Roberto Ciccarelli
Sharing Economy. Class Action, auto-organizzazione, nuovo sindacalismo. Sono gli strumenti che hanno permesso ai tassisti di Uber e Lyft di vedersi riconosciute le spese, i contributi e le tutele fondamentali da queste aziende. Come organizzare i non organizzabili. Negli Stati Uniti. E da noi - Pubblicato su Lavoro Culturale
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In collaborazione con BOOK PRIDE, un contributo in vista dell’incontro SHARING, COWORKING E MUTUALISMO: IL LAVORO DELLA CONOSCENZA SI AGGREGA, a Milano, sabato 28 marzo, dalle ore 17:15 alla Sala Ornitorinco di Via Piranesi 10.
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I due colossi della “App-economy” Uber e Lift, non sono riusciti a convincere i giudici federali del distretto di San Francisco che i loro autisti sono “contrattisti indipendenti”, cioè freelance ingaggiati a richiesta o su commissione per guidare i loro taxi. Questi autisti sono invece dipendenti mascherati. In due sentenze che avranno un grande impatto sulle imprese della “economia della condivisione” (sharing economy) nella Silicon Valley, i giudici hanno imposto a Uber e Lift di chiarire la natura subordinata di un rapporto di lavoro che si presenta come autonomo.
È il risultato di una class-action degli autisti impiegati del nuovo capitalismo on demand. la loro azione ha ottenuto il rimborso spese, incluso il costo della benzina e della manutenzione dei veicoli con i quali lavorano, da parte di queste aziende. Fino ad oggi, infatti, questi costi sono stati scaricati sulle loro spalle, insieme al pagamento dei contributi per la sicurezza sociale, quello della disoccupazione, oltre naturalmente ai compensi che gli autisti devono guadagnare solo dalle loro chiamate. Lo scenario è lo stesso in Europa, e in Italia, per buona parte del lavoro autonomo o precario.
A chi lavora spettano i costi del suo lavoro fatto per le aziende. Alle aziende la moltiplicazione dei profitti. Uber ha guadagnato più di 4 miliardi di dollari da società di capitali di rischio, come Benchmark o Google Ventures, portando il valore dell’azienda a 41 miliardi di dollari. E’ la start up più apprezzata negli Stati Uniti. Lyft ha guadagnato “solo” 331 milioni di dollari da Andreessen Horowitz, Founders Fund, e altri investitori. La sproporzione tra i redditi dei lavoratori e quelli dei manager, come tra il valore del lavoro e quelle delle start up è ormai tradizione nel nuovo capitalismo. San Francisco,il cuore dell’industria High Tech degli stati Uniti, oggi registra il più alto tasso di crescita delle diseguaglianze tra i redditi, una frattura pari solo a quella del Ruanda.
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domenica 22 marzo 2015
LA SCONVENIENTE VERITA' PER UNA START UP: IL LAVORO SI PAGA
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domenica 15 febbraio 2015
LA RIVOLUZIONE DEL LAVORO
Come i freelance ricreano il mutualismo in Francia, Olanda, Stati Uniti. E in Italia.
Roberto Ciccarelli
Il 9 dicembre 2014 quattro società cooperative e partecipative (SmartFr, Coopaname, Oxalis, Grands Ensemble) e una società cooperativa di interesse collettivo (Vecteur Activités) si sono associate e hanno creato Bigre!, una società mutualistica di lavoro in Francia. È il primo esperimento transnazionale (tra Francia e Belgio), autogestito su base cooperativa da lavoratori autonomi, composto da una rete che intende garantire uno scambio mutualistico sulla gestione fiscale, protezione sociale, auto-finanziamento e tutela dei diritti dei lavoratori intermittenti o indipendenti.
Nate dai movimenti della cooperazione per l'attività e per l'impiego (Cae), una realtà politico-economica ispirata al socialismo auto-gestionario e critica rispetto alle politiche neoliberiste del lavoro ispirate all' “imprenditore di se stesso” negli anni Novanta del XX secolo, Coopaname, Oxalis, Grands Ensemble, Vecteur Activités si sono unite alla filiale francese di Smart, un gruppo mutualistico fondato in Belgio nel 1998 per tutelare gli interessi degli artisti, dei tecnici e dei lavoratori intermittenti dello spettacolo che oggi conta su 60 mila associati in tutta Europa (una sede esiste anche in Italia, a Milano).
L'obiettivo di Bigre! è realizzare un progetto politico per rifondare la solidarietà interprofessionale e la cooperazione produttiva, respingendo la mercificazione delle aspirazioni a lavorare e a organizzarsi in maniera diversa. Le categorie coinvolte in questa nuova forma della cooperazione e dell'auto-organizzazione del quinto stato sono: giardinieri, informatici, interpreti, giornalisti, prestatori d'opera, freelance, pastori, consulenti, carpentieri, artigiani, tecnici dello spettacolo, specialisti del commercio online, autori, stagionali. In altre parole: lavoratori non salariati, ma indipendenti, intermittenti, con o senza partita Iva (o forme di lavoro analoghe in Francia o in Belgio).
venerdì 3 ottobre 2014
COSA FANNO I SINDACATI CON I PRECARI E I POVERI IN INDIA E NEGLI STATI UNITI (MA NON IN ITALIA)
Roberto Ciccarelli
La rissa tra Renzi e la Cgil sulla vita dei precari e l'articolo 18: "Cosa avete fatto sui precari?" chiede il primo che dirige il partito che ha inventato il precariato in Italia. Cgil è invece in grande difficoltà e non ha argomenti contro chi l'accusa di essere il sindacato del lavoro dipendente e dei pensionati.
Questo dibattito strumentale, polarizzato dalla crociata surreale e interessata contro l'articolo 18, ignora la realtà più grande dell'auto-organizzazione di chi si è posto veramente il problema nell'ultima generazione negli Usa o in India, ad esempio.
La rissa tra Renzi e la Cgil sulla vita dei precari e l'articolo 18: "Cosa avete fatto sui precari?" chiede il primo che dirige il partito che ha inventato il precariato in Italia. Cgil è invece in grande difficoltà e non ha argomenti contro chi l'accusa di essere il sindacato del lavoro dipendente e dei pensionati.
Questo dibattito strumentale, polarizzato dalla crociata surreale e interessata contro l'articolo 18, ignora la realtà più grande dell'auto-organizzazione di chi si è posto veramente il problema nell'ultima generazione negli Usa o in India, ad esempio.
Sindacati,
auto-organizzazione, mutualismo e consorzi politici: cartografia del quinto
stato al tempo dell’assalto al ceto medio e della povertà generalizzata
Cartografia del quinto stato: sindacati,mutualismo e consorzi politici
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