Ritratto di Mario Galizia,
maestro del diritto costituzionale italiano
Giuseppe Allegri
maestro del diritto costituzionale italiano
Giuseppe Allegri
Ancora
vorrei conversare
a lungo con voi. Ma sia.
Giorgio Caproni
“Scusate
il ritardo, ragazzi! Mi ha bloccato una telefonata di un socialista
che mi voleva raccomandare un tipo del partito. Mi diceva: tra
socialisti ci capiamo. Ma io gli ho detto che è un farabutto,
altro che socialista! L'ho mandato a quel paese una decina di volte,
ma non si rassegnava. Questi farabutti si credono di comandarci a
bacchetta: ma che siamo diventati tutti matti? Io questi continuerò
sempre a mandarli a quel paese”.
Così
esordì un vispo, ancorché già agée,
Professore la cui testa pelata aveva portato noi sarcastici e
impuniti pischelli, cresciuti con la Famiglia Addams, a ribattezzarlo
“Zio Fester”. Era Mario Galizia in una delle prime lezioni di
Diritto costituzionale italiano e comparato, che mi capitò
di frequentare sul finire degli anni Ottanta, quando ancora non
c'erano i telefoni cellulari, subito prima della Pantera, in quel di
Scienze politiche a La Sapienza di Roma.



