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lunedì 30 settembre 2013

HO CONOSCIUTO UN MAESTRO DI INDIPENDENZA

Ritratto di Mario Galizia, 
maestro del diritto costituzionale italiano

Giuseppe Allegri
Ancora vorrei conversare
a lungo con voi. Ma sia.

Giorgio Caproni





“Scusate il ritardo, ragazzi! Mi ha bloccato una telefonata di un socialista che mi voleva raccomandare un tipo del partito. Mi diceva: tra socialisti ci capiamo. Ma io gli ho detto che è un farabutto, altro che socialista! L'ho mandato a quel paese una decina di volte, ma non si rassegnava. Questi farabutti si credono di comandarci a bacchetta: ma che siamo diventati tutti matti? Io questi continuerò sempre a mandarli a quel paese”.



Così esordì un vispo, ancorché già agée, Professore la cui testa pelata aveva portato noi sarcastici e impuniti pischelli, cresciuti con la Famiglia Addams, a ribattezzarlo “Zio Fester”. Era Mario Galizia in una delle prime lezioni di Diritto costituzionale italiano e comparato, che mi capitò di frequentare sul finire degli anni Ottanta, quando ancora non c'erano i telefoni cellulari, subito prima della Pantera, in quel di Scienze politiche a La Sapienza di Roma. 

martedì 24 aprile 2012

venerdì 6 aprile 2012

NOI SIAMO IL QUINTO STATO



Siamo milioni. Donne e uomini. Giovani e meno giovani. Italiani e migranti. Professionisti, stagisti e apprendisti. Studenti e artisti, precari e lavoratori autonomi. Siamo lavoratori della conoscenza, pratichiamo un’arte, eroghiamo servizi attraverso consulenze o traduzioni, (auto) organizziamo produzioni, nutriamo quei beni comuni che si ottengono dalle relazioni, dall’immaginazione, dal lavoro culturale e da quello nella formazione. Siamo il Quinto Stato.

CREDITI:
Musica: Grégoire_Lourme_SuperHero_Montage
http://www.jamendo.com/it/track/200172
Progetto grafico: Enrico Parisio, Paolo Buonaiuto
Montaggio: Maria Cristina Sansone

sabato 18 febbraio 2012

IL NUOVO MUTUALISMO




In Italia, un terzo della forza lavoro attiva (7 milioni di persone) è senza tutele previdenziali ed assicurative. Una situazione drammatica che ricorda quella di fine Ottocento quando donne e bambini, giovani e anziani costruirono un movimento basato sulla solidarietà. Fu l'inizio del movimento operaio basato sul mutuo soccorso, le leghe di resistenza, la cooperazione, le case del popolo, il partito di massa. Oggi sono i lavoratori indipendenti a volersi organizzare. Estranei alla deriva burocratica, politicista e statalista della sinistra e del movimento operaio novecentesco, gli indipendenti riscoprono le aspirazioni auto-gestionarie, il radicalismo democratico, l'autonomia della società.



mercoledì 8 febbraio 2012

OPEN MANIFESTO: NOI SIAMO IL QUINTO STATO

mercoledì 1 febbraio 2012

MONDO NEET

domenica 1 gennaio 2012

LA COLONNA FURIOSA DEL 2011

Il Console


Dal ritornello di "I need a Dollar" al grido storpiato, infantile e nevrotico di "Luv U Foevah", il cortocircuito è completo. La ricerca di indipendenza e autodeterminazione passa per la rivolta collettiva e la riappropriazione di reddito. Uno dei migliori critici musicali della scena italiana, esploratore delle sonorità metropolitane ha fatto per noi la colonna sonora del 2011. Al primo posto, l'inno della rivolta: WU LYF – Dirt.

LA SFIDA DEI LAVORATORI INDIPENDENTI

Inchiesta furiosa. Lunedì 19 dicembre a Porta Futuro a Roma, le associazioni, le reti e i movimenti del lavoro indipendenti si incontrano per valutare insieme la possibilità di creare una "Freelancers Union". Gli indipendenti spiegano le loro ragioni e parlano di un paese invisibile e inascoltato, schiacciato dalla crisi e privo di ogni forma di tutela e anche di coscienza.

Nel 2011, Roma è stata il crocevia dei movimenti dei lavoratori della conoscenza. L’occupazione del teatro Valle il 14 giugno scorso è una delle punte più avanzate di un sommovimento sociale in un mondo, per lo più invisibile e non rappresentato nel lavoro come nella società, dove vivono almeno 240 mila persone (ma i dati risalgono al 2008, quindi prima della crisi).

mercoledì 7 dicembre 2011

LA FURIA DEI CERVELLI: L'INDIPENDENZA SENZA CONDIZIONI

Sergio Bologna

La "furia dei cervelli": storie, inchieste e analisi sulla condizione del lavoro e della vita contemporanea. Dall'università, al Teatro Valle, dal lavoro autonomo al precariato, nelle grandi e nelle piccole città, un nomadismo disincantato e conflittuale alla ricerca di tutele e garanzie per il lavoro indipendente e di una nuova politica, welfare e diritti per il Quinto Stato.

Meglio un cervello furioso di uno fuggitivo? Questo libro di Giuseppe Allegri e Roberto Ciccarelli, per quanto il gioco di parole del titolo - La furia dei cervelli, manifestolibri, pp. 167, euro 18 - possa farlo pensare, non si occupa di giovani talenti che emigrano, ma del tema dell'indipendenza. Di grande attualità perché mai ci fu un periodo della storia del capitalismo dove il concetto di indipendenza ha subito tante offese.

lunedì 5 dicembre 2011

LA FURIA DEI CERVELLI A BARI

Giovedì 22 dicembre, ore 18 Zona Franka 2.0, Via Marchese di Montrone 80, Bari, presentazione de La Furia dei Cervelli, saranno presenti gli autori.


"Questo libro, scritto a quattro mani da una piccola, ma combattiva comunità di freelance, indaga le inconfessabili ragioni che hanno portato le classi dirigenti di destra e di sinistra a creare, e poi a rimuovere, le ragioni di questo genocidio. Al loro sguardo vigile e partecipato non sfuggono gli innumerevoli segnali che indicano come il vento stia cambiando e sia giunto il momento di una trasformazione radicale di sistema."