. La campagna «reddito per la dignità» sollecita uno dei Welfare più arretrati d'Europa a recuperare 23 anni di ritardo e promuove una misura ispirata ad un principio consolidato: il reddito minimo è stabilito almeno al 60% del reddito mediano dello Stato membro.