Giuseppe Allegri-Roberto Ciccarelli
Congelamento
degli aumenti salariali. Conferma del pareggio di bilancio nella
Costituzione e quindi di 45 miliardi di tagli per i prossimi 5 anni
alla spesa pubblica. Creazione del commissario europeo al rigore di
bilancio, uno zar che avrà il potere eccezionale di
controllare e imporre misure agli stati che sforano il pareggio di
bilancio dal 2013 in poi. Questa la cornice generale in cui il PD si
appresta ad avviare la politica economica del prossimo governo di
centro-sinistra con l'appoggio dei centristi di Monti.
Tre
comandamenti che non verranno contestati dal centro o dalla destra,
ma certamente dalle ali non silenziate del populismo di destra o di
sinistra. Tutto proseguirà come sempre. Dunque, niente riforma
dell'articolo 18 già riformato dalla riforma Fornero. Impegno
a mantenere le politiche recessive che, secondo il bollettino della
banca
d'Italia del 18 gennaio 2013 abbatterà il Pil al ritmo di un
punto percentuale all'anno. Un film dell'orrore, ma qualcuno cerca di
fare sorridere gli spettatori, promettendo incentivi alla
produttività delle imprese e qualche lenitivo sulla
precarietà, ma senza sbilanciarsi.
