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domenica 21 aprile 2013

GRILLO, "MARCIA SU ROMA" E IL "FASCISMO BUFFO"


Benvenuti nel giorno I dell'austerità, tendenzialmente presidenzialista e postdemocratica, in Italia. Benvenuti nel tempo che concilia il serio con il faceto, dove il serio è Berlusconi padre della patria e il faceto sono tutti i comunisti miglioristi e berlingueriani - insomma i sinistri che odiano la stessa idea ridicola della "sinistra" - quelli che hanno assassinato Bersani e il suo partito e oggi applaudono la rinnovata solidarietà nazionale privata della fantasiosa geometria delle "convergenze parallele", risultato di un'altra epoca, ben più creativa della politica italiana, ma ugualmente inutile. 

sabato 30 marzo 2013

REQUIEM PER PIER LUIGI GARGAMELLA


“Ogni volta che esce una campagna del Pd un pubblicitario muore”.

Bersani ha pensato di poter essere nominato Presidente del Consiglio cercando una “maggioranza semplice” – la metà più uno dei parlamentari presenti, necessari per il numero legale – e avviare un Governo che sarebbe stato oggetto di lotta parlamentare quotidiana nelle Aule. Avrebbe voluto strappare i voti ai renitenti della Casaleggio&Associati, i parlamentari dei 5 stelle che (sembra) vogliano ancora votarlo.

Era una buona idea. Avrebbe sperimentato un governo parlamentare a componente (moderatamente) di sinistra, pressato dalle migliore istanze pentastellari: dal reddito di base, alla centralità dei beni comuni, a nuove forme di democrazia radicale e partecipata.

Ma era un’idea impossibile. Non solo perché non la permette la legge elettorale che il Pd non ha voluto cambiare, pensando che gli avrebbe comunque garantito la maggioranza assoluta. Ma soprattutto perché il movimento 5 stelle ha chiara in testa una sola cosa: l’iniziativa politica deve restare nelle loro mani, per poi suonare la grancassa alle prossime elezioni. Per il momento hanno consegnato il paese al “pilota automatico” della Bce di Mario Draghi. Ma il governo “democrat” non avrebbe saputo fare di meglio.

giovedì 28 febbraio 2013

LA SINISTRA E' MORTA, SOLO UN GRILLO LA POTRA' SALVARE?

L’affermazione del Movimento 5 Stelle annuncia la scomparsa della sinistra in Italia. Non di quella “radicale”, già spazzata via dalla rivolta del 2008, quando all’incirca 2 milioni di persone si rifiutarono di votarla, azzoppando per sempre l’ala sinistra, un miscuglio di ingraismo, comunismo terzinternazionalista, nostalgici del PCI, sindacalismo di base: quella che non ha voluto aderire alla “cosa” degli Occhetto-D’Alema-Veltroni-Bersani.

E’ stato colpito duramente il blocco sociale maggioritario dell’ex partito comunista, e la sua rappresentanza politica, quella trascolorata nelle varie sigle. Nel prossimo biennio la parte residuale del “comunismo” all’italiana – tosco-emiliano – cioè il blocco della moderazione politica che gestisce l’economia delle banche e delle cooperative e le istituzioni di tre regioni, o poco più, non solo dimezzerà i suoi voti, ma rischia di perdere il diritto a rappresentare come partito quella parte residuale della società sindacalizzata, garantita, ridotta a poco più della rappresentanza di un’élite.

venerdì 15 febbraio 2013

PAZZA IDEA: GRILLO E LA SINISTRA ALLEATI PER IL REDDITO MINIMO


Il reddito di base? Ce lo chiede l’Europa. E da più di vent’anni, perché la raccomandazione numero 441 risale al 1992 quando l’allora Comunità economica europea intimò di adottare questa misura tuttora assente nel nostro paese. Ma sin dai tempi della Prima Repubblica, la gran parte delle forze politiche hanno fatto finta di niente. Oggi c’è chi ha preso sul serio l’Europa. La proposta di legge di iniziativa popolare sul reddito minimo è stata depositata con più di 50 mila firme. Un’iniziativa che non ha uguali nella storia ultra ventennale dei movimenti che hanno creduto nella prospettiva del reddito di cittadinanza in Italia. 170 associazioni e partiti come Sel, Prc e Pdci torneranno in parlamento tra un mese per chiedere al nuovo governo, di approvare nei primi cento giorni della legislatura una misura fondamentale per rendere più dignitoso il welfare più familista, classista e inefficiente dei paesi dell’Unione Europea.

venerdì 8 febbraio 2013

LA TELEFONATA (DI ICHINO): FANTASTICHERIA DEL FREELANCE SOLITARIO:


Pubblichiamo l'introduzione alla Furia dei cervelli, scritta nel settembre 2011, come atto di solidarietà, complicità e cospirazione con Chiara Di Domenico, amica, sorella e compagna. Nel suo appassionato intervento sul precariato, ad una convention elettorale del Pd, ha detto:


"La verità è scandalosa, ma lo status quo è osceno. Io mi sono stufata di vedere mogli di, figli di, fratelli di nei posti migliori. Io faccio nomi e cognomi: Giulia Ichino, a 23 annìè stata assunta come editor della mondadori. Della più grande casa editrice italiana, a soli 23 anni, mentre un mio amico, giornalista precario per un quotidiano di sinistra, resterà precario chissà fino a quando".
La risposta dell'editor che quest'anno ha vinto il premio Strega con il libro "Inseparabili" di Alessandro Piperno non si è fatta attendere. Oggi è stata intervistata da molti giornali dove ha potuto esporre il suo punto di vista. Una reazione apparentemente spropositata, un'inusitata dimostrazione di potenza, per giustificarsi alla luce delle parole di Chiara. Al di là delle sue ragioni, raccontiamo un incontro con l'illustre genitore. Perché oggi il lavoro (culturale) - o il "mestiere" - non è forse solo una questione di parentela.

venerdì 25 gennaio 2013

LE DIVERGENZE PARALLELE TRA CGIL E CENTROSINISTRA

Per la Cgil il nuovo, auspicato, governo Pd-Sel, con o senza il supporto al Senato della Scelta Civica di Monti, non deve scendere a patti con le proposte di Pietro Ichino (ex Pd e ex Cgil), Giuliano Cazzola (ex Pdl) e Alberto Bombassei già candidato alla presidenza di Confindustria, schierati al gran completo sul fronte della contro-riforma della riforma Fornero. Ma il Pd che ne pensa? e quali sono i margini di un accordo? Sempre che al Senato ci sia un governo. E non si torni a votare tra un anno. Continua a leggere Le divergenze parallele tra Cgil e centrosinistra

martedì 22 gennaio 2013

IL MERAVIGLIOSO MONDO DEI RIFORMATORI DELLA RIFORMA FORNERO


Giuseppe Allegri-Roberto Ciccarelli

Congelamento degli aumenti salariali. Conferma del pareggio di bilancio nella Costituzione e quindi di 45 miliardi di tagli per i prossimi 5 anni alla spesa pubblica. Creazione del commissario europeo al rigore di bilancio, uno zar che avrà il potere eccezionale di controllare e imporre misure agli stati che sforano il pareggio di bilancio dal 2013 in poi. Questa la cornice generale in cui il PD si appresta ad avviare la politica economica del prossimo governo di centro-sinistra con l'appoggio dei centristi di Monti.

Tre comandamenti che non verranno contestati dal centro o dalla destra, ma certamente dalle ali non silenziate del populismo di destra o di sinistra. Tutto proseguirà come sempre. Dunque, niente riforma dell'articolo 18 già riformato dalla riforma Fornero. Impegno a mantenere le politiche recessive che, secondo il bollettino della banca d'Italia del 18 gennaio 2013 abbatterà il Pil al ritmo di un punto percentuale all'anno. Un film dell'orrore, ma qualcuno cerca di fare sorridere gli spettatori, promettendo incentivi alla produttività delle imprese e qualche lenitivo sulla precarietà, ma senza sbilanciarsi.

domenica 11 novembre 2012

ORARIO DEI PROF: TROPPI EROI NEL POLLAIO ELETTORALE

Claudia Boscolo

La commissione bilancio approva l'emendamento della norma inserita nella legge stabilità, riguardante l'aumento dell'orario lavorativo dei docenti da 18 a 24 ore settimanali. Improvvisamente i soldi sono stati trovati, quindi non c'è più bisogno di vessare gli insegnanti. Ci si chiede se il  governo davvero non fosse a conoscenza del fatto che esistevano altri fondi a cui attingere. Per quale motivo creare un tale scompiglio, inserendo una norma umiliante per il corpo docente e destabilizzante per il sistema scuola, se c’erano altre vie praticabili? Davvero il governo davvero pensava che gli insegnanti sarebbero rimasti in silenzio a guardare il proprio lavoro avvilito a una questione di computo di ore, come se si trattasse di una mansione amministrativa della Pubblica Amministrazione e non di un ruolo sociale della massima rilevanza con ripercussioni vitali sulla società civile, non quantificabili in ore lavorate?